L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-INTER, LA VENDETTA DEL “PARCHEGGIATORE” E LA CILIEGINA DI MARQUES, IL MATTONCINO SU CUI RICOSTRUIRE IL PARMA DEL POST GIOVINCO

04 Mag 2012, 11:45 26 Commenti di

Caso Rossi-Ljajic: la Gazzetta di Parma sente anche Colomba (che un anno fa seppe ben gestire un caso analogo con Candreva), ma non evidenzia le sue sensate parole nella titolazione, preferendo lasciar spazio a Uliveri e Apolloni…

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Se davvero, come aveva asserito più volte in televisione Andrea Schianchi, i suoi ex compagni lo avevano ribattezzato “il Parcheggiatore della Pinetina”, Jonathan Cicerostrabiliante contro l’Inter, sonoramente suonata 3-1 anche grazie alle sue incursioni e al suo lavoro – ha indubbiamente consumato una bella vendetta personale. Come avranno fatto i campioni di StraMOUccioni (e Ranieri) a posteggiare i propri SUV negli appositi spazi del centro tecnico di Appiano Gentile senza il pregevole servizio dell’umile esterno brasiliano, che sempre secondo la ricostruzione del Roseo, gli affidavano le chiavi quando arrivavano e lui provvedeva alla bisogna? Quando Schianchi rivelò alla platea parmigiana di quel nomignolo era lunedì 16 gennaio 2012 e – particolare non trascurabile – sembrava che la trattativa per il suo approdo in maglia crociata fosse saltata per i suoi tentennamenti: la mattina di quello stesso giorno l’AD Pietro Leonardi – particolare non trascurabile – ai microfoni delle tv private parmigiane, durante le premiazioni di Natale in Vetrina Crociata, aveva ribadito quanto poche ore prima aveva detto anche a Sky: “Non mi interessano giocatori che pensano più di 24 ore prima di accettare di venire nelle squadre di cui sono direttore”. Nel giro di poche ore, tuttavia, come spesso capita nelle vicende di mercato, gli scenari cambiarono e alla fine Cicero arrivò a Parma, quando, però, la “denigrazione”, non poteva più essere ritrattata…

