L’OPINIONE DI MAJO DOPO FIORENTINA-PARMA 3-0 / L’ORGANICO C’E’: MANCA TUTTO IL RESTO

22 Set 2011, 11:21 14 Commenti di

Non sono d’accordo con chi reputa il parco calciatori non all’altezza della missione: chi mi sta deludendo è l’allenatore. E la cosa mi dispiace parecchio…

majo(gmajo) – Ho letto i commenti che, delusi, hanno postato alcuni lettori di stadiotardini.com dopo Fiorentina-Parma 3-0 di ieri sera. In particolare Davide che mi indica “tra i molti autorevoli giornalisti di Parma” che hanno “assecondato le scelte della società”. La testimonianza mi fa piacere, dal momento che, al contrario, c’è anche chi pensa, adducendo motivazioni che offendono la mia dignità personale e professionale, che io non possa avere la serenità per esprimere giudizi obiettivi su quanto ruota attorno al Parma, accusa quest’ultima, che respingo con sdegno. Intanto, Davide, grazie per l’ “autorevole”, però vorrei fare un distinguo: se ho avallato la campagna estiva di Leonardi non è perché ci vada fuori a cena (mai fatto) o perché ci sentiamo spesso al telefono (forse 3 volte da quando è qua) o perché io sia ai vertici della classifica del suo indice di gradimento, quanto, perché, quando formulo giudizi ci metto tutta l’onestà intellettuale possibile ed immaginabile. Allora: se la mission è salvarsi, l’organico a disposizione – sarò bestiale, ma lo ribadisco anche dopo il pessimo start di campionato – è più che sufficiente in tutti i reparti, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, dal momento che, oggettivamente, sulla carta, questo parco calciatori, a mio giudizio, si intende, vale almeno il 13° posto della graduatoria. Chi finora mi ha deluso di più – e Dio sa quanto mi dispiaccia dirlo – è l’allenatore. Continua all’interno

