CALCIO & CALCIO / SCHIANCHI: “PER IMITARE L’UDINESE BISOGNA RIFARE TUTTA LA SQUADRA”, COLABONA: “CHI HA COMPRATO BELFODIL POTREBBE AVERGLI CHIESTO DI TIRARE INDIETRO LA GAMBA”

23 Apr 2013, 14:00 18 Commenti di

DSC06670(Lorenzo Fava) – CROCEROSSA PARMA – Che puntata di Calcio & Calcio sarebbe senza provocazioni? La 33^ diretta stagionale del talk show di  Teleducato si apre all’insegna dell’ironia e delle punzecchiature che gli opinionisti sono soliti scambiarsi. Alla domanda puramente retorica posta a Enrico Boni, da Andrea Schianchi «Quanti gol ha fatto il Parma nelle ultime 3 partite il Saltimbanco  risponde a suon di metafore politiche con tanto di DSC06693cartello con la scritta “SCHIANCHI fai come BERSANI”: «Schianchi si deve dimettere come ha fatto Bersani e deve andare in mezzo al pubblico a dire le sue opinioni, mollando la poltrona! Perché prima dice nei suoi editoriali che questo Parma è da 7, poi dice che fa pena, quindi fa l’inciucio con Majo come il PD con Berlusconi…». E  se il direttore di  StadioTardini.it  si dichiara estraneo ad ogni tipo di alleanza(“Ma se sono due puntate che facciamo a DSC06690coltellate…”), il conduttore, Michele Angella, prova a impostare il dibattito partendo dalla sconfitta deludente contro l’Inter: «Questo Parma le fa risuscitare proprio tutte!». Resterà il rammarico di non esser stati in grado di battere un’Inter ai minimi storici e di non aver dato a 6 giornate dal termine quella sterzata che per tutto il girone di ritorno non c’è stata. Quello che una volta i bravi lo chiamavano mordente – oggi volgarmente definito cattiveria sportiva – a questa squadra manca DSC06719proprio, come suggerito da Clelio Colabona, ospite nel salotto: «Questa Inter era da ingoiare in un sol boccone, ma il Parma non ce l’ha fatta. Quello che dobbiamo chiederci è: ci abbiamo provato? E che cosa c’è alla base di questo Parma che non funziona più? Perché questo Parma non è nemmeno lontano parente di quello dell’andata: all’inizio c’era entusiasmo, ma poi con i logorii fisici di metà stagione dovrebbero venir fuori le doti caratteriali. Vi siete mai chiesti perché in testa alla classifica ci clelio colabona calcio e calcio 22 04 2013siano due cani rognosi come Juventus e Napoli?». Quel mordente che secondo l’eterogeneo opinionista Boni avrebbe potuto apportare Morrone: «Non vederlo in campo è stata la più grossa delusione del campionato 2012/2013 del Parma. Lui è il simbolo del Parma, come quel ragazzino di Javier Zanetti, alle soglie dei 40, è l’uomo chiave dell’Inter. Veramente io non capisco cosa sia successo tra Morrone e Donadoni. Pensavo fosse stata colpa del  caciucco…»

