IL DERBY PARMA-REGGIANA O LA COPPA DELL’EMILIA PRO TERREMOTATI: PERCHE’ NO?

23 Lug 2012, 12:00 27 Commenti di

DSC02207(gmajo) – A 5-6 giorni dalla trasmissione di mercoledì scorso di Calcio & Calcio nella quale ero stato ospite, vedo che l’argomento “Derby benefico Parma-Reggiana” continua a tener banco tra i lettori di stadiotardini.com ed immagino che il dibattito potrà ulteriormente infervorarsi dal momento che ieri sera, domenica, è andata in onda la replica su Teleducato di quella infuocata puntata, nella quale ammetto, purtroppo, di essere caduto nel tranello del "provocatore" professionista Enrico Boni, il Saltimbanco, avendo perso la pazienza e con essa il mio proverbiale aplomb british di cui tanto vado orgoglioso, quando questi me l’ha fustigata con il suo modo di argomentare decisamente poco urbano. L’idea del derby benefico Parma-Reggiana, partorita dal sottoscritto nel novembre scorso inizialmente pro-alluvionati di Liguria-Toscana, successivamente riciclata pro-terremotati d’Emilia, può piacere o non piacere, come è giusto che sia, ma qualche distinguo è giusto farlo, anche per correggere qualche imprecisione che ho ravvisato in qualcuno dei tanti commenti che ci sono arrivati. Proviamo a rileggerli a ritroso…

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Gregorio sostiene che Wanny (Zagnoli) si è scordato del Modena, di cui si spaccerebbe di essere tifoso quando è ospite egli studi delle emittenti modenesi. Come ha più volte scritto lo stesso VZ, egli si sente tifoso ecumenico di tutte le realtà dell’Emilia (di cui spesso scrive, parla, o si esprime). Nel caso specifico, però, non si è dimenticato del Modena: semplicemente non lo aveva menzionato, dal momento che lo avevo già fatto io quando avevo “rimodulato” la proposta del derby benefico allargandola a quadrangolare appunto con i canarini e il Bologna. Lui (“sono d’accordo con Gabriele sul derby con la Reggiana e le altre due”) semplicemente aveva aggiunto inizialmente il Piacenza e poi via via la pletora delle tante altre squadre del territorio con un passato o un presente tra i professionisti.

 

Tale Andrea argomenta: “Noi emiliani non abbiamo bisogno di fare un derby x beneficenza, ci rimbocchiamo le maniche e aiutiamo chi ha bisogno senza campanilismo e senza pubblicizzare quello che facciamo…… Se facciamo il derby non chiedeteci però di non insultare gli avversari o di scambiare le maglie, il calcio e ‘un altra cosa”. Replico così: mi sta bene lo sfottò, come è giusto che sia, ma la violenza non deve trovare albergo. Né in una gara ufficiale, né in una amichevole. E il discorso “generale” per me vale anche per il “Derby dell’Emilia” in particolare. Da più di 15 anni non si gioca: le giovani generazioni magari imparano in Curva Nord il coro “Il 25 aprile…”, ma manco sanno chi è la “Regia” non avendola mai vista sul campo. I timori per l’ordine pubblico mi paiono decisamente fuori luogo (si giocano regolarmente derby ben più pericolosi di questo). Sul fatto della beneficenza, oltre a prendere le distanze dalle farneticazioni del Saltimbanco in trasmissione, dico che non è assolutamente vero che la facciamo e non la diciamo: anzi le tante lodevoli iniziative (incluse quelle di Boys e CCPC) trovano giustamente spazio qui come altrove. Non solo: una partita non è diversa da un concerto, e quelli fatti di recente a Bologna e a Modena hanno consentito di introitare ragguardevoli somme per la nobile causa. Andrea dice che il calcio è un’altra cosa: purtroppo ha ragione, ma io, da inguaribile romantico utopista, sogno non solo Parma-Reggiana, ma anche lo scambio di maglie e perché no il terzo tempo. L’altra sera il Saltimbanco mi ha fatto stizzire non poco, con la sua insolenza e le sue offese smodate in trasmissione: eppure, subito dopo, prima ancora che finisse il programma, ho lanciato la proposta del virtuale scambio di maglie tra noi. Perché in partita è giusto essere “duri”, ma una volta terminata si deve rientrare nei ranghi da persone civili.