Come ho già scritto dopo Juventus-Parma – e la sensazione l’ho rivissuta paro paro ieri sera al Franchi – l’atteggiamento in campo dei suoi giocatori mi pare il medesimo di certe gare del suo Bologna di qualche stagione fa. Va bene fare il fortino, ma se vengono meno le caratteristiche ci avevano fatto salvare nelle sette giornate (e che erano quelle che mi avevano fatto mutare in meglio il mio giudizio professionale sul tecnico) diventa notte fonda. Davide, nell’incipit del suo amaro commento, afferma: “Se anche Colomba inizia a vaneggiare, allora siamo alla resa”. In effetti la conferenza stampa post Fiorentina (ma, invero, anche le due precedenti) non mi ha certo convinto: mi sembrava di ascoltare una via di mezzo (come contenuti, non come forma) tra Cagni e Marino. Insomma l’attuale Colomba mi pare un lontano parente dello Psycolomba di qualche mese fa, e non è che sia “tradito” dai suoi giocatori, diciamo così, volontariamente. Diciamocela tutta: ieri il Parma voleva tornare da Firenze con un bel pareggio, come si era ampiamente capito dallo svolgimento del tema nel primo tempo. Poi, ad inizio ripresa si è fatta una cappella, e di lì è nato il tracollo. Ma come? Con un tempo intero davanti, davanti alla Viola che pure aveva evidenti limiti da sfruttare (leggi l’assenza del Gila e l’incompatibilità ambientale di Montolivo al Franchi, tanto per citare due evidenze)? Ma che personalità c’è? Io sono contrario ai silenzi stampa, ma se si tratta di ascoltare Gobbi (in realtà l’ho letto stamani sulla Gazza, essendomi accontentato di sentire dal vivo il solo allenatore) che dice “Il primo gol a freddo ci ha tagliato le gambe”, e appunto l’allenatore che sostiene: “Trenta secondi hanno rovinato la serata” forse è meglio disertare la sala conferenze e andare a mangiare la Fiorentina (nel senso di “ciccia” e non di squadra di pallone) un’ora e mezza prima. Trenta secondi avranno rovinato, semmai, la giornata del Chievo domenica scorsa, datosi che il gol del tracollo l’hanno subito quando ormai non si poteva più rimediare e non certo a inizio ripresa, con la squadra non mutilata da espulsioni. Tra i dati più disarmanti la totale assenza di conclusioni verso la rete: Colomba dice che è una questione di mira, ma io tutta questa mole di occasioni finite fuori bersaglio mica me le ricordo. La difesa non è certo impermeabile: e non può essere una questione di ingenuità dovuta all’inesperienza, dato che Zaccardo, Lucarelli e Gobbi sono piuttosto navigati e Paletta non è un pivellino. Morrone si è battuto come un leone (e come spesso accade quando è lui il migliore in campo è notte fonda), Jadid lo ha anche assistito piuttosto bene, meglio del solito Galloppa, anche se non ha azzeccato spesse volte la misura. Ma sul 2-0 (per gli altri) mettersi a fare il torello, con trame orizzontali, significa essere privi di idee. Di mordente. Di caparbietà. Di fermezza. Verrebbe da dire di voglia. Non può permettersi, questa squadra, di pensare che il turno infrasettimanale è una scocciatura, limitiamo i danni e vediamocela con la Roma domenica sera. Già, vediamocela con la Roma domenica sera. Già, contro i giallorossi, avrebbe qualche difficoltà il Parma delle sette giornate, immaginiamoci quello di queste prime tre. Se l’orchestra suona male e stecca, anche il Maestro ha le sue colpe. In serate come quelle di ieri è forse inutile disquisire di tattica, posto che io ne possa capirne qualcosa, perché il problema principale era la mentalità: non credo che mutando i suonatori lo spartito sarebbe mutato. Probabilmente anch’io avrei scelto gli stessi undici schierati da Colomba, ma li avrei disposti differentemente: a Jadid, che nonostante tutto ha il piede buono, avrei chiesto di fare il vice Giovinco; Biabiany lo avrei lasciato sulla fascia: come seconda punta mi ha deluso, ma non è certo quello il suo posto, e avrei messo al fianco di Morrone Zè Eduardo che sull’out (che non è il suo posto naturale) ha faticato non poco. Oppure, considerate le difficoltà per le assenze, una volta tanto avrei mutato il vestito tattico: se ti mancano gli interpreti ideali per il 4 4 2, perché non fare un 4 5 1? Se poi aggiungiamo che Crespo è stato messo in campo a secondo gol abbondantemente subito, vediamo che la lettura anche in corso di tenzone, da parte del mister non è stata ottimale. Quei trenta secondi hanno rovinato una gara? Beh: se non apporti un correttivo immediato, o almeno dopo esserti accorto che la squadra è in bambola vai ad aggiungere ulteriori spunti di accusa. Quel cannibale di Boni, come ha scritto nei suoi commenti, non vede l’ora di cibarsi con le carni di Colomba, che ritiene saporite: io, al contrario, spero che il Mister sappia ritrasmettere ai suoi quelle motivazioni che aveva saputo inculcare durante il capolavoro che gli aveva fatto guadagnare sul capo la meritata riconferma. Finora non è stato così, ma siamo solo all’inizio. Si spera non delle sofferenze e dei patimenti. Psycolomba, dove sei? Gabriele Majo

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Autore

Gabriele Majo, 55 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

14 Commenti a “L’OPINIONE DI MAJO DOPO FIORENTINA-PARMA 3-0 / L’ORGANICO C’E’: MANCA TUTTO IL RESTO”

  1. Patrik says:

    Io sono assolutamente d'accordo con l'analisi fatta in questo articolo.
    Gli undici iniziali erano forse i più affidabili ma di sicuro non messi nei posti giusti e la squadra è palesemente a corto di idee; non giriamo attorno poi alla frase "manca un regista" perchè se hai un'idea di gioco di base si va avanti anche senza il metronomo.
    UNa piccola osservazione: leggiamo di Floccari in ritardo di condizione o comunque affaticato mentre Crespo ha fatto tutta la preparazione senza subire intoppi: onestamente, non era forse meglio iniziare con lui e alle brutte farlo respirare l'ultima mezzora con lo stesso Floccari?

