TERREMOTO, “TENIAMO BOTTA!”. A RUBA LA T SHIRT BENEFICA DI RADIO BRUNO, LA RADIO UFFICIALE DEL PARMA FC CON RICAVATO A FAVORE DELLE POPOLAZIONI COLPITE DAL SISMA – Fotogallery

05 Giu 2012, 09:00 7 Commenti di

Idea: e se il Parma Calcio le mettesse in vendita ad Emporium?

DSC09995(gmajo) – La foto qui di fianco ritrae la t-shirt “Teniamo botta!” appesa alla porta della reception di Radio Bruno, la radio ufficiale del Parma FC, quella che trasmette – dallo scorso anno di nuovo con l’amata voce di Carlo Chiesa, quello sgolatosi anni addietro con il famosissimo gol di Crespo tutte le radiocronache delle partite del Parma. La reception, del resto come l’intera sede dell’emittente, ha sede a Carpi (MO), nel pieno della zona violentata dalla serie di terremoti che dalle 4 del mattino di domenica 20 maggio stanno devastando l’Emilia. Ieri, alla reception di Radio Bruno, 10 euro alla mano, si sono presentate oltre 1.000 persone (erano più di 900 alle 16 quando assieme al collega Jonathan Belletti, collaboratore di Radio Bruno ne abbiamo acquistate un paio), per contribuire alla rinascita di questa operosa zona, colpita soprattutto nei simboli della propria laboriosità, i capannoni industriali (anche se c’è parecchio da riflettere su come gli stessi erano stati “tirati su”, visto come sono “venuti giù”, al di là dell’accanimento della Natura). Sarebbe bello se anche i tifosi del Parma – quelli che ancora in piena era Sky, e non sono pochi, amano il mezzo primordiale ed ascoltano le partite dal “transistor”, ma anche gli altri – a propria volta se ne assicurassero qualche esemplare: a tal uopo noi di stadiotardini.com lanciamo l’idea al Parma di prenderne un certo quantitativo da porre in vendita ad Emporium, nel ventre del Tardini.

