COLOMBA, EPPUR SI MUOVE

30 Set 2011, 11:30 Commenti disabilitati su COLOMBA, EPPUR SI MUOVE di

Prove tecniche di 4 3 2 1 nella partitella di ieri contro i Crociati Noceto (5-0), ma per me la coppia Biabiany-Giovinco difficilmente potrà ripetere i fasti di Asprilla-Zola…

colomba 20 07 2011(gmajo) – Dopo la partita con la Fiorentina il nostro lettore Matteo postò un commento che si concludeva così: “Un esperimento Giovinco-Biabiany sul modello Zola-Asprilla mi piacerebbe vederlo. E io gli risposi. “L’ipotesi Giovinco-Biabiany riedizione moderna di Zola-Asprilla mi ‘arrapa’ poco, perché secondo me uno andrebbe a limitare la libertà d’azione dell’altro. Non mi piaceva, infatti, neppure quando venivano appaiati Leon e Gasbarroni tanto per capirci. Per me il fantasista deve essere uno: se me metti due c’è confusione ed appunto limitazione della fantasia di uno dei due. Poi Biabiany seconda punta credo sia stato il fallimento più grande della trasferta a Firenze: tanto è vero che quel poco di buono che ha fatto è stato quando sul finale di gara Colomba lo ha dirottato a sinistra”. Torno a parlarne perché ieri, nel test amichevole disputato al CS di Collecchio contro i Crociati Noceto (5-0), Franco Colomba ha schierato appunto un 4 3 2 1, e, nella parte finale di gara, alle spalle di Floccari c’erano appunto Biabiany e Giovinco, in uno schieramento un po’ di mariniana memoriaContinua all’interno

