L’OPINIONE DI MAJO / TRATTENERE GIOVINCO E PALETTA? PERCHE’ NO… LEONARDI E’ POSSIBILISTA

28 Mag 2012, 11:00 6 Commenti di

In una intervista rilasciata a Piovani l’AD ha spiegato: “Se loro rimarranno ci sarà ben poco lavoro da fare”. Per il centrale difensivo finora respinti gli assalti in arrivo dall’estero: “Non abbiamo bisogno di vendere”

GABRIELE MAJO Foto Franco Saccò Archimmagine -007(gmajo) – Durante la stagione il lunedì ero solito tenere una omelia calcistica che prendeva spunto dall’ultimo evento disputato, per discettare un po’ sui massimi sistemi applicati al pallone: ora che il calcio è in vacanza (ma non il calcio scommesse, visto che piovono flash di agenzia con arresti eccellenti come quelli di Mauri – del quale il Gossip Writer, aveva immortalato la fidanzata pro tempore Miriam della Guardia in Tribuna al Tardini “al lavoro” con Gigi Apolloni per Quelli che il calcio, nel lontano mese di Novembre 2010 – e Milanetto,  con Conte indagato, né tanto meno il calcio nazionale, in vista degli Europei con i fari del Tardini che si accenderanno domani sera per l’ultima amichevole degli Azzurri sul suolo italico, con ingresso gratuito a tutte le donne) dovrei virare sul calcio-mercato, anche se, come noto, la materia mi arrapa fino lì. Tuttavia, turandomi il naso, come di solito si fa alle elezioni quando si è costretti a scegliere il meno peggio, qualora il meglio non sia in competizione, cercherò di fare qualche riflessione a proposito del Parma del futuro. Già in tempi non sospetti, cioè prima ancora che il campionato avesse termine, avevo cercato – da buon Grillo Parlante rompip… – di instillare qualche piccolo dubbio a proposito dell’effettivo valore di una rosa che nell’ultima parte della stagione aveva reso ben oltre le più rosee aspettative. Facendo ricorso alla memoria, nel nostro recente passato avevo trovato pericolosi precedenti di calciatori confermati in virtù di uno splendido epilogo stagionale, salvo poi tornare ad essere delle “pippe”, sia detto con rispetto parlando, l’anno scolastico successivo: ma sia Donadoni che Leonardi (quest’ultimo in una intervista apparsa stamani sulla Gazzetta di Parma, concessa a Sandro Piovani, ha ribadito per l’ennesima volta “c’è molta sintonia tra società e staff tecnico”, per via del calcio propositivo che piace ad entrambe le componenti) ci avevano risposto che a loro avviso gli autori della splendida cavalcata finale hanno addirittura ulteriori margini di miglioramento…

