IL FIORETTO DI LEONARDI PER IL CENTENARIO: “NON RISPONDERO’ PIU’ ALLE CRITICHE”. DI CHIARA E’ IL DIRETTORE DI RADIO PARMA FC. CONVINCE IL RESTYLING DEL SITO, FA PIU’ DISCUTERE IL LOGO DEL SECOLO – Foto e video

27 Feb 2013, 23:00 13 Commenti di

DSC02428(gmajo) – Pietro Leonardi lancia la promessa del secolo: “Non risponderò più alle critiche. Sorriderò anche nella sconfitta”. Non male come fioretto del Centenario, anche se non so se riuscirà nell’intento: sarebbe come se io dicessi che non farò più il grillo parlante… Del resto precisando “Così smetteranno di dire che sono antipatico e non accetto le critiche”, di fatto risponde alla critiche. Così come quando verso la fine della conferenza stampa, nel salutare l’amico Paolo (Arcivieri) presente in sala, malgrado la promessa appena pronunziata, si toglie angella benvenuto ad arcivieriqualche sassolino nei confronti di chi l’ “aveva voluto presentare in una maniera diversa”. Come noto Michele Angella in un servizio trasmesso nel TG di Teleducato e ripreso dal nostro quotidiano on linea seguito di una intervista esclusiva che il giornalista pubblicista, amico di Leonardi, individuato per la majo arcivierirealizzazione del progetto web Radio Parma FC mi aveva concesso dopo che lui stesso mi aveva contattato per un colloquio di lavoro informale durato un paio d’ore e svoltosi al Palace Hotel Maria Luigia di Parmaaveva rivelato i suoi trascorsi politici e di ex capo ultrà laziale, comprese le vicende giudiziarie dalle quali era uscito “A testa alta” come da titolo del libro autobiografico in cui il protagonista le aveva narrate. La società Parma Fc sentì il bisogno – allora – di prendere le distanze da chi inizialmente ci era parso fosse stato individuato anche per il progetto editoriale (così ci appariva evidente durante la nostra conversazione privata e pubblica, allorché l’intervistato accennò, con una certa innegabile preparazione, alla coincidenza delle arcivieri nota clubdate tonde del 100° del Parma FC e del 200° di Verdi) precisando che, attraverso la sua società, si sarebbe dovuto occupare esclusivamente della parte tecnico-strutturale, versione piuttosto contrastante con il passato professionale di Arcivieri, che come abbiamo più volte scritto era stato direttore di Radio Manà Manà e non il capo elettricista. Sempre perché – checché ne possa pensare l’interessato – siamo uomini e non mezze calzette (che sanno affrontare le situazioni), attraverso questo sito il sottoscritto ha sempre specificato, sia nello spazio commenti che in articoli a propria firma, che una PAOLO ARCIVIERI - FOTO STADIOTARDINI ITprofessionalità non deve essere giudicata per la propria ideologia politica. E se al netto dei trascorsi – che immagino fossero ben noti a chi lo ha selezionato, visto l’abituale frequentazione che porta ad omettere i cognomi, come accaduto stasera – tale professionalità era stata scelta per le proprie capacità per lavorare in una città come Parma, medaglia d’Oro per la Resistenza, tale decisione mi sarei aspettato venisse difesa anche di fronte alle riserve legittimamente sollevate da chi ha semplicemente radio parma fcesercitato il proprio lavoro di giornalista. Comunque stasera si è appreso che la società di Arcivieri è sempre coinvolta nel progetto web radio e che un suo fidato collaboratore Marcello Riotta (che presta servizio anche per Radio Dj) continuerà ad occuparsene, specie per il palinsesto musicale. Il direttore di testata è Alberto Di Chiara, tornato a Parma in questa inedita veste, dopo i trascorsi da DSC02381esterno sinistro negli anni ’90, quando rilevò Gambaro, come da lui stesso ricordato durante il vernissage. Indubbiamente l’indimenticato partner di Benarrivo, sul binario opposto, ha una ottima favella (anche al tempo dei tempi era uno che dinnanzi al microfono sapeva il fatto suo e non bofonchiava monosillabi) e un certo CV specifico, avendo fatto l’opinionista sia per Sky che per Mediaset. Nei giorni scorsi “fiutammo la pista”, anche se pensavamo venisse scritturato più come uomo immagine che come “direttore operativo” della radio sociale, ma quando lo DSC02397contattammo per una intervista egli sgusciò via con dei dribbling… alla Donadoni (calciatore). Oggi, invece, un paio di domande siamo riuscite a porgliele dopo l’interessata lunga interrogazione di Stefania Piras di Radio Bruno (che magari voleva capire, anche per conto del suo editore, che futuro avrà l’attuale emittente che detiene i diritti in esclusiva per la diffusione in ambito locale delle radiocronache integrali della squadra crociata) DSC02372. Ci è parso di capire che Di Chiara si intratterrà con gli ascoltatori in prima persona con dei fili diretti, stile radio romane per capirci, anche se sarà più facile che tutto questo potrà accadere dalla prossima stagione in poi: per il momento, infatti, prevarrà la colonna sonora che non conterrà solo inni e canzoni esclusivamente crociate, ma evergreen e nuovi successi come una normalissima radio non tematica. Col passare del tempo aumenteranno i contributi informativi, ma la volontà è quella di DSC02373essere non solo un punto di riferimento, ma di contatto