 

Secondo Mario: “Da che mondo è mondo i derby sono campanilismo, arlia, sfottò e anche "pattone". Se si vuol fare beneficienza non servono i derby. I giornalisti che propongono i derby mi vien da pensare che cercano proprio: campanilismo, arlia, sfottò e anche "pattone", per dare un po’ di vigore ai loro scritti, spesso così noiosi, lanciandosi in campagne moraliste, in cui sono maestri. Per quanto mi riguarda comunque: si al derby! Ma se possibile senza beneficienza. Chi vuol dare qualcosa ai terremotati: glielo dia direttamente”. Precisando che pur essendo un maestro delle “campagne moraliste”, scusate l’’immodestia, non ho bisogno di campanilismo, arlìa, sfottò e men che meno “pattone” per dare nerbo ai miei scritti, che reputo tutt’altro che noiosi. (Anche se chi si loda si imbroda). Campanilismo, arlìa e sfottò sono ingredienti che reputo indispensabile per un derby, le pattone, invece, no. Per l’annosa questione della beneficenza: allora, chiariamo… Io, indipendentemente dalla nobile finalità di raccogliere fondi, ho una gran voglia di derby. Mi starebbe bene che dopo 15 anni si rigiocasse a prescindere (LL). Però reputo che non sarebbe giusto farlo senza dare una mano alle popolazioni terremotare donando l’incasso. Insomma il terremoto (o l’alluvione) dovrebbero sia la causa che l’effetto del derby (o del quadrangolare, o della zagnoliana Coppa dell’Emilia).

 

Se lo desiderate il dibattito può proseguire. Lo spazio commenti è a disposizione.

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Autore

Gabriele Majo, 54 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), capo ufficio stampa del Parma Calcio 1913 fino alla stagione 2016/2017, nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

27 Commenti a “IL DERBY PARMA-REGGIANA O LA COPPA DELL’EMILIA PRO TERREMOTATI: PERCHE’ NO?”

  1. Gregorio says:

    ok, sorry, adesso mi è chiaro ciò che avevo frainteso ("le altre due") per mancanza di chiarezza. Resta che un torneo del genere non c'entra niente con Parma-Reggiana

  2. Gabriele Majo says:

    In effetti l'idea iniziale, quella per me di maggior fascino, sarebbe quella della resurrezione dell'unico e vero Derby dell'Enza, che non può esserci negato per il timore che quattro sciagurati possano rovinarlo con azioni deprecabili. Ma sono fiducioso sulla totale maturità dei protagonisti, al contrario reputo che sarebbe assai pernicioso, al contrario, esserne succubi. Ragionando sul terremoto (la zona più colpita è il modenese, ai confini con MN e RE) avevo pensato si potesse allargare il discorso ad un quadrangolare da disputarsi a Modena con protagoniste le quattro storiche espressioni del calcio professionistico della Via Emilia. "Wanny", poi, infatuato di tutte le squadre del territorio, aveva infine proposto l'opzione "Coppa dell'Emilia" annoverando anche le altre formazioni da lui citate. Competizione quest'ultima, che mi pare un po' irrealizzabile anche tecnicamente, proprio per il numero di possibili iscritte. Le altre due opzioni mi paiono attuabili, mettendoci un minimo di buona volontà. Io ci ho messo l'idea: se qualcuno (le società, le questure, le tifoserie, gli ultrà, Lacché o qualsiasi altro manager, o Radio Bruno, che è la radio ufficiale di gran parte dei suddetti club, nonché emittente con sede nelle zone sinistrate) la volesse portare avanti mi farebbe piacere. Ovviamente non posso farlo io combattendo da solo contro i mulini a vento. Ma che non si possa giocare Parma-Reggiana per un qualsiasi timore proprio non mi va.
    Cordialmente
    Gmajo

  3. Carlo Vaccari says:

    Ma se sono anni che non vedono l'ora di suonarsi !!!

  4. Anonymous says:

    Majo posso farle una domanda ?
    Dovessero darsele di santa ragione e dovesse scapparci qualcosa di grave ( non voglio arrivare al massimo della gravità ) lei come si sentirebbe ? Sarebbe individuato senza nessuna colpa come il responsabile morale per aver sostenuto questa causa. Non ci hai pensato ? Come puo farsi garante dell'imbecillità di certe persone che come sappiamo quando sono in gruppo arriva a valori esponenziali?
    Grazie.Luca