    Buona giornata.
    Patrik

  2. Gabriele Majo says:

    Prima di rispondere a Patrik, ricordo che per le questioni strettamente private, o per chi non desidera l'esposizione pubblica, sono disponibile anche via e-mail agli indirizzi citati nella sezione info o nel colophon. Detto questo ringrazio Patrik per essere d'accordo con me, ma non poteva essere altrimenti dal momento che anch'io sono d'accordo con lui. Sulla questione Crespo mi ero espresso alla vigilia o dopo la gara col Chievo: a mio avviso – ma certo il tecnico ne sa di più, essendo che visiona con occhio più avvezzo e per maggior tempo del sottoscritto – era da autolesionisti il fatto di essersene privati totalmente nelle prime due uscite, tra l'altro per dare spazio a Floccari che a me pare decisamente più indietro di condizione rispetto all'Higlander. Ieri è stato messo su a frittata abbondantemente servita, direi già digerita, visto che sono bastati 30'' per buttare tutto a mare (ecco perché Gazza in prima pagina ha titolato di Parma colato a picco, pur essendosi giocato il match su una città sulla terraferma, piuttosto distante dal mare). Non penso che con Crespo in campo sarebbero totalmente mutati gli spartiti dei match con Juve e Chievo, certo è un esempio positivo anche per gli altri. Io non avrei fatto debuttare Floccari, perché non mi pare al top o, comunque, mi pare più indietro rispetto all'Intramontabile, ma l'allenatore, che ribadisco ne sa più di tutti noi per formazione e osservazione sul campo, avrà avuto le sue ragioni. Certo rimango perplesso. E parecchio. Sulla questione regista sono pure sulla stessa linea: Pirlo a parte nel 4 4 2 è difficile che un regista classico possa far bene, E il nostro mister non mi pare abbia tanto voglia di discostarsi da quel vestito. Il problema Galloppa era quello che in estate mi era parso più pericoloso: in effetti non so quanto il gioco di aspettarlo possa valere la candela, anche se buttarlo a mare non è bello né sotto il profilo etico, né del portafoglio. Per me ieri sera Jadid ha meglio assistito Morrone, il quale a propria volta ha alzato il livello della propria prestazione personale. Anche se io non sono tra i tanti che come prima lo esaltavano (per me a sproposito) ora lo demoliscono. Ieri sera è stato sostanzialmente l'unico a metterci quegli ingredienti delle sette giornate. Cordialmente Gmajo

  3. Anonymous says:

    Caro Gabriele,
    errore grave cedere Borini, errore gravissimo lasciare andare Dzemaili e Candreva (ora abbiamo un centrocampo senza qualità), penosi i due centrali di difesa ( verrebbero scartati anche all'Entella in seconda divione), da penna blu ingaggiare, a costi altissimi per noi, Floccari (buono un anno all'Atalanta, disastroso al Genoa e appena sufficente alla Lazio) e non, per esempio, Denis.
    Risultato ? Una squadra da serie B.
    Spero di sbagliarmi…saluti Carlo.

  4. Roger says:

    Buongiorno sig.Majo.Io penso una cosa: quando una persona come Colomba, apprezzato per la sua onestà intellettuale ed professionale, inizia a "eloquire" in un modo sinistramente "mariniano"(mi passi il termine direttore) è il chiaro,semplice ed inequivocabile sentore che qualcosa non va.Ed è grave.
    Colomba, forse per paura, è monomodulo ed è troppo "trapattoniano". Mi sembra di rivedere gli stessi errori di Marino, pari-pari, al contrario però. Questo mi preoccupa molto.Io sono contro gli esoneri prematuri, ma penso che l'inizio di questa stagione sia presagio ad una "fotocopia" della scorsa. Vediamo quindi di non ridurci a gennaio con l'acqua alla gola per cercare di dare una sferzata. Delio Rossi è libero ed è tutta un'altra storia rispetto non solo al Colomba attuale ma anche a PysColomba.Saluti.

