“METEORismi” di Lorenzo Fava / LE GAFFES (IN CAMPO E FUORI) DELLO SCHIETTO BALDINI

30 Dic 2012, 14:41 Commenti disabilitati su “METEORismi” di Lorenzo Fava / LE GAFFES (IN CAMPO E FUORI) DELLO SCHIETTO BALDINI di

Nell’immediato post-Prandelli (e post crac Parmalat) dopo appena 15 giornate Silvio il Furioso lasciò la panchina crociata a Carmignani che avrebbe portato in salvo la squadra ereditata nel mitico spareggio di Bologna. Al suo ritorno al Tardini, alla prima giornata del Campionato 2007-08 rifilò un calcione nel di dietro al collega Di Carlo. Altrove è ricordato per le sue curiose prestazioni sul piccolo schermo, mai per i suoi meriti sportivi: paradossalmente fu esonerato in una delle sue migliori stagioni, quando era alle dipendenze di Zamparini…

baldini-calcio-a-di-carlo(Lorenzo Fava) – Le abbuffate delle festività natalizie sono state utili a chi vi scrive per trovare un filo rosso che si collegasse all’ultimo personaggio dell’anno solare 2012 per la rubrica “I METEORismi”. La puntata assumerà un volto assolutamente inedito, dal momento che risultava difficile immaginarsi un atleta super allenato, alle dipendenze del Parma, saziarsi a volontà davanti a un banchetto imbandito di ogni leccornie: più facile calare nella situazione l’allenatore Silvio Baldini, condottiero del Parma nella stagione agrodolce 2004-2005… .

Nato nel 1958, l’11 settembre (già di per sé la data lo segna in maniera inesorabile), toscano verace di Massa, il vulcanico Baldini si presenta all’apparenza come un uomo clip_image001[4]dall’aspetto buffo e simpatico: silhouette non proprio perfetta (si capisce così il suo amore per la cucina casereccia), capello mosso, manco fosse trattato con la permanente, ma mai troppo pettinato, pizzetto curato e inseparabile da quel volto così tondo che si potrebbe inscrivere un perfetto cerchio giottescoNon bada troppo alle forma: mai in giacca e cravatta quando in panchina dirige i suoi ragazzi, preferisce essere più popolare e anticonformista. A Empoli se lo ricordano sempre in una comoda tuta sportiva, forse perché poteva accogliere meglio le sue forme piuttosto grevi. Nella cittadina toscana, addolorata per la retrocessione subita pochi mesi precedenti con Mauro Sandreani allenatore, Silvio, forse perché vicino a casa, forse per le poche pressioni che la piazza richiedeva, riuscì a trovare un habitat adatto a completare nel migliore dei modi la sua prima esperienza da allenatore nel “calcio che conta”, dopo le esperienze con il Bagnone (1984-1988), con la Massese (1988-1989 e 1992-1993), con il Forte dei Marmi (1989-1991), con il Viareggio (1991-1992), con il Siena (1993-1995), con la Carrarese (1995-1997) e con il Chievo (1997-1998). La stagione di Totò Di Natale, Luca Saudati (allora giovani molto promettenti) e compagni fu molto positiva che culminò con un ottavo clip_image001[6]posto. La presidenza, folgorata dall’operato Baldini, decise di confermarlo anche per l’annata successiva: la fiducia fu ripagata e il tecnico di Massa, dopo aver centrato il quinto posto nel campionato 2000-2001, ottenne la promozione in A soltanto dodici mesi più tardi. Il capolavoro del ‘toscanaccio’ Baldini venne completato con la salvezza ottenuta nel 2002-2003, che garantì all’Empoli il proprio sesto campionato di serie A.

clip_image001[8]L’anno seguente Baldini, nuovo rampante nella massima serie, accettò la “faraonica” proposta proveniente dal presidente del Palermo Maurizio Zamparini che, volendo tornare alla ribalta dopo 31 anni di purgatorio, gli offrì un triennale da un milione di euro a stagione. Credendo di aprire un ciclo, il patron aveva messo a disposizione del nuovo coach i suoi uomini di fiducia avuti nella precedente gestione, tra cui il portiere Berti, il difensore Atzori, il fantasista Vannucchi. Ma, come puntualmente accade con il boss del club rosanero – soprattutto quando gli allenatori dal carattere focoso non le mandano a dire – i rapporti si risolvono anzitempo: così, anche Baldini, che in un’intervista di pochi anni fa aveva dichiarato di aver accettato la proposta perché troppo succulenta da clip_image001[10]rifiutare per un uomo che non aveva soldi e che doveva badare alla famiglia – ben presto entra nella lista nera dell‘iracondo Zamparini, nonostante il terzo piazzamento in classifica, a causa di mai meglio precisate incomprensioni. A sua volta l’allontanamento di Baldini diede il là alla tormentata love story tra Zamparini e mister Guidolin. Un tira e molla economico che i lettori conosceranno in ogni singola minuzia, e che noi evitiamo di riportare in auge…

