CALCIO & CALCIO / I TIFOSI NON SORRIDONO… E C’E’ CHI CHIEDE LE DIMISSIONI DI LEONARDI

05 Mar 2013, 18:00 6 Commenti di

image(di Lorenzo Fava) – SORRISI E FIOCCHI AZZURRI – Meglio sorridere. Anche quando le cose vanno male e la fortuna non arride agli audaci. D’altronde l’aveva solennemente sancito l’AD Pietro Leonardi: «Non risponderò più alle critiche. Sorriderò anche nella sconfitta». E così Michele Angella ha voluto aprire la 26^ puntata di Calcio & Calcio con uno speciale sottofondo musicale per ricalcare il fioretto del secolo del Plenipotenziario pronunziato in occasione della presentazione del logo del DSC02939Centenario della società: “Vogliamo aprire la nostra puntata in modo simpatico, ricordando le parole di Leonardi, aiutandoci con la canzone ‘Sorridi’ di Gianna Nannini’”. E non poteva non ergersi a portavoce del manifesto di allegria leonardiano il Saltimbanco Enrico Boni, presentatosi negli studi di via Barilli con tanto di targhetta azzurra, a mo’ di bavagliolo, di benvenuto al piccolo Enrico Ghirardi: leggende metropolitane, fomentate dal Variopinto vorrebbero che il padrone del Parma abbia  scelto il nome del proprio figliolo in onore della loro supposta amicizia: “Cosa pensavate che lo chiamasse Andrea, Michele o men che meno Gabriele?”, quando, DSC02947in realtà, invece, è quello del padre di Tommaso). Ma il Saltimbanco ieri sera è apparso ancor più felice alla notizia che non avrebbe dovuto incrociare i bulloni con l’eterno competitor Andrea Schianchi, fermato ai box dall’influenza. «Avrei preferito fosse venuta a Boni… Ma sono 4 anni che non salta una puntata» ha confessato Angella al top journalist durante il breve collegamento telefonico che ha preceduto il consueto editoriale.

leonardi e majo a teleducatoLEONARDI IN DISCUSSIONE – I tifosi sono delusi e arrabbiati per il momento nero del Parma e per la piega che ha preso una stagione iniziata, invece nel migliore dei modi. A finire nel mirino dei telespettatori che seguono assiduamente ogni settimana il talk show calcistico di Teleducato è stato ieri sera anche l’amministratore delegato Pietro Leonardi. Due le telefonate che lo hanno tirato in ballo. Prima il tifoso Antonio, alice passerapresentatosi come abbonato: “Secondo me chi ha fatto il mercato a fine stagione deve dare le dimissioni”. Poi, poco dopo, Enrico, voce nota ai centralini di via Barilli (pare che ogni lunedì si prenoti già nel primo pomeriggio per poter intervenire alla sera in diretta), con tono accorato ha invocato: “Via Leonardi da Parma” , rinfacciandogli, tra l’altro, le parole pronunciate proprie negli studi di Teleducato qualche puntata fa, quando definì Mirante da Nazionale: “Gli ha portato male”. Angella, imbarazzato, ha cercato di fargli moderare i termini, ma evidentemente la popolarità del manager gialloblu è tornata ai minimi storici già fatti registrare nell’era Marino, ai prodromi dell’era del calcio propositivo. Boni proponeva un calembour: «Sì, ha ragione il telespettatore Enrico, via Leonardi! DSC02982Intitoliamogli una via… Stiamo ‘sragionando’!». Di fronte ai mal di pancia dei tifosi Gabriele Majo, direttore di Stadiotardini.it  faceva sfoggio di equilibrio: “Magari i telespettatori saranno stati ispirati dal Papa: se si è dimesso lui si può dimettere chiunque. Ma al di là delle battute, posto che di solito cerco di fare una critica costruttiva, e non distruttiva, se devo buttare qualcuno giù dalla torre non lo faccio certo in questo momento in cui le cose non stanno andando per niente bene. Non è da me, ed è troppo facile per i miei gusti. Aspetto di essere 7° o 8°: allora mi divertirei anche di più… Certo, il Parma ha fatto un ottimo girone d’andata, però quando si è trattato di dare una svolta alla stagione non l’ha fatto. E adesso il tifoso è giustamente incavolato”.