con la tifoseria. Tifoseria che infatti ci pare abbia salutato la novità senza riserve, anzi con soddisfazione. Così come il nuovo sito web è indiscutibilmente di altissimo livello, certo con migliorie e piccoli bug che i più esperti internauti hanno già rimarcato in quelle piazze virtuale dove pullulano gli smanettoni che sanno tutto loro. Però dopo la prima occhiata sommaria, pur essendo noi stessi notoriamente dei diavoli severi e cattivi, non possiamo che congratularci sinceramente per il lavoro svolto con maestria dall’azienda DSC02347specializzata Caffeina di Parma, di cui abbiamo avuto modo di conoscere dal vivo (durante il ricco, signorile e gustoso rinfresco nella Palazzina Maria Luigia organizzato da Parma Brand) il management, dopo i contatti informali dei giorni scorsi via email. Daniela Bonetti, responsabile marketing di Parma Brand (acquisita dalla bresciana Akuna Matata) è la madre del tanto discusso logo del Centenario che però, piaccia o meno, è ancorato alla storia centenaria del club. Non la “prossima”, ma la “remota”, giacché, ad esempio – peraltro come già illustrato in sede di DSC02330anticipazione – le famose cinque strisce verticali gialloblù in luogo di sette erano in uso negli anni Cinquanta, gli stessi che ispirarono ai miei tempi la maglia celebrativa del primo anno di Ghirardi alla presidenza del Parma. E, pure degli anni  Venti. Certo, da una cinquantina  d’anni eravamo abituati allo stesso scudetto molto lineare e pragmatico che ci era entrato nel cuore: ma pure quello una cinquantina d’anni fa era giovane e moderno e relativamente anti-storico. Sinceramente mi scandalizza fino lì, pur essendo abbastanza conservatore e tradizionalista: io non avrei – di mio – apportato variazioni (del resto come alla squadra durante il mercato invernale), ma i designer incaricati non possono essere tacciati di alto tradimento della storia crociata. Anzi, mi pare di aver capito che, sebbene non ci sia stata una DSC02430consultazione a suffragio universale come qualcuno avrebbe voluto, siano comunque stati tenuti presente i suggerimenti di qualcuno dei custodi della Centenaria storia del Parma. Daniela Bonetti, che è bergamasca di nascita, sia pure trapiantata a Brescia (e che non ha parentele con Arianna, la segretaria di Tommaso Ghirardi, peraltro da lei conosciuto solo dopo aver intrapreso il rapporto professionale con Parma Brand e non prima), non mi è parsa disattenta ai valori della Storia. Anzi: mi ha anticipato che sulla manica di una maglia del Centenario ci sarà una toppa con uno degli stemmi suggeriti dalla “base crociata” che si DSC02452era impegnata a promuovere idee su come meglio raffigurare lo stemma del Secolo. Bonetti, però ha voluto specificare come molte idee arrivate poi fossero di difficile se non impossibile realizzazione grafica, ad esempio quelle ricche di alloro. Sull’effetto cubo stile Parma Brand del logo del Centenario avevamo già scherzato in sede di anticipazione: Bonetti (che si è complimentata con noi per la passione e l’impegno che mettiamo nella cura di stadiotardini.it e perché siamo sempre sulla notizia e chissà come facciamo a sapere le cose prima) ci ha pure segnalato che sul DSC02416nuovo sito campeggia sì in evidenza in home page il logo del Centenario, ma nelle pagine interne, in coincidenza con gli impegni ufficiali, ad esempio, anche l’abituale scudo del Parma, che dunque non andrà (del tutto) in pensione. Così come il futuro del Logo del Centenario è tutto da decidere in base ai feedback (io, cara Daniela, tutti questi anglicismi li eviterei…): non è detto che sparisca il 100 in alto e rimanga solo la parte bombata sotto (un vecchietto piuttosto battagliero, che come una pentola a pressione ha brontolato per l’intera presentazione, ha poi finito per attaccare delle pezze a funzionari vari e non solo, parlando persino di croce celtica. E a suo dire prima la croce nera dello scudetto del Parma DSC02432era valorizzata da inserti gialli: o non ho capito bene che volesse dire, o non me ne ero mai accorto prima…). Lo scudetto sociale, insomma, per dirla come Daniela Bonetti, è un work in progress. L’evento è stato condotto da Maria Luisa Rancati, capo dell’ufficio stampa e comunicazione del club e si è svolto nella consueta area lavoro dei giornalisti allo Stadio Tardini. Non mi ha convinto l’illuminazione della location (e se vedrete i filmati sottoriportati capirete bene il perché), ma, stando agli organizzatori, non sono stati posizionati riflettori sugli oratori proprio per valorizzare lo sfondo con il nuovo logo del Parma Centenario. Marco DSC02392Marchi, deux ex machina di Parma Brand, mi ha confidato le tante difficoltà nel costruire un prodotto di livello quale è il muovo sito, a partite dalla squadra che cambiava volto con il mercato invernale (nuovi acquisti e qualche addio) e che dunque doveva essere rifatta nella riproduzione virtuale (i miei informatori telematici, in effetti, mi avevano segnalato ieri la presenza ancora di Zaccardo in qualche slide…), lo scattare le foto ai vari protagonisti, etc etc. Insomma l’impegno non è mancato, ma il risultato, mi pare, ripaghi gli sforzi…