Baldini non si dà per vinto e trova subito una panchina: d’altronde le ‘gesta di Empoli’ erano ancora fresche nella memoria dei tifosi e degli addetti ai lavori. Ma da quella parentesi siciliana in poi il massese non riuscirà più a terminare una stagione in panchina… Anche se il club viveva un difficilissimo periodo di smobilitazione causato dal crac Parmalat, a Parma tutti si aspettavano grandi cose dal successore di Prandelli. Le premesse potevano apparire rosee, considerato il fatto che Baldini si trovò di fronte calciatori che avevano contribuito alla salvezza dell’Empoli due stagioni prima, come Marchionni e Bresciano, nel frattempo affermatisi a grandi livelli nel Ducato. Chi, invece, come l’esperto estremo difensore Gianluca Berti, il mastino australiano Vince Grella, e il bomber Massimo Maccarone, decisero di raggiungere a tutti i costi in Emilia coach Silvio. Invece nelle prime 15 partite del campionato 2004-2005, la squadra emiliana (quella fu anche la stagione che rivide il revival della Maglietta Storica, sia pure con la licenza prosaica della croce blu scura, per esigenze di sponsor, anziché nera, su sfondo bianco) collezionò prestazioni incolore e figuracce. Baldini sembrò voler abbandonare la nave dopo la prima disfatta settembrina in trasferta a Udine (0-4 per i friulani), ma la società decise di mantenerlo in sella. Tuttavia, a ridosso della sosta natalizia, con il Parma ultimo in classifica a soli 12 punti, in seguito alla sconfitta di Livorno (0-2), Baldini rassegnò per la seconda volta le dimissioni: accettate di buon grado, Baldini fu liquidato più che volentieri anche dai più intransigenti tifosi gialloblù. Di Baldini la maggior parte dei supporters si ricorda tutt’oggi l’impassibilità del condottiero a ogni gol subito, di fronte al quale reagiva grattandosi nervosamente l’inseparabile pizzetto. L’avvento di Gedeone Carmignani sulla panchina parmigiana, la trionfante marcia in campo europeo con un gruppo di ragazzini del settore giovanile, fermatasi solo nella fredda Russia nelle semifinali (sconfitti dalla formazione che avrebbe vinto la competizione, il CSKA MOSCA, tra l’altro con il caso Bucci, colpito da un mortaretto piovuto dagli spalti e sostituito da Frey dopo 19’), e soprattutto l’avvincente seconda parte di campionato (con le 24 reti di Gilardino, le vittorie all’ultimo respiro contro Lecce, Cagliari), i sorprendenti successi interni contro Livorno (l’indimenticato e tennistico 6-4, con i poker di Gilardino spareggio bologna archivio fcparma comda una parte e C. Lucarelli dall’altra) e Roma, ma soprattutto con il glorioso spareggio al Dall’Ara di Bologna, nel quale il Parma s’impose 0-2 sui cugini felsinei (partiti dal vantaggio dello 0-1 dell’andata), mantenendo la categoria e costringendo gli avversari ad una amara e quanto mai inaspettata retrocessione, non fecero altro che aumentare in Silvio B. (no, non il Cavaliere) la rabbia per il suo primo vero grande insuccesso da allenatore e nei tifosi pramzàn la gioia per essersi liberati quanto prima del tecnico toscano.

clip_image001[14]Nel settembre 2005 Silvio tornò in sella: il Lecce, quanto mai con l’acqua alla gola dopo la decisione di far esordire in panchina il debuttante e inesperto Gregucci, decise di cambiare rotta e affidarsi in altre mani. Silvio, però, non seppe tirare fuori il meglio di sé, forse ancora scosso dalla negativa esperienza in terra ducale, e alla 21esima giornata di campionato, in seguito alla sconfitta della squadra salentina contro l’Ascoli, venne rimpiazzato dal preparatore dei portieri Paleari e dall’allenatore della Primavera Rizzo, che insieme non riuscirono ad evitare una retrocessione già scritta all’arrivo di Baldini.