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DSC00003Sarebbe un ulteriore segno del buon cuore di noi pramzàn, oltre a quelli già concretamente mostrati dai Boys e da Centro Coordinamento Parma Clubs attivatisi per la raccolta di indispensabili generi non alimentari tuttora in corso (info cliccando sui collegamenti ipertestuali). Ieri il collega Jonathan Belletti doveva raggiungere la casa madre per un adeguamento della propria dotazione tecnica con la quale confezionare le proprie corrispondenze: in virtù del recente passato che mi aveva visto a mia volta collaboratore della radio (nel 2003, per circa un anno, prima di iniziare l’esperienza al Parma come capo-ufficio stampa e comunicazione effettuavo per loro i servizi per i giornali radio e talvolta mi era pure capitato di raccontare qualche partita dall’estero, ricordo ad esempio quella da Israele, quando prima di partire la fotografa Annarita Melegari della Gazzetta di Parma, al metaldetector DSC00008dell’aerostazione Verdi aveva scattato la “testina” a tutta la comitiva, visto che là esplodevano bombe a ripetizione, e infatti un ponte sul quale allegramente eravamo transitati per andare al ristorante venne fatto saltare esattamente il giorno dopo il nostro ritorno…) ho deciso di accompagnarlo (cercando in qualche modo di superare il timore per i movimenti tellurici che non mi vergogno di non nascondere). Subito dopo l’uscita dell’autostrada i cartelli stradali indicavano la direzione per raggiungere tutta una serie di comuni diventati negli ultimi giorni tristemente noti, come Novi, Mirandola, etc. In ogni prato pubblico, ma anche nei giardini privati, spuntavano tante tende, canadesi e non. Non mancavano i camper. Alcuni anche d’epoca. Anche il cuore di Carpi ha subito la serie di infarti causati dal terremoto. Anche lì esiste una zona rossa – quelle che alle tv del dolore piace tanto profanare in nome DSC00004dell’informazione-spettacolo-lacrimosa – presidiate da alcuni volontari della Protezione Civile. Prima di raggiungere la sede di Radio Bruno, che è in via Nuova Ponente, nella zona industriale dell’operoso comune modenese, sfioriamo anche un parco  pubblico dove è da poco terminato il luna park e ora anziché gli autoscontri ospita le corriere della Croce Rossa Italiana. E anche lì tante tende. E molti sfollati. Ho con me la fedele compatta: ma in segno di rispetto per quelle popolazioni preferisco non impugnarla e fissare solo nella mia mente DSC00005quelle immagini, anziché raccogliere materiale per un reportage. Solo a destinazione raggiunta decido di fare qualche scatto. Essenziale. Non quelli a ripetizione stile Kalašnikov nei quali mi produco di solito. Una vistosa crepa campeggia proprio dinnanzi alla luminaria sulla porta di ingresso. Pazienza. Decine di persone varcano quella soglia. Alla reception un paio di operose sportelliste stanno vendendo, proprio da quella mattina, la t shirt con il cuore spezzato dell’Emilia e la scritta “Teniamo Botta!". Hanno ragione quelli del DSC09993CCPC e dei Boys: siamo tutti emiliani. Noi, che abitiamo a nemmeno 100 km dall’inferno, non diciamo forse: “Ten dur” (lo diceva spesso Piovanone al povero Pippo Savi, vittima di una incredibile serie di infortuni, ma lui ha tenuto duro, così come terrà duro l’Emilia). Costa appena 10 euro. E il ricavato, come scritto sulla ricevuta, viene completamente versato sul c/c istituito dalla Provincia di Modena a favore dei terremotati Emilia Romagna (codice Iban IT 52 m 02008 12930 000003398693). Jonathan trova l’operatore tecnico che prende DSC00009in cura il suo recorder digitale. Io mi aggiro, un po’ guardingo, negli studi al piano terra. Ogni tanto sul BB controllo il sito dell’INGV per tener monitorate le scosse. La Natura è clemente: neppure un assestamento durante la nostra sosta durata un paio d’ore. Meglio così. Salgo al piano superiore. C’è solo un temerario in quella che era la redazione. In realtà ce ne sarebbe un altro, il più coraggioso di tutti, il capo redattore Pier Luigi Senatore. In quel mentre, però, sta leggendo un giornale radio. Solo dopo lo avrei trovato regolarmente seduto alla sua scrivania di lavoro. Senza paura. Almeno apparentemente. Altri redattori e roberto trapani radio brunocollaboratori, invece, preferiscono stare ai piani bassi, in una “comune” ricavata dalla parte opposta agli studi. Lì, con il suo IPAD c’è pure Gianni Prandi, l’editore dell’emittente, che ha subito annullato tutti gli eventi estivi per i quali la radio è rinomata in mezza Penisola. “Siamo una superstation”, mi spiega il DJ Roberto Trapani (nella foto a fianco), il primo ad andare “on air” alle 4.40 del 20 maggio. Più tardi vi proporremmo una nostra video intervista esclusiva con lui, nella quale ci spiegherà di come, vincendo ogni timore, avendo subito capito la gravità di quello che era accaduto, aveva deciso in quella ora antelucana – dopo aver ricevuto il Foto in radio 1benestare del proprietario – di aprire i microfoni e andare in onda. Da radio di intrattenimento a radio di servizio il tempo è breve: quello di una distruttiva scossa di terremoto. Mi torna alla mente quando, in gioventù, sfidai il fatiscente magazzino di formaggi (allora sito in Via Zarotto, a pochi metri dall’Astrolabio, oggi c’è una elegante villetta) dei Cocconcelli, editori di Radio Emilia, per andare a trasmettere subito dopo un forte sisma del 1983 (foto d’epoca a lato). Il direttore Carlo Drapkind un po’, ma DSC09997solo un po’, enfatizzava, nei collegamenti telefonici effettuati col telefono a gettone (“Sono in Via Farini, c’è con noi l’avvocato Pier Luigi Olivieri, che ci racconta di un vento gelido che si è alzato assieme al boato…”) senza indulgere alla eccessiva spettacolarizzazione. Quella volta, prima di andare sotto la crepa in sala di regia, che solo nei giorni a seguire sarebbe stata transennata, feci un giro di ricognizione in città sul vespone di Pietro Boschi, una voce troppo invidiabile, ma che non gli bastò per ricavarne una stabile professione. DSC09996Ascolto Trapani e mi tornano alla mente quei giorni: la Radio come punto di riferimento anche degli altri media, le agenzie di stampa che telefonavano per avere notizie e sempre una puntuale risposta per tutti. La radio come punto di riferimento per i cittadini, visto che la si può ascoltare anche senza la corrente elettrica. La radio come punto di riferimento per la stessa Protezione civile che se ne è servita per diffondere importanti comunicazioni alle popolazioni. Le comunicazioni cellulari a lungo interrotte (ma anche quelle “via filo”) ci hanno riportato indietro nel tempo, prima DSC09999che i telefonini invadessero la nostra vita. La Radio, lì, pronta a trasmettere. Per non lasciar nulla al caso, sperando di non doverlo mai utilizzare davvero, è stato allestito, a lato della sede, uno studio radiofonico in un container. Di fianco, separato da un tendone arancione, ce n’è pure un altro, adibito a dormitorio. Anche se chiudere occhio da queste parti non è facile, con la pessima compagnia dello sciame (quando va bene). Trapani, che è un uomo della notte (anche se di solito va in onda prima delle 4), confessa di aver dormito solo nell’ultimo week end DSC00006perché è stato in Liguria, ma pensa alla sua partner (radiofonica) Laura De Vitis (insieme conducono “Parlami” dal lunedì al giovedì dalle 21 alle 24), che è in stato interessante: “Una donna incinta non dovrebbe subire di questi traumi”, e intanto anche lui scorre il sito dell’INGV sul proprio monitor. “C’è stata una scossa, secondo te? Noi abbiamo la fobia. Una mia amica di Sassuolo mi ha appena mandato un SMS”. No, non ce ne sono state. In quel mentre. Solo dopo sarebbero riprese. Sì, certo, quelle di assestamento, ma che ti fanno andare il cuore in gola. Ma la radio c’è. Con i suoi uomini. Con le sue magliette. Per i terremotati ma non solo. In bocca al lupo, ragazzi. E grazie ! Gabriele Majo