DSC02954MIRANTE, RECUPERO AFFRETTATO – Ma l’amarezza e la delusione erano tangibili anche nelle parole dei tifosi in studio, capitanati da Paolo Catellani del Parma Club di Felino, intitolato a Tommaso Ghirardi. Questi, equilibrato e molto attento nelle sue disamine, non ha nascosto le sue riserve sul recupero record di Mirante, autore di tre topiche decisive: “Mirante sembrava già in condizioni impresentabili nella partita col Catania, e non si è capita tutta la fretta di DSC02944schierarlo titolare”. Poi, a precisa domanda del conduttore Angella, il tifoso non aveva difficoltà ad asserire di essere pienamente deluso da questo Parma. Non solo sul piano dei risultati, ma anche del gioco. Tornando al portiere titolare, e notando come oggi abbia svolto allenamento differenziato (che abbia, di nuovo, qualche problema fisico?), il decano dei giornalisti di Parma, Clelio Colabona, ha sostenuto che il Parma non avesse giocato peggio della Sampdoria, anzi: «Il pareggio le sarebbe stato stretto e senza l’errore di Mirante oggi faremmo discorsi diversi. Per i portieri il desino è sempre cinico e baro: ieri Mirante ha avuto due occasioni per mettersi in luce: in una è sembrato il portiere della nazionale, nell’altra ha fatto una gatta DSC02972clamorosa». Majo, invece, ha sottolineato come sarebbe meglio analizzare, senza mettere la testa sotto la sabbia, il trend in generale della squadra nelle ultime partite, che non nascondersi dietro l’errore di un singolo, in questo caso il portiere. “Singolo che ha avuto il coraggio di assumersi tutte le responsabilità, ma che sarebbe stato meglio non fosse mandato in sala stampa ad interpretare lo scomodo ruolo del capro espiatorio”.

DSC02942PAR CONDICIO MEDIATICA – Secondo Enrico Boni una delle ragioni del letargo in cui sono caduti i giocatori del Parma deriva dal fatto che non sono stimolati dalla stampa. Il pittoresco opinionista ha così puntato il dito sulla strategia comunicativa della società che ultimamente, come spesso rimarcato da stadiotardini.it, preferisce non concedere i calciatori nella sala stampa di Collecchio, ma farli intervistare in esclusiva solo da alcune testate locali (o meglio una sola, la Gazzetta di Parma). “Io credo – ha affermato Boni che sarebbe molto più produttivo, sia per i giocatori sia per la società, che i DSC02975calciatori si confrontassero con tutte le testate giornalistiche, non solo con quella più importante. Perché è da un po’ di tempo che non vengono concesse interviste ad alcuni giornalisti. Bisogna fare qualcosa dal punto di vista comunicativo…’”.“Lo sa perché? Perché alcuni di questi stanno sulle scatole alla società. Punto!’ tuonava uno degli ospiti in studio, l’avvocato Paolo Malvisi, appassionato tifoso gialloblu, noto anche per essersi occupato professionalmente del caso Calciopoli.

alice passera a lorenzo favaMERCATINO INVERNALE NON LUNGIMIRANTE –  «La società – ha argomentato Majo – non ha avuto la stessa lungimiranza di 2 anni fa quando si accorse con largo anticipo che Crespo – che aveva tirato la carretta nell’era Marino, trainando la squadra da solo – avrebbe potuto avere dei problemi nella seconda parte della stagione e prese Amauri. Quest’anno, invece, non sono stati prevenuti i prevedibili problemi di centrocampo, perché era impensabile che l’ultratrentenne Marchionni potesse avere nel ritorno lo stesso increbibile rendimento dell’andata; Galloppa, che non si è fatto male ieri, non è stato sostituito; Mariga era una scommessa visti gli infortuni del passato (e di nuovo si è fatto male), Strasser ci era stato presentato come un giocatore in grado di ricoprire tutti i ruoli e più forte di chi era partito, ma risulta che fosse una riserva nel Milan…».

DSC02956DONADONI E L’IMMUNITA’ – Fino a quando durerà l’immunità di cui gode Roberto Donadoni? Angella (che ha avuto il coraggio e l’impudenza di porre l’impertinente, antipatica e scomoda domanda allo stesso allenatore durante l’odierno incontro stampa) non ha usato mezze misure e tra i temi affrontati nella puntata ha posto anche la posizione del tecnico bergamasco. “Ho l’impressione – ha affermato provocatoriamente il giornalista di Teleducatoche se al posto di Donadoni ci fosse stato un Colomba qualunque, dopo la partita contro la Sampdoria sarebbe stato mandato a casa". E ancora: “Non è che Donadoni in virtù del proprio blasone di calciatore e per essere stato il Ct della Nazionale gode di un certo timore reverenziale da parte della critica e anche del pubblico?”. La tesi ha animato lo studio facendo scattare la reazione di Enrico Boni: “Addirittura DSC02978andiamo a mettere in discussione Donadoni e a paragonarlo a Colomba, ma non scherziamo!” . Ma l’avvocato Malvisi, facendo la gara del “chi urla più forte” utilizzando il metodo Sgarbi, ribatteva: “Lei non sa quello che dice! Lei non sai quello che dice. Non solo non è preparato, ma anche non si prepara, se non ci fosse stato Colomba saremmo andati in serie B!”. Per dovere di cronaca riportiamo che i due, al termine di un amichevole conciliabolo a luci spente, si sono stretti sportivamente la mano e hanno dato vita a un cordiale terzo tempo. Lorenzo Fava

 

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Autore

Gabriele Majo, 55 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

6 Commenti a “CALCIO & CALCIO / I TIFOSI NON SORRIDONO… E C’E’ CHI CHIEDE LE DIMISSIONI DI LEONARDI”

  1. Marcello says:

    Realisticamente non si può cambiare AD come si cambia un giocatore o un allenatore. Non sono un simpatizzante di Leonardi ma sicuramente non è un incompetente. Giuste e intelligenti le domande/considerazioni di Angella.
    Come ha scritto il Direttore qualche giorno fa: che diversità tra ciò che dicono i tifosi e ciò che dicono (non dicono) i gruppi del tifo…
    Approvo lo stivale della Passera, stasera particolarmente coerente con il suo cognome…. Ma la Goni?