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Nel frattempo lo stranòm attecchì tra i tifosi, anche complici le prime uscite non propriamente felici del sudamericano, a causa delle sue imperfette condizioni fisiche. Come ho spiegato ieri a un nuovo Davide nello spazio commenti la mia domanda al diretto interessato su questo argomento non era affatto stupida, come lui l’aveva bollata, e non mi vergogno affatto di averla posta: era una opportunità offerta al giocatore per poter dire pubblicamente che lui di mestiere non fa il posteggiatore, ma il calciatore e che lo aveva ampiamente dimostrato proprio alla squadra proprietaria del suo cartellino che l’ha mandato qui in prestito. Purtroppo la lingua non ci ha aiutato e c’è stato un po’ di imbarazzo, ma la mia volontà non era certo quella di infierire su di lui, peraltro tra i protagonisti positivi di una serata memorabile…Avrei poi letto successivamente, nello spazio commenti di stadiotardini.com, che, sia pure con toni decisamente più soft, anche il Davide “solito” e Matteo C. avrebbero evitato il “besioso” quesito: io, invece, rimango convinto (del resto sono il fuco o Ape Majo), della validità della mia operazione, e mi conforta che Angioldo (così riprenderà il tormentone che lui sia il sottoscritto sotto mentite spoglie, anche se sul giudizio di Colomba ci siamo nettamente distanziati) l’abbia trovato pertinente. Matteo C. invocava poi due mie parole su Marques che spendo ben volentieri, anche perché lo spagnolo ritrovato le merita davvero. Pronunzierò, anzi, una iperbole: nella malaugurata ipotesi – peraltro piuttosto concreta – che il Parma debba cedere la propria metà di Giovinco nella prossima sessione di mercato, potrebbe essere proprio lui, il numero 32 a lungo neppure inserito nella rosa ufficiale sulla cartella stampa distribuita ai giornalisti al Tardini, il mattoncino su cui andare a ricostruire la squadra. Potrebbe avere tutte le caratteristiche per farci divertire, come ha dimostrato in quei pochi spezzoni di gara disputati nella presente stagione. Come per Valdes anche per Marques (forse perché fa rima…) Donadoni ha ritagliato un ruolo nuovo: sapevamo che il re-pararecido poteva giocare indifferentemente su un o o l’altro degli out, ma l’attuale tecnico lo ha accentrato dandogli veri e propri compiti di attaccante. Del punta centrale gioca Giovinco, come certificato dallo stesso AD Pietro Leonardi durante la puntata di lunedì scorso di Bar Sport: secondo il dirigente questa sarebbe una ulteriore novità da accreditare a Donadoni, ma io non mi trovo d’accordo, perché la famosa “posizioncina” è paternità di Colomba. Il suo successore, anzi, prima di rimetterlo al suo posto si era ostinato a schierarlo sulla sinistra dell’improbabile 3 4 3 che aveva caratterizzato l’abbrivio del nuovo corso, ma poi, con intelligenza (magari anche spronato dalla critica, tra cui noi), ha saputo tornare sui suoi passi, rimettendolo al centro. I 14 gol fino a questo punto messi a segno dalla Formica evidenziano la bontà di quello che stadiotardini.com aveva letto come progetto tecnico del Parma della presente stagione: e cioè la massima valorizzazione del numero 10 con gli altri giocatori d’attacco al suo servizio. Nessuno dei vari attaccanti portati da Leonardi aveva caratteristiche per andare sicuramente in doppia cifra: né Floccari, né Pellè, né tanto meno Okaka. Era palese che dovesse essere Giovinco il realizzatore principe crociato. E così è stato. Floccari e Pellè (più di Okaka), con il loro servizio, sono stati assai utili all’ulteriore esplosione di Giovinco che se rimarrà su questi livelli (e se Prandelli perderà ogni remora sulla sua struttura fisica) potrà essere la rivelazione azzurra ai prossimi Europei. Durante la telecronaca di Lecce-Parma gli inviati Sky avevano snocciolato un ulteriore dato significativo: fino a quel momento Giovinco era stato protagonista diretto, o aveva favorito, il 43% delle segnature crociate. In buona sostanza un buon 50% del Parma stagionale si identifica con il minuscolo-maiuscolo personaggio. E il fatto che Marques sia il 17° socio della cooperativa del gol è l’ulteriore dimostrazione della bontà iniziale del progetto tecnico, sintetizzabile nel “prima Giovinco e poi tutti gli altri”. Un progetto assai poco capito dalla critica fino all’evidente esplosione positiva delle ultime due settimane, giacché il refrain sulla assenza di un attaccante da doppia cifra veniva ripetuto all’inverosimile dai vari protagonisti dei salotti televisivi locali. Io avrò sbagliato molte delle mie analisi – delle quali, peraltro, non mi pento, e lo stesso vado orgoglioso – però almeno avevo azzeccato l’interpretazione della progettualità tecnica del Parma già da mesi. Concordo con il Plenipotenziario che predica di goderci Giovinco fino alla fine: aggiungerei anche un “fin che ce l’abbiamo”. Sono il primo che si raccapriccia quando sente i tifosi pensare a chi prenderemo, o al futuro, quando ancora deve essere posta la parola fine alla stagione, ma è evidente che tutto ruoterà attorno o meno alla conferma del talentino in compartecipazione con la Juventus. La situazione è un po’ diversa rispetto a un anno fa, quando ci si chiedeva, visto che tutti e due era proprio impossibile trattenerli, su chi sarebbe stato meglio tenere tra Amauri e Giovinco. Diciamo che quest’ultimo ha saputo dimostrare di essere un ottimo solista, mantenendo una certa continuità di rendimento anche nei momenti