IL PORCELLUM DELL’ERREA’ / IL RITORNO DELL’ “APE-MAGLIA” RESUSCITA IL FANTOMATICO COMITATO, SILENTE DAL MARZO SCORSO…

16 Lug 2012, 15:30 5 Commenti di

Il flop della Crociata unica e personalizzata: neppure in 300 abbonati hanno finora chiesto di far scrivere il proprio nome: ma l’iniziativa non deve saltare…

DSC00947(gmajo) – L’altro giorno, a caldo, lo definimmo Compromesso Storico, stavolta, sempre prendendo a prestito il politichese, parliamo di Porcellum. Dell’Erreà. Cioè della decisione da manuale Cencelli di aggiungere una crociata (quella con i colori bianconeri ribaltati come il negativo di una antica fotografia rispetto alla principale) quale contentino per i sacerdoti della Unica Maglia Originale, per lo “sgarro” del ripristino della casacca con le strisce gialloblù orizzontalmente declinate. Ovviamente stiamo parlando di una nostra libera, quanto maliziosa interpretazione sulla quale aveva un po’ glissato il direttore marketing dell’Erreà Luca Carra durante la nostra interrogazione al termine della presentazione delle residue tenute da gioco stagionali, dal momento che la numero uno  era già stata svelata nel giorno del lancio della campagna abbonamenti, per via di quella iniziativa voluta in prima persona dall’AD Pietro Leonardi, e operativamente curata e seguita da vicino da Prezzemolo Marco Marchi (oltre ad essere presidente della Parma Football School ha ricevuto altri incarichi in seno alla società, invero un po’ distanti dal core-business della sua attività), grazie alla quale per la modica cifra di euro 59 un abbonato non solo ha il privilegio di portarsene a casa un esemplare unico, da collezione, con il proprio nome scritto sopra, ma anche la soddisfazione di sapere di esser sceso idealmente in campo sulla pelle dei propri eroi, dal momento che quella casacca, con i nomi dei tifosi sopra, sarà utilizzata in ogni gara disputata dai Crociati al Tardini. Salvo ripensamenti, perché dopo il flop (non sono neppure 300 le maglie prenotate) non è da escludersi a priori un cambiamento in corsa della strategia, anche per gli alti costi di produzione per lo sponsor tecnico, rispetto alla fornitura classica.