DSC06698AZZERARE PER RIPARTIRE (MAGARI SENZA AUSTERITY) – Il pessimo girone di ritorno dei Crociati (appena 10 punti conquistati) ha indotto alcuni tifosi a seguire il consiglio di Schianchi della scorsa settimana, che aveva suggerito una salutare passeggiata in montagna: Ugo Mazzoni, che spesso frequenta il parterre di Calcio & Calcio addirittura ha preferito dirottare la trasferta a Milano in direzione Bologna per vedere la squadra di Pioli contro la Samp, buscandosi il rimprovero del Saltimbanco secondo il quale quella di domenica è stata DSC06699una delle partite più belle giocate dal Parma fuori dalle mura amiche. Di contro il top journalist ha posto un interrogativo a tutti i tifosi: «Dal punto di vista estetico, voi quante volte vi siete divertiti a vedere il Parma?  Siccome allo scudetto noi non possiamo arrivarci, dobbiamo mostrare del bel calcio. E io non l’ho mai visto quest’anno». Addirittura il conduttore Michele Angella, orfano della bella valletta Alice Passera, all’ennesima indisposizione stagionale, si è trovato recapitate alcune mail che sollecitavano gli ospiti presenti a spiegare come si potrebbe attuare nel Ducato un progetto stile Udinese o DSC06700Catania: «Semplice – risponde il Roseo bisogna cambiare tutti i giocatori che ci sono attualmente in rosa! Le campagne acquisti sono state fatte con il pensiero di andare a risanare il bilancio finanziario. E’ sotto gli occhi di tutti che i valori tecnici della rosa di quest’anno sono inferiori al Parma dell’anno scorso».  Il giornalista pubblicista, David Grimaldeschi, volto abituale del talk show, ha affrontato l’argomento sostenendo la tesi che non andranno rivisti solo i giocatori in sede di mercato: «Per arrivare ad attuare il  ‘modello Udinese’  non dico che vada cambiata anche la david grimaldeschi calcio e calcio 22 04 2013dirigenza, ma almeno la mentalità. Perché a gennaio sono state fatte delle scelte mediocri e i giocatori, secondo me, ne hanno risentito». Di altra natura l’obiezione di Majo: «Da quattro anni sento dire che i conti sono stati messi a posto – ha detto il direttore di Stadiotardini.it –, però c’è sempre l’austerity da affrontare. Mi sembra onesto ammettere quelle che sono le possibilità del club. Ma è possibile che i danni della retrocessione si stiano ancora pagando, sebbene tante volte sia stato dichiarato che il deficit era stato coperto?»

DSC06708COLABONA E LA GAMBA DI BELFODIL – Schierato dopo tempo immemore dal 1° minuto, anche se in una posizione di campo non propriamente adatta a lui, il pigro  Belfodil è stato sostituito al termine del primo tempo. E l’opaca prestazione non lo ha salvato dalla critiche piovute dai tifosi a casa spazientiti. Ma cosa ha che non va questo ragazzo che fino a 3 mesi fa sembrava un talento pronto a sfondare? «Le possibilità possono essere due – ha sostenuto Mastro Clelio –. O manca di requisiti caratteriali, che hanno indotto il Lione e il Bologna a disfarsene; oppure l’altra ipotesi è un pensiero cattivo: o è stato ceduto o sa DSC06683che sarà ceduto o vuole essere ceduto e potrebbe aver ricevuto qualche input dalla sua prossima e ipotetica squadra: “Non farti male”…». Secondo la firma della Gazzetta dello Sport, Andrea Schianchi, l’impressione è che la gestione umana di Belfodil non sia stata delle migliori: «E’ come con i bambini, se capisco che il metodo di gestione non va bene, si cambia. Non posso continuamente dargli il bastone…non sta rendendo al massimo perché non si trova bene in questo ambiente». Variopinto come suo solito, Enrico Boni ha spiegato come, secondo lui, il franco-algerino sia stato sconquassato dai troppi elogi che gli erano DSC06730stati rivolti nel periodo autunnale negli a rivedere le trasmissioni di studi di via Barilli: «Se noi andiamoCalcio & Calcio, io non ho mai disconosciuto le qualità di Belfodil, ma ho sempre detto che il garzone di bottega doveva imparare dal maestro Amauri. Sono stati Schianchi e Majo a scombussolarlo e a creargli una campana di vetro. Lui è una brava persona, è sempre in moschea a pregare: ma esaltandolo al momento non opportuno me l’avete rovinato!»