  5. Gabriele Majo says:

    Caro Carlo, come dice Leonardi (tra poco vi aggiornerò con le sue dichiarazioni rilasciate stamani in Lega) la situazione è da codice rossa, ma non ancora da camera mortuaria. E ci mancherebbe altro. Forse è già tanto il codice rosso… Quindi, pur nella delusione, cerchiamo di essere razionali. L'organico, per me, non è da B, anche se in B ci si può finire (vedi l'annus horribilis) pur avendo calciatori da 10° posto… Anzi, per me il problema è capovolto: questa squadra, per me, non è attrezzata per la salvezza come da obiettivo dichiarato, bensì per qualcosa in più. I nomi (anche se spesso i nomi in campo non contano) non mancano di certo: in tanti si sognano i nostri Zaccardo (velo pietoso per ieri sera), Giovinco, Crespo (nonostante l'età e la scelta di non utilizzarlo pur essendo al meglio come condizione rispetto ad altri), Floccari & C. Si poteva prendere alsuo posto Denis? Può essere. Io ho già scritto e non me lo rimangio neppure adesso dopo la partenza shock, che non avrei preso proprio nessuno ed avrei aspettato, semmai, gennaio per il mercato di riparazione. Attenzione: ieri sera abbiamo patito l'assenza di Pellè! (Tra i migliori contro i clivensi). Per me il Ghiro e il Leo avrebbero potuto tenere in saccoccia i denari di Borini, nel nome del tanto decantato fair play finanziario. Capisco che il tifoso voglia che la propria squadra spacchi il mondo, ma bisogna anche fare di necessità virtù. La cessione (a titolo temporaneo) di Borini non era per ragioni tecniche, ma di portafoglio, visto che la Roma lo strapagherà, se vorrà confermarlo. Io non imputo colpe alla Società per questo – e, come già scritto, notoriamente non passo per essere uno che si fa condizionare da Leonardi o da Ghirardi – per me l'operazione è corretta. Così come sottoscrivo pure quella di Dzemaili al Napoli. Ma dove sono tutti quelli che l'anno scorso lo mettevano in croce? Adesso tutti a rimpiangerlo. Certo: la scommessa più pericolosa – e per ora perdente – riguarda Galloppa che continua a non tornare quello che era. Ma in organico, a centrocampo, ci sono fior di acquisti di prospettiva: in emergenza (tipo ieri, per via di assenze e turn over) si può provare qualcuno. Colomba nostro ci ha provato con Jadid e Zè Eduardo: ho già scritto che io li avrei disposti differentemente. Col senno di poi dico che forse Musacci in mezzo, Jadid trequartista e Biabiany al suo posto forse andava un po' meglio (Zè Eduardo, fuori ruolo, ha patito assai). Ma il problema non sono gli uomini, chi era in campo, etc., bensì la testa. Questo Parma, al di là degli interpreti, è un lontano parente di quello risorto nelle sette giornate. Ribadisco: non è una questione di organico, ma di come si va in campo. E una squadra che si deve salvare non è detto che debba avere grandi firme: una squadra che deve salvarsi deve metterci tutte quelle armi che consentono ai Davide di battere Golia. Tipo il Chievo col Napoli, per capirci. O Il Parma delle Sette Giornate con Palermo, Juve, Inter ed Udinese. Vedo poi che Carlo rimpiange perfino Candreva: Beh Dio… Saluti gmajo

  6. Anonymous says:

    Ripeto, per me il problema sta nell'organico. Caro Gabriele, parli di 13° posto?! Per me (e lo dico dal 31 di agosto) il Parma è da retrocessione. Pensavo che peggio di noi ci fossero Lecce e Novara, ma temo di essermi sbagliato perché visto il Novara martedì sera, ci è largamente superiore! Colomba avrà certamente commesso più di un errore, ma con due centrali di difesa come i nostri ed un centrocampo dove (per tua stessa ammissione) il migliore è uno gramo come Morrone, chiedere i miracoli al mister è pura utopia! Ci ostiniamo a credere che questo Parma sia lo stesso dello scorso anno, dimenticandoci che rispetto a quella squadra mancano Dzemaili ed Amauri! Rinnovo i miei ringraziamenti a chi, a partire dal Presidente, ha contribuito a questo fallimento! Davide.