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Autore

Gabriele Majo, 55 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

13 Commenti a “IL FIORETTO DI LEONARDI PER IL CENTENARIO: “NON RISPONDERO’ PIU’ ALLE CRITICHE”. DI CHIARA E’ IL DIRETTORE DI RADIO PARMA FC. CONVINCE IL RESTYLING DEL SITO, FA PIU’ DISCUTERE IL LOGO DEL SECOLO – Foto e video”

  1. Francesco says:

    Buongiorno Sig. Maio, 
    mi permetta una riflessione che spero possa essere condivisa;
    dal suo servizio foto/video sulla presentazione del nuovo logo, emerge una considerazione che ritengo imprescindibile per chi come lei e come molti tifosi/appasionati ha il Parma calcio nel cuore ed è legato alle tradizioni della nostra città e della nostra storia calcistica: ” NELLO STAFF AN GHE GNAN UN PRAMZAN” ! Con tutto rispetto per le persone e per la loro professionalità, penso proprio che il coinvolgimento e il contributo di qualcuno di Parma, che abbia la vera passione per il Parma e conosca le tradizioni di Parma, sia fondamentale! Purtroppo, il primo ed evidente risultato di questa grave “leggerezza” è il logo! Penso anzitutto che snaturare in questo modo un simbolo che ci accompagna da più di 50 anni sia già al limite del vilipendio, poi, checchè ne dica la signora Bonetti, non richiama un bel niente degli anni ’50, nella storia e sulle divise del Parma calcio non si è mai vista una simile rappresentazione. Come seconda cosa, forse più campanilistica, è la forma (miga cola ‘d formai) ma la forma cubica del logo…an sèma miga a Rèz !!!! Mi scusi per lo sfogo ma: “col logo lì, propria pr’al centenèri, an spool miga vèdòr”! Saluti!