  5. Gabriele Majo says:

    Rispondo volentieri alla Sua domanda, Luca, pur ritenendola abbastanza assurda e fuori luogo. No, non mi sentirei assolutamente colpevole, qualora accadesse qualcosa anche di grave in conseguenza alla partita proposta, per le finalità esposte. E mi chiedo, sinceramente, come può porre una domanda talmente balzana.
    Ci vuole una mente malata per individuarmi quale responsabile morale per una cosa del genere.
    E poi perché dovrebbe accadere qualcosa di grave? Ma stiamo scherzando? Non stiamo parlando delle civilissime comunità ultrà evolute di Parma e Reggio Emilia? L'Emilia siamo noi è solo uno slogan vuoto senza significato?
    Pur avendo riscontrato su me stesso l'imbecillità del gruppo, direi del branco, per esempio anche durante il mio recente soggiorno a Levico, rimango dell'idea che ci possano essere delle forze positive in grado di prevalere su quelle negative. O forse sono solo un inguaribile romantico utopista. Ma che non si abbia il coraggio di giocare Parma-Reggiana e ci siano tutte queste remore lo trovo fuori luogo. Specie, poi, se si va nella tana del lupo (Genoa) per un'altra amichevole che non mi pare esattemente delle più tranquille, sebbene ci sia da ricordare un morto ammazzato, e nonostante la comune opera a favore delle popolazioni alluvionate liguri. A maggior ragione pro terremotati un derby Parma-Reggiana non solo si può, ma si deve giocare.
    Cordialmente Gmajo

  6. Anonymous says:

    Majo ma prendi sempre su ragioni grame a Levico? Ti avran detto di andare a raccogliere l'uva magari…io non capisco tutta questa frenesia per fare il derby, a corto di argomenti ultimamente? quella voglia di sputt….re che non va mai via eh?!a pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca diceva il gobbo per eccellenza…

  7. Anonymous says:

    No Majo, l'"Emilia siamo noi" non è solo un slogan vuoto senza significato ma centinaia di km fatti in diversi viaggi e una decina di furgoni organizzati con la merce raccolta:
    http://www.boysparma1977.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1720:raccolta-beni-per-i-terremotati-conad-campus-e-consegna-a-mirandolasabato-14-e-domenica-15-luglio&catid=139:benboys&Itemid=194
    Poteva contribuire anche lei, Direttore.

  8. Gabriele Majo says:

    Le lodevoli iniziative sopra menzionate sono state più volte rilanciate da stadiotardini.com . Del resto come quelle – analoghe – del CCPC. E la mia collaborazione al riguardo c'è stata e avrebbe potuto essere ancor più fattiva se non venissi individuato sistematicamente come un nemico.
    Io in coscienza so di aver potuto fare qualcosina – poco, certo, ma comunque significativo per chi, come me, purtroppo non produce reddito da tre anni – per le popolazioni terremotate, così come non esito a mettere a disposizione gratuitamente la mia professionalità e il mio know how (anche se so benissimo che non servono a tirar su le case…) come testimoniano vari reportage che ho fatto dalle zone colpite dal sisma, pur uscendo dalla specificità di stadiotardini.com
    Detto questo, però, si tratta di fare un passettino avanti in più. Proprio perché "grazie" all'alluvione in Liguria c'è stato un avvicinamento tra i nostri ultrà (gemellati Samp) e quelli del Genoa, che rende fattibile l'amichevole Genoa-Parma in ricordo di Spagnolo, altrettanto potrebbe avvenire, "grazie" al terremoto per le popolazioni dell "Emilia siamo noi". Perché di fronte alla morte e alla distruzione non dovrebbero esister campanili. Anche perché i campanili sono stati i primi abbattuti dalla furia del sisma (sommata all'incuria dell'uomo).
    Quindi, affinché il pensiero sia ben chiaro: io riconosco il lodevole impegno profuso dai Boys per le popolazioni terremotate – e ribadisco la mia totale disponibilità a dar spazio su stadiotardini.com a queste iniziative – ciò non toglie che si possa andare più in là, ad esempio favorendo un'idea come quella del Derby. Perché immagino che manchi ai miei coetanei appartenenti ai Boys.