DSC06723DONADONI-SOCIETA’: AMORE, MA NON TROPPO – Sul calar della trasmissione, Gabriele Majo, si è soffermato a commentare le parole di coach Donadoni al termine della gara contro l‘Inter, lasciando intravedere un futuro lontano dall’Emilia: «Donadoni è un allenatore sicuramente ambizioso, del resto come Leonardi. Entrambi non vogliono certo star qui a sbarcare il lunario… Ora che chiari di luna si stanno profilando per la prossima stagione? Lo scenario è difficile da decifrare, anche perché Donadoni riesce sempre a sfuggire alle mie domande rispondendo “Chiedete alla proprietà se è contenta del mio lavoro”. Ma uno come Donadoni rimane ancora un altro anno per fare un campionato da 39 punti? Secondo me no, e i DSC06660segnali si sono avuti». Il decano del giornalismo parmigiano, Clelio Colabona, ha interpretato le dichiarazioni del trainer gialloblù come il manifesto di un allenatore con le valigie in mano. «Sta parlando come uno che ha la valigia in mano. Secondo me non è contento dei giocatori. Ma il mercato la società l’ha fatto insieme con lui?». Ben più stizzito, il Roseo Schianchi stufo del balletto comunicazionale: «Io sono stanco di dover interpretare tutti i lunedì sera le dichiarazioni; DSC06728sono stanco delle meline della società, dell’Amministratore Delegato… Ci sono in atto delle cose non chiarite. E’ stato detto addirittura dal Presidente che Donadoni rimarrà sicuramente, poi l’AD Leonardi ha detto “Gasperini di sicuro non arriverà”… Ma siccome nessuno glielo ha chiesto, se ciò non si avvera, dopo devono fare i conti con le parole che hanno detto». A tale proposito, della serie DSC06743“le parole sono importanti”, il Saltimbanco grazie all’aiuto del regista Paolo Cerruti si è immediatamente visionato la registrazione della puntata ed è riuscito a smentire i loggionisti che lo avevano accusato di aver tralasciato nella sua predica Alessandro Lucarelli, che, invece, secondo Boni, era responsabile sul gol tanto quanto Gobbi: «C’è sempre di mezzo Gobbi! C’è sempre di mezzo Gobbi… E Lucarelli anche!»-. Lorenzo Fava

VIDEO FUORI ONDA DAL BACKSTAGE: ENRICO BONI SI RIASCOLTA E TROVA CONFERMA DI AVER INSERITO NON IL SOLO (E SOLITO…) GOBBI TRA I COLPEVOLI PER IL GOL SUBITO A SAN SIRO, MA ANCHE LUCARELLI (L’INTERO PARTERRE, DURANTE LA DIRETTA NON SE NE ERA ACCORTO)

FOTOGALLERY AMATORIALE DAL BACKSTAGE

Calcio & Calcio, Fotogallery Amatoriale, News, Videogallery Amatoriale

Autore

Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

18 Commenti a “CALCIO & CALCIO / SCHIANCHI: “PER IMITARE L’UDINESE BISOGNA RIFARE TUTTA LA SQUADRA”, COLABONA: “CHI HA COMPRATO BELFODIL POTREBBE AVERGLI CHIESTO DI TIRARE INDIETRO LA GAMBA””

  1. Marcello says:

    Quando Schianchi diede 7 al Parma mi stupiì anch’io e pensai anche male… Però, facendo un rapido conto a mente, calcolai una media tra due voti, 10 per la prima parte del campionato, e 4 per l’ultima. 14/2= 7. Poteva anche starci, adesso no. Siamo sotto il 4, ormai. Per cui direi che la media totale può essere di 6. Un 6 che sembra un 5, perchè la prima parte di campionato è lontana da ricordare….

    Quoto due considerazioni del Direttore, particolarmente importanti:
    1. uno come Donadoni rimane ancora un altro anno per fare un campionato da 39 punti?
    2. Mi sembra onesto ammettere quelle che sono le possibilità del club. Ma è possibile che i danni della retrocessione si stiano ancora pagando, sebbene tante volte sia stato dichiarato che il deficit era stato coperto?

    Saluti

    • Gabriele Majo says:

      Ringrazio Marcello che ancora una volta ha colto e quotato alcune mie affermazioni. Circa la media voto di Schianchi quel 7 (che poi lui stesso pochi minuti dopo avrebbe ribassato a 6,5) era stra-esagerato: e per controbatterlo io dovetti dare un 5, che, onestamente parlando, considerando anche la prima parte della stagione (il voto era cumulativo) forse allora era un po’ severo. Venendo alla media matematica da te proposta: beh, 10 per la prima parte di stagione mi pare esagerato. Io non andrei più in là dell’8, e mi pare già di essere generoso. Allora la seconda parte di stagione era già da 4, sicché la votazione più equa sarebbe stata 6. Adesso, pur mantenendo il generoso 8 del girone d’andata, come girone di ritorno direi che siamo sul 3: quindi siamo già sotto la sufficienza, benché ci si protegga con la foglia di fico (io preferirei il foglio di f….) della salvezza raggiunta. Che poi è raggiunta miga tant. In un campionato zeppo di penalizzazioni e con squadre che incredibilmente sono crollate, il Parma non ha saputo ergersi dalla mediocrità.
      Circa le mie considerazioni quotate. Donadoni è di una autostima piuttosto elevata che rasenta la presunzione. Pur non avendo dimostrato molto a Parma (il platonico record dell’anno scorso, appunto, è platonico; l’identità di gioco mi pare una araba felice, del resto come la spettacolarità) Donadoni si reputa pronto per una big (pur senza voler correre il rischio di esagerare le sue parole come fatto dalla GdS qualche settimana fa) e potrebbe sentire stretta questa piazza. Il feeling, secondo me, si è un po’ lacerato: ma gente come Leonardi e lui non credo abbiano voglia di sbarcare il lunario in eterno. Del resto, però, per me Ghirardi fa bene a non fare il classico passo più lungo della gamba. Attenzione però che se parte il mago delle plusvalenze ce ne viene una gamba…
      Cordialmente
      Gmajo

  2. Luca Russo says:

    Quest’anno raramente mi sono divertito col Parma. Ma che i Crociati non ci avrebbero fatto stropicciare gli occhi, noi l’abbiamo detto diverso tempo prima che lo dicesse Schianchi, convinti che nelle corde del Parma non ci fosse il calcio spettacolo che pure ci è stato promesso ad inizio stagione. I fatti mi pare che ci abbiano dato ragione. Non solo il Parma non diverte: il Parma deprime. Poi è inutile lamentarsi dei bambini che iniziano a fare il tifo per una delle tre strisciate, Lazio, Napoli o Roma. Dunque, nel caso in cui Donadoni dovesse lasciarci, sarebbe ora di prendere un tecnico alla Zenga: uno che infiammi l’ambiente e la squadra. O, in alternativa (fosse per me sarebbe la prima scelta), Zeman: uno che l’ambiente lo infiamma col gioco. La seconda ipotesi metterebbe Ghirardi nella condizioe di dover fare qualche investimento per svecchiare la squadra e dare al boemo un manipolo di giovani che pendano dalle sue labbra.

    Capitolo bilancio. Delle due l’una: o il Parma non ha ancora neutralizzato gli effetti devastanti della retrocessione, oppure l’ha fatto e il presidente non ha alcuna intenzione di spender troppo nel calcio. Del resto lui stesso l’ha detto pochi giorni fa. Ma, a ben vedere, la verità potrebbe essere anche diversa: Ghirardi forse non è il Paperone che noi tutti immaginiamo, e con quelle dichiarazioni (‘solo un matto investirebbe 300mln nel Parma’) altro non ha fatto che mettere le mani avanti. Considerando il personaggio, non mi stupirei se questa ipotesi si rivelasse vera.

    • Gabriele Majo says:

      Io ribadisco la mia contrarietà già espressa in un precedente commento al “lodo Russo”, alias prendere Zenga. Comunque come direttore sono più democratico di altri (direttori o amministratori) che non tollerano il dissenso e preferiscono il pensiero unico e quindi, pur censurandolo, non censuro il Columnist…
      E già che ci sono boccio anche Zeman: ragazzi dal 1987 ad oggi è passato qualche annetto (Tu, caro Luca ne avevi appena 2 allora, mentre ora sei un giovanottone adocchiato dalle tardone, e che non dispiace alle teen-ager…), lasciamo perdere l’ultimo exploit col Pescara, io non credo affatto che lui possa essere l’ideale. E poi: sei stato catenacciaro quanto me, e non credo fosse per piaggeria, e mo’ mi vieni a tirare a mano il principe dei propositivi. Sì, certo: meglio lui delle imitazioni. Però la ragion di stato è la prima cosa. E prima di segnare un gol più dell’avversario è meglio non prenderne. Datemi pure del retrogrado, che non me ne impipa nulla. Sono abbastanza conscio di cosa possa fare il sodalizio crociato con l’attuale gestione. Se Leonardi, pur predicando da tre anni di aver sanato il bilancio, continua a dover fare le nozze coi fichi secchi vorrà pur dire qualcosa, no? Dunque la mia candidatura per il post Donadoni è Di Francesco. Anche se – da conservatore – vorrei la conferma di Donadoni. Sempre ammesso ci sia qualcosa da conservare. Pur senza esser drastico come il Roseo, in effetti la rosa dovrà subire l’ennesima rivoluzione, sia per motivi economici, che tecnici. Si mantenesse il punto fermo dell’allenatore non sarebbe male, anche se i sondaggi lo danno in estremo ribasso come indice di gradimento (forse siamo rimasti in tre: io, pur essendo anche un Colombiano, la romantica Claudia e la dolce Febbredacalcio: tu, Luca, sei come Bruto con Giulio Cesare, sei passato dalla parte degli affossatori, che annoverano tra le proprie fila i giustizieri di Guidolin, giustizieri ora pentiti…).
      Cordialmente
      Gmajo

      • Luca Russo says:

        Non sono mai stato un ammiratore di Donadoni, ma questo non mi ha impedito di riconoscerne la bravura sia l’anno scorso sia quest’anno, quando, naturalmente, ce ne è stata l’occasione. Oltretutto, e questo penso di averlo già detto altre volte, a me il calcio propositivo piace, nella stessa misura in cui mi piace quello speculativo, fatto di ripartenze e ‘strappi’ continui. Smettono di piacermi, entrambi, nel minuto in cui sono praticati da squadre che non possono permetterseli. Per intenderci: non credo che il Parma di quest’anno potesse permettersi di giocare in modo propositivo.

        Di Francesco? Se arrivasse sul serio, andrei in prima persona da Leonardi, o Ghirardi (tanto è la stessa cosa!), a dirgli GRAZIE. E non per essersi liberati di Donadoni, al quale contesto l’insistenza con la quale ha voluto cavare calcio champagne da una squadra a cui sarebbe stato meglio chiederne uno speculativo, ma per aver messo le mani su un tecnico che essendo cresciuto (anche) alla scuola di Zeman, sa cosa serve per allestire manovre che siano efficaci e divertenti allo stesso tempo. Ma per l’attuale tecnico del Sassuolo, di cui ogni anno pronostico la promozione e ogni anno, puntualmente, finisco per essere smentito, vale lo stesso discorso fatto per il boemo: gli si dia una squadra capace di portare in scena la sua filosofia calcistica. Cosa che ad esempio non è stata fatta quest’anno con Donadoni: anche le pietre sanno che tipo di calcio avrebbe voluto proporre: perché Leonardi e Ghirardi non gli hanno consegnato una squadra adatta ai suoi principi?

        • Gabriele Majo says:

          Io sono più per il calcio speculativo che per quello propositivo, nella misura in cui quello propositivo è un must da seguire a tutti i costi, senza rendersi conto di dove si è e di cosa si fa e soprattutto di quali giocatori si sono acquistati.
          Il Parma di Biabiany e Sansone (e Belfodil) sarebbe più avvezzo al contropiede che non all’azione manovrata, ma tant’è. Tant’è che osservatori da fuori, che non sono al corrente di tutte queste pippe sul calcio propositivo, attribuiscono alla squadra crociata grandi doti in contropiede.
          Io penso che in una piazza come Parma non si possa fare il gioco del Barcellona. Io non penso che se fossimo davvero nella cacca l’allenatore ideale per tirarci fuori possa essere Donadoni. Viceversa penso che Donadoni possa trovare maggiori soddisfazioni nell’allenare chi quella mentalità la può capire, alias i calciatori delle grandi squadre. Né sono d’accordo con chi dice che se non è stato in grado di gestire Belfodil, Pabon e Ninis allora chissà cosa accadrebbe con Balotelli… Donadoni è stato un campione come calciatore e sa come ci si deve comportare con i campioni. Ciò non toglie che possa aver sbagliato nell’approccio coi tre succitati.
          Sul fatto che non abbia saputo valorizzare i giovani io dico: quando dicevo che era come Colomba, e che faceva bene a scegliere chi gli offriva maggiori sicurezza e garanzie, passavo per un matto, giacché secondo tutti era un valorizzatore di giovani. Beh: Marchionni preferito a Ninis e Amauri a Belfodil la dicono tutta.
          Cordialmente
          Gmajo