    • Gabriele Majo says:

      Buondì Francesco,

      non vorrei andare controtendenza rispetto alla maggior parte degli internauti pramzàn, lei incluso, da ieri piuttosto sul piede di guerra per il logo del 100° partorito dallo staff di Parma Brand, ma come ho già scritto in un paio di articoli i riferimenti storici – pur non essendo, ovviamente mai stato utilizzato prima, essendo inedito – mi paiono comunque ben rappresentati, essendo mantenuto, sia pure stilizzato, lo scudo crociato e le strisce verticali gialloblù, che sono gli elementi essenziali. Del resto il logo che conosciamo non è quello della storia in assoluto: 50 anni fa era inedito e nuovo come quello rivelato ieri, no?. Poi potrà piacere o non piacere, è una questione di gusti, ma non mi pare, in coscienza, un tradimento della storia o che sia stato snaturato e svilito. Poi io non avrei fatto rivoluzioni, perchè sono un conservatore e non sarei andato a cercarmi del freddo per il letto a strologare qualcosa di nuovo. Leggevo autorevoli opinionisti sui forum che asserivano: vorrei vedere i tifosi delle grandi squadre se per il 100° fossero andati attorno al logo storico. Beh, alla Juve tolsero le stelle…
      Sul discorso dello staff non parmigiano non dobbiamo essere oltremodo provinciali: mi pare, infatti, che il Comitato popolare rappresenti gran parte della comunità, essendo forte di CCPC, Boys, Petitot, Settore Crociato, Parma Fans, ed ex Gialloblù. Certo, non c’è stata la delicatezza di proporre a detto il comitato il progetto grafico prima di darne corso alla realizzazione e alla produzione dei gadgets, tuttavia la Bonetti mi ha assicurato di aver ascoltato, su input della proprietà e del management crociati, il suggerimento di alcuni depositari della storia prima di agire; proprio come feci io nel 2008 allorché sottoposi a Barbara Medeghini che me lo chiese l’idea di una maglia celebrativa del primo anno di presidenza Ghirardi, che come lo scudo del 100° si rifa agli anni 50 (strisce vericali larghe gialloblù). E io all’epoca mi confrontai con Frignani, noto collezionista di casacche del Parma Calcio, con Squarcia di Settore Crociato e parlai pure con Mirco Lori ex capo dei Boys e ora magazziniere tanto per citare qualcuno. Tutta gente di prova parmigianità e osservanti delle tradizioni, no? Gran parte di loro, integralisti inclusi, mi pare abbiano benedetto il logo di Parma 100. Dunque non credo sia corretto dire che i bresciani o chi per loro se ne siano fregati, pur non essendoci stato il suffragio universale, direi che una oligarchia parmigiana fosse al corrente di quanto stava per esser proposto alla Comunità.
      Cordialmente
      Gmajo

    • Gabriele Majo says:

      Dimenticavo:

      a proposito della supposta reggianità del cubo: non è che lancio il sasso e nascondo la mano, so perfettamente di essere stato il primo, quando l’ho descritto, a giocarci su facendo riferimento alla forma sostanzialmente quadrata del logo del Centenario, perché è stata la prima impressione che ho avuto vedendolo. Certo, si può pensare che i creativi – gli stessi del cubo di Parma Brand – siano recidivi, proprio per quel precedente, però non dobbiamo neppure attaccarci troppo a ‘ste cose, dai… Quella forma, semplicemente, è quella che gli esperti creativi avranno ritenuto più adatta per sviluppare il proprio estro, secondo i loro dettami, i loro studi e la loro preparazione. Sono tutti fior fiore di professionisti. Non credo che il Ghiro abbia badato a spese… Il cubo di Parma Brand voleva raffigurare appunto un raccoglitore di idee: non essendo parmigiani cosa volete che sapessero loro della Reggiana… E se l’idea era quella del cubo delle idee anche l’avesse progettato un pramzan mica poteva fare una sfera al posto del cubo togliendo gli spigoli? Io stesso, che notoriamente sono un po’ maliziosetto, di primo acchito non pensai affatto ai riferimenti reggiani del cubo. Solo vedendo le reazioni di altri ho capito l’accostamento cubo, testa quadra Reggio…
      Cordialmente
      Gmajo

  2. dents says:

    scusate ma ancora non ho capito bene, questo logo cosa sarebbe ? Spero il logo per quest’anno e l’anno prossimo ovvero le stagioni del centenario ! Cioè non sarà mica che da ora in poi il logo delle maglie che useranno i calciatori e tutto il merchandising è questo qui con il cento sopra ? Spero vivamente di no…

  3. Criscitiello says:

    Di Chiara direttore della nuova web radio? bhè… credo che quello sarebbe statao davvero il suo posto, signor Maio, il coronamento definitivo di una carriera divisa tra radio e Parma calcio. Perchè non apre anche lei, una bella web radio sportiva su stadiotardini.it?
    saluti