    Cordialmente
    Gmajo

  9. Gabriele Majo says:

    La risposta precedente era per l'anonimo delle 8.45. Quella che segue per quello che lo precedeva (delle ore 8.18), pregandovi, per cortesia, se proprio non volete usare il vostro nome di scegliere, almeno un nick name, che possa favorire il dialogo. Grazie
    Dunque dunque: "Majo ma prendi sempre su ragioni grame a Levico? Ti avran detto di andare a raccogliere l'uva magari…" In effetti capita spesso – a Levico e non solo – che il branco apostrofi il fotografo in azione. Manifestazione tipica di ignoranza e da classico muro contro muro (ragionavo ieri con l'ottimo Cristiano Antonino, video-film maker professionista che più danni del berlusconismo l'ha fatto l'antiberlusconismo: fuori di metafora fin che si considerano nemici gli avversari si va poco lontano, soprattutto se ci si chiude nella becera ideologia, senza voler ricercare il dialogo con il diverso) che va compatita. Per fortuna c'è anche chi – la maggioranza – apprezza il lavoro (chiamarlo lavoro forse non è propriamente l'espressione migliore) e la passione che ci metto per documentare tutto il contorno attorno al Parma (vedi il commento di ieri di massimo che ringrazio di cuore e tutti coloro che scambiano volentieri due parole con me quando mi riconoscono). Nello stesso tempo ringrazio – pur non condividendone del tutto i toni, approccio e contentuti – "il Ruffo", perché non ha lesinato il dialogo col sottoscritto domenica a Levico. Sabato, invece, con altri le cose non erano andate di certo così. Ma pazienza.

    "io non capisco tutta questa frenesia per fare il derby, a corto di argomenti ultimamente?" Il caro anonimo deve essere un lettore occasionale e distratto, dal momento che credo sia stata piuttosto varia ed abbondante la produzione offerta da stadiotardini.com negli ultimi giorni, soprattutto da Levico. Ciò non toglie che avendo lanciato la proposta del Derby mi piaccia cavalcarla. Anzi, mi pare, finora, di averlo fatto anche poco. A Novembre avevo coinvolto autorità, tifosi, etc con varie interviste, cosa che stavolta non ho (ancora) fatto. Quindi sul fatto che mi manchino argomenti l'egregio anonimo ha proprio "toppato".

    "quella voglia di sputt….re che non va mai via eh?!" Non capisco chi abbia sputtanato e comunque io non ho alcuna volontà di sputtanare alcuno o alcunché: solo di narrare i fatti come stanno. E di poterlo fare senza che la mia libertà venga violata con insulti gratuiti e immotivati.

    "a pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca diceva il gobbo per eccellenza…" Lei, al contrario di quanto asseriva il saggio Andreotti (che però teneva per la Roma e non per la Juve…) a pensar male fa solo peccato…

    Cordialmente
    Gmajo

  10. Paolo Gando says:

    Ciao Gabriele,
    ho visto la trasmissione, decisamente il sig. (???) Enrico Boni, "provocatore" professionista, si è comportato da vero bifolco e tu hai avuto la forza di non mettergli le mani addosso, come forse avrebbe meritato.
    Ottima la tua idea e non lasciarti condizionare da questi pseudo-sportivi che oramai ci hanno frantumato gli zebedei con le loro risse ed i loro livori.
    Bravo, vai avanti così, ciao
    Paolo

  11. Ermete Bottazzi says:

    Majo, esco dal seminato per incentrare la polemica sulla filosofia del suo commento delle 9.31: d'accordo sulla sintesi metaforica, ma le premesse sono sbagliate. Veramente è stato il berlusconismo a creare la logica avversario nemico, non l'antiberlusconismo (che ne ha solamente, e stoltamente, seguito l'esempio): si ricorda la crociata contro i comunisti (che peraltro nemmeno esistono, a parte poche decine) illiberali, liberticidi, antidemocratici, nemici della democrazia? Per usare un termine che piacerebbe a Berlusconi, lei sta facendo un ribaltone della verità

  12. Gabriele Majo says:

    Caro Ermete,

    vale il classico ragionamento dell'uovo e della gallina. Nel mio commento precedente, comunque, non volevo addossare colpe agli anti-berlusconisti che in ogni caso, per sua stessa ammissione "hanno seguito stoltamente l'esempio": volevo solo esternare, per l'ennesima volta, quale profondo assertore del dialogo, la mia totale contrarietà alla politica del "muro contro muro", del "chi non è con me è contro di me" e via dicendo.
    Anche perché alla fin fine, sono un "anarchico insurrezionalista pacifista.." (se mi passa l'ossimoro)

