CALCIO & CALCIO / “PRANDELLI FAMILY IN AZZURRO”: SCHIANCHI BACCHETTA PAPA’ CESARE

15 Mag 2012, 15:00 17 Commenti di

Il giornalista della Gazzetta dello Sport contrario alla convocazione in Nazionale da parte del Ct del figlio Niccolò, preparatore in forza allo staff medico-atletico del Parma

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schianchi calcio e calcio 14 05 2012Il conduttore Michele Angella, presentandolo a inizio trasmissione, lo aveva definito come “il giornalista che detta la linea al mondo mediatico parmigiano”. E in effetti Andrea Schianchi è spesso fonte di interessanti e animati spunti di dibattito, approfonditi anche da stadiotardini.com che nelle scorse settimane aveva ripreso la sua frase choc: “La parola tifoso mi fa schifo”, la telenovela su Jonathan Cicero, che a suo dire sarebbe conosciuto dalle parti della  Pinetina come “Il parcheggiatore”, il tema “Europa? No Grazie, sarebbe controproducente”, con annessa rivisitazione ragionata dei punti conquistati a fine stagione dai ducali che significherebbero meno rispetto a quelli collezionati nella parte centrale della medesima. La firma della Gazzetta dello Sport non si è smentita nemmeno ieri sera, quando, a proposito delle convocazioni azzurre in vista del campionato Europeo di Polonia e Ucraina, sollecitato da Angella, si è detto stupito e poco favorevole di fronte alla chiamata da parte del Ct Cesare Prandelli nei confronti del figlio Niccolò, 28enne preparatore atletico in servizio al Parma da due stagioni (e in precedenza per tre proprio alla Fiorentina con papà). “Sicuramente è un professionista capace – ha detto il Roseoma io avrei evitato di chiamarlo, è una cosa che non mi è piaciuta. Anche perché credo e temo che possa essere rinfacciata a Prandelli non appena le cose non si mettessero per il verso giusto”. Insomma, non c’era davvero nessun altro a cui affidarsi se non al proprio figlio?

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Il giornalista della Gazzetta dello Sport, però, non è stato tenero nemmeno nel commentare le convocazioni dei giocatori: “Non si può chiamare gente che non era mai stata convocata prima. Il gruppo deve avere una identità precisa e una compattezza. Di Natale è fortissimo, ma perché allora inserirlo solo adesso? E così anche per altri’”.

Ma gli spunti polemici targati Andrea Schianchi (in un periodo di forma notevole, non c’é che dire), non si sono fermati qui. Il celebre periodista  ha ribadito, a seguito di un sms giunto da un telespettatore al computer di Alessandra Giavarini, che il valore di un ciclo di vittorie avvenuto alla fine del campionato (così come all’inizio), non é uguale a quello ottenuto fase centrale del torneo. Questione di motivazioni in primis. Non illudiamoci dunque: ecco il messaggio schianchiano. “Ti ha smentito anche Leonardi” lo ha però interrotto Enrico Boni facendo riferimento alle parole dei giorni scorsi dell’Ad che, invece, aveva messo sullo stesso livello di importanza le diverse casistiche, durante la serata degli Ex Gialloblù al Ristorante Romani. “Non mi interessa” gli ha replicato stizzito il Roseo, che a proposito di dirigenza ha anche giudicato eccessivo il voto stagionale (9) attribuito da Angella a Ghirardi e allo stesso Leonardi: “Quando si esonera un allenatore vuol dire che si sono commessi degli errori nella fase iniziale della stagione, è come quando si dice che un allenatore azzecca i cambi, beh … ma prima allora aveva sbagliato la formazione iniziale!”.

I voti (e i numeri, come al solito…) durante la puntata li ha attribuiti anche Boni, non solo ai calciatori, ma ai compagni di viaggio della trasmissione: 3 ad Angella definito ‘succube di Schianchi’, 3 allo stesso Schianchi “perché ha fatto una stagione da zeru tituli, non indovindandone una”, 5 a Chiara Andreoli “due punti in più perché almeno fa bene i cappelletti” e 3 al Centro Coordinamento Parma Clubs rappresentato in studio dal presidente Angelo Manfredini “perché a Natale avevano invocato la conferma di Colomba, che poi é stato esonerato pochi giorni dopo … menagrami!”.

Presenti alla puntata finale anche due esponenti dei Boys della Curva Nord che hanno illustrato tutti i preparativi per la partita delle vecchie glorie in programma venerdì sera al Tardini in onore proprio dei 35 anni di attività del gruppo ultras.