in cui, per le sue caratteristiche, era fisiologico andasse in letargo per rifiorire in primavera. Per me è stata una lieta sorpresa, poiché dal letargo è uscito spesso, anche fuori stagione, oltre ad eccellere nel primo autunno e in primavera, come da oggetto sociale. Sarebbe bello che “Seba” rimanesse per dare continuità ad un progetto tecnico che non può prescindere da lui. Mi spiego meglio: ci sono componenti fondamentali di una squadra, come possono essere l’Ad, l’allenatore e appunto qualche giocatore di eccellenti qualità, che non possono essere con disinvoltura sostituiti da una stagione all’altra, senza patimenti o vistosi cali. Dopo l’ottavo posto Guidolin – del resto come sta ampiamente dimostrando ad Udine, pur con una squadra vistosamente meno forte di quella dell’anno precedente – avrebbe potuto tentare di scalare ulteriormente la classifica, facendo tesoro della crescita comune di un gruppo che aveva l’entusiasmo per la promozione e l’eclatante risultato raggiunto. L’aver azzerato il tutto per inseguire la chimera Marino ha fatto perdere al club due anni preziosi, prima di tornare – direi miracolosamente ed inaspettatamente – allo stesso punto di due anni prima, quell’ottavo posto, che i tifosi – si sa l’appetito vien mangiando – sognano di migliorare ulteriormente allungando la serie di vittorie. Sarebbe bello poter avere ancora Giovinco, elemento essenziale per puntare ad una ulteriore crescita: venisse meno significherebbe di nuovo dover ripartire da capo, finendo per dilapidare il patrimonio di alchimia di questo meraviglioso finale di stagione. Penso che l’ideale per tutti potrebbe essere un ulteriore rinnovo della compartecipazione con la Juventus, in quanto non credo che Ghirardi abbia la forza di strapparlo interamente ai bianconeri, e non so quanto Agnelli abbia voglia di strapagare il suo ammiratore per l’indubbia valorizzazione del prodotto a suo tempo affidatogli a condizioni per lui sì vantaggiose (diciamo che negli affari Ghirardi è piuttosto bravo o fortunato, giacché anche il Parma riuscì ad averlo a condizioni indubbiamente migliori rispetto ai competitor, incluso quel Centro Sportivo di Collecchio agli altri neppure avevano fatto vedere in cartolina, su cui ha potuto investire accrescendo il patrimonio, grazie al finanziamento agevolato del Credito Sportivo).E in giro, come ammesso da Leonardi a Bar Sport, ci sono ben pochi club che possano spendere sui 20 milioni di euro: ecco perché un eventuale rinnovo non è poi così impossibile, anche se poi tra un anno si sarebbe da capo. Della partita con l’Inter alla fin fine mi sono accorto di aver detto poco o niente: rimedierò ora dicendo che rispetto a quanto asserito da Luca Russo, per me i nostri hanno saputo dare dimostrazione di fortezza forse ancor di più della prova di dodici mesi prima con gli stessi avversari. Né mi pare di aver intravvisto quei difetti endemici palesati nelle prime tre delle cinque vittorie consecutive: non ci sono stati black out, la partita è stata giocata 90’ e non solo un tempo, e anche nel primo il Parma era stato propositivo il giusto, mettendo alle corde i titolati avversari, a mio avviso passati in vantaggio immeritatamente. Mi pare un po’ riduttiva l’analisi di Stramaccioni, suggerita da inviati al seguito dei nerazzurri, a proposito di tre minuti di follia: per come l’ho vista io il Parma non ha vinto in maniera episodica, ma sistematica. Non mi sono piaciuti i cori verso Pavarini (figlio di p.) provenienti dal settore ospiti, solo perché il numero 1 aveva neutralizzato alcune occasioni pericolose. Non mi pare abbia fatto gestacci, come Ljajic a Rossi, anche se le immagini del fattaccio le ho viste scorrere a distanza siderale in sala stampa, cioè lontano dal mio campo visivo, per cui non vorrei sbagliarmi, perché dapprima avevo sentito parlare di dito medio, poi di applausi e parolacce, e non ho avuto né tempo né voglia di star lì a vivisezionare la rissa alla moviola, rissa che sta spopolando sul web e che ha fatto la fortuna della satellitare e dei suoi sputa sentenze. Tutti a mettere in croce l’allenatore, giustamente passato dalla parte del torto per aver alzato le mani, ma a mio avviso troppo clementi con il calciatore maleducato. Ora questi è fuori rosa, ma come è stato squalificato Rossi (subito licenziato da Della Valle) lo stesso provvedimento avrebbe dovuto essere comminato al giocatore provocatore. Nell’inchiesta pubblicata stamani dalla Gazzetta di Parma, a cura di Marco Bernardini, all’unisono lo hanno chiesto i vari tecnici interpellati: trovo singolare che chi ha titolato abbia messo nel catenaccio solo i pareri di Ulivieri ed Apolloni, senza alcun riferimento alle sensate parole di Franco Colomba (il quale seppe gestire ottimamente un anno fa un caso analogo con Candreva) che quale suo avvocato nonché addetto stampa qui ricopio, salutandovi caramente e ringraziandovi per l’attenzione. «E’ indubbiamente un grave episodio che lascia un po’ stupiti, specie, se commesso da una persona mite quale si è sempre dimostrato Rossi. Ha, di sicuro, esagerato, ma bisogna imparare il rispetto dei ruoli ed accettare le scelte prese da chi siede in panchina: alla stessa stregua, deve essere stigmatizzato l’atteggiamento scorretto del giocatore, si sta spargendo un malcostume che va estirpato perché poi è troppo facile far passare per stupidi solo gli allenatori. C’è in giro una maleducazione latente che non può continuare». Gabriele Majo