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Ma sarà davvero così? Qualche tempo addietro, un lettore – non ricordo chi, e per questo gli chiedo scusa – scrisse tra i commenti che Colomba aveva sbagliato perché, “innamorandosi” di coloro che avevano chiuso così bene la stagione precedente, aveva concesso loro cieca fiducia, un po’ come Bearzot dopo il Mondiale 82 o lo stesso Marcello Lippi. Insomma Leonardi e Donadoni dovrebbero stare attenti a non fare altrettanto? Io, da buon romantico, sono sempre stato contrario alle rivoluzioni (applicate al calcio): a me piacerebbe che una determinata squadra mantenesse a lungo una certa intelaiatura, con il maggior numero possibile di calciatori confermati da un anno all’altro. La ragione, al di là delle comprensibilissime esigenze di cassetto, mette in conto, però, anche altri importanti fattori, come il deterioramento o scadimento di forma o invecchiamento del materiale (umano). Ma nella stagione che ci introdurrà al Centenario io credo che la proprietà – di cui è rinomata l’ambizione, peraltro mai nascosta – pur nel rispetto di una gestione virtuosa dei conti – non possa lesinare o fare la sparagnina e abbia il “dovere” di allestire una rosa che ci (ri)porti in Europa. Dopo il Centenario, poi, si potranno riportare i remi in barca ripartendo con un nuovo ciclo, ma dal momento che Eupalla ha voluto che i Crociati chiudessero quest’anno all’ottavo posto è doveroso dare seguito e continuazione ai traguardi raggiunti migliorandosi, proprio in vista dell’importante data del 13 dicembre 2013. Elementi imprescindibili, in questa ottica, sono i due pezzi migliori della collezione, non a caso i più richiesti in Borsa: Sebastian Giovinco e Gabriel Paletta. Se il Parma riuscirà a trattenerli potrà in effetti tentare di dare seguito al processo di crescita, qualora se ne privasse, invece, ho qualche ragionevole dubbio che ci si possa cavare delle soddisfazioni a breve, dal momento che è sempre fisiologico un certo periodo di adattamento dei sostituti, sempre ammesso che quelli individuati siano all’altezza e già pronti all’uso. Leonardi ha ragione quando dice che la prossima stagione si riparte sempre da 0 e non da +16, tuttavia mantenendo questi due, forse, non si partirebbe da sotto zero. Non spenderò parole sull’importanza della Formica Atomica, lo scorso anno determinante, da solo, per circa il 50% del rendimento crociato – l’attacco era stato concepito su di lui, con al suo servizio punte “di sacrificio” non propriamente prolifiche – quanto, invece, sulla “insostituibilità” di Gabriel Paletta. Il difensore argentino era stato addirittura indicato quale una delle possibili novità della Nazionale Italiana di Cesare Prandelli, a testimonianza non solo del suo ottimo rendimento, ma dell’attuale penuria di qualità in quel ruolo. Sappiamo quanto la retroguardia sia un atavico tallone d’Achille dei nostri: privarsi del più efficace del pacchetto non è certo prodromico ad una stagione da sogni, viepiù considerando che Alessandro Lucarelli avrà una primavera in più sul groppone. Non vorrei bestemmiare affermando che sia più insostituibile Paletta di Giovinco, però siamo lì. Leggevo giorni fa – quando sulla Gazzetta di Parma sembrava consolidato che i magnifici due ci lasciassero, prima della intervista odierna di Piovanone con l’autorizzazione di Leonardi a sognarne la permanenza – che il possibile sostituto dell’argentino potrebbe essere il brasiliano (nazionale) Juan Jesus, classe 1991, di proprietà dell’Inter, da non confondersi con il più stagionato (1979) pari-ruolo Juan Dos Santos della Roma. Fa piacere vedere che anche sul più diffuso quotidiano cittadino l’ipotesi conferma dei gioielli di famiglia venga ora per lo meno ipotizzata e non data per scontata la privazione. Il titolo è inequivocabile: “Sogno di tenere Seba e Paletta”. Il Plenipotenziario è stato così virgolettato dalla più amata penna della Real Casa: “Il mio sogno, quello della società e credo anche dei tifosi è di trattenere sia Giovinco che Paletta. Lo sapete, non abbiamo bisogno di vendere a tutti i costi; abbiamo già rifiutato per entrambi offerte importanti, molto importanti. Per Giovinco c’è anche la variabile degli Europei: con prestazioni importanti sarebbe ancor più appetito dai grandi club. Ed è chiaro che poi diventa difficile rifiutare “offerte indecenti”. Non solo per noi, anche per i giocatori stessi. Però vi prego di non dare tutto per scontato». Nell’ambito della medesima chiacchierata il dirigente ha indicato una data fondamentale: «Avremo le idee chiare il 22 giugno (giorno di chiusura delle comproprietà ndr). Il 22 giugno sapremo se il Parma avrà un patrimonio tecnico da gestire o un tesoretto da investire». Le due situazioni non sono equipollenti, intanto perché qualora venga realizzato il tesoretto non è detto che la generosa proprietà intenda metterlo interamente a disposizione per il maquillage, e poi, perché, come argomentavo prima è sempre fisiologico un lasso di tempo per trovare la quadra. Per le speranze dei tifosi è decisamente