 

 

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Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

7 Commenti a “TERREMOTO, “TENIAMO BOTTA!”. A RUBA LA T SHIRT BENEFICA DI RADIO BRUNO, LA RADIO UFFICIALE DEL PARMA FC CON RICAVATO A FAVORE DELLE POPOLAZIONI COLPITE DAL SISMA – Fotogallery”

  1. Simo says:

    Ciao Gabriele, l'idea che proponi è davvero ottima! Un piccolo aiuto per un grande messaggio di solidarietà
    Simo

  2. Gabriele Majo says:

    Ciao Simo, grazie per aver apprezzato l'idea che spero proprio sia colta dal Parma Calcio. Difficile, infatti, che qualcuno dalle nostre parti vada fino a Carpi per acquistarla direttamente alla sede di Radio Bruno. Meglio quindi, sfruttando la collaborazione commerciale in atto tra l'emittente ed il club, metterla in vendita ad Emporium…
    Ciao grazie

    Gmajo

  3. Luca Russo says:

    Sarebbe bello se la maglietta fosse acquistabile anche da chi non risiede in Emilia, ma magari più a Sud come me. Magari sfruttando internet come canale di vendita. Sarebbe carino a patto che questa soluzione non comporti dei costi eccessivi che ora come ora stonerebbero con l'emergenza che si vive nelle zone colpite dal terremoto.

  4. Vincenzo says:

    Si potrebbe comprarne una via internet? Io non sono residente in Emilia ma vorrei contribuire alla causa.

  5. Anonymous says:

    http://www.teniamobotta.com e si prendono da oggi online!

  6. Anonymous says:

    l emilia mi ha adottata,mi sento emiliana..ce la possiamo fare.cela dobbiamo fare.

  7. Gabriele Majo says:

    Grazie del messaggio, gentile Anonima adottata dall'Emilia: mi raccomando, però, la prossima volta si firmi !
    Teniamo Botta!
    Gmajo