    • Gabriele Majo says:

      Salve Criscitiello,

      o Marco, se preferisci (cat vena). In effetti quello avrebbe potuto essere il mio posto, il coronamento definitivo (di definitivo, ahimè è solo la morte…) della carriera divisa, o meglio unita, tra radio e Parma Calcio. Non intendo la direzione, quanto lo strumento. Del resto è stato lo stesso un onore – nonostante tutto – essere considerato nella rosa dei possibili animatori della stessa, se Paolo Arcivieri, mi aveva contattato, a suo dire d’accordo con Leonardi che gli aveva lasciato carta bianca, “poiché io non solo potevo, ma dovevo parlare per radio”. Questo il pensiero dell’AD che mi venne trasposto dall’allora deux ex machina del progetto, al quale io diedi la mia disponibilità, previa la garanzia di non dover modificare il mio modo di essere e di intendere la professione giornalistica: del resto non sarei certo stato credibile a presentarmi diversamente da quello che sono da 30 e rotti anni e per cui sono conosciuto dalla “comunità”.
      Poi, però, purtroppo qualcosa è cambiato dopo che Michele Angella svelò nel TG di Teleducato i turbolenti trascorsi di Arcivieri per le sue mai nascoste (e aggiungerei né pubblicamente sconfessate) passate simpatie per una certa fazione politica. Il conduttore di Calcio & Calcio, dopo aver appreso in anteprima attraverso stadiotardini.it della nascita della webradio del club, grazie alle rivelazioni e alla intervista esclusiva che Paolo Arcivieri mi concesse, si chiese chi fosse quest’ultimo scoprendo (immagino navigando in internet) i suoi trascorsi (prassi normale: anche per le recenti nomine in Iren si è passato ai raggi x il candidato…) e rivelandoli al pubblico, con l’auspicio che non contaminasse il sano tifo parmigiano. Posto che ho sempre scritto – sia a caldo che a freddo – che a mio modo di vedere un professionista non dovrebbe essere giudicato per l’ideologia politica in cui crede (anche se sarebbe stato meglio considerare a priori come la pensano su certi temi da queste parti, e ben ponderare i pro e i contro), ma appunto per le sue capacità, fatto sta che il club dopo quel servizio – a propria volta ritrascritto e riproposto da stadiotardini.it – replicò prendendo per lo meno apparentemente le distanze da Arcivieri, riferendo che alla sua società era stata richiesta solo una consulenza tenico-strutturale, come se stessimo parlando del profilo di un capo tecnico e non di un giornalista, sia pure pubblicista, ma che tra l’altro è stato pure direttore del fenomeno Radio Manà Manà.
      Ieri Leonardi, come documentato attraverso i nostri video amatoriali, ha regolarmente presentato Arcivieri tra i curatori del progetto web radio, chiamandolo solo per nome, Paolo, per via della sua antica amicizia, e, nonostante i buon propositi espressi poco prima, ha polemizzato a distanza con chi – Angella ed il sottoscritto – secondo la sua ottica avrebbe voluto presentarlo diversamente. Ma a che pro? Credo manchi un movente, anzi, io ci ho pure rimesso una probabile collaborazione, a meno che non si voglia far ricorso alla consueta dietrologia. Più che il proposito di non fare più polemiche e tenere sempre il sorriso l’AD farebbe bene (e chi lo attornia, lo sostiene, lo aiuta, e traduce al prossimo il suo pensiero, mettendogli al servizio la propria professionalità e credibilità) a tentare di voler credere nella buona fede altrui, senza vedere nemici dappertutto.
      Dopo la chiacchierata che ebbi con Arcivieri maturai la convinzione che questi si dovesse occupare anche del progetto editoriale dell’emittente, mentre ieri come direttore della stessa è stato presentato Alberto Di Chiara. Io non ho idea se la designazione dell’ex terzino fosse precedente le complicanze sorte dopo il deflagrare del caso Arcivieri, però ricordo perfettamente che questi mi assicurò che lo staff, per desiderio di Leonardi, doveva essere parmigiano. Così come le trasmissione non dovranno avvenire più da Roma, ma live da Parma; anzi da Collecchio (per la precisione dall’ex sala stampa della palazzina originale). Certo la firma di Di Chiara – divenuto opinionista di grido, una volta appesi gli scarpini al chiodo, attraverso i canali Tv di La7, Mediaset e Sky – a Parma è spendibilissima e senza perniciose controindicazioni. In più ha anche una bella voce. Penso possa essere persona adattissima a tenere dei filo-diretti con gli ascoltatori. E consiglio di non avere troppe reticenze.
      Seguirò comunque, con grande simpatia, da malato di radio, l’evolversi della creatura. Non credo ci sia il bisogno di darle una sorellina. Né ho io le possibilità e i mezzi tecnico-economici per fare qualcosa del genere.
      Specifico anche che le dirette, almeno fino a fine stagione, continueranno ad essere appannaggio dell’ufficiale Radio Bruno. Poi tutte le soluzioni potranno essere plausibili (a meno che non abbiano già rinnovato il contratto). A parte che potrebbe esserci una joint venture tra canale web e radio via etere – chi lo impedisce – in modo tale che una proponga la diretta, e magari l’altra gli approfondimenti.
      Cordialmente
      Gmajo