migliore la prima ipotesi, quella del patrimonio tecnico da gestire. Con la speranza che Leonardi sia bravo ad attuare quello che è un programma che non ho difficoltà a sottoscrivere in toto: “Per una società di seconda fascia, come è il Parma è obbligatorio fare cassa. L’idea è quella di farlo cedendo quei giocatori considerati non indispensabili». Va da sé che Giovinco e Paletta – i più facilmente piazzabili – sarebbero da considerare indispensabili (se si hanno certe mire). Su stadiotardini.com il lettore Parmigiano ha arruolato addirittura un esercito a difesa del “GioPa”, anche se qualcuno ha affermato che in fin dei conti per 10-12 milioni di euro ci si potrebbe anche privare di Paletta. Finora il Parma ha respinto le profferte arrivate dall’estero ma che si erano fermate sugli 8, che sarebbero comunque un bel prendere per un difensore, come ammesso la scorsa settimana dallo stesso Ghirardi a Sky (virgolettato estratto da fcparma.com): Per Paletta purtroppo dico che lo vorrei tenere, ma c’è mezza Europa che me lo cerca. Un club tedesco ha già fatto un’offerta importante.  Dico purtroppo perché sono il primo tifoso della mia squadra ma quando arrivano certe offerte non si può resistere”. Finora l’ha fatto, ma il mercato dev e ancora (ufficialmente) iniziare… Sempre dando i numeri (del mercato) ricordiamo che Ghirardi valuta la Formica Atomica sui 40 milioni di euro (ergo la metà 20), il tutto al netto di una ulteriore crescita del titolo qualora – come è auspicabile – chiuda la sua migliore stagione di sempre con un ottimo Europeo. Proprio pensando quanto possa logorare una competizione di questo tipo, specie dopo un anno da record magari non facilmente bissabile , si potrebbe anche ragionare che sia proprio questa l’estate migliore per cedere Giovinco, anziché rinnovarne la compartecipazione con la Juve. Della Formica ho apprezzato il grido d’orgoglio da Coverciano, quando ha sancito che non vuole essere una merce di scambio: in effetti noi di stadiotardini.com – come ricordato ieri dall’ottimo Luca Russo, all’esordio come columnist del nostro quotidiano on line – avevamo scritto a chiare lettere: “che brutta fine essere considerato merce di scambio o pacco postale”, quando era uscita la notizia che per arrivare a Cavani la Juventus non avrebbe avuto difficoltà ad alienarlo al Napoli. Se solo dopo il 22 giugno tutti quanti sapremo se il Parma potrà avvalersi ancora di Giovinco, già da ora (in realtà, direi, già da tempo), si sa che non si avvarrà di Borini. Sempre a Sky (trascrizione sempre tratta da fcparma.com) il presidente si era espresso in questi termini: “Diciamo che c’è molto interesse, grandi richieste. Al suo primo anno in serie A ha fatto 10 gol, è nel giro della Nazionale. Ora vediamo cosa dice il mercato. Se la Roma vorrà riscattarlo o no. Purtroppo noi non potremo riportarlo a Parma. Questo è certo. Dopo essere stati in grandi club con stipendi così alti i giocatori non si possono portare indietro. Per Giovinco sarebbe diverso, è già con noi, un sacrificio si può fare. Comunque il nostro obiettivo in tema di mercato è quello di ripetere quanto fatto l’anno passato, trovare giovani interessanti e valorizzarli”.  Ricordo che con altrettante decisione, a mia domanda, negli studi di Bar Sport, dove eravamo ospiti insieme, anche Pietro Leonardi aveva escluso categoricamente un ritorno alla base di Borini, circostanza, che in quel mentre mi aveva fatto considerare più verosimile l’insinuazione bofonchiata da qualche operatore di mercato poche ore prima secondo cui questi non sarebbe stato scovato dai nostri, bensì direttamente dai giallorossi che ci avrebbero mandato avanti per risparmiare qualche soldino nella trattativa – sull’esempio di Boateng al Milan via Genoa – ipotesi però sostanzialmente irreale se si considerano i rapporti tra il club ducale e il re dei procuratori Tullio Tinti, di cui Marco De Marchi (il professionista che cura gli interessi di Borini) è uno dei più stretti collaboratori. Ma al di là di queste confidenze incontrollate è in effetti abbastanza curioso che, nonostante sia in essere con la Roma una compartecipazione ci sia, e da tempo, una chiusura totale del club ducale sul ritorno di Borini, tra l’altro ora che il tecnico che non lo vedeva (Colomba, il parafulmine) non c’è più. Borini, infatti, qualora ci fosse forzatamente da privarsi di Giovinco, poteva essere in attacco un altro bel tassello dal quale ripartire. La giustificazione addotta dal Ghiro (“Dopo essere stati in grandi club con stipendi così alti i giocatori non si possono portare indietro”) mi pare un po’ deboluccia quando in organico si ha gente come Giovinco e Zaccardo e si è spesso attratti da grandi nomi da ingaggiare. Comunque pensiamo ai fatti e i fatti dicono che Borini non tornerà alla base: almeno il suo sacrificio dovrebbe comportare un ulteriore gettito di denari che potrebbe costituire la base su cui costruire la prossima stagione. Una stagione che si auspica possa vedere ancora protagonisti Giovinco e Paletta con l’amata maglia crociata. Gabriele Majo

