GALLOPPA, CONFERENZA SPOT PER UN CALCIO PROPOSITIVO

23 Set 2011, 18:27 2 Commenti di

Il centrocampista indica nella Roma di Luis Enrique il modello da seguire: “Io sposo la sua filosofia. Noi abbiamo giocato tre partite difensive e abbiamo beccato otto gol… Il futuro è quello. In Italia pensiamo troppo a non prenderla e alla fase difensiva”

(gmajo) – Tanta nostalgia del calcio propositivo. Il Parma rinunciatario delle prime tre giornate, oltre a non essere piaciuto ai tifosi che si aspettavano tutt’altro abbrivio di stagione, non è gradito neppure agli stessi protagonisti. Daniele Galloppa, calciatore designato per la conferenza stampa odierna al Centro Sportivo di Collecchio, lo ha detto chiaro e tondo parlando con i cronisti in sala stampa: “In queste prime tre partite, giocando in un certo modo, abbiamo preso otto gol”. Per il centrocampista il modello da seguire è la Roma di Luis Enrique: “Io sposo la sua filosofia: credo che gli va dato tempo e un domani la Roma ne verrà fuori alla grande, perché è vero che il calcio italiano è diverso dal calcio spagnolo, però, secondo me, dobbiamo passare da lì. Il futuro del calcio è quello, perché in Italia si pensa troppo a non prenderle e alla fase difensiva, ma il calcio sta cambiando…”. Il destinatario della riflessione pubblica di Galloppa sembrerebbe essere Colomba, ma: “Io non voglio punzecchiare nessuno, ci mancherebbe altro, tanto meno il mister che ci ha dato una mano importante: l’anno scorso ha fatto qualcosa di incredibile, se pensiamo a come eravamo messi e e a come era il calendario. Credo che queste tre partite abbiano evidenziato, indipendentemente dal modulo o da come si gioca, perché i giocatori offensivi ci sono, che abbiamo proposto poco calcio e quello che fa pensare è che proponendo poco abbiamo preso otto gol, quindi questo deve far riflettere in primis noi giocatori. Poi, ovviamente, l’allenatore ha le sue idee e noi le condividiamo, eh, però spero che anche noi cambiamo il chip e si cambi un po’ tutti in generale”.

All’interno la trascrizione integrale

Francesca Devincenzi (Rete 8) – Che momento state attraversando?

“Sicuramente non tranquillo: siamo consapevoli che non siamo partiti bene, per fortuna la vittoria col Chievo ci ha dato un po’ di respiro, però le due trasferte ci fanno pensare, perché siamo venuti a casa con sette gol presi e credo poche azioni proposte, poco calcio proposto. Quindi dobbiamo riflettere un po’, credo…”

Francesca Devincenzi (Rete 8) – Tu come ti senti? In che grado di condizioni credi di essere?

“Mah… Io mi sento bene, anche se domenica, con il Chievo, ero uscito per una botta che avevo subito nei primi 20’ e mi aveva condizionato tutta la partita. Però il ginocchio risponde bene, magari non siamo ancora al top della condizione. Sicuramente c’è da migliorare anche quella: però stiamo lavorando per quello: spero il prima possibile che sia io che la squadra si raggiunga il top”.

Michele Angella (Teleducato) – Ieri sera eri al cinema o davanti alla televisione a guardare la Roma? E se l’hai vista ti chiedo una impressione in generale su questo progetto del nuovo corso giallorosso.

“No, non sono andato al cinema: ero a casa a vedere la partita e ho visto un buon Siena che ha messo in difficoltà la Roma. Questo ci fa sperare, perché credo che la Roma sia una grandissima squadra ancora in rodaggio che sta ancora cercando l’equilibrio giusto. Io, però, sposo la filosofia di Luis Enrique: io credo che gli va dato tempo e un domani la Roma ne verrà fuori alla grande, perché è vero che il calcio italiano è diverso dal calcio spagnolo, però, secondo me, dobbiamo passare da lì. Il futuro del calcio è quello, perché in Italia si pensa troppo a non prenderle e alla fase difensiva, ma il calcio sta cambiando. Noi siamo testimoni che in queste prime tre partite, giocando in un certo modo, abbiamo preso otto gol. Ripeto: bisogna sposare quella filosofia e credo che Luis Enrique sia sulla strada giusta. Poi i risultati spero gli diano ragione. Certamente non partendo da domenica…”

Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Senti Daniele, da noi c’è un proverbio che dice: “si parla a nuora perché suocera intenda”…

“Bella questa qua… (sorride). Io, però, non voglio punzecchiare nessuno, ci mancherebbe altro, tanto meno il mister che ci ha dato una mano importante: l’anno scorso ha fatto qualcosa di incredibile, se pensiamo a come eravamo messi e e a come era il calendario. Credo che queste tre partite abbiano evidenziato, indipendentemente dal modulo o da come si gioca, perché i giocatori offensivi ci sono, che abbiamo proposto poco calcio e quello che fa pensare è che proponendo poco abbiamo preso otto gol, quindi questo deve far riflettere in primis noi giocatori. Poi, ovviamente, l’allenatore ha le sue idee e noi le condividiamo, eh, però spero che anche noi cambiamo il chip e si cambi un po’ tutti in generale”.

