IL PARMA CALCIO HA CHIESTO LA CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA PER DUE DIPENDENTI

06 Giu 2012, 11:30 17 Commenti di

parma.repubblica.it, citando l’agenzia DIre, ha svelato che nella lista di aziende e imprese che hanno avanzato alla Regione Emilia Romagna la richiesta di accesso agli ammortizzatori sociali in deroga figura anche il club di Tommaso Ghirardi…

repubblica(parma.repubblica.it) – Nella lista di aziende e imprese che hanno avanzato alla Regione la richiesta di accesso agli ammortizzatori sociali in deroga figura anche il Parma Football Club. La società ha chiesto la cassa integrazione straordinaria per due dipendenti dall’1 aprile al 30 settembre. Lo riporta un lancio dell’agenzia Dire che dà conto dell’avvio della terza tranche di ammortizzatori sociali in deroga in arrivo dalla Regione. Il 21 maggio scorso, infatti, la Giunta Errani ha stanziato altri 31,2 milioni di euro, per far fronte alle 874 domande da parte di altrettante imprese emiliano-romagnole per accedere ai fondi disponibili per cassa integrazione ordinaria e straordinaria o mobilità in deroga. I lavoratori interessati sono oltre 5mila: circa 2.900 In cigo (14 milioni di euro); 1.800 in cigs (13 milioni); 380 in mobilità (3,6 milioni di euro).

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repubblica cassa integrazioneLe risorse stanziate a fine maggio, che seguono le prime due tranche del 27 febbraio e del 16 aprile, servono ad “assicurare l’autorizzazione alle richieste di accesso agli ammortizzatori sociali in deroga già istruite” e, di conseguenza, a “garantire continuità nella protezione del reddito attraverso gli ammortizzatori in deroga ai lavoratori sospesi dal lavoro o licenziati”.

A scorrere l’elenco delle aziende interessate si vede tutto il panorama del sistema produttivo colpito dalla crisi. Ci sono aziende del settore meccanico, elettronico e manifatturiero; ci sono cooperative; ci sono ditte di costruzioni e mobilifici, della moda e del settore tessile; ci sono imprese di logistica e trasporti, del commercio e di servizi: hotel, osterie, agenzie di viaggio e persino alcune agenzie di lavoro interinale.

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Autore

Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

17 Commenti a “IL PARMA CALCIO HA CHIESTO LA CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA PER DUE DIPENDENTI”

  1. Il Plin says:

    Uno sarà sicuro Palladino, è sull'altro che non ho idee.

  2. Gabriele Majo says:

    Quel mattacchione del Plin ha sempre voglia di scherzare… Non è per fare i populisti o i censori, però specie in questi giorni con l'economia dell'Emilia Romagna messa ulteriormente in ginocchio dalle assassine scosse telluriche, non è un bel vedere la notizia della richiesta e della concessione di ammortizzatori sociali da parte di una società di calcio, che per altro si vanta di essere una delle poche in attivo (sia pure di poco) e che ha in essere importanti investimenti di natura patrimoniale come l'erigendo nuovo centro direzionale, che sarà operativo dopo ferragosto 8salvo imprevisti). E' altrettanto vero, però, che la richiesta è stata formulata ben prima del 20 maggio, anche se gli effetti dei benefici sono relativi ai mesi da aprile a settembre.
    Non sono ovviamente i calciatori coloro messi da Ghirardi & C. in cassa integrazione: a quanto risulta a stadiotardini.com si tratterebbe di due custodi dell'ex foresteria chiusa in fretta e furia un anno fa perché troppo costosa da gestire (e pareva pure con diversi arretrati da sistemare). Certo è paradossale vedere il nome del Parma FC a fianco di ditte "di costruzioni e mobilifici, della moda e del settore settile; logistica e trasporti; commercio e servizi, oltre a hotel, osterie, agenzie di viaggio e persino alcune agenzie di lavoro interinale. E, ultima frontiera, una squadra di calcio di serie A (non un Carpenedolo qualsiasi…). O tempora, o mores…
    stadiotardini.com era al corrente di una assemblea sindacale dei lavoratori della sede del Parma FC, svoltasi a gennaio, alla presenza della sindacalista della CIGL Silvia Avanzini. Dopo qualche settimana riuscimmo pure ad incontrarla, ma ci rassicurò sul fatto che non ci sarebbero stati i temuti prepensionamenti o altri tagli di personale, anche se negli ultimi anni si è assistito ad un fenomeno di esternalizzazione delle risorse (ad esempio i giardinieri non più alle dirette dipendenze del club di Viale Partigiani d'Italia, ma del resto, a parte la capo ufficio stampa Maria Luisa Rancati, lo stesso discorso vale pure per la struttura comunicazione di fatto appaltata ad una azienda che fa capo al papà di Mario Robusti) o travasi ad altre società controllate (la STS amministrata da Perrone, ad esempio) così da alleggerire gli oneri per la casa madre.
    Cordialmente Gmajo

  3. Plin says:

    Chiaramente, il mio è solo piacer di battuta.
    Credo che i lettori abbiano inquadrato il tenore dei miei interventi.
    Non volevo assolutamente mancare di rispetto a chi magari può aver subito le conseguenze di questa notizia. Se l'ho fatto, mi scuso.

