SCARPINI (INTER CHANNEL): “JONATHAN PARCHEGGIATORE DELLA PINETINA? NOI NON LO ABBIAMO MAI CHIAMATO COSI’…”

04 Mag 2012, 14:15 11 Commenti di

La voce storica del canale tematico del club di Moratti, interpellato da stadiotardini.com, ha smentito categoricamente che il soprannome dell’esterno brasiliano sia una invenzione dei suoi ex compagni: “E’ una cattiveria che non ci appartiene”

 

scarpini(gmajo) – Fedele al claim della casa (“Perché io ci metto il naso”) al fine di sapere se davvero – come asserito a più riprese a Calcio & Calcio dal giornalista della Gazzetta dello Sport Andrea Schianchi, opinion leader della trasmissione di Teleducato – il calciatore girato in prestito dall’Inter al Parma Jonathan Cicero fosse stato ribattezzato dai suoi ex compagni il “Parcheggiatore della Pinetina”, oggi ho provato ad interpellare chi di cose nerazzurre se ne intende – soprannomi e non solo – il giornalista Roberto Scarpini, funzionario del club di Moratti, nonché voce storica di Inter Channel (mercoledì sera era nella cabina a fianco di quella di Radio Rai, dove era impegnato Ugo Russo, del quale stadiotardini.com ha documentato il commento per Tutto il Calcio minuto per minuto). Ebbene, secondo la testimonianza di Scarpini, nessun calciatore dell’Inter, ha mai chiamato così l’esterno brasiliano (“E’ una cattiveria”). E, dopo nostra specifica domanda, ha pure aggiunto che Schianchi, ad Appiano Gentile non è che si veda molto spesso. Chissà, quindi, chi aveva raccontato al Roseo la novella secondo cui il servizievole brasiliano, dopo aver ricevuto le chiavi dai compagni più famosa, posteggiava i loro fuoristrada e Suv negli appositi spazi delimitati del centro tecnico di allenamento… Mi sa che il Saltimbanco Boni, la prossima volta, dovrà trasformarsi in Staffelli ed attapirare il rivale…

Continua la lettura all’interno, con l’intervista di Majo a Scarpini

Roberto Scarpini, ma è vero che i calciatori interisti avevano ribattezzato Jonathan Cicero “Il Parcheggiatore della Pinetina”?

“Assolutamente no. Questa è una cattiveria…”

Eppure in televisione il giornalista della Gazzetta dello Sport Andrea Schianchi lo ha ripetuto a più riprese…

“Cattiveria nel senso che da noi, all’interno, non è mai stato nominato in questa maniera. Poi non so dirti se qualcuno, per scherzo o per fare una battuta, gli possa aver detto così. Ma certo non era una prassi, né il suo soprannome. Nessuno di noi qui si è mai permesso di chiamarlo così”.

Quindi tu non l’hai mai sentito chiamare così o non hai mai visto i compagni dargli le chiavi per farsi posteggiare fuoristrada o Suv?

“Ti garantisco che per me è completamente nuova anche come battuta. E’ proprio inedita… E se anche circola non è certo nata al nostro interno, semmai all’esterno…”

Ma Andrea Schianchi viene spesso alla Pinetina? Perché mi sembrava seguisse più il Milan dell’Inter…

“A parte che qui da noi si viene una volta alla settimana per la conferenza stampa, però Andrea Schianchi non è certo di quelli che qui si vedono più spesso. Noi qui non lo vediamo quasi mai. Non è certo un giornalista che frequenta la Pinetina con assiduità…”

L’altra sera come ti è parso Jonathan?

“Mi è parso un giocatore che ha mostrato tutte le sue indubbie qualità. Per riuscire a farlo gli serviva del tempo e la possibilità di giocare con continuità: e a Parma ha trovato quello spazio che non aveva trovato all’Inter”.

Quali difficoltà poteva aver incontrato all’inizio, al di là dei problemi fisici che lo attanagliavano, dai quali è guarito?

“Quello italiano è un campionato diverso da quello brasiliano, anche tatticamente: tra l’altro lui è un difensore e qui gli attaccanti sono i primi che ti vengono a pressare. Lui non era certo abituato ai nostri meccanismi, gli serviva tempo per adattarsi e, appunto, la possibilità di giocare con continuità, come succede a Parma”.

Lui è in prestito secco: tornerà alla base? E’ pronto per l’Inter? Tu cosa gli suggeriresti di fare?

“Non lo so, anche perché non vorrei intromettermi in strategie o rapporti societari del club e non mi permetto di dare alcun genere di consiglio al giocatore. Posso solo dirti che se l’Inter lo aveva comprato è perché credeva in lui e, del resto come in tutti quelli che vengono acquistati, lo riteneva da Inter. E l’esperienza a Parma gli sta facendo davvero bene…”

(Intervista di Gabriele Majo, direttore di www.stadiotardini.com a Roberto Scarpini, voce storica di Inter Channel. 04.05.2012)

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Autore

Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

11 Commenti a “SCARPINI (INTER CHANNEL): “JONATHAN PARCHEGGIATORE DELLA PINETINA? NOI NON LO ABBIAMO MAI CHIAMATO COSI’…””

  1. Roberto Montemiglio says:

    Se la cosa risulta vera Schianchi si deve dimettere

  2. enrico p. says:

    ma schianchi non era uno di quelli che tirava la volata a valenza ai tempi del crac tanzi?