Calcio & Calcio ha dato l’appuntamento ai propri telespettatori al prossimo campionato, ma Angella ha annunciato che l’informazione sportiva di Teleducato non abbandonerà la scena in estate. Allo studio uno speciale settimanale dedicato al mercato in onda da giugno.

IL PAGELLONE 2011/2012 A CURA DELLA REDAZIONE SPORTIVA DI TELEDUCATO

SIETE D’ACCORDO COI VOTI? UTILIZZATE L’APPOSITO MODULO DELLO SPAZIO COMMENTI PER DIRE LA VOSTRA

 

Mirante 6,5

Pavarini 7

Zaccardo 7

Paletta 8,5

Lucarelli 7

Jonathan 7

Gobbi 6,5

Santacroce 5

Ferrario 6,5

Brandao 5

Feltscher Sv

Biabiany 8

Galloppa 7

Valdes 8

Mariga 7

Valiani 6

Morrone 6-

Modesto 6

Musacci 6+

Pereira Sv

Giovinco 10

Floccari 7,5

Okaka 5,5

Marques 6

Palladini Sv

 

Donadoni 10

 

Ghirardi 9

 

Leonardi 9

News

Autore

Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

17 Commenti a “CALCIO & CALCIO / “PRANDELLI FAMILY IN AZZURRO”: SCHIANCHI BACCHETTA PAPA’ CESARE”

  1. Vladimiro says:

    Spesso non sono d’accordo con Schianchi, ma devo dire che stavolta ha pienamente ragione. Prandelli è senza dubbio un ottimo allenatore, anche se non si è mai misurato in un grande club e non ha mai avuto a che fare quotidianamente con spogliatoi ingombranti (vedremo ora agli Europei come gestirà il gruppo). In questo caso ha però fatto una brutta figura, nello stile della peggiore parentopoli italica. Il figlio sarà anche bravo, per carità, ma non credo che sulla piazza non ci siano professionisti ben più capaci ed esperti. Non ne poteva fare proprio a meno il Ct? Ma dai non scherziamo …
    E anche sulle assunzioni di Niccolò Prandelli prima alla Fiorentina e poi qui al Parma vogliamo dire qualcosa? Chissà quanti giovani preparatori giovani validi ci sono che non si chiamano Prandelli e non hanno le spinte giuste. Se si fosse chiamato Niccolò Rossi e non fosse stato figlio dell’amicone Cesare, il Ct dell’Italia, Ghirardi lo avrebbe assunto???
    Altra cosa: il famoso codice etico per Balotelli, che ne ha fatte di cotte e di crude, non vale? Ho letto che Marchetti sarebbe stato escluso per aver partecipato al parapiglia al termine di Udinese-Lazio. Giusto, ma Balotelli che è sempre in prima pagina per le sue intemperanze dentro e fuori il campo? Troppo comodo… Super Mario è uno che ti può far vincere le partite, Marchetti solo il terzo portiere.
    A me il moralismo, il buonismo e il perbenismo di facciata di Prandelli non piacciono. Non mi piacciono quelli che predicano bene e razzolano male. Il fatto é che con quel suo atteggiamento da paraculo Prandelli si è attirato tutte le simpatie della gente e della stampa.
    Ma non è tutto ora quello che luccica. A Firenze, già da tecnico della Nazionale, non ha perso occasione per strizzare l’occhio agli ultras in funzione anti Della Valle. E anche qui a Parma il suo addio non era stato proprio limpidissimo. Della serie … ah io rimarrei a vita, ma non dipende da me … ma va là …

  2. Anonymous says:

    Gabriele mi sai dire chi c'è venerdì sera alla partita delle vecchie glorie?! io ho sentito qualche nome ma niente di sicuro, a parte Barbuti Melli e qualcun'altro. Grazie. Davide

  3. Gabriele Majo says:

    No, Davide, mi spiace, ma al momento non ho notizie precise sui possibili convocati per la gara di venerdì sera. So solo che il calcio d'inizio dovrebbe darlo l'ex presidente Foglia, quello che a fine anni '60 salvò il Parma dal fallimento, per averlo sentito dire l'altra sera all'Incontro di Primavera degli ex gialloblù. Se dovessi sapere altro te lo farò sapere.
    Ciao Gmajo