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Autore

Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

6 Commenti a “L’OPINIONE DI MAJO / TRATTENERE GIOVINCO E PALETTA? PERCHE’ NO… LEONARDI E’ POSSIBILISTA”

  1. Parmigiano says:

    Ottima analisi Majo, la salvaguardia del GioPa é un'operazione imprescindibile per svolgere un campionato degno del centenario, ma non solo: si tratterebbe infatti di un investimento in tutti i sensi, sia che si vogliano valorizzare ulteriormente i due giocatori facendone crescere la quotazione (operazione che accontenterebbe però solo il cassiere del Parma) sia che si voglia iniziare un ciclo di successi che porterebbe alla Società notevoli guadagni (operazione che accontenterebbe non solo il cassiere ma anche e soprattutto i tifosi del Parma). Tutto lascia dunque propendere affinchè il calciomercato di quest'anno abbia il lieto fine tanto atteso dai tifosi, a cui spetta di banchettare lautamente poiché da qualche anno ha dovuto digiunare per far risanare i conti: quest'anno invece é giusto che a digiunare sia cassiere, e dico questo solo per il suo bene, infatti non vorrei mai che al povero cassiere a furia di mangiare gli venisse un'indigestione né che, a furia di ridere, gli venisse una paresi facciale. Cordialmente, Parmigiano.

  2. Anonymous says:

    La citazione di Berazot ai mondiali 86 era mia, mi fa piacere tuabbia metabolizzato il concetto, non importa se hai dimenticato l'autore. Per il resto, sono condivisibili le considerazioni su Lucarelli (aggiungerei anche Zaccardo e Modesto)ovviamente Morrone non lo conto neppure e Mariga secondo me non saraà disponibile ( per il ruolo di forte impatto agonistico ) sino alla primavera prossima, molta fiducia nutro invece in Marques che se supportato da una buona preparazione estiva potrebbe darci grandi soddisfazioni. ANGIOLDO