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DSC01038Il ragazzo che abbiamo fotografato sabato scorso in tarda mattinata, dopo aver sottoscritto per la prima volta in vita sua l’abbonamento. ci mostra il suo tagliando di prenotazione numero 284: abbiamo qualche ragionevole dubbio che se ne siano aggiunti altri 16 nei residui minuti di apertura degli sportelli delle postazioni attrezzate del Tardini, dove, nel frattempo, sarebbe terminata la fase suppletiva di prelazione per i vecchi abbonati a prezzo speciale. Decaduto ogni diritto da oggi anche per costoro si applica il meno conveniente prezzo di libera vendita. Sempre sabato alcuni colleghi mormoravano che, visto l’insuccesso l’operazione “Il tuo nome sulla maglia” potrebbe addirittura clamorosamente saltare per il mancato raggiungimento di neppure della metà dei nomi previsti da inserire sulla prima delle casacche da sfoggiare (600). Il nostro auspicio, invece, è che comunque si vada avanti, 284accontentando quei pochi che hanno avuto fiducia, e premiandoli raddoppiando gli spazi a loro disposizione, e facendo sì che sempre gli stessi possano scendere in campo come desiderato con i propri eroi ogni volta. Restituire loro i soldi potrebbe essere forse più semplice e per certi versi meno costoso, ma indubbiamente non tanto di immagine. Purtroppo la lodevole iniziativa o è stata poco capita, o non è stata veicolata nel migliore dei modi, nonostante si fossero fatte addirittura delle conferenze supplementari per meglio spiegarla. Certo si sono fatti anche degli errori direi clamorosi, tipo quello di individuare nel negozio Emporium il punto prenotazioni, salvo poi chiuderlo per ferie dal 23 giugno al 10 luglio, dando un evidente segnale di disorganizzazione. Ma stiamo un po’ uscendo fuori tema, dal momento che nel titolo accenniamo al ritorno dell’Ape-Maglia, ovvero sia la poco ortodossa, ma da alcuni tanto amata, divisa a strisce orizzontali gialloblù, che immaginiamo all’Erreà abbiamo mandato in stampa turandosi un po’ il naso, per via delle tante polemiche del passato create dal sedicente Comitato per la Maglia Gialloblù che non aveva risparmiato, negli anni, sanguinolenti strali allo sponsor tecnico del Parma FC. Oggi (anche se sul sito appare la data di ieri, 15 luglio) quelli del Comitato sono tornati a farsi sentire dopo lunghi mesi di inattività. Le ultime stanche invettive erano datate marzo 2012, dopo un vistoso rallentamento dell’attività propagandistica. (Sono dei rompiglioni, ma sono indubbiamente bravi a comunicare se sono riusciti nel tempo a trovar spazio persino sulle tv nazionali e satellitari e su organi di stampa ad ampia diffusione, che peraltro hanno pubblicato detti scritti con estrema superficialità, senza curarsi di verificare o approfondirne i contenuti). Proprio quando pensavano che la loro battaglia fosse definitivamente persa sono riusciti ad ottenere quanto auspicato, ovvero il ritorno di quella tipologia di maglia. In realtà il loro obiettivo era quello di scalzare tout court la Crociata e riproporre l’anti-storica muta quale prima scelta con una retrocessione dell’Originale, che a loro detta rappresenterebbe un periodo perdente. Rispetto ai Sacerdoti di Settore Crociato – della fazione opposta, anche se è improprio parlare di frazioni – sicuramente quelli del Comitato Maglia Gialloblù sono decisamente più talebani: Giuseppe Squarcia  & C., infatti, non ha mai chiesto che la maglia “avversaria” non venisse ripristinata, ma solo che venisse rispettata la storia con il primo posto in graduatoria per la bianco-crociata. Poi avrebbe di sicuro preferito ci fossero – come ai tempi di Guido Angiolini – delle Crociate anche tra le alternative, ma questo è un altro discorso. Squarcia, leader di Settore Crociato, interpellato dalla Gazzetta di Parma ha sdoganato, indirettamente, l’Ape-maglia, allorché ha affermato che le casacche griffate Erreà di quest’anno sono le migliori, come fattura, tra quelle prodotte dall’azienda parmense. Con noi di stadiotardini.com ha meglio approfondito il concetto, svelandoci che in realtà dietro la casacca gialloblù a strisce orizzontale si nasconde la grande pressione esercitata dall’allora Potere Crociato (gruppo Ultrà contiguo ai Boys e genitore del più moderno e moderato “Settore”) ai Tanzi, che concessero ai questuanti almeno il ritorno dei colori della città – il giallo e il blu – al posto del dominio della tinta bianca, che nulla c’entra col nostro territorio, ma che ricordava assai da vicino il candore del latte, e dunque per questo assai utile per la réclame dell’antica ditta di Sior Calisto. Insomma, anche senza riciclare la doppia crociata (quella nera con braccia bianche) quelli del clero sarebbero stati contenti lo stesso. Esteticamente parlando la muta numero due non mi esalta tantissimo: rispetto all’esperimento troppo presto accantonato di qualche anno fa, stona a occhio la mancanza di proporzione tra gli spazi neri del fondo e la croce bianca. Diverso il ragionamento per la prima, non solo per questioni geometriche, ma soprattutto storiche. Sull’Ape-maglia il mio pensiero è risaputo: io l’avrei rispolverata in caso di ritorno in Europa, volendo far coincidere quel tipo di casacca con i successi in campo internazionale del club. Anche se non ha tutti i torti Indipendenza per il Ducato nel ribadire come il maggior numero di trofei continentali sia appannaggio della Bianca (in primis Wembley) e non della Orizzontale. Per me la bianca è una crociata senza croce, ma mi rendo conto che il ragionamento sia un po’ sottile. Io penso che l’equilibrio migliore lo si raggiunse l’anno della B quando a fianco della Crociata venne proposta la casacca a strisce gialloblù verticali, cioè declinate in maniera ortodossa (ma forse sono un po’ di parte, essendo stata quella una mia idea accolta dai vertici). E’ o non è così lo Scudetto del Parma? Oppure, in vista del Centenario, vogliamo ridisegnarlo ponendo al fianco della croce le strisce orizzontali? Da come l’Erreà ce l’ha venduta il ritorno dell’Ape-Maglia (per singolare combinazione avvenuta proprio quando sono diventati sponsor tecnici della Rugby Parma, legittime depositari originari del gialloblù orizzontale) dovrebbe essere temporaneo come estrema tappa storica della marcia di avvicinamento al Centenario e non, come spererebbero quelli del Comitato, come prima tappa del cammino verso il suo ritorno quale prima casacca. Se la leggono così diciamo che hanno perso, se invece si accontentano del successo perseguito, diventa limitativo affermare che hanno non vinto… Con tanti saluti a Bersani, al Porcellum e al politicheseGabriele Majo