  7. Anonymous says:

    Caro Gabriele,
    concordo pienamente con la tua analisi e aggiungo, come già commentato in un altro post, che quello che mi preoccupa maggiormente è la “ marinizzazione “ di Colomba.
    Nel gioco inconcludente innanzitutto, velleitario allora, e vergognosamente rinunciatario adesso.
    D'accordo che prima cosa non prenderle, ma giocare così troppo di rimessa sperando che gli avversari sbaglino sotto porta per portare casa un pareggio mi ricorda tanto la “ speranza dei poveretti malvestiti che faccia un inverno mite.”
    Ma quello che più mi irrita sono le dichiarazioni in conferenza stampa.
    La prima relativa alla presunta superiorità della Fiorentina.
    E se anche fosse ? Non è un buon motivo per scendere in campo già battuti, perché questo è stato l'atteggiamento ieri sera.
    Dove sta scritto che vincono sempre le squadre più forti ? Il bello del calcio è proprio questo.
    Quello però che mi ha veramente fatto imbufalire, e che veramente NON vorrei più sentire nelle dichiarazioni post partita, è stato “ il goal subito ci ha tagliato le gambe “.
    Un goal subito ad inizio ripresa con ancora 45' da giocare ? MA SIAMO SCHERZANDO ?
    Riguardarsi, please, Milan-Liverpool 2005 o Bayern Monaco- Manchester United 1999, due tra gli esempi più straordinari di rimonte che mi vengono in mente.
    E non mi si venga a dire che il tasso tecnico è maggiore, questo è evidente, ma nessuna delle due giocava contro il Brescello, con tutto il rispetto.
    La differenza l'hanno fatta la testa e il cuore, entrambi assenti ingiustificati ieri sera.

    Febbedacalcio

  8. Gabriele Majo says:

    Cari Roger, Davide e Febbredacalcio, vi rispondo tutti assieme. La pericolosa "marinizzazione di Colomba" è parsa anche a me evidente ascoltandolo ieri sera (ma anche nelle conferenze precedenti). Certo siamo lontani anni luce da quella che era l'idea del Picciotto, alias il calcio propositivo (parliamo, ovviamente, delle intenzioni, non di quello che si è visto sul campo): aggiungerò anche che a me non dispiace la mentalità alla Trap (piccola curiosità, ieri Colomba, a un certo punto, ha fischiato con le due dita in bocca proprio come lui), però per applicarla servono tutte quelle virtù che ieri (oltre che a Torino) sono venute clamorosamente a mancare. Ed è l'aspetto più preoccupante. Anche perché non vorrei mai dare ragione al Saltimbanco Boni che predicava finito l'effetto benefico di Psycolomba già al termine delle magnifiche sette giornate. "Psy" si era guadagnato la conferma sul campo e non ci sono dubbi: se l'era guadagnata perché i giocatori lo avevano subito seguito ed assecondato in quei principi virtuosi ora tristemente dimenticati. Colomba, oltre a Marino, in sala stampa mi sta ricordando pure Gigi Cagni: sinceramente, al di là del pensiero positivo, che certo aiuta più che il pessimismo nero, non trovo mediaticamente efficace l'ottimismo a tutti i costi. Mi spiego: Francone nostro credo sinceramente abbia ravvisato, con l'occhio del tecnico, degli aspetti positivi (meno male), ma andarlo a dire in sala stampa dopo un 3-0 significa farsi impallinare da tutti. Minimo si passa per non essere lucidi. Peggio se qualcuno la interpreta come una presa per i fondelli. Ieri, se avesse portato a casa il suo bel 0-0, sarebbe stato da applaudire per il capolavoro tattico: ma visto che i piani erano stati scompaginati al 1' della ripresa sarebbe stato doveroso almeno provare a rimediare. Altro che piangersi addosso. Ha ragione febbredacalcio, che ci ha ricordato memorabili rimonte sempre possibili. E a parole lo sa anche Colomba, visto che ne ha parlato recentemente in conferenza. Se globalmente la partita di ieri sera è stata da 4,5 sul campo, per le dichiarazioni post scendiamo sotto i limiti del 4 (a mio modesto avviso). Questo, però, non significa essere già morti, né giova essere catastrofisti, caro Davide. Non siamo da retrocessione come parco calciatori, ma come mentalità (finora mostrata) sì. Deve cambiare la testa di chi scende in campo: le qualità ci sono, anche se non ci sono più Dzemali (che non era Maradona e sulla costruzione dell'operazione non ho da eccepire) ed Amauri. Per la cronaca quest'ultimo ha giocato solo tre delle famose sette gare di Psycolomba. Non solo: era arrivato a Gennaio e non a giugno. Appunto il Parma avrebbe potuto giocare a tenersi i soldi di Floccari per poi semmai spenderli, se necessario, al mercato invernale. Per me Ghirardi e Leonardi non sono stati "piocioni" al mercato. Magari oculati. Sul fatto che come dice Roger Colomba sia "monomodulo" non si può certo eccepire: in effetti ostinarsi è un limite. Infatti non propositivi per non propositivi tanto valeva tenersi il buon Guidolin che era il migliore in assoluto nel proporre le "giuste contrarie". Delio Rossi in sala stampa al Tardini lo scorso anno mi era parso antipatico: ma non è questo il metro per valutare un allenatore. Certo fosse rimasto disponibile Ranieri non mi sarebbe dispiaciuto. Però io credo che non si possa chiedere la testa di Colomba, pur dopo questa partenza: gli si può chiedere di tornare quello che era. Quello sì. Saluti Gmajo