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Autore

Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

26 Commenti a “L’OPINIONE DI MAJO DOPO PARMA-INTER, LA VENDETTA DEL “PARCHEGGIATORE” E LA CILIEGINA DI MARQUES, IL MATTONCINO SU CUI RICOSTRUIRE IL PARMA DEL POST GIOVINCO”

  1. Anonymous says:

    Ciao Gabriele,
    non credo si tratti solo di una mera questione tecnica legata alla sostituzione del giocatore, se è vero quanto riportato da calciomercato, Delio Rossi ha tutta la mia comprensione, certo il gesto è stato esecrabile, ma assolutamente comprensibile.

    Febbredacalcio

    http://www.calciomercato.com/prima-pagina/ecco-cosa-avrebbe-detto-ljajic-a-delio-rossi-sei-piu-handicappat-763204

  2. Gabriele Majo says:

    Ciao Febbre, purtroppo quando si passa alle vie di fatto contemporaneamente si passa dalla parte del torto anche quando si hanno ragioni da vendere. Indubbiamente, però, i calciatori debbono nutrire un maggior rispetto per i loro allenatori. E anche Budan, calciatore che stimo assai specie sotto il profilo umano, quando venne sostituito durante Palermo-Parma, pur manifestando in modo più educato quantunque plateale il suo disappunto, a mio avvisò sbagliò, nei confronti del tecnico e dei compagni. Questa storia mi ricorda quella di un anno fa saputa gestire con estrema maestria da Franco Colomba: appunto fossi stato nella GdP avrei titolato su di lui essendo un esperto della materia, sicuramente più di Ulivieri ed Apolloni, visto che l'episodio Candreva si consumò al Tardini. Ma evidentemente l'ex tecnico (che non so come Fedele faccia ad asserire goda buona stampa) a parere di chi ha deciso non meritava cassa di risonanza. Ma tant'è…
    Il giocatore per me andrebbe punito in modo esemplare. Anche dalla cosiddetta giustizia sportiva. Non è sufficiente, a mio avviso, l'esclusione dalla rosa (per due partite!).
    Questo al di là della portata delle sue dichiarazioni, sulla cui veridicità non giurerei, avendo letto le fonti. Poi la circostanza che Rossi non avrebbe un figlio handicappato cozza con la rabbia scatenata per quella presunta frase del serbo, comunque infelice.
    Ciao grazie
    gmajo

  3. Il Plin says:

    "Costruire il nuovo Parma attorno a Marques." Nemmeno io ero arrivato a tanto!

  4. Gabriele Majo says:

    Ciao Plin, probabilmente c'è stato un colpo di stato a stadiotardini.com, con Lorenzo Fava (noto ammiratore dello spagnolo) che si è impossessato della direzione della baracca…
    Scherzi a parte, nel pezzo ho specificato che la mia era una evidente iperbole, ma rimango convinto che Marques possa ancora farci divertire, se rimarrà. Avevo sentito dire di una clausola per cui il club avrebbe potuto disfarsene in caso di mancato utilizzo per un numero minimo di gare, ma non credo sia conveniente farlo, dal momento che, sia pure arrivato a parametro zero (anche se non ho mai ben capito il giro col Terrassa, ma immagino fosse per ragioni fiscali) non si può certo dire che sia stato valorizzato dall'esperienza parmigiana. Eppure i parmigiani, strani personaggi, lo hanno come adottato, dal momento che in Cittadella è stato tra i più applauditi. Rimango dell'idea che abbia pagato oltremodo per colpe non sue (diciamo che con Marino ha fatto poco bene come tanti altri) e poi ha avuto malanni fisici (molti pensavano fossero diplomatici, ma l'interessato ha ringraziato il dott. D'Alessandro che lo ha rimesso in sesto. Ottimo professionista, quest'ultimo: ricordo ancora che mi prestò solerti cure, assieme al dott. Ballini, quando la scorsa estate ebbi a Collecchio una grave colica renale, la terza o quarta in pochi giorni. Quindi, come Marques, lo ringrazio pubblicamente anch'io, dopo averlo già fatto a suo tempo in privato). Insomma spero davvero che Marques ci sappia far divertire, e penso che Donadoni sia l'allenatore ideale per rilanciarlo.
    Infine ti chiedo scusa per non averti menzionato nell'articolo: lo avresti meritato perché le Tue previsioni – del resto come le mie – si sono avverate e lo spagnolo non solo ha giocato, come pronosticato, ma pure ha segnato. Evviva.
    Ciao
    Gmajo

  5. Plin says:

    Eheheh. Sìsì, concodro che meriti spazio. O quantomeno una chance "seria", la prossima stagione. Se fallirà, pazienza.
    Tanto, venderlo ora… nemmeno a livello economico non serve a nulla.
    Il problema poteva essere di caratte "umano", ovvero se fosse un "rompiscatole", ma… a detta sua i compagni gli vogliono bene.
    Anche quando è uscito, qualcuno (non so chi, Gallinetta forse?) l'ha abbracciato come un fratellino piccolo.
    Quindi… perchè non provare a vedere se meritava la preconvocazione nella Spagna poi campione del mondo.
    Comunque è stato bellissimo, quasi commovente. Quel suo tiro, andava così piano che sembrava non volesse entrare mai.
    Vai Nando.

  6. Parmigiano says:

    Buondì Majo, per quanto riguarda il duo d'attacco del prossimo anno, se al Ghileo non riuscisse il miracolo di trattenere ancora Giovinco, non dimentichiamoci di un certo Ninis nonchè delle sempre più insistenti voci del ritorno di Amauri. Che le piaccia o no infatti il calciomercato é già iniziato e per i prossimi mesi ci aspettano dibattiti su questo argomento: dovremo pertanto confrontarci sui possibili scenari futuri del Parma. Cordialmente, Parmigiano.