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Autore

Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

5 Commenti a “IL PORCELLUM DELL’ERREA’ / IL RITORNO DELL’ “APE-MAGLIA” RESUSCITA IL FANTOMATICO COMITATO, SILENTE DAL MARZO SCORSO…”

  1. Anonymous says:

    Aver messo la maglia gialloblu a righe orizzontali era un dovere dato che è una delle maglie storiche del Parma. Anzi mi ha fatto piacere rivederla, e devo dire che mi piace molto di più di quelle realizzate dalla Champions. La maglia gialloblu a righe orizzontali è una maglia come le altre, ed è proprio questo il messaggio che si è voluto dare. Si chiude così la rievocazione delle magile storiche prima del Centenario. All'appello ne mancano alcune che spero verranno riprese l'anno prossimo come la maglia bianca con banda diagonale gialloblu
    Ci tengo a ribadire che la maglia apemaia non è affatto la maglia europea del Parma, se vogliamo parlare di maglia europea lo è molto di più la maglia bianca dato che con questa abbiamo vinto una Coppa Uefa, abbiamo giocato la Champions League ma soprattutto abbiamo vinto il trofeo al quale siamo più legati, la Coppa Coppe di Wembley. Parlare di maglia apemaia come una maglia europea è quindi sbagliato. Oltre ad essere la maglia del grande Parma di Veron e compagni è stata anche la maglia del crack Parmalat dove il castello di sabbia con si era costruito lo squadrone è caduto. Spogliati di questa maglia marketing siamo ritornati alla nostra essenza più genuina e semplice, siamo tornati a quello che in realtà siamo e sempre stati: Crociati!
    Leggo infine un riferimento alla maglia gialloblu a righe verticalii: sinceramente a me non piace (i gusti sono soggettivi), è la maglia del Cervia di Ciccio Graziani quella. Resterà comunque una maglia della storia del Parma come tante.

    Infine, io credo che il discorso maglia sia anacronistico, adesso è un dibattito ormai già consegnato alla storia e le indicazioni di Carra di sabato mattina sono molto significative. Il Parma e l'erreà hanno capito come muoversi, e di loro mi fido perchè sino adesso nelle cose importanti sulla maglia non ci hanno mai tradito.

    IndipendenzaXilDucato.