clip_image001[16]Dopo essersi preso un anno di riflessione, il mister non riuscì nemmeno nell’esperienza di Catania a esprimere il suo lato migliore. Il destino volle che proprio alla prima giornata del campionato 2007-08 gli elefantini fossero ospiti del Parma: il primo ritorno di Baldini al Tardini. Al di là dei fischi che lo subissarono e del risultato finale (2-2), ciò che occorre annotare è il gesto assai fuori dalle righe, direi anzi screanzato, di cui Silvio baldini-calcio-a-di-carloB. si rese protagonista: dopo un diverbio con il neo tecnico del Parma Mimmo Di Carlo, Baldini si avvicinò minaccioso al collega (con tanto di camicia aperta sul petto e maniche risvoltate, come proprio in una zuffa da far west) e dopo aver imprecato qualcosa nelle sua lingua ufficiale, il toscano, gli rifilò un calcio nelle terga con le sue scarpe pitonate. Di Carlo con molta nonchalance gli rifilò soltanto uno sguardo fulminante e si allontanò; reagì il presidente crociato Ghirardi che al termine della partita dichiarò che con lui il massese avrebbe avuto vita baldini fermo immagine skycorta con lui: «Se il mio allenatore avesse fatto un gesto del genere, sarebbe stato esonerato già al termine della gara». Di diverso avvisoNino Pulvirenti, patron della formazione siciliana, che decise di confermare il trainer nonostante l’accaduto (per la cronaca Baldini, dopo aver scontato 5 giornate di squalifica, si scusò pubblicamente con Di Carlo stringendogli la mano in una serata di gala e premiazioni sportive), anche in virtù d’eccellente girone d’andata condotto dai rosso-azzurri, ritenuta da tutti una squadra assai temibile; si pensava che sarebbe potuto essere il ritorno alla ribalta del tecnico che aveva fatto grande l’Empoli, eppure qualcosa si sarebbe inceppato. Ecco che nel girone di ritorno subentrò il tanto temuto calo fisico delle squadre di Baldini, e il Catania tornò a riaffacciarsi nelle zone caldissime di classifica: con la squadra al terzultimo posto, il 31 marzo Silvio Baldini decise di rinunciare, ancora una volta, al proprio contratto: gli subentrò Walter Zenga che riuscì a salvare la formazione etnea, anche grazie alle disgrazie del Parma che si scavò la fossa con le proprie mani e scese, ahi noi, di categoria.

baldini_silvio_presentazione02_phnucciPer Silvio, dopo l’ennesima brutta figura davanti al grande palcoscenico, fu inevitabile scendere di categoria. Già ancor prima che incominciasse la stagione 2008-09, Corsi, presidente dell’Empoli – unica squadra in cui era riuscito a lasciare una sua traccia – decise di affidargli la panchina, con il compito di riportare la formazione azzurra in A. Delle nobile decadute risalirono solo il Parma e il Livorno, insieme con la sorpresa Bari: Baldini fallì miserabilmente l’obiettivo, arrivando 5° in campionato e perdendo la semifinale play off contro il Brescia. L’Empoli decise di virare su Sasà Campilongo come allenatore e Silvio si ritrovò ancora una volta solo e disoccupato.

silvio baldini_vicenzaL’ennesimo insuccesso portò Silvio a maturare la decisione che era necessario un periodo di riflessione lontano dai campi. Tutto a un tratto, il disperato Vicenza, sull’orlo del precipizio in serie B da diverse stagioni nel giugno 2011 gli offrì un contratto annuale: dopo due anni di inattività Silvio aveva trovato una panchina su cui sedere. Probabilmente i 24 mesi sabbatici non giovarono all’esuberante allenatore, ulteriormente arrugginitosi: 3 punti in 8 partite furono sufficienti per l’esonero in tronco.

clip_image001[18]La carriera da allenatore di Baldini, ahilui, è ferma, tutt’oggi, a queste ultime tragiche esperienze; tuttavia egli, diverse volte, è stato ospite dei più importanti salotti sportivi nazionali e il suo carattere schietto e sanguigno lo ha reso vittima di clamorose gaffes (eufemismo). Nel novembre 2005 ricordo il caso Marc Zoro, terzino destro del sorprendente Messina, che in occasione della partita al San Filippo contro l’Inter era stato oggetto di scherno dei tifosi nerazzurri che gli avevano incivilmente “dedicato” cori razzisti. Il coloured messinese si era preso il pallone sotto braccio e aveva minacciato arbitro e colleghi che non avrebbe terminato il match. Nello storico talk show della “Domenica Sportiva”, nel quale si era discusso lungamente dell’episodio, era ospite ‘speciale’ proprio l’allora allenatore (ancora per poco) del Lecce, che aveva commentato lasciando perplessi i presenti e i telespettatori: «Il razzismo è una brutta cosa, ma vorrei ricordare a Zoro che in Africa sono ancora più razzisti verso noi bianchi di quanto in Italia lo siano con i neri. Io parlo da bianco, se vado in Africa mi insultano».