  7. Fedele says:

    Mi riferivo a te, caro Majo, quando dicevo che Colomba godeva di buona stampa. Colomba ha la stampa che merita: quella di un medio professionista abituato alle acque turbolente della bassa classifica. E nulla più.

  8. Gabriele Majo says:

    Medio professionista? Beato Te che sei alto professionista e grazie per non avermi detto piccolo professionista. Poi quando Ti rivelerai con nome e cognome veri saprò almeno con chi sto parlando.
    Detto questo ti correggo su un punto: il sottoscritto, avendo seguito il Parma degli ultimi 25-30 anni ha vissuto l'epopea dei grandi trionfi e quello delle miserie delle acque turbolente della bassa classifica. A parte che un professionista non si dovrebbe giudicare dalla squadra che segue. E comunque, oltre al Parma, ho avuto la ventura (sicuramente la fortuna, non certo la bravura) di essere assunto da importanti televisioni nazionali o quotidiani ed occuparmi con profitto anche di altro, indipendentemente dal Parma.
    Infine: come i giornalisti anche gli allenatori non dovrebbero essere giudicati per le squadre che seguono. Servono anche le opportunità e non solo le etichette: Guidolin, ad esempio, non ha mai guidato una delle prime cinque squadre italiane, ma magari uno scudetto poteva anche portarlo a casa; così come non sapremo mai se Colomba potrà fare sfracelli all'Inter fin quando Moratti non gli offrirà l'opportunità. Forse neppure Bortolo Mutti è un allenatore da Palermo, ma Zamparini gli ha concesso l'opportunità.
    Saluti Gmajo

  9. Roger says:

    Caro sig Majo,noto una differenza abissale tra i suoi editoriali dell'ultimo mese rispetto a quelli precedenti….Il motivo è facilmente intuibile a tutti…Perchè non approfondisce le vicende tecniche della partita come faceva prima???…Mettere in risalto la "posizioncina" che Donadoni ha sapientemente plasmato per Valdes (fra l'altro parecchio evidenziata anche dall'articolo sulla Gds da parte del giornalista Bianchi) no??…O era solo un mago Colomba per quella di Giovinco??…

    Chiudo con un dato incontrovertibile, visto che i numeri non mentono MAI…

    19 punti in 17 giornate con colomba Media 1,11

    31 punti in 19 giornate con Donadoni Media 1,63

    Direi un bel passo in avanti…

    Saluti.

  10. Gabriele Majo says:

    Magari il buon Colomba ci portava in Champions League… Cosa ne sa, Lei, Roger?
    Ma ho già spiegato – evidentemente non mi segue con la dovuta attenzione – che io non ho mai voluto creare un dualismo tra il nuovo ed il vecchio tecnico, che peraltro apprezzo come il suo predecessore. Solo che per me – e rimango dell'idea anche adesso – il suo esonero fu un capriccio presidenziale.
    Poi che inizialmente Donadoni, pur premiato dai risultati, stesse andando fuori strada con il suo 3 4 3, è un altro dato, ma dopo che ha dato retta alla critica (in primis alla mia) rimettendo le cose a posto col 3 5 2 non avevo particolari ulteriori critiche (costruttive) da muovergli.
    L'invenzione di Valdes sarà anche una idea geniale (come negarlo), ma indubbiamente valorizzando lui ha finito per svalorizzare chi, come Musacci, fino a pochi mesi fa osannato da lei e da tutti i detrattori di Colomba (il quale peraltro lo fece esordire dandogli spazio), ha perso il posto. O Danilo Pereira, che avrebbe dovuto essere l'astro nascente, ma alla fine a parte due spezzoni in cui aveva pure ben figurato non si è mai visto.
    Bianchi ha celebrato l'invenzione? Capisco: lui era la prima volta che lo vedeva. Noi sarà la sesta o settima volta, minimo, dove sta la novità?
    Il confronto con la media punti me lo propose Febbredacalcio tre partite or sono, arriva in ritardo, caro provocatore Roger… Ma non me ne impipa assolutamente nulla: perché se anche fosse venuto Capello o avessimo vinto lo scudetto per me l'esonero sarebbe rimasto quello che è: un atto d'imperio del presidente, un suo capriccio. Poi se è stato premiato (anziché punito) tanto meglio per tutti noi che abbiamo Parma nel cuore.
    Cordialmente
    Gmajo

  11. Roger says:

    Mah,il ragionamento su Musacci e Pereira, ci tengo a precisare da me NON osannati, è assai cagionevole. Se la valorizzazione di Valdes vale tre volte lo svalorizzare Musacci, anche a livello di risultati sul campo, meglio così, no???….
    Io benedico l'esonero "di pancia" come lo chiama Lei di colomba, mentre io lo reputo azzeccatissimo e vincente, così come certificato dall'unico giudizio INCONTROVERTIBILE, quello del campo….Non certo quello dei suoi editoriali…
    Provocazione perchè le ho stampato in faccia la realtà della media punti???….
    Doppio mah….
    Saluti.