  2. Anonymous says:

    Collega, non capisco tutto questo accanimento nei confronti di una maglia con la quale abbiamo vinto quattro coppe e vestita da tanti campioni. Poi se non sbaglio in sala stampa c'era un clone della terza divisa e la indossavi proprio tu. A parte il Comitato, ci sono tanti tifosi che amano la maglia gialloblu a strisce e anche nel nostro ambiente ci sono dei simpatizzanti.
    Cordialmente

    un tuo collega

  3. Gabriele Majo says:

    Mentre ringrazio Indipendenza per il Ducato per la sua lucida riflessione (anche se non sono d'accordo su proprio tutto tutto quanto ha esternato, specie in tema di casacca gialloblù a strisce verticali), vorrei chiedere all'esimio mio collega, il quale essendo tale avrebbe il dovere morale di completare con una firma le sue elucubrazioni, dove ravvisa nello scritto che ci precede – ed in generale su tutta la mia produzione – "accanimento nei confronti della maglia con la quale abbiamo vinto quattro coppe e vestita da tanti campioni". Io credo che a quella casacca abbia reso un pessimo servizio il sedicente Comitato – e in questo caso non ho difficoltà ad ammettere, talora, di essere stato autore di strali nei loro confronti – infatti quella maglia avrebbe ancor più simpatizzanti senza gli sproloqui oltremodo oltraggiosi propinati dagli anonimi tenutari dello stesso. Per il resto, avendo io stesso indossato un clone in sala stampa in occasione della presentazione, penso di aver dimostrato tangibilmente che non ho alcuna avversione preconcetta verso quella casacca, sebbene declinata in modo non ortodosso: le strisce, infatti dovrebbero essere verticali – come da scudo sociale – e non orizzontali, come da Rugby Parma. Infine io non misuro la maglia in base al numero di trofei vinti. Poi su come siano stati vinti meglio stendere un velo pietoso: però non vorrei come altri miei colleghi esprimere un giudizio morale sulla maglia, la quale nulla a che vedere con gli artifizi di chi gestiva il colosso allora. Se avessi avuto qualcosa contro questa maglia non l'avrei suggerita (anche quando lavoravo per il Parma) come maglia per il ritorno in Europa, anche se Indipendenza, giustamente, mi ha corretto ricordandomi che comunque in Europa ha vinto di più la divisa bianca (cioè la crociata senza croce) che non l'ape-maglia. Se non fosse stato esasperato il dibattito dagli arroganti esponenti del Comitato – i quali vorrebbero cancellare la Crociata – probabilmente sarebbe stata riciclata molto prima, avendo, comunque un innegabile fascino ed essendo i colori gialloblù quelli propri della città. A lungo mi sono riconosciuto nei valori di Settore Crociato: ebbene i Sacerdoti della Crociata non hanno mai chiesto che venisse messa al bando l'Ape Maglia, ma solo che venissero rispettate le gerarchie. Gli antagonisti, invece, in modo talebano, ne volevano la totale eliminazione. E poi proprio quelli di Potere Crociato, antesignani del successivo Settore, riuscirono ad ottenere con l'ape Maglia il ritorno almeno dei colori della città sulla maglia, visto che proprio durante la Dominazione Calisto era impossibile il ripristino della croce. Sperando di aver fatto chiarezza ti saluto cordialmente, ricordandoti, caro collega, che la firma qui è gradita.
    Gmajo

  4. Anonymous says:

    Majo ma come mai ce l'hai tanto con la maglia a strisce? Alla fine per i tifosi piú giovani come me quella è la maglia del Parma.. Non ne farai una questione religiosa come settore crociato o i nostri borghi??
    Andrea

  5. Francesco says:

    La storia del Parma dice che la prima maglia è la crociata, mentre la seconda dovrebbe essere anzi deve essere la gialloblù: quindi nel nostro stadio si gioca con la crociata, ma in trasferta e metri in Europa si va con la gialloblù essendo il Parma conosciuto nel mondo in questo modo. La terza poi ovviamente può variare di anno in anno a scelta dello sponsor!! Se on sbaglio c'è un coro che fa così: gialloblù è il colore che amo, gialloblù tu sei tutto x me, gialloblù la mia unica fede…… Quindi non capisco cosa ci sia di male in quella che quest'anno purtroppo è solo la terza maglia!! Personalmente, infine, preferisco tutta la vita la mitica gialloblù naturalmente solo a strisce orizzontali, ma rispetto la storia e la tradizione del Parma per cui sono giunto alla conclusione di cui sopra!! Sempre forza parma!!