    Cordialmente Gmajo

  13. Fedele says:

    A mio avviso Enrico Boni dice cose spesso giuste col tono sbagliato. L'atteggiamento è infatti quello del provocatore e questo è sbagliato. Ma provoca secondo me in modo spesso simpatico e non livoroso: per esempio non è per niente permaloso, dice di tutto ma gli si può dire di tutto.
    In fondo il "sistema" (leggesi Teleducato) lo vuole così. Il programma di Angella con Boni funziona di più e fa più ascolti ed è poco onesto criticarlo e prendere sempre le distanze se poi lo si continua ad invitare.
    Sul fatto che Boni dica spesso cose giuste, seppur mischiate a castronerie peraltro non frequenti, lo dicono i fatti: aveva previsto l'arrivo di Donadoni con mesi di anticipo, il gran finale di stagione del Parma, l'acquisto di Amauri, la cessione di Giovinco come cosa certa. O è un indovino o qualcosa di calcio capisce, sicuramente molto più di quella pletora di opinionisti che non ne azzeccano una e parlano tanto senza esprimere un'opinione che non sia una banalità, del tipo "il responso lo darà il campo", "teniamo i piedi per terra", ecc.
    Anche sul derby, trovo che, in modo provocatorio, abbia detto una cosa che condivido: meglio organizzare belle amichevoli con squadre di livello che una triste rimpatriata, tra l'altro non priva di rischi, contro una squadra di Lega Pro. Anche se a molti criticoni da' fastidio, il Parma da 20 anni è una realtà importante del calcio italiano e deve cercare di guardare avanti e non indietro (molto più del Palermo, caro Majo, il quale dalla sua non ha che il bacino d'utenza, ma nè il presidente, nè il palmares, nè la forza economica della società). Poi, per carità, se si vuole un derby con la Reggiana, si faccia pure. Ma non è una priorità

  14. Anonymous says:

    Caro Majo, io proporrei un quadrangolare dell'amicizia con Reggiana, Parma, Milan e Genoa.
    Sarebbe un bel modo per raccogliere fondi per i terremotati dell'Emilia.
    Un saluto
    Paolo M.

  15. Gabriele Majo says:

    Buondì Paolo: io credo che ormai per il 14 agosto non ci siano più spazi per rivedere l'organizzazione della gara Genoa-Parma, inquadrata nel memorial Spagnolo. E anche la mia idea del derby Parma-Reggiana è tutta sualla carta e con i chiari di luna che ci sono mi sa che sia destinata a rimanerci a lungo. Io spero nella Coppa Italia, così non si può tirar indietro nessuno. Ma mi sa che quest'anno sarà ben difficile essendo il Parma testa di serie e dunque teoricamente (salvo miracoli) esentato dal doversi misurare con squadre di Lega Pro (che peraltro qualche scherzetto, in passato, ci hanno giocato).
    Comunque, sinceramente, non troverei logico allargare il già programmato Genoa-Parma (per il quale, evidentemente, non esiste alcuna remora di ordine pubblico) a Milan e Reggiana.
    Cordialmente
    Gmajo

  16. Gabriele Majo says:

    Salute Fedele.
    Nel nostro sistema televisivo sono d'accordo anch'io che alla fin fine il Saltimbanco ci possa anche stare, se opportunamente saputo prendere e capire, e se lo stesso non si lascia prender troppo la mano esagerando. Qualche sua trovata è anche geniale, anche se alla lunga – ed è un po' il problema di tutti i comici, prima di tutti Gene Gnocchi – diventa difficile esser sempre "à la page". Poi credo che alla fin fine il suo problema principale sia quello di calarsi talmente nella parte da finir perfino lui a credere alle tante panzane che dice. E dicendone tanto è fisiologico che qualcuna anche la azzecchi. Ma non starei qui a misurare il suo valore con le capacità divinatorie, perché la palla è rotonda ed Eupalla dispettosa. Un giorno ci prendi e un giorno ci azzecchi, Non è una scienza esatta. Né mi pare che Boni faccia esercizio di scienza nel promulgare i suoi vaticini. Sul fatto che sia preferibile lui a certe ridicole imitazioni di Gianni Brera, con tanto di pipa, al centro di trasmissioni dove il tema filo conduttore dovevano essere i pronostici peraltro espressi con un italiano piuttosto stentato.
    Boni, però, dovrebbe mettersi meglio d'accordo con il suo "sodale" Leonardi: se l'AD si nasconde dietro il paravento dei 40 punti, perché il suo oracolo preferito (è lo stesso Boni ad offendersi se gli si dice che millanta queste altolocate frequentazioni) deve innalzarci all'ennesima potenza, financo lo scudetto, così se per caso qualcosa non dovesse andare per il verso giusto si cade giù precipitevolissimevolmente. La mia regola è diversa, e per una volta vicina a quella dell'AD: se non vuoi deludere non illudere. Boni è un grande illusionista. Se è contento lui, a me sta bene così. Io preferisco esser più razionale, cercare di motivare le mie affermazioni, sempre frutto di analisi e ragionamento. A me non va di sparare che siamo da scudetto se penso che siamo da 10° posto. Né penso di essere un menagramo se stimo magari al ribasso le potenzialità, proprio per il principio che è meglio non illudere per evitare cocenti delusioni.
    (CONTINUA)