    • Gabriele Majo says:

      La Goni si è affacciata negli studi di Via Barilli in tuta da ginnastica, verso il termine della trasmissione. Era impegnata con la sua attività fuori Parma ed è passata solo a salutarci. Io, colpevolmente, non l’ho fotografata. In compenso noto che hai apprezzato la foto di Alice. Occhio che ha un fidanzato piuttosto nerboruto… A lui io e la Passera abbiamo spiegato che era stato Schianchi a voler a tutti i costi scattare quella foto artistica della scorsa settimana…
      Su Leonardi valgono le considerazioni che ho scritto in altri commenti che ho postato prima. E ribadisco quanto sostenevo privatamente (prima ancora che arrivasse…): i problemi maggiori per il Ghiro saranno quando Leonardi andrà via. C’è il rischio che crolli tutto il castello. Costruito su di lui…
      Cordialmente
      Gmajo

  2. Marcello says:

    PS: per fortuna che ci sono Calcio & Calcio (con Angella) e Stadiotardini (con Majo, anche se il Progetto sembra si stia ampliando alla grande), perchè tutto il resto è noia.

  3. Vladimiro says:

    Pasquale Marino, Toni Calvo, Bojinov, Marques, Palladino, Fideleff, Mcheachen, Feltscher, Lofquist, Pabon, Danilo Pereira, Ze Eduardo, Santacroce …..
    Dimentico qualcuno? Sono alcuni dei colpi di Leonardi, giocatori spacciati (allenatori nel caso di Marino) per fenomeni e che si sono rivelati bidoni o non hanno mai visto il campo. Feltscher lo pompavano come fosse Thiago Silva, Danilo Pereira sembrava il nuovo Vieira. Palladino e Santacroce fanno parte del capitolo sempre rotti.

    Vedo già pronte le risposte di chi mi cita Belfodil e Sansone: giusto, tanto di cappello. Il primo però lo aveva scoperto il Bologna che poi non poteva offrirgli certe cifre per il rinnovo.
    Per il resto Borini è stata una operazione finanziaria, Paletta era un giocatore già conosciuto (il Parma ha avuto il merito di crederci nonostante i problemi fisici che lo avevano fatto fuori a Liverpool), Giovinco non lo ha scoperto certo Leonardi si sapeva che in provincia avrebbe fatto benissimo.
    Per Saponara abbiamo fatto da scendiletto al Milan.
    Quello che voglio dire è che al mercato della gestione Leonardi&C è mancato il giocatore pescato dal nulla ed esploso alla grande, il Sanchez dell’Udinese, l’Icardi della Sampdoria, il Gomez del Catania, l’Ogbonna del Torino.
    Altra considerazione, mi dite quale giocatore nella gestione Leonardi è passato dalla Primavera alla Prima Squadra?

    • Gabriele Majo says:

      Leonardi, caro Vladimiro, ha portato dei meteorismi alla Fava, come giustamente ha ricordato lei, ma ha anche portato fior fiore di calciatori utili alla causa crociata, e pure questo è corretto mantenerlo a memoria. Soprattutto tenendo in considerazione che ha sempre dovuto cercare di fare le nozze coi fichi secchi, non potendo spendere e spandere, anzi avendo la mission fondamentale di moltiplicare pani e pesci, manco fosse Nostro Signore.
      Ha dovuto spesso fare delle scommesse (anche quest’anno, con qualcuna vinta e qualcuna persa), come tutti gli essere umani sbaglia, ma spesso non ammette di farlo, o meglio gli dà fastidio se qualcuno glielo fa notare. Io fossi in lui cercherei di farmi scivolare addosso certi discorsi che sono normalissimi quando si parla di calcio a tutte le latitudini. Adesso dice che non replicherà più alle critiche in nome della politica del sorriso: bene, vedremo se sarà così. Tanto poi c’è lo stesso chi scrive per lui. Quando poi smetterà di ritenere (e di dire anche pubblicamente) che i suoi critici (quorum ego) sono mossi da ragioni personali stapperò una bottiglia di quello buono e gliene offrirò un bicchiere. Perché io non ce l’ho né con lui, né con nessun altro: solo mi piace dire quello che penso. Anche quando questo dà fastidio. Ma non ho mai sputtanato la mia professionalità sull’altarino di presunti personalismi. Ho troppo amore e rispetto per il mio lavoro.
      Cordialmente
      Gmajo