  4. Giuseppe Bottazzi says:

    Fanno schifo

  5. Vladimiro says:

    Una vergogna, ma tagliate la consulenza a Imborgia o la collaborazione al figlio di Leonardi (ma c'é ancora?) piuttosto che mettere in difficoltà dei poveri cristi.!!!
    Sede nuova, rose da 30 giocatori e poi fai fatica a pagare dei miseri stipendi a un impiegato o a un magazziniere? Vergogna davvero!

  6. Andrea M. says:

    A mio modo di vedere, la causa della CIGS è una ristrutturazione o riorganizzazione aziendale, dovuta al fatto che quel posto di lavoro non esiste più. Vista la durata della CIGS (6 mesi su un massimo di 2 anni), sono più che convinto che tornino al loro posto nel momento in cui le nuove strutture (e con esse i nuovi posti di lavoro) saranno ultimate o almeno me lo auguro. Avrebbero potuto licenziarli per giustificato motivo oggettivo e non lo hanno fatto. Spero che la Società riesca nuovamente a dimostrare quell'etica mostrata con le tante azioni di solidarietà susseguitesi. E' importante comunque ribadire che non è un problema di crisi economica della società e che discorsi come quelli letti su calciatori, consulenti e dirigenti non hanno alcun senso. Qui si parla di posti di lavoro che, al momento, non ci sono più. Si può capire che una società come il Parma dovrebbe avere una maggiore attenzione nel ricoprire anche una funzione sociale, ma resta pur sempre una società, con una razionalizzazione attenta dei costi, e come tale non un ente di beneficenza: pagare come se niente fosse chi non ha più un posto di lavoro e chi non lavora sarebbe eticamente scorretto e farei fatica ad accettarlo se fossi nel lavoratore cassaintegrato. Direi di aspettare settembre prima di gridare allo scandalo….

  7. Anonymous says:

    Avete visto che Sky lancia "Eurocampioni"? È il fantacalcio legato agli Europei, è già online sul sito: http://eurocampioni.sky.it/ Si può vincere un'auto…

  8. Marco says:

    ma schifo e vergogna di che?ma guardate a voi stessi vah,sempre pronti sul piede di guerra a giudicare,prima di conoscere,prevenuti da sempr!Aspettare prima di giudicare mai eh,cercare di sapere le cose neanche…
    La Cassa Integrazione è chiesta in caso di ristrutturazione ed ha lo scopo di indennizzare il lavoratore per le ora perdute e per l'impresa di trovare ancora disponibile la forza lavoro occorrente,quindi presuppone che l'impresa abbia l'interesse a non perdere i propri dipendenti,ma a tenerli vincolati. E siccome la situazione è questa,un'ex foresteria che non si farà più e una in costruzione,questi sicuramente verranno reimpiegati quando sarà completata la nuova sede.Se volessero epurare qualcuno certo non si avvalgono di questa.
    Gli scandali sono ben altri,svegliamoci!

  9. Fedele says:

    Bravo Marco.
    Qualcosa da rispondere Majo? E quel fenomeno di Vladimiro che fa tanto lo scandalizzato senza neanche capire la notizia? Mi sembra che in tutta questa vicenda non ci sia proprio nulla che "non sia un bel vedere". Il solito commentino patetico sul terremoto poi, visto che i provvedimenti non solo vengono presi al fine di mantenere i posti di lavoro, ma sono stati chiesti prima del 20 maggio, non te lo potevi risparmiare caro Majo? Ma prima di scriverla, questa notizia, l'avevi capita? Avevi capito quello che hanno spiegato ben più chiaramente di te i lettori Andrea M. e Marco?

  10. Gabriele Majo says:

    Egregio Schifosamente Fedele,
    il sottoscritto non ha inteso spiegare cosa intendesi per cassa integrazione essendo ieri impegnato in altri servizi (vedesi la presenza del Carpi, terremotato, al Centro sportivo di Collecchio, per altro ignorata da altri media), però visto che, come mi insegna, non fa notizia se il cane morde il padrone, ma se il padrone morde il cane, pur non potendo vantare la primogenitura della notizia, ho ripreso quanto pubblicato da parma repubblica it, reputando quanto da loro riportato di grande interesse per la comunità crociata (che poi i fedeli non la pensino così sinceramente me ne impipo). Non ho avuto modo di commentare, se non assai velocemente dopo l'assist involontario del Plin, del quale avevo apprezzato la battuta. Comunque la si giri – poi vedremo questa famosa "ristrutturazione aziendale" trovo che sia piuttosto curioso che una squadra in attivo di bilancio e che si permette in organico calciatori del calibro di Giovinco debba ricorrere ai soldi pubblici della Regione per pagare due dipendenti che non rientravano più nei piani. Sono stato il primo a sottolineare come il provvedimento fosse stato studiato ben prima del terremoto, ma gli effetti vengono ad essere proprio nel pieno di questa emergenza della nostra Regione e non è un bel pensare che due lire vengano concesse ad una società di calcio. Tralascio, poi, ogni commento a proposito della politica sindacale del club.
    Era logico che sul web si scatenassero le più disparate reazioni: c'è chi difende la società e chi la attacca come la democrazia consente. Io ho dato spazio a tutte le voci, compresa quella stonata sua. Non penso ci sia altro da aggiungere.
    Saluti Gmajo