  17. Gabriele Majo says:

    (PROSEGUE)

    Il fatto del bacino d'utenza, poi, non va trascurato: se ai suoi tempi lo Zar Calisto non riuscì a cavarsi lo sfizio di vincere lo scudetto (dopo aver contagiato con quella malattia l'intera tifoseria, che poi non ha neppure saputo degnamente apprezzare le 3 ultime "coppette", perché con la panza piena) tra i motivi va inserito proprio anche il fatto che Parma non è espressione di una grande realtà metropolitana. Sul fatto che il Palmares del Parma sia più ricco di quello del Palermo invito Fedele a riflettere sul fatto che le otto coppe appartengono tutte all'intera era Calisto, laddove, diciamo così, il Parma ha beneficiato di un certo "doping amministrativo". Se ragioniamo su Parma come piazza normale già la serie A è buona: non dobbiamo essere eccessivamente presuntuosi o pretenziosi. Con il suo bacino d'utenza il Palermo ha di gran lunga maggiori potenzialità rispetto a noi. Io non sono un agente della Tributaria ma non credo che Zamparini sia un poveraccio o che sia più povero di Ghirardi. A parte che ci pensa già sua mamma Gabriella Pasotti (giustamente) a fargli rispettare il fair play finanziario, prima ancora di Platini.
    Infine il derby: non ho mai detto che sia una priorità, ma sono convinto di non essere l'unico nostalgico di una partita ricca di storia che non si gioca da 15 anni. Il diluvio o il terremoto potevano essere il pretesto per ritrovarci gli uni contro gli altri, appunto anche con gli animi stemperati: ma solo l'aver lanciato l'idea provoca chissà quali fantasmi. Né reputo ottimale il ragionamento di Boni, che lei ha ripreso, secondo cui pensare di affrontare la Reggiana sia una "diminutio" di una realtà importante come il Parma. Io credo che per i tifosi Juventini, appena tornati a vincere uno scudetto, non saprei dire se il 28°, il 29° o il 30°, sia stupendo pensare di poter riaffrontare, dopo anni di assenza, il Derby della Mole con il Torino, che a lungo ha languito in serie B. Tra l'altro penso che anche ai Boys, perlomeno quelli della mia età, farebbe piacere rivivere questo revival. Durante le lezioni di tifo, incluse quelle benedette dall'Agente Provinciale allo Sport Walter Antonini, non viene sovente intonata la "hit" del 25 aprile? Non mi pare che questa canzoncina sia stata depennata né nell'epoca della Grandeur né in quella seguente della Decadenza.
    Cordialmente
    Gmajo

  18. vanni zagnoli says:

    caro Fedele, semplicemente Enrico Boni, 55 anni, di S.Ilario, rappresenta il meglio del giornalismo, della conoscenza calcistica, della comunicazione, della intelligenza, di tutto. Firma il mercato del Parma, dirige la tv dove appare. Mancava la sua figura alla provincia ducale. Manca in tutte le province che frequento io, lo propongo presto ovunque io collabori. tv, giornali, radio, tutto. Ha un fan club, pochissimi i giornalisti emiliani che lo vantano. Neanche Civolani, Turrini sono al suo livello. I consigli di Boni sono per Leonardi e Ghirardi, persino per Donadoni

  19. Anonymous says:

    Le righe scritte da Wanny Zagnuoli sono l'apoteosi della reggianità. Ma dico io… pensate a che punto è arrivato il giornalismo provinciale per mettersi in mano a personaggi da avanspettacolo e basta come Zagnuoli e Boni… Majo, ma come fa a resisterci al fianco ?

    Lo scheletro del vecchio Baldassarre, che si sta rivoltando nella tomba di via Emilio Casa