Sandro Piovani (Gazzetta di Parma) – Questa è una analisi personale, nel senso che nelle partite in cui hai giocato si è evidenziata questa tua fatica ad entrare in un meccanismo più difensivo?

“Sì, sì: le difficoltà in campo ci sono state dal punto di vista personale, credo dovute anche al fatto di una condizione non al top, perché mi manca comunque la partita,la costanza, perché venendo da una annata così… sto bene, però mi mancava il ritmo partita. Bisogna che rimetta un po’ di partite sulle gambe per ritornare come prima, se non meglio… Sicuramente questa considerazione viene da quello che ho visto in campo, anche perché, per quanto mi riguarda, ho fatto fatica anch’io a proporre gioco, pur avendo questa caratteristica nelle mie corde. Comunque ci siamo tanto attaccati al gioco individuale di un attaccante, di Giovinco, di Pellè, di Biabiany, di Floccari, di chiunque gioca in avanti. Noi abbiamo delle armi importanti davanti, però non possono essere l’unica soluzione e sperare in una giocata: bisogna comunque essere bravi ad arrivarci e metterli nelle condizioni migliori per farci fare il salto di qualità”.

Monica Bertini (Tv Parma) – Non è un mistero che tutti dicano che il Parma sia Giovinco-dipendente: a voi questa cosa dà fastidio? Come la vivete?

“No, fastidio no, ci mancherebbe altro. Sappiamo che Seba è un valore aggiunto e quindi ce lo teniamo ben stretto. Speriamo che anche domenica si dica la stessa cosa: significherebbe, magari, che ha fatto due gol e abbiamo vinto la partita. Però i fatti, ad oggi, testimoniano quello, cioè che Seba ha fatto una partita importante con il Chievo e abbiamo vinto, e nelle altre due partite, onestamente, non abbiamo fatto una grande figura. Quindi è normale che la critica dica questo. Io, però, penso che, come ho detto prima, si debba arrivare attraverso il gioco, attraverso le nostra qualità di squadra, o individuali, a fare la partita. Credo che al di là di Seba, che come detto è un valore aggiunto, ci siano altre qualità importanti in squadra, soprattutto a livello offensivo, per quanto mi riguarda, abbiamo tante soluzioni da poter sfruttare”.

Monica Bertini (Tv Parma) – Sette gol subiti in trasferta, più uno in casa fanno otto: come giustificate questa situazione che vi porta ad essere al momento la difesa più perforata?

“Sicuramente, come dicevo prima, fa pensare, anche perché, ripeto, non siamo stati così pericolosi in fase offensiva. Anche perché se uno perdesse tre partite per 1-0 potrebbe pensare che gli è andata male, però non proponendo tanto in fase offensiva, come è successo in queste tre partite, e prendere otto gol, c’è da pensare. Comunque la condizione non è ancora al top, magari dobbiamo ancora accorciare le distanze nel nostro modo di giocare: quello che è emerso, soprattutto, è che ci sfaldiamo e diventiamo lunghi. Così va in difficoltà in centrocampo, va in difficoltà la difesa perché non ha più filtro. Per quanto mi riguarda è questa la nota dolente: la stessa partita con la Juve lo ha evidenziato. Io, quando sono entrato in campo, mi sentivo motivato e con voglia di giocare, ma dopo cinque minuti mi sono reso conto che eravamo in ottanta metri e si faceva fatica ad accorciare su ogni palla, si faceva fatica ad accorciare sullo stesso Pirlo, che sia sa che è un giocatore forte, eppure gli abbiamo concesso tanto: è un problema tattico, però l’abbiamo provato, è anche un problema fisico, perché quando non ci arrivi con le gambe e ti trovi in 70 metri, vuol dire che anche a livello fisico magari non sei al top”.

(Daniele Galloppa, conferenza stampa al Centro Sportivo di Collecchio di venerdì 23 settembre 2011 – Trascrizione a cura di Gabriele Majo per www.stadiotardini.com)

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Autore

Gabriele Majo, 55 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 Commenti a “GALLOPPA, CONFERENZA SPOT PER UN CALCIO PROPOSITIVO”

  1. vanni zagnoli says:

    ciao Gabriele, una delle mie critiche. secondo me è carino, sulle trasmissioni, che tu citi tutti gli ospiti, come fosse un tabellino, quello interessa, in primis, a mio avviso. il tabellino

  2. Gabriele Majo says:

    Grazie Vanni, più che una critica è un suggerimento, di cui ti ringrazio. Ciao gmajo