  11. Vladimiro says:

    Mi scuso con Fedele, con Marco e con gli altri scriventi padronali: mi sono sbagliato. Il Parma ha fatto benissimo a mettere dei propri lavoratori in cassa integrazione. E' un segno di salute aziendale e di tutela per i propri dipendenti, come no! Un bell'esempio del capitalismo italiano: non mi servi più? Ti metto in cassa integrazione, paga lo Stato e io 'siur padrun' continuo a spendere soldi alla cazzo di cane, magari attraverso strane triangolazioni fiscali e societarie. Come per inutili autistucoli e portaborse vari arrivati al seguito del manager di turno.

  12. Marco says:

    Continuate a dire cose inesatte,non è corretto dire che i lavoratori non rientrassero più nei piani.Se viene meno la loro mansione al momento attuale,per cosa dovevano essere stipendiati?per beneficienza!Potevano anche licenziarli,invece si è ricorso alla Cassa Integrazione,proprio perchè lo scopo è quello di non perdere il lavoratore ma di poterlo reinserire,quando la ristrutturazione viene portata a termine,e il caso concreto è quello della nuova sede a Collecchio.Si parla di 6 mesi con l'80% della retribuzione.La Cassa Integrativa è perfettamente legittima e non ci vedo nessuno scandalo e nessun caso.

  13. Anonymous says:

    majio,se ti vedo a collecchio,ne ho delle belle da raccontarti,da ex dipendente che sono stato,ne hanno fatte di cotte e di crude.ricordo che le chiavi della cassaforte del parma,le tiene la signora pasotti!!!!!

  14. Gabriele Majo says:

    Bene, ascolterò la deposizione,ma mi raccomando le prove, specie se documentali… Magari al prossimo giro anche un piccolo autografo…
    Le chiavi della cassaforte le ha "mammà"? Nonostante questo dettaglio Tommaso qualche giocatollino lo ha collezionato…
    Cordialmente
    Gmajo

  15. Anonymous says:

    majo,tu che conosci l'ambiente parma,non ti sembra ridicolo,inopportuno,che una societa' di calcio,chieda l'interveno per 2(due)dipendenti della cassa integrazione,con tutti i soldi che il sig ghirardi ha a disposizione?la cassa integrazione e' una cosa seria.!!lo sai che ci sono dipendenti che debbono essere pagati?

  16. Andrea M. says:

    A me sembra più ridicola l'ignoranza con cui troppo facilmente si fa l'equazione "cassa integrazione guadagni = problemi economici". La CIGS si può chiedere anche per motivi di riorganizzazione o ristrutturazione aziendale! Per gli stessi motivi, avrebbero potuto licenziare legittimamente quei due dipendenti, ma non l'hanno fatto. Mi sembra più assurdo e ridicolo chiedere alla società di continuare a retribuire chi, pur in presenza di un contratto, di fatto non lavora e non produce più per essa. La CIG è il male minore, ovviamente resta pur sempre un compromesso, ma tra il licenziamento e il continuare a retribuire come se nulla fosse chi non lavora più, mi sembra il compromesso migliore. Detto questo, occorre anche ricordare che la CIGS non è un diritto potestativo per le imprese, ma si ottiene in base a determinate causali, a determinati requisiti dell'impresa, a una richiesta fatta al Ministero del Lavoro e da esso accolta e dopo un esame congiunto con i rappresentanti sindacali dei dipendenti posti in CIG.

    Se si mette in discussione l'istituto CIG, se ne può parlare. Se si mette in discussione la scelta del Parma Calcio di ricorrervi, francamente non ne vedo il motivo. Come se una società solo perché calcistica avesse il dovere di fare beneficenza…

  17. Gabriele Majo says:

    Io preferisco non influenzare nessuno sul tema specifico né mettere in discussione l'istituto della Cassa Integrazione in generale. Ogni lettore può pensare quello che vuole e se lo desidera esprimerlo, con educazione possibilmente, in questo libero spazio.
    Certo mi chiedo: per poche migliaia di euro valeva la pena fare questa figuraccia mediatica? E' un vanto essere la prima società di calcio di serie A a ricorrere agli ammortizzatori sociali per una ristrutturazione aziendale? Sul ruolo del sindacato, poi preferisco stendere un velo pietoso. Certo è offensivo, nei confronti dei due lavoratori in questione, considerare che il Parma FC facesse loro beneficenza. Io, caro Andrea M., non so se Lei sia un imprenditore o un lavoratore, certo, come Marco, mi pare una persona che pare piuttosto informata dei fatti. Se è un lavoratore le auguro di cuore di mantenere sempre il suo posto e di non perderlo per una riorganizzazione aziendale. Anche se con orgoglio, immagino, Lei rifiuterà la beneficenza del suo munifico datore di lavoro.
    Cordialmente Gmajo