  12. Gabriele Majo says:

    L'esonero si è rivelato vincente – giacché i numeri come dice lei non si discutono – ma rimane pur sempre – come dico io – un mal di pancia presidenziale, un capriccio, o un atto di imperio. A lei, come alla maggior parte dei tifosi, sta bene tutto, io, invece, non mi accontento della sola vittoria, comunque essa arrivi, del solo risultato positivo, tengo a mente anche delle componenti morali, come la riconoscenza o altre cose che magari non ti fanno vincere gli scudetti, ma che ti elevano dal punto di vista umano. E lo ripeto per l'ultima volta: anche stessimo per vincere lo scudetto non cambierei il mio giudizio su una valutazione che per me rimane azzardata, non razionale, non programmata. La conseguenza è positiva: bene, ne gioiamo tutti, giacché è il Parma che ne beneficia. Ma non stiamo qui a credere che Gesù Cristo è morto dal freddo dei piedi.
    Saluti gmajo

  13. Anonymous says:

    Sono d'accordo su tutto quanto hai scritto Gabriele. Concordo sul fatto che sarebbe bene tenere Giovinco ma so anche che sarà pressoché impossibile. Anzi in un periodo davvero straordinario come questo in cui risulta difficile muovere anche una sola critica mi sento di dire che la società farebbe bene a fare quanto prima chiarezza: mi spiego meglio… sarebbe bene che Ghirardi e Leonardi dicessero chiaramente che non ci sono possibilità di trattenere la formica atomica. Nessuno qui farebbe loro una colpa di questa cosa. Sappiamo tutti molto bene che la dimensione di Giovinco non è più quella del Parma, a meno che il Pres e l'AD non abbiano intenzione di rinforzare prepotentemente la squadra in vista della prossima stagione… solo in quel caso, al cospetto di un Parma davvero competitivo per l'Europa si potrebbe pensare ad una conferma del nostro gioiello. Se al contrario, come credo, la dimensione del Parma rimarrà quella conosciuta negli ultimi anni, non avrebbe senso trattenere Giovinco, privandolo della possibilità di giocare in un team migliore… Egoisticamente vorrei che Giovinco restasse e potesse divenire per Parma ciò che Miccoli è per il Palermo, Di Natale per l'Udinese o Pellissier per il Chievo, ma a mente fredda temo che un giocatore così meriti di meglio… Ecco, Ghirardi e Leonardi farebbero bene a non alimentare false speranze perché poi qualcuno potrebbe rimanerne deluso… L'idea di un rinnovo della compartecipazione stuzzica anche me, ma dubito che l'entourage del calciatore sia favorevole ad una tale soluzione… Premesso quindi che non credo rivedremo il nostro folletto con la casacca crociata, spero davvero di non doverlo rivedere al Tardini con quella maglia oscena a righe bianconere indossata da quella squadra di Torino che non voglio nemmeno nominare. Il solito Davide…

  14. Fedele says:

    Quello che ho scritto, caro Majo, mi sembrava ben espresso. Ma se ha ingenerato equivoci, beh, allora forse non sono stato inappuntabile. Ho scritto: "Colomba ha la stampa che merita: quella di un medio professionista abituato alle acque turbolente della bassa classifica. E nulla più". Per "quella di" intendevo "ha la stampa di cui può godere un medio professionista". Insomma, mi riferivo a Colomba.
    Non mi sognerei mai di dare delle patenti di medio, alto o basso professionismo a chi fa il mio stesso mestiere. Mentre do giudizi volentieri quando si parla di allenatori, visto che siamo su un sito dove ci si scambiano opinioni sul calcio. E per me, come per tantissimi, Colomba è un onesto lavoratore della panchina, Donadoni un signor allenatore. Non capisco poi proprio questa storia della casualità nella scelta di Donadoni. Ghirardi avrebbe fatto un atto di imperio? Si sarebbe comportato (parole tue) da padrone delle ferrerie? Ma scherziamo? Lui è quello che decide, lui ci mette i soldi e quindi non capisco cosa avrebbe dovuto fare. Chiedere il permesso a Majo? O a Leonardi, che comunque è un suo dipendente?
    Quanto al mal di pancia presidenziale, beh, il mal di pancia nella gestione Colomba era venuto a molti (io mi incazzavo non poco, per esempio) a forza di assistere a umilianti goleade, partite non giocate, mentalità difensiva senza peraltro riuscire a difendere bene, gare non lette con conseguenti sostituzioni tardive e sbagliate. La retrocessione non era un problema neanche con Colomba e si vedeva che la squadra sapeva giocare a pallone (Genoa, Napoli, Udinese) ma per una partita che giocava ne faceva due senza grinta, senza crederci, senza niente. E si vedeva che Colomba da questo male non ci avrebbe affatto curato, come invece ha fatto Donadoni. Quindi, come mal di pancia, è un mal di pancia non solo presidenziale ma condiviso e anche piuttosto razionale, in quanto motivato da ragioni ben precise.
    Se la tua intenzione, egregio Majo, è quella di dimostrare che Colomba e Donadonì pari sono, secondo me non ci sei riuscito (ma è solo un'opinione personale). Se invece vuoi farci capire che attuale presidenza e dirigenza del Parma calcio ti stanno sulle balle, beh, ti garantisco che hai fatto centro. Da alto professionista, appunto.