  3. Gabriele Majo says:

    Salve Roberto Montemiglio: quale sarebbe la cosa che dovrebbe risultar vera? E da cosa dovrebbe dimettersi Schianchi? Dal ruolo di opinionista di Teleducato? Tra due puntate finisce la stagione… Piuttosto – ma il discorso è allargato per chiunque va in tv ad opinare – secondo me dovrebbe esserci maggiore attenzione da parte delle direzioni o redazioni centrali sui contenuti che espongono le proprie firme/inviati quando sono ospiti delle tv private. Perché quando uno è assunto da una testata e parla in Tv non rappresenta solo se stesso ma anche appunto la testata per cui lavora. Ergo se uno dice una corbelleria non ci fa una figuretta solo chi la dice ma anche chi rappresenta.
    Spesso le redazioni centrali manco sanno che uno va ospite in una Tv (nonostante i contratti prevedano l'esclusività, salvo autorizzazioni) e percepisce un compenso (spesse volte lauto, per i più fortunati…).
    Per enrico p.: sì, mi pare che Schianchi simpatizzasse per lo scomparso. Ma era in ottima compagnia… Gaetano aveva saputo ammaliare diversi colleghi giornalisti (e non solo)… Requiem aeternam dona ei Domine, in lux perpetua requiescat in pace. Amen

  4. Roberto Montemiglio says:

    Magari Schianchi é amico di Maicon o di Cambiasso e glielo hanno detto loro che Jonathan lo sfottevano così. Scarpini mica vive nello spogliatoio e poi magari ha voluto difendere il suo ambiente per non far vedere che all'Inter c'é un clan che fa il bello e il cattivo tempo e si prende gioco delle matricole come in caserma.
    Se comunque ha ragione lei Schianchi deve dimettersi da Teleducato e dalla Gazzetta dello Sport. Io la penso così.

  5. Anonymous says:

    Ciao Majo,
    ti ostini ancora a scrivere che Schianchi è un giornalista? Domenica ti faccio la spiega! :D
    Majo, Domenica per Siena ci vediamo davanti all'ingresso della Nord alle 7.30/7.45…

    Il Manno

  6. Ermete Bottazzi says:

    come se Scarpini, peraltro a libro paga dell'Inter, fosse credibile, dailà. Ma per favore…

  7. vanni zagnoli says:

    Caro Gabriele, preferisco scriverti qua, anzichè in privato. Ritengo che potresti impiegare meglio il tuo talento, per testate nazionali, per rendere nazionale il tuo blog. Sfruttare la tua scrittura e contatti per realizzare biografie, seguire pure altre società. Il tuo mondo non è solo Parma. con l'ammirazione di sempre

  8. Anonymous says:

    Condivido il commento del sig. Zagnoli, rimanendo in ambito cittadino questo sito/blog potrebbe abbracciare molti argomenti della vita quotidiana della città e, perchè no, mettere in luce argomenti che altrimenti passerebbero sotto l'uscio. Anche perchè la tua scritura, Majo, è piacevole da leggere e le tue domande (vedi quella al Biabya) sono anche scomode… Io lo sai che ti apprezzo e ti ammiro per cui quello che ti dico (e ti dirò anche domani) è quello che penso.
    Saluti

    Il Manno

  9. Parmigiano says:

    Bravo Vanni, sottoscrivo in pieno il tuo suggerimento al grande Majo a cui anch'io tempo fa avevo suggerito di dare alla sua testata un taglio più alto, per esempio un luogo di approfondimento serio di alcune tematiche del calcio odierno. Il mio appello era però stato lasciato cadere nel vuoto, per questo mi unisco molto volentieri al tuo. Cordialmente, Parmigiano.