  3. Anonymous says:

    Quanti anni è che Leonardi è direttore del Parma?
    3? E quante volte ha detto e fatto il contrario di quello che poi è stata la realtà ? Sempre ! Leonardi è un dirigente che ha capito alla perfezione come funziona il mondo calcio. Usa i media gli stessi tifosi e tutto l'ambiente per poi fare gli interessi del suo datore di lavoro e di conseguenza i suoi personali. Oggi 28 maggio 2012 vi sottoscrivo che sia Giovinco che Paletta saranno venduti. Oltre ad un motivo economico (Giovinco è al massimo della quotazione!)c'è un motivo tecnico. Avete presente il nuovo acquisto Ninis (il greco?) Ecco è un clone di Giovinco. Più ruvido tecnicamente, ma gioca nella stessa posizione di Giovinco. Addirittura ha fatto un gol uguale in tutto e per tutto a quello fatto da Giovinco a Siena (i-den-ti-co!!!)Vedi Youtube. Per Paletta stesso discorso: massima quotazione raggiunta, massima plusvalenza. Maggio e giugno sono i mesi in cui si coccolano i tifosi illudendoli speranzosi. Quando i tempi si faranno ristretti dovremo fare i conti con offerte irrinunciabili e mettere la coda tra le gambe sospirando che siamo già fortunati ad affrontare per un'altro anno la serie A.Questa è la nostra dimensione e questo sarà il nostro futuro. Ma davvero credete ancora a quello che ci raccontano? Ci risentiamo fra qualche mese o forse molto prima !!! Saluti.
    Luca

  4. Luca Russo says:

    Questa NON è la nostra dimensione. E non credo che ci si debba ritenere fortunati nell'aver preservato la massima divisione per un altro anno. Il Parma, ma non perché si tratta del Parma, può fare anche di più. E quella attuale – di squadra che se tutto va bene arriva ottava, altrimenti c'è da sputare anche l'anima per salvarsi – diventa la nostra dimensione nel momento in cui ci sediamo sugli allori pensando di poter trovare ogni anno la comproprietà giusta che ci garantisce diversi punti sul campo ed anche qualche spicciolo in sede di campagna trasferimenti. Ma se la società punta con convinzione sui giovani, crescendoseli in casa e portandoli fino alla prima squadra (magari anche vendendoli successivamente al miglior offerente tra i club più blasonati e facoltosi), potrebbe anche dirci bene e potremmo anche qualificarsi, una tantum, in Champions. Il problema, semmai, è quello di mettersi ogni anno in condizione di poter essere la sorpresa del campionato (indipendentemente dal diventarlo o meno). Ed a questo ci si arriva solo con una squadra che è figlia del movimento, di un'idea, di una filosofia. E non frutto di prestiti stiracchiati e giocatori a metà con quella o questa società. Poi, è ovvio, può dirti bene anche nel secondo caso: il Pescara che è andato in A ne è una prova. Però è una prova del contrario anche l'Atalanta dei bei tempi, quella che puntava quasi tutto sul vivaio ed in A ci restava togliendosi pure qualche soddisfazione (entro i limiti delle proprie capacità).

  5. francesco says:

    verrebbe da dire "se non ora, quando?" se non si riesce a tenere nell'anno che porta al centeneraio paletta (ottimo difensore, ma non certo un fenomeno) e giovinco, ma anche gli altri protagonisti come mariga, biabiany ad esempio, qunando l'ottavo posto e la possibilità di penalizzazione della Lazio ti potrebbero portare ancora più su in classifica, quando si intravede un progetto che forse ti può far sfiorare l'Europa, quando "non hai la necessità di vendere perchè il bilancio è in attivo", se non ora quando? la risposta è….se non ora, mai più!!!! l'anno prossimo si potrebbe puntare alla vittoria della coppa italia e quindi all'europa trattenendo i migliori e facendo cassa con i vari borini, marques, modesto, e qualche giovane di troppo (ze eduardo, danilo pereira, musacci, fletcher…..qualcuno è di troppo e non giocherà mai, quindi meglio venderli!!)

  6. Luca Russo says:

    Ho appena finito di vedere Verona-Varese (1-1 il finale, Varese promosso al 'turno' successivo). Consigli per gli acquisti, comunque già noti agli appassionati della categoria: Rafael, portierino di una reattività sorprendente, Halfredsson (spero si scriva così), centrocampista dai piedi educati e che è un ottimo incursore tra gli spazi liberati dagli attaccanti, e Ferrari. Che per generosità mi ricorda Paloschi. Ma rispetto a Paloschi mi pare che abbia una tecnica molto più raffinata. Coi piedi ci sa fare, salta l'uomo e difende la palla che è una bellezza. Ci si potrebbe fare un pensierino, volendo…