  15. Gabriele Majo says:

    Ciao Fedele, scusami ma sono un po' majo-centrico e forse un po' permaloso (come direbbe Leonardi sono stato colpito dal virus) ed avevo equivocato il senso del tuo commento precedente. Rileggendolo con più calma – e con l'aiuto del presente – ho capito che avevo "toppato" interpretazione.
    Sulla questione Colomba-Donadoni, ribadisco, però, per l'ennesima volta che non era mio intendimento dimostrare che il primo non fosse inferiore al secondo (anche se a lungo non avevo riscontrato grosse differenze, né il passato aveva scritto gloriose referenze per il nuovo). Vale il ragionamento che facevo prima: se guido una 500 e anche sono Schumacher difficilmente vinco un GP; viceversa se uno dà una Ferrari a un pilota qualsiasi qualche corsa, magari, la vince… Io ammetto onestamente di essermi sbagliato nel valutare Donadoni, anche se solo il tempo futuro certificherà se l'attuale stato di grazie sarà ribadito anche prossimamente, in quanto di questi tempi, un anno fa, come rimarcava giustamente pure Vladimiro, anche Colomba pareva un genio e guai a chi ce lo toccava. Io stesso accolsi con grande scetticismo Colomba, salvo ricredermi: e la stessa cosa si è ripetuta con Donadoni e non ho difficoltà alcuna a riconoscergli i meriti. E se anche evidenziavo incongruenze non era per attaccare lui, quanto dargli un aiuto.
    Sul discorso "esonero di pancia", ti ringrazio per la pagella da "alto professionista", tuttavia non ero mosso da antipatia per l'attuale management. Lo avesse cacciato Calisto, alle stesse condizioni, avrei detto la stessa cosa. E lo stesso Ceresini. Se poi il Ghiro incarna alla perfezione il ruolo di "padrone delle ferriere" è un altro discorso. Io ho trovato raccapricciante quella sua esternazione a Bar sport. Né condivido l'assioma per cui è il padrone perché ci caccia i soldi (peraltro non mi pare uno che spande senza ritegno) e dunque ha il diritto di fare e disfare. O meglio: ne ha il diritto, come io ho quello (che è pure un dovere) di chiosare. Poi non è che io stesso godessi di buscarne 5 dall'Inter, ma quella storia era già stata scritta prima di quel rovescio. Insomma non c'era fiducia da prima. E allora perché confermarlo, giacché si sapeva perfettamente che non era Mourinho. Certo cacciarlo dopo la permanenza insperata in A sarebbe stato impopolare, ma anche tenerlo, ma controvoglia non era il massimo. Comunque tutto si può dire meno che questi ottimi risultati siano stati programmati, ma forse anche per questo sono ancor più graditi.
    Ciao, gmajo

  16. Anonymous says:

    Caro Gabriele, vado un po' fuori tema: ho visto quasi sempre le conferenze stampa di Donadoni del martedì e del sabato. Vista la tristezza delle domande e la scarsa qualità dei giornalisti vicini a te nella sala stampa, puoi fare al mister due domande "più normali" provenienti "dai lettori di stadiotardini.com"?. Grazie. Christian.
    1) Il gol di mercoledì sera dell'Inter è stata la quinta rete subita in evidente fuorigioco nel corso della sua gestione (Catania, Napoli, Milan, Lazio, Inter). Vista la reiterata incapacità dei guardalinee, la tattica del fuorigioco non sta diventando un po' troppo pericolosa?
    2) Abbiamo visto un Parma in grande forma fisica nell'ultimo mese. Quanto è stata importante, in questo senso, la preparazione fisica precampionato e i richiami durante la stagione?

  17. Gabriele Majo says:

    Grazie Christian, mi sembrano due ottime domande: spero domani di riuscire a farle al mister, anche se ho visto che la conferenza stampa è alle 10.15 con partenza del pullman alle 10.30 sicché ho il timore che domani si vada un po' di fretta…
    Ma se il Christian di qualche secolo fa a Onda Emilia?
    Ciao Gmajo

  18. Anonymous says:

    Sì, sono io. Certo (alias grun sul forum di parmafans).