  4. Marcello says:

    Il logo del centenario ha finalità commerciali, così come Parma Brand e più in generale lo stesso centenario (inteso come serie di eventi volti a promuovere-vendere prodotti e persone). Stupirsi perchè cambiano lo stemma è come stupirsi perchè cambiano la maglia…. non vi siete accorti che la cambiano tutte le stagioni e ha sempre più sponsor? Stupirsi per il nuovo logo e accettare la maglia con varie patacche, e l’enorme scritta “Folletto”… mi sembra fuori da ogni logica.

    La gente di Parma. Il presidente del Parma è di Brescia, l’AD è di Frosinone, i giocatori sono di tutte le regioni d’Italia, d’Europa e del mondo. Se noi parmigiani doc non ci facciamo problemi per questo, dovremmo farceli per chi lavora in Parma Brand o in altri ruoli del tutto secondari? Questo non significa dover ignorare per forza le VERE competenze sul territorio, ma il Parma Calcio non è un carrozzone per dare un posto di lavoro a MEDIOCRI PARMIGIANI.

    Il caso “Majo”. Il direttore Majo non è solo un parmigiano, ma un giornalista sportivo, con alle spalle delle esperienze in radio, già Responsabile della Comunicazione per il Parma Fc, spesso ospite di alcune trasmissioni televisive dedicate al Parma Calcio. Invece di considerarlo un NEMICO, il Parma avrebbe potuto coinvolgerlo nel progetto della sua Radio.
    Personalmente (mi perdoni sig. Majo) preferisco però che continui nel suo ruolo di GRILLO PARLANTE, di cui questo ambiente ha tanto bisogno.

    • Gabriele Majo says:

      Ciao Marcello,

      poco fa bel rispondere a Criscitiello (Criscitiello si fa per dire, poiché non è certo il noto giornalista di Sportitalia a corrispondere con noi, quanto con un lettore che come nick name ha battezzato quello) ho ribadito come – a proposito del progetto radio – ci fosse stato da parte del Parma Calcio, sia pure per interposta persona (Arcivieri) un concreto tentativo di avvicinamento nei miei confronti per coinvolgermi nell’operazione.

      La mattina stessa dopo l’intervista ad Arcivieri, ma prima delle rivelazioni di Angella al TG, egli si congratulò con me facendomi i complimenti poiché lo avevo già messo in contatto con chi avrebbe potuto accendergli una frequenza FM sul territorio. Insomma il mio essere pezzo e il mio entusiasmo gli furono graditi.

      Comunque sia quoto in pieno il tuo auspicio, che poi è il mio: la si smetta di additare il sottoscritto a nemico del Parma, o in malafede, e tutto il campionario di calunniose diffamazioni dirette ed indirette mosse nei miei confronti e mi si riconosca, finalmente, il diritto di agire con la buona fede di sempre, senza più fastidiose delegittimazioni. Siamo in Quaresima, siamo nel Centenario: ce la si può fare. E forse staremmo meglio un po’ tutti quanti…

      Cordialmente
      Gmajo

  5. carletto says:

    A me il logo non piace è una questione di gusti ma anche tecnica, non è premiante le forme e le contro forme non sono armoniose e riducendolo di dimensione non è leggibile.
    La scelta di fare deviare le linee della croce e delle strisce gialloblu mi sembra azzardata, le proporzioni dello scudo non richiamano ne alla storia ne all’importanza del club.
    Non ha mistica, non parla di storia…sembra più un logo per un supermercato che fa sconti.