  4. Anonymous says:

    Prandelli: siccome in caso di fallimento della nazionale azzurra le colpe ricadranno su di Lui ha il diritto di scegliere chi vuole dal cuoco al centravanti, certo che chiamare il figlio non è il massimo dell'eleganza…ma dicevano così anche quando Paolo Maldini andò in Nazionale….
    Di Natale: Prandelli ha sempre detto che cercava soluzioni più giovani ma in caso di stato di forma eccellente avrebbe avuto gioco facile inserire DiNatale o Totti ed addirittura DelPiero, il ruolo di terminale offensivo è facile da amalgamare al resto della squadra, poi giocando un numero impressionante di gare con l'Udinese,in quali condizioni avrebbe risposto alle convocazioni?
    Pagelle: sostanzialmente daccordo coi voti ai giocatori(anche se Gobbi e Galloppa avrebbero meritato qualcosa in più), mentre sono daccordo nel giudicare eccessivo il voto a Leonardi, può e deve fare di meglio. Ghirardi?? Nessuno lo può giudicare soprattutto per il suo "provvidenziale colpo di pancia".
    Schianchi? spesso non sono in sintonia con Lui come contenuti ma non lo sono MAI per la …forma,avete presente Oliviero Bhea???
    Già il fogliaccio per cui scrive non lo aiuta ad entrare nella simpatia dei tifosi (ah.. vero Egli odia questo sostantivo) parmigiani, poi con la sua spocchia e le sue provocazioni….completa l'opera!
    Angioldo

  5. Gabriele Majo says:

    Salve Vladimiro,

    chi mi leggeva anni fa sa perfettamente che io non ero tra i giornalisti ammaliati dal Prandelli parmigiano, sebbene i risultati fossero stati eclatanti, considerato il contesto in cui sono maturati (dapprima un evidente ridimensionamento rispetto alla grandeur precedente, che a quei tempi esemplificavo con il passaggio da Fabio Cannavaro a Matteo Ferrari e poi il vero e proprio crac così ben descritto nel libro di Giovati-Squarcia e Cola), tuttavia trovo un po' esagerato tutto questo stracciarsi le vesti per il nepotismo di cui è accusato dalla top firma della Rosea Schianchi e anche da Repubblica che oggi, pure, ha dedicato un fondino a questa questione morale. Dimenticavo che anche ieri, ad esempio, nella trasmissione di Radio 24 A tempo di sport non erano stati teneri sul tema. Intendiamoci: il principio è giusto e sacrosanto, la Nazionale è una "cosa" pubblica, non dovrebbe esserci nepotismo. Ebbene, pronunzierò una iperbole: anni fa un altro Cesare – Maldini – convocò suo figlio in Nazionale. Ma non ci fu nulla da dire. (E ci mancherebbe altro). Orbene: non penso che Niccolò nel suo campo sia un fuoriclasse come Paolo Maldini sulla fascia sinistra (o in mezzo alla difesa), però se nepotismo è questo, nepotismo lo era anche quello e nessuno ebbe da ridire. Anch'io penso che Prandelli avrebbe fatto bene a non convocarlo, però trovo italianamente esagerata la reazione. Come italiano è stato il vizio di chiamare il figliuolo. Certo in una squadra di club il discorso è diverso, nel senso che parliamo di un organismo privato, ma anche lì non è il massimo. Diciamo che se Prandelli, all'atto dell'ingaggio, se lo fosse portato dietro come tutti gli altri componenti dello staff, forse sarebbe apparsa una cosa meno appariscente che non una chiamata ad hoc per gli europei. Che poi ci siano altri con cognome meno ingombrante che non vengono chiamati è un altro valido discorso: ma vale anche il contrario, cioè perché uno che merita dovrebbe essere lasciato a casa solo perché è figlio di papà?
    Sulle "cose fiorentine" non metto becco non avendo informazioni precise al riguardo, ma sul pessimo addio di Prandelli al Parma ricordo perfettamente come andarono le cose, che io descrissi con estrema dovizia di particolari in articolesse che a quei tempi scrivevo per Lungoparma cartaceo. Magari potrei farne una riedizione sul web, visto che qualche anno fa ci fu qualcuno molto interessato all'argomento, al punto da trasformare in detective il proprio autista pro tempore per saperne di più… Cordialmente Gmajo

  6. vladimiro says:

    Il paragone con Paolo Maldini é una bestemmia!!!
    Qualsiasi allenatore lo avrebbe convocato perché é stato uno dei difensori più forti della storia del calcio. Non so quanti Ct avrebbero invece richiesto le prestazioni di Niccolò Prandelli.
    A proposito mi sa dire se é vero che il fratello di Cesare Prandelli é stato ingaggiato per guidare il pullman azzurro, se il cugino ha avuto un contratto come magazziniere e la zia in Polonia farà la cuoca?