  10. Gabriele Majo says:

    Tra poche ore al Manno, che mi accoglierà sulla vettura di tifosi crociati doc in viaggio verso Siena, potrò spiegare più diffusamente quanto qui accenno in risposta ai graditi messaggi suo, di VZ e parmigiano a proposito di un allargamento ad altri argomenti del "mio raggio di azione".
    Vi ringrazio per la stima che tutti quanti dimostrate di avere nei miei confronti, ma io sono il primo a riconoscere i miei pregi e i miei difetti, e sapere dove posso arrivare e quando, invece, è meglio fermarsi, senza travalicare in quella "ubris" di cui spesso accuso altri. Non so quanto possa essere conveniente travalicare i confini della propria specialità: Vanni ha elogiato in pubblico – e spesso lo ha fatto anche in privato – le mie doti di scrittura: ebbene più sento l'argomento "mio" e meglio mi esprimo, alternando contenuti seri a battute, riflessioni ad alleggerimenti, cercando di rendere comunque piacevole al lettore quanto espongo. Anche perché, essendo piuttosto prolisso (penso di non essere immodesto, però, nell'affermare di essere anche autori di pregevoli sintesi, quando voglio…) per il desiderio di spiegare in maniera compiuta il mio punto di vista, se non cercassi di rendere comunque scorrevole – e in qualche modo se non proprio piacevole, almeno interessante – l'elaborato correi il rischio non solo di essere mandato a quel paese, ma anche di perdere lettori. In questo spazio sono liberissimo di scrivere tutto quello che mi balza per la testa, non ho limiti da rispettare se non quelli deontologici, ovviamente sarebbe diverso se dovessi rendere conto ad un direttore o a un editore. La materia, poi, penso sia di mia totale conoscenza. Va da sé, quindi, che possa offrire un valore aggiunto che se dovessi trattare di argomenti a me sconosciuti o meno familiari non potrei dare. So perfettamente di avere i mezzi per scrivere di tutto, ma un conto è raccontare la rava e la fava del Parma, un conto è esprimersi – con la stessa disinvoltura, su materie in cui sono un po' meno preparato. Il Parma lo vivo quotidianamente per più ore al giorno, è la mia vita da 25 anni circa: è chiaro che dalle mie parole trasudino passione e competenza; se dovessi raccontare altre cose sarei indubbiamente più superficiale, e non avrei i mille incisi da aggiungere che mi vengono spontanei quando parlo della mia specialità.
    Se dovessi allargare il giro di orizzonte, però, preferirei occuparmi più della mia città, che non del panorama sportivo nazionale. Qualcuno mi ha di recente suggerito di dar vita ad una sorta di "majospia", versione pramzana di dagospia. Però anche in questo caso varrebbero tutte le riserve prima esposte, perché, comunque, per "chiosare" o "opinare" in un certo modo bisogna possedere appieno la materia. Poi, appunto perché sono un grillo parlante "che non si fa una padella di cazzi suoi" (la frase non oxfordiano appartiene a uno dei miei ultimi "clienti", non particolarmente soddisfatto per i miei "servigi", quando immagino che lui sappia bene che il principale dovere di un giornalista è quello di farsi una padella di cazzi altrui) credo che potrei avere non pochi problemi e in generale vita corta. Non che avrò vita molto più lunga con questo blog/quotidiano on line, dal momento che le mie risorse economiche sono più che terminate e non potrò più permettermi di occuparmene come e più di un lavoro normale, lavoro normale che a questo punto dovrò per forza di cose trovare, perché, come noto, "carmina non dant panem". Direi che è stata una esperienza entusiasmante per me, e penso importante per quello che ha rappresentato questa certa qual libertà di espressione. Purtroppo, però, il prodotto pur essendo – a mio avviso – assai appetibile se non c'è chi lo fa rendere dal punto di vista economico-commerciale rimane fine a sé stesso.
    Grazie mille, un saluto
    Gmajo

  11. Gabriele Majo says:

    Ed ora una risposta cumulativa di nuovo al Manno, a Roberto Montemiglio e a Ermete Bottazzi (o Pepito Sbazzeguti). Intanto, Manno, mi ostino a scrivere che Schianchi è un giornalista, in quanto il medesimo è iscritto all'OdG: già hai rischiato una volta di farmi beccare una querela da lui, vuoi proprio che me la faccia? (A parte che i personaggi pubblici, specie i giornalisti che scrivono sui quotidiani nazionali e opinano in Tv di solito sanno serenamente accettare le regole del gioco, ma meglio non rischiare…).
    Peppone (cioé Bottazzi o Pepito) osserva che Scarpini, non è credibile poiché a libro paga dell'Inter (dailà). Ma caro Peppone, io mica ho chiamato Scarpini chiedendogli un'intervista: parlando del più e del meno sono andato in argomento, cercando di capire, dai suoi toni e dalle sue parole, se la questione poteva essere vera o meno. Solo alla fine gli ho chiesto se potevo pubblicare le sue parole. Poi, per migliore chiarezza di espressione, sul sito l'ho scritta con la classica formula dell'intervista. Scelsi di chiamare lui, perché so che utilizza dei soprannomi dei giocatori durante le sue telecronache sul canale tematico. Mi avesse risposto imbarazzato o non categorico probabilmente avrei scritto diversamente. Però il dubbio è naturale che le venga. Del resto, parlando con gli interologi della rosea, mi è parso di capire che quella nomea l'esterno brasiliano l'avesse. Ma mi è parso di capire più tra i giornalisti che non tra i suoi compagni. E Scarpini ha smentito proprio questo punto: che fossero stati i senatori nerazzurri, o i sergenti a metterla in circolo. Ma non aveva escluso all'esterno. Poi se tra i giornalisti Jonathan era noto come il parcheggiatore della Pinetina è un altro discorso. (Qualcuno al milanologo Schianchi l'avrà pure raccontato…). Anche i cronisti del Parma a Collecchio hanno coniato, negli anni, qualche perfido soprannome, ma nel caso fosse stato un po' offensivo non sono però andati a spifferarlo in Tv o in pubblico. Quindi, caro Montemiglio, non penso che siano state confidenze di Maicon o di Cambiasso, quanto di altri reporter. O forse altri personaggi del mondo dello sport.
    Cordialmente
    Gmajo