  6. marco says:

    ma il logo sarà questo anche in futuro?

  7. Lonigo Presente says:

    Qualsiasi cambio rispetto a tradizioni decennali sempre suscita scalpore; in ogni caso sono d’accordo sul fatto che forse bisogna un po’ “abituare l’occhio” alla vista del nuovo logo. Mi é piaciuta la gestione dell’annuncio, nel quale si é detto che il futuro del logo “centenario” dipenderá dai feedback che riceverá. Puó sembrare un esempio di debolezza, per me invece é una scelta intelligente: si é voluto fare qualcosa di diverso dal solito, peró con l’ammissione iniziale che si puó sempre sbagliare e se necessario si puó anche tornare indietro sui propri passi. Magari si avrebbe potuto chiedere prima il parere dei vari gruppi d’interesse crociati (tifosi, ccpc, ecc), peró non me la sento di attaccare la societá per questo: sono anzi convinto che loro erano convinti davvero di fare un qualcosa di molto bello, hanno preso una cantonata, succede.

    Del resto, come si puó vedere nell’ottimo articolo sui loghi centenari di altre compagini, abbiamo visto negli anni delle schifezze mica da poco.

    LonigoPresente

  8. Francesco says:

    Ciao Gabriele.

    Volevo sottolineare una cosa: capisco che il nuovo logo possa piacere o meno (a mio modo di vedere, si poteva fare un qualcosa di meglio), ma addirittura nella rete si può leggere di gente che critica apertamente persino il nuovo sito web del club.

    A livello di portale è stato fatto un gran lavoro (store online, web radio, canale youtube, statistiche e schede accurate sui calciatori, grafica chiara e leggibile, ecc ecc)…..eppure…..sembra che non vada mai bene niente.

    Davvero non ho parole Gabriele.
    Scusami lo “sfogo”.

    Francesco.

    • Gabriele Majo says:

      Quando gli sfoghi sono garbati come il Tuo, Francesco, sono i benvenuti. Del resto le critiche ci possono stare – se no io che ci starei a fare? – però cercando di avere un po’ di continenza. Per un giornalista è un obbligo deontologico, per i tifosi no: ciò non toglie che le esagerazioni storpiano.
      Nello specifico: anche a me il logo non convince, però confrontandomi con chi l’ha creato, ho cercato di capirne le ragioni. Certe critiche “nel merito” possono anche essere azzeccate, altri distinguo a prescindere solo perché basati sulla brescianità lasciano il tempo che trovano e sono da “provinciali”. E, anche se è una iperbole, un po’ da razzisti.
      Per indole mi piace il confronto anche con chi la pensa diversamente da me e cerco di capirne le ragioni: sempre quando c’è dalla parte opposta pari trattamento. I muro contro muro non mi piacciono né quando ne sono involontario protagonista (allorché, ad esempio, direttamente o tramite mezzi paralleli debbo esser tacciato di essere autore di una critica non sana o in malafede) né quando riguardano altri. E penso che crescere significhi sapere ascoltare.
      Nel caso del logo Parma Brand credo abbia preferito una oligarchia alla democrazia, ascoltando cioè il benestare di pochi i quali si ergono almeno nei fatti a rappresentanti del popolo. Posto che non ci sono state elezioni (a parte quelle interne di qualche organismo…) bisogna vedere quanto questi parlamentari – chiamiamoli così, visto che siamo nel post voto della povera Italia – rappresentino in effetti la base.
      Se il logo è comunque discutibile, dal punto di vista della forma per come si presenta per me fcparma.com è un buon prodotto. Sui contenuti ci sarà sicuramente da opinare prima o poi: ad esempio, ma penso che più tardi comporrò l’ennesimo articolo sul tema, perché l’intervista di Marchionni di ieri della Gazzetta di Parma, è apparsa in anteprima sull’un official Settore Crociato, e sul sito ufficiale appena varato solo oggi in forma scritta riportando la trascrizione dal quotidiano? Posto che non è certo edificante che i calciatori vengano messi a disposizione solo della stampa amica o socia e non a tutti gli organi di informazione interessati presenti sul territorio, non avrevve avuto più senso, semmai valorizzare il proprio prodotto? Boh: ci sono troppi equilibri da rispettare, secondo i miei gusti, ed evidenti anomalie. Ma tant’è.
      Cordialmente
      Gmajo