StadioTardini.com: 4 domande ai BoysParma1977

04 Mag 2010, 14:56 10 Commenti di

1) Siete favorevoli o contrari allo stadio di proprietà delle società di calcio?
Siamo contrari. Gli stadi devono conservare la loro natura: comunitaria e sportiva. Devono rimanere di proprietà delle comunità locali, essere di tutti e accessibili a tutti. Gli stadi devono favorire la partecipazione popolare, l’aggregazione, lo sport, la libera espressione, e la crescita sociale. Non devono essere convertiti al consumismo, alla selezione e alla repressione.
Lo Stato italiano non può e non deve regalare gli stadi italiani alle Spa del pallone, né finanziare speculazioni private con la scusa dello sport.

2) Lo stadio di proprietà per essere competitivi?
No. Utilizzare la passione dei tifosi per giustificare una speculazione privata proprio non ci piace.
Se le Spa del pallone ritengono che per essere competitive nello sport debbano costruire, gestire e vendere, centri commerciali, alberghi; negozi; ristoranti; abitazioni residenziali; ecc ecc. lo facciano pure. Ma con i loro soldi, senza leggi ad hoc dello Stato che gli conferiscano privilegi, senza stravolgere aree sportive pubbliche. Già oggi, per altro, i proprietari dei club hanno interessi in una miriade di campi economici. Cosa investire o reinvestire nei club lo decidono loro, e farebbero così anche se lo Stato gli regalasse gli stadi e gli finanziasse le opere per trasformarli.

3) Ancora si discute sulla possibilità di dislocare il Tardini in periferia voi che dite?
Il Tardini è lo stadio di Parma. E’ un pezzo della nostra storia, un simbolo della nostra comunità, un centro della parmigianità, il più grande luogo d’aggregazione della nostra città. E’ un polmone verde, dedicato allo sport e allo stare insieme. In esso si radunano abitualmente migliaia di parmigiani, e non per fare shopping, ma perché condividendo la stessa passione, per sostenere insieme la squadra della propria città. Grazie alle dinamiche del tifo si conoscono, si frequentano, imparano a stare insieme. Parma non può delocalizzare la sua anima, i suoi spazi sociali e popolari. Il Tardini va conservato, dov’è. E ne va conservata e difesa la sua natura.

4) Dulcis in fundo, la tessera del tifoso.
Per avere la Tessera bisognerà chiedere il permesso alla Questura, sottoscrivere una carta di credito, e accettare di sottostare alle volontà delle Spa del pallone che la rilasciano. Il che conferirà anche a quest’ultime ampi poteri sul tifo libero, ancor prima d’aver privatizzato – depredato? – il Paese dei suoi stadi.
Per la passione si può rinunciare alla propria natura e alla propria dignità? Noi crediamo di no.
La Tessera snatura il rapporto club – tifoso, in senso commerciale, imponendosi e dettando regole arbitrarie, poliziesche e padronali. Un tipo di rapporto che non fa per noi. Per qualcuno può essere una buona occasione per vendersi. Ma non per noi..
Passione sì, loro servi no. Noi la Tessera non la facciamo.

Grazie ai Boys per la disponibilità

BoysParma1977. Il gruppo ultras di Parma è denominato Boys Parma ed è stato fondato nel 1977.
Allo Stadio “Ennio Tardini” di Parma gli ultras i sostenitori più caldi del tifo gialloblù occupano la curva Nord che, gli stessi, dal 4 maggio 2008, hanno intitolato a Matteo Bagnaresi, ragazzo appartenente ai Boys Parma tragicamente deceduto il 30 marzo 2008 in un autogrill sull’autostrada A21 Piacenza-Torino, mentre si recava a Torino per assistere a Juventus-Parma.
I Boys Parma 1977 sono attualmente gemellati con gli Ultras Tito Cucchiaroni (Sampdoria), con i Rangers e con i Desperados (Empoli).
In passato ci sono state amicizie con gli ultras del Barletta, del Cesena, dell’Hellas Verona (Brigate e Inferno) e dello Spezia, nonché buoni rapporti poi sfociati in accese rivalità con il Modena ed il Piacenza. Storico il campanilismo con i cugini della Reggiana e del Bologna, mentre, con il passare degli anni, si è sviluppata un’aspra rivalità con la Juventus e con altre tifoserie di squadre importanti come Roma, Fiorentina e Genoa. Nonostante la differenza di categorie è rimasta una forte rivalità con le tifoserie di Carrarese e Cremonese.
Sito web del gruppo: http://www.boysparma1977.it/

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Autore

Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

10 Commenti a “StadioTardini.com: 4 domande ai BoysParma1977”

  1. Anonymous says:

    Va bene così, speriamo che la lotta di questi ragazzi porti al risultato da me insperato….
    Delmo da Parma

  2. Matusalem says:

    la tessera è, ancora piu' che le speculazioni mafiose, la botta definitiva al tifo.

  3. Sara says:

    Adesso sarebbe curioso sentire il parere di tutti i gruppi del tifo giallo blu. A cominciare dal "ambiguo" Settore Crociato.
    Bravi ragazzi

  4. Moderatore says:

    Abbiamo già formulato le domande che nei prossimi giorni faremo avere ai gruppi organizzati. Sperando nella cortesia avuta dai Boys ma anche dal giornalista Gabriele Majo

  5. Anonymous says:

    Questi sembra che abbiano sempre la ragione e la verità assoluta…

  6. Anonymous says:

    Io sono favorevole alla privatizzazione, ma bisogna monetizzare per poi investire in priorità quali case, lavoro e scuola. Gratis no! ora si spiega la ditta edile che si è avvicinata al Parma con tanta passione.
    Marco T.

  7. Anonymous says:

    andi par sprelli!

  8. Matteo says:

    Pienamente d'accordo coi Boys,che credo abbiano sintetizzato bene come stanno le cose.
    Si potrebbero aggiungere tante altre cose.
    Detto che sono contrario alla "Tessera del tifoso", vorrei ricordare a tutti che l'unica arma che ci resta contro i "Signori del Pallone" é COLPIRLI NEL PORTAFOGLIO,ma a tutto campo e cioé: niente acquisto biglietti, niente tessera e quindi niente abbonamento,niente abbonamento alle pay-tv,niente acquisto merchandising. NIENTE DI NIENTE.
    Fino a quando non cambierà. Senza stare a guardare se gli altri faranno come noi o no.

  9. Anonymous says:

    Niente di nuovo. Sono cose che ripetono quasi quotidianamente sul loro sito.

  10. Anonymous says:

    Secondo me e' ora che vi date una svegliata. Prima di tutto lo stadio non e' vostro ma di tutti i parmensi e non solo uno spazio dove scoppiare petardi e fare casino. Secondo, se veramente tenete a cuore il futuro di un club glorioso come il Parma, dovete capire che ci vogliono i soldi. Poiche' il denaro non cresce sugl'alberi, lo stadio e' un mezzo per incrementare le entrate di un club.