  7. Luca Russo says:

    Più che i voti ai singoli, io darei un voto al collettivo. E gli do un 6 e 1/2. Resto dell'idea che ci saremmo salvati anche con Colomba, ma non si può nascondere che Donadoni sia riuscito a plasmare un Parma che la partita cerca di farla invece che evitare di subirla.

    I 56 punti finali poi sanno anche un po' di beffa. Ci sarebbe bastato essere un po' più regolari prima dell'exploit finale per essere addirittura più avanti in classifica. Sanguinano ancora le sconfitte con Atalanta, in casa ed al termine di una partita ben giocata dal Parma ancora "Colombiano", e Novara, contro cui giocammo bene per un tempo e venticinque minuti della ripresa, ma nel mezzo beccamo le due reti che ci condannarono alla sconfitta. E' altrettanto vero che un filotto come quello che ci ha visto vincere sette gare consecutive nessuno avrebbe potuto pronosticarlo. Però il sospetto che il Parma abbia lasciato per strada più punti di quelli che ha inaspettatamente raccolto è abbastanza forte.

    Insomma, sarebbe bastato pochissimo altro per giocarsi un posticino in Europa. Ma dobbiamo accontentarci di aver migliorato il piazzamento dello scorso anno. A tal proposito, stupisce il fatto che i cinquantasei punti che hanno portato il Parma all'ottavo posto sono gli stessi che l'anno scorso mise insieme il Palermo per conquistare la stessa piazza. Ed i 46 che l'anno scorso valsero al Parma la dodicesima piazza sono gli stessi che quest'anno sono bastati all'Atalanta per arrivare nella stessa posizione. Solo la quota per arrivare in Champions ha subito un lieve decremento. Ed è per questo che dovremmo mangiarci le mani.

  8. Roger says:

    "agari potrei farne una riedizione sul web, visto che qualche anno fa ci fu qualcuno molto interessato all'argomento, al punto da trasformare in detective il proprio autista pro tempore per saperne di più…"

    Gentile sig. Majo, dopo aver buttato il sasso, non può ritirare la mano…Quindi ci spieghi tutto, perchè questa cosa mi ha incuriosito molto.
    Lo faccia per i suoi fedeli lettori.
    Con stima,