  19. Gabriele Majo says:

    Ciao "solito" Davide: il mercato prevede che ci si muova con astuzia – e in questo Leonardi è proprio bravo – sicché le strategie che si intendono perseguire è bene non spifferarle neppure ai propri tifosi. (Mi stupisco, anzi, che certi miei colleghi che lo frequentano assiduamente, poi si offendono quando si accorgono che non gli ha detto proprio tutto: fa parte del gioco, bellezza…) Perché sulla volontà o meno di tenerlo, su proclami e dichiarazioni c'è il rischio, poi, di smenarci dei soldi. Per cui non credo sia giusto pretendere chiarezza. E lo dice uno che è un profondo sostenitore della glasnost.
    Non so quanto sia egoistico sperare che Seba diventi il nostro Miccoli o Pellisier o Di Natale: in fin dei conti credo che lui stesso le soddisfazioni che si sta cavando qui sappia benissimo che ben difficilmente se le caverà altrove (senza volerne sminuire le qualità). Il rinnovo, però, farebbe indubbiamente più comodo al Parma che ai bianconeri. Ma in un mercato in cui circolano pochi soldi è difficile credere che qualche grosso club intenda svenarsi per prenderlo "fuori budget" e a quel punto il rinnovo della compartecipazione potrebbe essere accettato anche dai bianconeri, che detengono l'altra metà del cartellino.
    Io non credo che il GhiLeo abbia illuso i tifosi: anzi il pres mi pare che abbia tante volte fatto capire che il destino è segnato, al di là della speranza di trattenerlo. Non ci riuscissero non ci sarebbe da accusarli di aver creato illusioni.
    Se dovesse andar via la squadra andrebbe rifondata: qualora rimanesse, invece, non credo ci vorrebbe tantissimo per migliorarla e competere per l'Europa, dopo che si sono bruciate le tappe in questo splendido finale…
    Cordialmente
    Gmajo

  20. Gabriele Majo says:

    ben ritrovato, dunque… Il naso non mi manca…

  21. CHINA65 says:

    E vediamo se il naso ti viene in soccorso anche per sapere chi scrive la presente. Io sono un disincaantato spettatore di questo Parma e in tempi non sospetti (quando i risultati non arrivavavano) qui scrissi e di persona dibattei sulla capacità di Donadoni di far gruppo e di inserire i giocatori della rosa traendone il meglio. Dei sussurrati litigi di Colomba con alcuni giocatori e sul non utilizzo manco a partita in corsa delle risorse della panchina (vedi Crespo) si è già parlato, del fatto che mi sembrasse più quadrata e che le sostituzioni più tecnicamente puntuali la squadra di Donadoni anche. Mi urge, dato che seguo il Parma dalla tribuna a 10 metri dal mister in panchina, sottolineare un altro argomento. Quando arrivò il terzino dall'Inter alle prime apparizioni furono figuracce. Donadoni non lo sostituì ma lo incoraggiò a più riprese, poi un paio di partite senza giocare (immagino che gli allenamenti furono duri) e riecco un giocatore che fà la differenza. Così con Valdes, quel pacato mister sembra che non ne voglia sapere di 11 titolari e il gruppo lo premia in modo evidente impegnandosi di più per conquistare un posto da titolare. Non so se questa bella favola del gruppo coeso e dei risultati sul campo andrà sempre avanti, ma per una squadra (anche questo scrissi e dissi in tempi di magra) che non potrà essere vincente ma divertente per essere simpatica (la seconda squadra dei tifosi italiani) e appetibile (per giocatori bisognosi di un rilancio o per giovani promettenti) mi sembra un impostazione importante. In definitiva rispetto a Colomba (navigato condottiero tra A e B di molte squadre) mi sembra più adatto Donadoni ad un progetto che non sarà vincente (mancano interessi televisivi e soldi e pubblico pagante al Parma) ma potrebbe essere prospettiva di bel gioco e di risultati importanti. E adesso dimmi chi sono.

  22. Gabriele Majo says:

    Ciao China65, hai in un qualche modo a che fare con la "Vecchia Talpa"? Ciao gmajo

  23. CHINA65 says:

    No, però son di Fidenza e ho già scritto sul tuo blog.

  24. Gabriele Majo says:

    Sempre come CHINA65 ? Ma ci conosciamo anche di persona?

  25. CHINA65 says:

    Ci conosciamo da qualche anno, abbiamo mangiato spesso insieme e discusso del Parma. Inoltre sapevi che avrei scritto sul tuo blog.

  26. Gabriele Majo says:

    L'ultima volta (o una delle ultime volte) alla Disfida del Salame, vero? Ho fatto bingo… Con il mio fiuto (e qualche aiutino) penso proprio di esserci arrivato…