  9. Roger says:

    Bravo Majo,Lei coglie sempre nel segno.Ha riassunto in una frase un concetto che dall'inizio del campionato scorso mi è sempre frullato in testa.
    Bastava restasse Guidolin e tre quarti o tutti i nostri problemi erano bel che risolti.
    Ma sì sà, quì si voleva fare il "calcio propositivo" e sappiamo tutti com'è andata.Saluti

  10. Gabriele Majo says:

    La ringrazio Roger. La rinunzia a Guidolin, come ho avuto modo di scrivere spesso in passato – e di dirlo in tv prima ancora che si materializzasse l'addio (a Tempi Supplementarti su è tv) – era stato il peccato originale che aveva condizionato la precedente disgraziata stagione e che per certi versi stiamo tuttora pagando, come dice lei. Va pure aggiunto, però, che nel minuto in cui non c'era più una comune identità di intenti tra presidente, dg, e tecnico diventava inevitabile il divorzio. Sulle ragioni per cui si è materializzato l'addio si è a lungo dibattuto, ma nessuno mi toglie dalla testa (sarò de coccio) che non c'entrassero nulla le ragioni che sono state addotte (ed avallate in sede d'addio dallo stesso interessato). Rimane, comunque, l'errore più grave commesso negli ultimi anni. Ma, come si suol dire, acqua passata non macina più. Sicché è inutile rivangare oggi don Francesco, anche se sulla questione non ci si è percossi il petto abbastanza. E parlo anche a livello di tifoseria: perché il "misfatto" è stato perpetrato anche con la loro benedizione. Ma chiudiamola qui, per carità, che di mal di pancia mi sa che ne abbiano parecchi abbastanza anche senza tirare a mano Guidolin. Cordialmente Gmajo

  11. Francesco says:

    un'analisi perfetta della situazione: sono d'accordo che è Colomba la delusione di questo inizio di campionato perchè ha dato una mentalità errata alla squadra che scende in campo timorosa, impaurita!! concordo soprattutto (ed è ciò che più mi preoccuppa) sulle dichiarazioni post-partita di gobbi e colomba: hai la fortuna di prendere gol ad inizio ripresa e non riesci ad organizzare un minimo che assomigli ad un'azione da gol?