  9. Gabriele Majo says:

    Caro Luca Russo, Tu sai che di solito apprezzo i Tuoi scritti al punto di aver scritto una volta – che ero in grado di intendere e di volere e non sotto tortura – che un domani, quando abdicherò Ti lascerò in eredità il compito di opinare dopo la gara. Però sui rimpianti su quello che sarebbe potuto essere stato non mi trovo d'accordo con Te, e se non sbaglio già una volta l'ho rimarcato. Al di là del fatto che fa male al fegato rimuginare "su cosa poteva essere se…", io, razionalmente, Ti dico che di rimpianti, dopo il gran finale, è assurdo averne, perché i nostri sono arrivati ben oltre era lecito attendersi. Nell'arco di una corsa a tappe capita che tu possa bucare, che un giudice ti penalizzi, che tu non sia in firma, o che il tuo avversario lo sia più di te. Ti capitano i periodi si sfiga in cui tutto ti gira e poi viceversa ti capitano quelli in cui tutto ti gira bene. Nell'arco di un campionato queste situazioni altrettanto si alternano e difficilmente si ha una continuità quando si è attrezzati, come il Parma, per un campionato di media classifica. Medio-alta, magari, ma non certo da lottare per lo scudetto. Quindi non è che si può sommare – come fai tu – il periodo positivo a quello che avrebbe potuto essere positivo, ma non lo è stato. Nell'arco di una stagione capita di tutto. E, come direbbe Leonardi, alla fine si tira una riga: e il Parma è ottavo (o se preferisci settimo, ex aequo con la Roma). Pretendere più di così sarebbe da presuntuosi, anche perché il Parma ha reso – lo ribadisco – in termini di punti per oltre quanto fosse lecito aspettarsi. Non serve a nulla rivangare i punti persi stupidamente per strada, perché altri sono arrivati che manco ce lo si aspettava. Una squadra da dodicesimo posto che termina ottava o settima ha reso ben oltre il lecito. Né mi trova d'accordo l'argomentazione che il Parma abbia lasciato per strada più punti di quelli che inaspettatamente ha raccolto. La sconfitta con l'Atalanta? Ricordo che gli orobici hanno chiuso a quota 52 punti sul campo: scusate se è poco, raccolti, tra l'altro, con una maggiore regolarità rispetto al nostro exploit finale, poiché ha mantenuto una media alta per l'intero torneo e non solo per un breve spezzone del medesimo. E quando l'incontrammo era una delle formazioni più forti. Non si può battere sempre tutti. Né credo ci si possa aspettare che ora gli Invincibili le vincano tutte nel prossimo campionato. Anzi, speriamo che l'ubriacatura non sortisca gli stessi danni dell'ultimo inizio di stagione, quando ci si era beati un po' troppo dell'exploit delle sette giornate colombiane. Così come abbiamo a lungo pagato l'ubriacatura di aver battuto l'Udinese di Guidolin (pagammo il fio con due mesi senzi un successo) e l'anno prima, gestione Marino, la Juventus. Perché non tutte le colpe erano del povero capro espiatorio Colomba, né deve essere un vanto per gli stessi calciatori costringere una società a cambiare quattro allenatori in due anni, prima di tornare al punto di partenza, l'ottavo posto.
    Infine il voto: 6.5 mi sembra sinceramente un po' poco, visto il piazzamento finale. Io alzerei almeno di un punto, se non di due. Perché è vero che a lungo è stata una stagione insufficiente, ma adesso non dobbiamo avere il braccino corto con i voti per chi ha ragionevolmente dato di più del lecito. Piuttosto, come già ho scritto più o meno tra le righe anche nell'opinione, siamo così sicuri, come sembrerebbero esserlo Leonardi e Donadoni, che questo stesso parco giocatori abbia un margine di miglioramento? Io ho qualche dubbio, anche se l'alchimia giusta è una grande alleata. Ma l'alchimia non si sa mai come si forma – e perché – e quanto dura…
    Cordialmente Gmajo

  10. Gabriele Majo says:

    Lei, Roger, ha ragione: non si dovrebbe mai lanciare il sasso e poi nascondere la mano; ma nel caso specifico, tuttavia, debbo fare come spesso fanno in tanti, cioè dire il peccato, ma non il peccatore, perché, mi creda, non mi posso permettere di fare di più. Anche perché dovrei coinvolgere persone terze che da questa triste storia è meglio stiano fuori. Vedo che è attento a tutto, però: complimenti ! Al massimo posso arrivare a fare la riedizione di quegli articoli così tanto ambiti, anche a distanza di anni dai fatti…
    Mi perdoni !
    Gmajo

  11. Roger says:

    Grazie sig. Majo. In effetti sì, ho una buona capacità d'osservazione; me lo dicono un pò tutti.
    Capisco le sue ragioni specifiche, ho provato a forzare un pò la mano perchè sono passati anni dai quei periodi, ma se ciò deve essere motivo di "beghe" con terzi meglio lasciar perdere.
    Se vuole fare la riedizione degli articoli, io sarò ben lieto di leggerli.
    E non si scusi, non ha niente da farsi perdonare.
    Con stima,

  12. Gabriele Majo says:

    Si, sono passati anni da quei periodi, ma diciamo così,l'interesse di qualcuno è un po' più vicino nel tempo ai giorni nostri. Un po' troppo… Non è ancora caduto in prescrizione, diciamo così…
    Mi sono scusato perché ha tutte le ragioni nel dire che non si può gettare il sasso e nascondere la mano. Non avrei dovuto gettare il sasso. Ma è stato, evidentemente, più forte di me :)
    Sulla riedizione ci si può pensare, in effetti in vista degli Europei… Chissà…
    Grazie ancora… a presto… Gmajo

  13. Roger says:

    Grazie a Lei sig Majo. Ne approfitto per andare a riaprire nel mio cassetto dei ricordi un'intervista di addio a Prandelli da parte dell'allora giornalista di Teleducato Michele Gallerani, ora a Sky, che in effetti mi parve un pò sospetta.Però devo dire che i miei ricordi sono un pò sbiaditi.
    Forse Lei li ha più vividi…
    Grazie a Lei.
    Con stima,