Ho titolato questo articolo “Colomba, eppur si muove”, perché durante la fase di preparazione estiva – quella che secondo le parole pronunziate dal tecnico nella scorsa stagione sarebbe stata utile per portare avanti eventuali esperimenti – l’allenatore ha insistito soprattutto, per non dire esclusivamente, sul familiare 4 4 2 (non mi va di chiamarlo 4 4 1 1, come fanno in tanti, perché Giovinco, per me, agisce da seconda punta a tutti gli effetti, e dieci centimetri avanti, dieci centimetri indietro, non fanno la differenza per la semplicistica esemplificazione numerica di uno schema da parte dei cronisti). Ben vengano, dunque, sia pure un po’ tardive, le prove tecniche di trasmissione di altri sistemi di gioco. Un po’ tardive, perché è vero che ragionevolmente nessuno poteva pensare che Giovinco venisse cacciato già dopo la prima partita interna, dunque all’inizio di stagione, però è altrettanto vero che non bisogna illudersi di avere la Formica – vero e proprio valore aggiunto di questa squadra – al top per 38 giornate: sicché è chiaro che pur puntando gran parte delle proprie “fiches” su di lui, è bene tenerne altre di riserva per la bisogna, appunto perché l’imprevisto è sempre in agguato (vedesi l’espulsione di Parma-Chievo), e perché sarà fisiologico un suo abbassamento di rendimento in coincidenza con l’incedere del Generale Inverno. Colomba, infatti, ha potuto beneficiare, fino ad ora, del miglior Giovinco, avendolo avuto al top con lo scoppiare della Primavera, e appunto in questa fase iniziale di stagione. Con tutti i demeriti che si possono appuntare a Marino – in primis l’utilizzo di Giovinco in una posizione che ne limitava le potenzialità – se per gran parte della scorsa stagione l’allora numero 21, oggi 10, ha latitato è per i naturali limiti in cui incorrono i calciatori dalle sue caratteristiche. Limiti che vanno tenuti presenti, perché se no diventa notte fonda quando non c’è. Se fossero state fatte adeguate prove tecniche, a Firenze, forse, Colomba avrebbe avuto meno difficoltà a surrogare il fantasista, magari andando a modificare il suo disegno tattico, non avendo in rosa un calciatore dalle analoghe caratteristiche. A quel punto lì, dovendo lo stesso ricorrere a dei giocatori fuori ruolo (il povero Zè Eduardo sacrificato a destra, tanto per dirne una e aggiungerei pure Biabiany dirottato in mezzo) tanto valeva cambiare vestito, andando pure a creare un po’ di difficoltà allo stratega avversario, il quale, indipendentemente dai protagonisti, sapeva perfettamente come il Parma sarebbe andato vestito. Pur essendo un amante della tattica, però, specifico che a mio modesto avviso in questo inizio di stagione se il Parma ha deluso non è per questo motivo, quanto, perché sono venute meno quelle caratteristiche virtuose che ne avevano caratterizzato il cammino nelle sette giornate, cioè l’arrivare prima sul pallone, una sana vis agonistica, la mente serena e sgombra, tanto per citarne tre. Ed era stato proprio Psycolomba ad infonderle. Come rimarcato dall’AD Leonardi domenica sera – sia pure in maniera eccessivamente enfatizzata – il Parma al cospetto della Roma è tornato ad avere, a sprazzi, quelle caratteristiche. In particolare non si è praticamente fatto mai chiudere nella propria area dalla Roma. Una Roma malata, che avrebbero dovuto essere sconfitta dal Parma, sull’esempio del Novara capace di fare risultato con l’Inter: peccato, però, che il Parma fosse a propria volta da codice rosso, al contrario della formazione di Porcari e Paci. Ora: la ricerca di un nuovo atteggiamento tattico, non deve distrarre da quella che dovrebbe essere la prima mission per la resurrezione, cioè il ritrovare sé stessi. Eppur si muove Colomba, e va bene, perché un eccessivo immobilismo si traduce in un vantaggio per l’avversario, ma non pensiamo che se le cose sono andate male fino ad ora è per colpa del 4 4 2, sistema che peraltro ci fece risorgere qualche mese fa. Ieri, in partitella, i principali attori del 4 3 2 1 sono stati coloro rimasti in campo per un’ora, alias le seconde linee, o coloro che giocano di meno, insomma il Parma B, che come sintetizzerebbe Crespo o i giornalisti. Alle spalle della punta centrale, il ritrovato Pellè, c’erano Palladino e Valdes, appunto nei panni di Zola ed Asprilla come direbbe Matteo… Palladino, che secondo le tabelle pubblicate dai quotidiani sarebbe il secondo calciatore dall’ingaggio più alto in rosa, ha fatto anche uno spezzone centrale dopo che si è rivisto sulla fascia Marques, entrato al posto di Pellè. Con siffatto schieramento, però, le novità più interessanti arrivano dal reparto di centrocampo, fortificato da un elemento in più, ovvero il tanto anelato regista, o uomo davanti alla difesa, che secondo tanti mancherebbe in rosa, dopo la cessione di Dzemaili al Napoli, anche se per me è un falso problema,avendo comunque in rosa giocatori, anche promettenti, che vi ci si possono cimentare, come è stato per oltre un’ora ieri Danilo Pereira e poi Nwankwo. Se invece si gioca con il 4 4 2 non serve un elemento di quel tipo lì, a meno che non si pretenda di avere Pirlo in squadra, calciatore che il Parma di oggi non si può certo permettere. Ma con il 4 3 2 1 quelli che verrebbero a mancare sarebbero gli esterni alti, vale a dire Valiani e Modesto, che pure erano stati tra gli indubbi punti di forza del primo governo Marino. I tandem laterali, infatti, erano assai funzionali. Le cose a sinistra sono migliorate con il ritorno di Gobbi, mentre a destra, purtroppo, finora latita quella che avrebbe dovuto essere una certezza, cioè Cristian Zaccardo. Tra poche ore sentiremo cosa dirà a sua discolpa, toccando oggi a lui rispondere al question time delle 14.30. Gabriele Majo

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Gabriele Majo, 55 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), capo ufficio stampa del Parma Calcio 1913 fino alla stagione 2016/2017, nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.
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