I FUNERALI DI CARLO MORA, “GUARDIAN ANGEL” DEI RITIRI GIALLOBLU’

31 Dic 2012, 00:00 Commenti disabilitati su I FUNERALI DI CARLO MORA, “GUARDIAN ANGEL” DEI RITIRI GIALLOBLU’ di

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(gmajo) – Piango commosso, sia pure in ritardo, la partenza per la vita vera di Carlo Mora, “il guardian angel” dei ritiri gialloblù per oltre 15 anni – scomparso la mattina di venerdì 28 dicembre 2012, nel reparto di lunga degenza dell’Ospedale Maggiore di Parma, all’età di 89 anni – di cui proprio oggi pomeriggio, lunedì 31 dicembre 2012, dalle 14,45, si terranno le esequie con partenza dal nosocomio cittadino per la chiesa parrocchiale di Santa Maria del Rosario indi per il Tempio di Valera. La fotografia qui a lato risale al 20 luglio scorso ed è stata scattata dal nostro lettore Angioldo a Levico Terme, dove il Commendatore (quanto ci teneva a quella onorificenza, peraltro meritatissima!)per puro spirito di volontariato (non solo, a proprie spese…) si era recato per dare una mano, come tutti gli anni precedenti, al servizio di assistenza/vigilanza ai crociati in ritiro. Era lui che ai cancelli dirigeva il traffico di chi poteva ambire alla zona campo/spogliatoi, giornalisti inclusi. La foto lo ritrae stanco, affaticato e solo con un cane: di lì a poco avrebbe accusato un malore, che gli avrebbe fatto concludere anzitempo l’amata vacanza-lavoro in Trentino, per tornare in città, dove sarebbe iniziato l’ultimo calvario terreno terminato venerdì scorso.

carlo mora gdp sartorioNelle ultime ore molti altri meglio di me hanno avuto modo di ricordare le qualità e la poliedricità del personaggio, perché Carlo Mora (definito da Lorenzo Sartorio della Gazzetta di Parma “simbolo di quella parmigianità schietta e popolare e di quelle tradizioni che si rifanno alla cultura e all’animo della nostra gente”) merita senza dubbio di entrare nell’album dei parmigiani che hanno lasciato una concreta traccia di sé: su pramzànblog.com Achille Mezzadri lo tratteggia in poche significative righe che ripercorrono la sua vita (ex partigiano, decano dell’Assistenza Pubblica, numismatico, melomane, socio della Giovane Italia, della Corale Verdi, di Parma Lirica – Oltretorrentino, etc.) prima di ripubblicare una intervista che gli fece Paolo Zoppi e proposta per la prima volta il 28 febbraio 2011, in cui emerge la sua figura di loggionista (“tessera numero 10 dell’Associazione carlo mora pramzanblogLoggionisti di cui è stato cofondatore, è loggionista dal 1940, quando Augusta Oltrabella vestiva i panni dell’eroina dumasiana e poco importa se la cronologia ufficiale indica nel gennaio ’41 La Traviata in questione…”), ma in cui si accenna anche “al passato televisivo” del Commendatore: “ai tempi della direzione di Carlo Drapkind a Tv carlo drapkind e anna maria bianchi radio parma 1975Parma fu molto apprezzato come intervistatore di famosi personaggi”. Ecco la risposta di Mora a Zoppi: “ Al tempo di Carlo Drapkind a Tv Parma per cinque anni ho fatto interviste a tutti i più grandi cantanti, compresa la Tebaldi poi Pavarotti, Cappuccilli, Carreras, la Ricciarelli, Kraus. Anche nel teatro leggero ho avuto modo di intervistare il grande Macario, Dapporto e Corinne Cléry”. A quei tempi, sia pure giovanissimo (militavo nella squadra “allenata” da Carlo Drapkind dal giugno 1975 a settembre 1978, prima che entrambi passassimo a Radio Emilia) c’ero, e ricordo perfettamente le tante interviste ai vip (ma non solo) confezionate da Carlo Mora. Non ricordo per la Tv (probabilmente sarà stato dopo il nostro addio, quando iniziò ad esserci lo sviluppo dopo i primi vagiti sperimentali dell’antenna cittadina, nel frattempo passata ai Bormioli), ma sicuramente ho indelebile scolpita nella mia mente la voce imperiosa e ben cadenzata di Carlo Mora che da perfetto cavaliere (prima ancora che gli venisse concessa l’onorificenza, poi surclassata da quella di Commendatore) augurava “buon ascolto alle gentili ascoltatrici e ascoltatori” in apertura e chiusura di ogni servizio registrato con il mitico Tandberg a bobine, quando i montaggi erano tutt’altro che digitali, ma ultra analogici, visto che il nastro magnetico veniva tagliato con le forbicine e poi ricucito nei punti giusti grazie ad una sorta di cerottini trasparenti. Il montaggio, opera che richiedeva grande pazienza, e nella quale Carlo Mora eccelleva. Non solo 3659_3469918270420_2091575303_nil Teatro Regio: era uno dei segugi più sguinzagliati in giro per la città da Drapkind e lui, con il registratore, regalava voci e suoni (e mi viene da dire pure immagini) agli ascoltatori sia che fossero incisi in un comizio, in una commemorazione o in un qualsiasi altro evento. Ecco perché per me era un piacere particolare quando lo ritrovavo a Folgaria o a Levico nei panni di collaboratore volontario del Parma (c’era, naturalmente, anche ai tempi della mia militanza nel club dal 2004 al 2009) o incontrarlo nella sua via Bixio, dalle parti di Piazzale Santa Caterina, dove anni fa aveva sede l’Assistenza Pubblica, di cui era lui era apprezzato capo squadra (nonché milite più anziano). Sarebbe bello se il Parma FC riuscisse in qualche modo a ricordarsi di lui, al di là delle doverose condoglianze espresse sul proprio sito web: Mora, non molto tempo fa, mi confidò quanto ci avrebbe carlo mora necrologio gdptenuto a ricevere pubblicamente un grazie per la sua infaticabile e volonterosa attività al servizio del club. Fin che è stato in vita non mi pare sia stato accontentato (nonostante io, allora, avessi veicolato questo suo desiderio a chi di dovere), almeno adesso, che non c’è più, sarebbe bello potesse ricever l’omaggio del Tardini, magari alla ripresa il prossimo 6 gennaio. Magari ci stanno già pensando anche senza la presente superflua sollecitazione: un classico mazzo di fiori (anche se nel necrologio si legge: “non fiori, ma opere di carità”), almeno, se non si potrà arrivare al lutto al braccio o al minuto di silenzio. Come direbbe il fraterno amico Riccardo Schiroli (che spero mi perdoni per il plagio, magari pareggiato dalla citazione) un altro pezzo della mia gioventù se n’è andato e con lui quella sensazione di eternità che avvertivo ogni volta che lo vedevo. Ma l’eternità non è di questa terra: come quest’anno bisesto, che finalmente sta terminando, mi ha spesso ricordato, con gli anticipati addii di Nello Gualerzi e della Iole (Federico in Delendati) dell’Associazione Petitot e del radiocronista Pino Colombi, senza dimenticare quelli degli ex crociati Romano Guareschi e Stefano Andreoli. Gabriele Majo

 

Da pramzanblog.com: Carlo Mora durante l’intervista di Zoppi, l’articolo di Lorenzo Sartorio sulla “Gazzetta di Parma” di sabato 29 dicembre 2012 e Mora a Parma Lirica

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Autore

Gabriele Majo, 55 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), capo ufficio stampa del Parma Calcio 1913 fino alla stagione 2016/2017, nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.
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