baldini ballardini sportitaliaNel 2010 era stato invitato da Valentina Ballarini a commentare una giornata di campionato nello “Speciale Serie B”: in questa circostanza, parlando a proposito dell’encomiabile lavoro svolto dal condottiero Bepi Pillon, che era riuscito nell’impresa di risollevare la classifica dell’Ascoli, che riversava in pessime condizioni societarie, richiamò alla memoria un personale amarcord: Baldini riconosceva i meriti del collega – conosciuto ai tempi della serie C – per il lavoro svolto, ma lo accusava di avere il “braccino corto” poiché quest’ultimo non gli aveva regalato un fucile che gli aveva promesso in seguito alla promozione in cadetteria che lo stesso Baldini aveva auspicato e pronosticato all’allenatore veneto.

baldini napoletaniPochi mesi fa Silvio si è reso ancora una volta protagonista a suo modo davanti ai riflettori: ospite di Michele Criscitiello nelle “Notti magiche” di Sportitalia, con l’Europeo di Ucraina e Polonia in corso, a proposito della passione focosa dei tifosi napoletani nei confronti del calcio e soprattutto nei confronti della propria squadra del cuore, il ‘toscanaccio’ si è lasciato scappare che era tutto un problema di sociologia e ‘questione meridionale’: «Secondo me, a Napoli c’è molta più pressione che a Milano, perché il calcio è una risorsa della città. Mentre a baldini criscitielloMilano la maggior parte dei tifosi va anche a lavorare, a Napoli credo che abbiano dei problemi per avere del lavoro. Al sud c’è il problema del lavoro e la gente se lo deve inventare il lavoro! E vivono la passione per il calcio in maniera viscerale: dunque c’è sicuramente più pressione che a Milano…». Con la frase per altro pronunciata al cospetto del presentatore di origini campane, inevitabili le reazioni e le lamentele dei napoletani, sentitisi offesi e insultati, che ne derivarono…

maccarone primo pianoIl suo allievo “Big Mac” Maccarone, (espressamente reputato dal suo mentore come “attaccante più forte della Serie A, ancor più di Milito”), intervistato poco più di un mese fa da una radio nazionale lo ha dipinto come «uno dei suoi maestri preferiti. Avrebbe dovuto trovare più spazio, ma il suo carattere, che di certe non le manda a dire, sta scomodo a molti presidenti…». Lo abbiamo detto, il genuino Silvio Baldini non è uno che bada alla forma: quello che pensa lui lo esterna. Sotto qualsiasi forma e a discapito di chiunque si trovi di fronte… Special two. Lorenzo Fava

 

PUNTATE PRECEDENTI DE “I METEORismi” di Lorenzo Fava

 

1. “METEORismi di Lorenzo Fava”– OYOLA: CHI L’HA (MAI PIU’) VISTO?

 

2. “METEORismi” di Lorenzo Fava / L’INFELICE ITALIA DI ZICU

 

3. “METEORismi” di Lorenzo Fava – VIRGILI E QUELLA FUGACE E FATALE APPARIZIONE IN COPPA ITALIA

 

4. “METEORismi” di Lorenzo Fava / FONTANELLO, MISTERIOSO PACCO POSTALE…

 

5. “METEORismi” di Lorenzo Fava / ANTONINO D’AGOSTINO, QUEL TALENTO RICERCATO SOLO NELLE SERIE MINORI

 

6. “METEORismi” di Lorenzo Fava / FALSINI E QUEL MANCATO FEELING CON IL PUBBLICO DEL TARDINI

 

7. “METEORismi” di Lorenzo Fava / LEON, JOLLY NEI CALCI DA FERMO ED ESPERTO DI PROMOZIONI, MA LA SERIE A NON E’ PER LUI…

 

8. “METEORismi” di Lorenzo Fava – REYNALD PEDROS, IL CLONE DI BON JOVI (O DEGLI EUROPE)

 

9. “METEORismi” di Lorenzo Fava – FERRONETTI, QUANDO LO SWAROVSKI E’ PER SEMPRE…

10. “I METEORismi” di Lorenzo Fava – IL FIASCO SPAGNOLO DI TONI CALVO (CHE INTERNET LO AVEVA RIBATTEZZATO “NUOVO CRISTIANO RONALDO”…)

 

 

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Gabriele Majo, 55 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), capo ufficio stampa del Parma Calcio 1913 fino alla stagione 2016/2017, nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.
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