  12. Gabriele Majo says:

    Caro Francesco, come ho scritto anche tra i commenti sul post relativo al servizio di Angella condivido solo in parte l'assioma di squadra timorosa o impaurita. A Torino indubbiamente è stato così, a Firenze se la sono fatta sotto (esattamente come avveniva ai tempi di Marino che pure aveva tutt'altra filosofia calcistica rispetto a Colomba) dopo aver preso gol ad inizio ripresa. E sono d'accordo con Te che la cosa sia particolarmente grave. Frasi così mi lasciano assai perplessi. Con 45' a disposizione hai il dovere di tentare la rimonta, non demoralizzarti come una mammoletta. E poi ammetterlo candidamente in sala stampa! Mi sa che la linea di pensiero dettata agli oratori del post partita non fosse molto funzionale… Saluti Gmajo

  13. Anonymous says:

    Caro Gabriele, mi permetto anch'io di postare qualche considerazione sulle quali mi piacerebbe conoscere il tuo parere esperto. In questo avvio di campionato abbiamo visto un Parma dalla precaria condizione fisica, lento, macchinoso, che arriva sempre secondo rispetto all'avversario, che prende tanti gol e non tira in porta. Mi pare che molte delle cause stiano in mezzo al campo dove si manca di qualità, di idee, non si fa il giusto filtro alla difesa e non si confezionano buoni spunti per gli attaccanti. Inoltre abbiamo preso 8 gol in tre partite. Decisamente troppi. Non credi che una possibile soluzione, dato anche il cambiamento di alcuni giocatori chiave, sia quella, come fece Guidolin al suo arrivo a Parma, di mettere un uomo in più in difesa? E nello stesso tempo sfruttare maggiormentele fasce laterali per portare avanti palloni? In mezzo al campo così potremmo schierare tre giocatori fissi, portando Galloppa a sinistra con due combattenti al suo fianco (Blasi col Chievo non mi è dispiaciuto)? E davanti ovviamente Giovinco come suggeritore per una una punta forte, o meglio una torre capace di intercettare cross? Anche se un esperimento Giovinco – Biabiany, sul modello Zola – Asprilla mi piacerebbe vederlo. Grazie e complimenti. Matteo

  14. Gabriele Majo says:

    Dunque dunque, Matteo: mettendo un difensore in più ci sarebbe pure posto per un centrocampista in più. Pena, però, l'uscita di due esterni. Sarebbe questa la rivoluzione da suggerire a Colomba? Non so fino a che punto il nostro sia aperto ai cambiamenti essendo un po' conservatore. Certo è che, in effetti, tradizionalmente il Parma ha nel suo DNA il 5 3 2 o il 3 5 2, fin a partire dai tempi di Scala, per arrivare al citato Guidolin. Tuttavia proprio il funzionale meccanismo sulle fasce, con il doppio esterno, fu il fiore all'occhiello del Parma nelle sette giornate di Colomba. Soprattutto sul versante sinistro, laddove Gobbi-Modesto si integravano perfettamente. L'ipotesi Giovinco-Biabiany riedizione moderna di Zola-Asprilla mi "arrapa" poco, perché secondo me uno andrebbe a limitare la libertà d'azione dell'altro. Non mi piaceva, infatti, neppure quando venivano appaiati Leon e Gasbarroni tanto per capirci. Per me il fantasista deve essere uno: se ne metti due c'è confusione ed appunto limitazione della fantasia di uno dei due. Poi Biabiany seconda punta credo sia stato il fallimento più grande della trasferta a Firenze: tanto è vero che quel poco di buono che ha fatto, è stato quando sul finale di gara Colomba lo ha dirottato a sinistra. Anche se il francese in conferenza ieri ha detto di avere già giocato seconda punta e che non ha difficoltà a riproporsi in quel ruolo, io trovo che ne limiti molto le sue potenzialità. Fatta questa premessa, però, dico che per me il problema non è tanto il 4 4 2 o il 5 3 2, quanto la mentalità con cui la squadra scende in campo. Certo: Guidolin rispetto a Colomba è decisamente più tattico e non ha eguali nel trovare le giuste contrarie, mentre Colomba predilige un sistema di gioco e non se ne discosta pur nelle difficoltà. Ma quelle che sono mancate sono quelle caratteristiche virtuose della marcia trionfale delle sette partite: con quelle puoi schierarti in un qualsiasi modo e riesci, minimo, a portare a casa la pellaccia; senza, invece, non puoi che prendere delle sonore bastonate. Saluti e grazie per i complimenti. Gmajo