  14. Luca Russo says:

    Non credo che questo gruppo abbia margini di miglioramento. Anzi. E' un gruppo che andrebbe smantellato, per lasciare spazio ad un collettivo nuovo, proprio perché in due anni ha costretto la società (che pure ha le sue colpe nell'aver assemblato una squadra probabilmente non all'altezza delle proprie aspettative) a cambiare il manico in corsa. Sì, Donadoni ci ha messo tanto di suo nel rivitalizzare una squadra quasi irrimediabilmente depressa. Ma la squadra…la squadra ha saputo e ha voluto seguire Colomba fino alla fine? O l'ha abbandonato strada facendo fino ad arrivare alla conclusione che noi tutti conosciamo? Si dice sempre che in un divorzio le colpe vanno divise, grosso modo, a metà tra le due parti.

    Io ripartirei da Mariga, Biabiany, Paletta, Giovinco, Valdes, Mirante, Modesto e, ammesso che abbia ancora voglia di restare con noi, Zaccardo…sui quali innesterei giovani che abbiano voglia di mettersi in mostra e di mangiarsi l'erba. Del resto farei tranquillamente a meno, posto che è proprio per colpe del "resto" che quest'anno quel che poteva essere il nostro tranquillo campionato si è trasformato in una lunga corsa tesa ad evitare il ritorno di un Lecce ritemprato dalla cura Cosmi.

    Per completare il pensiero espresso in precedenza: di rimpianti io ne ho…e non perché il Parma abbia fatto chissà quale campionato senza centrare la qualificazione alle coppe, quanto perché davanti hanno tenuto un ritmo così blando, ma così blando che se il Parma poco regolare di quest'anno avesse prodotto uno sforzo solo lievemente maggiore di quello effettivamente profuso, sarebbe entrato nel novero di squadre che si sono giocate l'accesso alle coppe del prossimo anno. Insomma, bastava indovinare solo due partite in più per ottenere un evidente supplemento di resa da una squadra che oggettivamente non valeva più di un ottavo posto.

  15. Gabriele Majo says:

    Dovrei copia incollare il mio precedente commento. Insomma: quoto in toto le lucide analisi e i ricchi spunti di Luca Russo, ma non ne sottoscrivo il rammarico per quello che avrebbe potuto essere, ma non è stato. Sempre per le due ragioni di prima: 1) il Parma, nella presente stagione, ha raccolto ben oltre le aspettative grazie al finale di campionato che ha saputo fare, "figlio" anche degli stenti precedenti, come ricordato da Donadoni: non è detto che se avesse avuto un cammino più regolare prima avrebbe potuto poi esplodere come è stato 2) è inutile farsi il sangue amaro, che tanto non cambia nulla. Specie dopo un finale di stagione da annali
    Cordialmente
    Gmajo

  16. Roberto says:

    Spett.le Stadiotardini, sono un vostro lettore occasionale, ma vi apprezzo per lo spirito critico e perché da voi si possono leggere notizie e curiosità non reperibili altrove. Mi interessa molto la questione del figlio di Prandelli. Io sono un ragazzo pugliese laureato a Parma in Scienze Motorie. Ho fatto un master in Bio-Meccanica (con specializzazione calcio) alla Facoltà di Scienza dello Sport dell'Università di Lyone. Ho avuto collaborazioni con un paio di società di Serie D, ma niente di più. Essere ingaggiato come preparatore atletico di una società di serie A (ma basterebbe anche B) é un mio sogno ed é la cosa per cui ho studiato molto e ho fatto tanti sacrifici. Purtroppo non mi chiamo Prandelli, mio padre non é un allenatore professionista, non é il Commissario Tecnico della Nazionale italiana. Per questo la convocazione paterna di Niccolò Prandelli mi ha molto infastidito ed é l'esempio di come in questo paese per affermarsi bisogna essere parente e amico di qualcuno di importante.
    Saluti e scusi per lo sfogo.
    Roberto

  17. Gabriele Majo says:

    Salve Roberto,
    mi scusi del ritardo con cui commento le Sue amare parole, che però testimoniano la frustrazione di una persona qualificata, ma dal cognome "normale" che non vede coronato il proprio sogno di poter lavorare per una squadra di A. Non demorda, però, perché le occasioni alle volta capitano quando uno meno se le aspetta. Non sempre (anche se spesso) capita che i posti siano già impegnati dai figli di…
    In bocca al lupo, grazie per gli apprezzamenti, e cerchi di essere un po' meno occasionale, come lettore, ma più costante…
    Saluti Gmajo