  20. Gabriele Majo says:

    Stimato scheletro del vecchio Baldassare, che si sta rivoltando nella tomba di Via Emilio Casa, temo che il suo moto perpetuo sia favorito non solo dalle gesta dei due "regi" ma anche da quello di chi non ha la colpa di star al di là dall'acqua (dell'Enza, of course)…
    Non per difendere il tecnologico "Wanny" – il quale ha pc, tablet, i-phone, i-pad ed ogni diavoleria del genere che gli consente di intervenire quando meglio lo desidera nelle ospitali pagine di stadiotardini.com – ma le sue frasi sopra postate immagino fossero il tentativo di una ironica risposta a Fedele, il quale poco prima dalla mia duplice "rispostessa" aveva postato un commento di assoluzione o comunque benevolo nei confronti del diavolo Saltimbanco (al secolo Enrico Boni). Considerando che lo stesso Fedele, nei giorni passati, era stato invece piuttosto impietoso nei confronti di Zagnuoli, ecco che, immagino piccato, VZ abbia dato alle stampe il panegirico di Boni che ha suscitato le sue danze nella tomba. In realtà, al di là della comune reggianità, non mi risulta che tra Vanni Zagnoli ed Enrico Boni ci siano altri punti di contatto. Non credo ci sia stima reciproca tra i due e pure nella loro "spettacolarità" credo differiscano: se le trovate di Boni sono frutto di un lungo articolato studio, quelle di VZ nascono spontanee sotto i riflettori…
    Cordialmente
    Gmajo

  21. Martin Crociato says:

    ironia o no a me sembrano due presenze inutili che fanno il loro show con la differenza che uno viene su questo sito a commentare e l'altro ha l'intelligenza di non farlo………. almeno il saltimbanco fa ridere in tv e non si prende sul serio qui

  22. Fedele says:

    Non so se Zagnoli si sia risentito con me per il mio post nel quale gli facevo alcune critiche. In tal caso, vedo che non ha risposto nel merito e ha preferito fare un intervento sarcastico nei confronti di Boni. Lo trovo poco elegante verso un collega opinionista. Mi dispiace anche perché verso Zagnoli non ho nessuna antipatia.Semplicemente mi è simpatico Boni, e non devo esser l'unico, visto che la sua presenza a Teleducato è costante.
    Quanto alla lunghissima replica di Majo, beh, io rimango della mia idea. Io ribadisco che il Parma ha un prestigio che Tanzi o non Tanzi ha un suo peso. Anche la Fiat ne ha fatte di cotte o di crude con i finanziamenti pubblici e sarebbe bello immaginare cosa sarebbe del palmares della Juventus senza gli Agnelli. Io del mio Parma, compresa l'era Tanzi, sono comunque orgoglioso e sono felice che abbia concorso a fare diventare la squadra della mia città una realtà del calcio italiano che non è terminata con il buon Calisto ma ancora oggi ci fa divertire in serie A.
    Se poi vogliamo metterci a sindacare sulla liceità dei comportamenti dei proprietari delle società, da Tanzi a Berlusconi ad Agnelli, beh, allora dovremmo scrivere molti libri e parleremmo di economia e politica, non di calcio. E non è detto che il Cavaliere di Collecchio ne uscirebbe peggio di altri presidenti miliardari

  23. Gabriele Majo says:

    Il mio, Fedele, non voleva certo essere un jé accuse a Calisto – il quale rischia di diventare un martire nel carcere dove viene lasciato pervicacemente (io credo che uno stato civile non dovrebbe applicare la legge del taglione, anche se chi è giudicato colpevole deve espiare le proprie colpe, ma c'è modo e modo) – quanto un invito a riflettere come la nostra realtà calcistica, la nostra tifoseria, abbia vissuto ben oltre quelle che sono le legittime possibilità di una città e di un territorio, proprio grazie alla munificità del deposto Re del latte. Tolti i suoi 20 anni, circa, di dominazione, la storia del Parma è fatta di stenti tra C e B. E oggi giorno la situazione non sarebbe diversa se il siur Ghirardi non avesse potuto acquistare – a condizioni favorevolissime – un club completamente ripulito da ogni pendenza economica di quel sontuoso passato dalla mirabile azione dell'Amministrazioen Straordinaria e dal miracolo compiuto da Baraldi prima di tutti in Lega sette-otto anni fa, quando fece passare, grazie ai suoi buoni uffici e alla benedizione di Bondi, l'inedito principio che una società in ristrutturazione non è tecnicamente fallita. Molti altri club anche titolati o più metropolitani di noi, invece, hanno dovuto ripartite dalle serie inferiori. E noi la onta della B l'avremmo conosciuta quando il salvataggio era già stato effettuato.
    Se Piacenza è stato cancellato dal calcio professionistico, se la Reggiana langue in C da lunghissimi anni (privandoci del piacere del derby) se quest'anno è stata cancellata la gloriosa Spal, se il Modena ha avuto a lungo i suoi problemi che forse paiono risolti adesso con la nuova proprietà, se lo stesso Bologna continua ad averne vuol dire che non è semplice fare calcio alle nostre latitudini (probabilmente come altrove) senza potentati. Ecco perché si tratta di essere realisti e non aver eccessive pretese o ambizioni. Più in alto si è quando si cade più ci si fa male. Se poi non si cade e, come la stagione scorsa, si ottiene ben di più di quanto fosse razionalmente preventivabile allora si gode di più. La mia filosofia è questa. Ecco perché prendo le distanze dallo smodato ottimismo del Saltimbanco…
    Cordialmente
    Gmajo

  24. Fedele says:

    Proprio il suo ragionamento è una ragione in più per guardare con entusiasmo al Parma e non fermarsi alla serie C1 girone A di 30 anni fa. Secondo me Boni dice proprio quello: meno male che è arrivato Ghirardi (che lui addirittura e smodatamente, ma anche scherzosamente, arriva a santificare) perché di questi tempi tutti rischiano la bancarotta. Teniamocelo stretto, sosteniamo squadra e società e siamo orgogliosi di essere una realtà importante. Godiamoci il nostro primeggiare in regione e il nostro essere protagonisti in Italia, pensiamo (nei limiti del ragiobevole) in grande, perché del doman non v'è certezza.
    Lasciamo che a sminuirci siano i tifosi avversari, caro Majo. Di juventini, milanisti e interisti anche a Parma ce ne sono già anche troppi. E di giornalisti sportivi che poco valorizzano il Parma ce ne sono abbastanza a livello nazionale

  25. vanni zagnoli says:

    Io commento qua per stima e confidenza con Majo. Ci sono posizioni di Boni che mi trovano d'accordo, altre no. comunque sono tutte urlate. sarei per un giornalismo diverso, toni bassi e rispetto di tutti. l'opinione tattica e tecnica di un tifoso vale quanto la nostra. certo che Enrico è divertente, per l'ascoltatore, molto meno per il collega. comunque, un saluto, scusate

  26. Anonymous says:

    Majo ma scusi, i Boys potranno garantire x loro, ma lei si deve mettere in testa che se i ragazzi di Potere Crociato decino di rifare il numero di alcuni anni fa cosa succede? Chi ne risponde? Lei? Vuole prendersi la responsabilità di tutto ciò? E se dalla parte sbagliata dell'Enza qualcuno vuole vendicarsi di un drappo che non c'è più e va a rubare il drappo dei Danè ci va lei da Simone a dirgli di essere benefico? Se continua a procare così ok, può andare bene, ma non faccia la vittima se viene inviato a raccogliere le castagne dai tifosi del Parma…..
    C1 saluti Reggio

  27. Gabriele Majo says:

    Egregio anonimo,
    i ragazzi di Potere Crociato, lei mi insegna, hanno smesso da anni il vestito ultrà, trasformandosi in tifosi "moderati" o anzi coscienza critica, con la nuova insegna "Settore Crociato". Non credo che ci sia da temere da parte loro scherzetti del tipo da quello da Lei ricordato, riferito a oltre 15 anni fa, quando loro (al contrario di altri) ebbero la geniale idea di svicolare dai vari posti di blocco o di controllo lungo la via Emilia per raggiungere il Giglio da strade alternative della bassa. Da pacifista non condivido affatto le razzie fatte successivamente, ma debbo riconoscere che la loro strategia fu ben articolata.
    Lei ha tirato fuori dall'armadio un classico scheletro, ma Potere Crociato non credo proprioche possa resuscitare come Lazzaro. E poi in Cruva non c'è un pensiero unico? O per lo meno non lo si vuole? Non si è contrari al dissenso. Io credo che se i Boys garantissero per se stessi ce ne sarebbe già abbastanza.
    Poi continuo a non capire tutti questi dubbi sulla fattibilità, per via dei timori di ordine pubblico. Ma stiamo scherzando? Crediamo ci siano delinquenti nelle due curva di Parma e Reggio desiderosi di picchiarsi? Io a queste cose non voglio credere (né mi sentirei il responsabile morale di incidenti: ho già risposto altre volte a questa baggianata): io penso che la gente normale come me abbia voglia di rivedere un derby, senza che sia rovinato da teste calde, specie se organizzato con finalità benefiche.
    La mia non è una provocazione, come la interpreta il lettore (che almeno avrebbe potuto firmarsi), e mi piacerebbe avere la libertà di svolgere il mio lavoro senza essere disturbato ogni volta da chi mi manda a raccoglier castagne.
    Il drappo? Tranquillo: Simone Burani e i suoi Danè escono da una scuola per cui nessun gli porterà mai via una insegna…
    Cordialmente Gmajo