  3. FILIPPO 1968 says:

    tutti giusto majo…..ma se non si cambia radicalmente la squadra, per migliorare ,anche donadoni può essere lasciato libero di andare …. probabilmente non è più l aziendalista del dopo colomba…ora i limiti di questa rosa sono sotto gli occhi di tutti ….anche del presidente….e donadoni avrà magari chiesto del materiale per intraprendere veramente un percorso di crescita …ma…ma …il Ghiro…stranamente (per me ha risposto indirettamente senza troppi giri di parole a donadoni) ha già ammesso che non investirà più di tanto ,che bisogna godere del 10mo posto,e che se si batte una grande è un giorno fortunato…..e da un “finto modesto”come Ghirardi queste frasi suonano come una dichiarazione definitiva che IO PIù DI COSì NON POSSO FARE….e non è che la gente non se lo immaginasse ma….a chiare lettere dava da intendere che c era UN PROGETTO….VIRTUOSO ..A LUNGO TERMINE…MA UN PROGETTO C ERA….. per me all interno della società regna il caos totale ….la squadra è icollocata in un limbo dove difficilmente riuscira ad uscirne al momento….sarebbe già buone se riuscisse a destreggiarsi all interno di questo limbo ….però la società …mai come ora mi stà trasmettendo un senso d impotenza e d inadeguatezza che in passato non ho mai percepito………figuriamoci se posso percepire “della progettualità”…..
    a semà mis mel bom bè!!
    Filippo1968
    .

    • Gabriele Majo says:

      E’ chiaro che l’attuale momento no (che dura da un girone e non è dunque isolato alla sola pessima prestazione interna con l’Udinese) raffredda ogni tipo di entusiasmo e riporta tutti sulla terra. Ghirardi incluso, ovviamente, che è il primo tifoso.
      Detto questo: che lui abbia acquistato il Parma a prezzo di saldo è una sacrosanta verità, ma è altrettanto vero che lui e i suoi soci hanno immesso capitali ingenti nel club e non lo si può certo accusare di “piocioneria”, ma al contrario semmai (specie per l’anno della retrocessione) di eccessiva generosità in scelte sbagliate, fallimentari. Quindi è chiaro che ci va con i piedi di piombo, appunto per non fare il passo più lungo della gamba, anche perché di questi tempi non è neppure morale (come ci risulta abbia detto sua madre un anno fa parlando agli industriali bresciani) sputtanare dei soldi nel pallone. Detto questo: la famosa frase dei 300 milioni che Ghirardi dice di non esser così matto da spender nel Parma può, come spesso succede, prestarsi a molteplici interpretazioni. Io non lo biasimo per questo assunto: anche perché dai 50 ai 300 ci sono eque vie di mezzo, no? Comunque, per il bene del Parma, è meglio un presidente accorto, oculato e virtuoso che non uno spendaccione. Ovviamente ragionando per la continuità.
      Del resto se tutte le provincie che circondano Parma, e i territori ad esso collegati, vedono il forte ridimensionamento di storiche squadre di calcio e addirittura la cancellazione dei campionati professionistici, non possiamo che accontentarci di come sta andando al Parma Calcio, che è uscito per il rotto della cuffia (e in modi un po’ border line come altre tifoserie ci ricordano…) dal crac Parmalat.
      Detto questo, però, non possono essere sottaciuti i vari errori commessi. Errori non tanto di programmazione, quanto, come spesso avviene, a mio modesto avviso, per dei “personalismi”. Mi ero quasi illuso che davvero Ghirardi, Leonardi e Donadoni facessero squadra comune, uniti dallo stesso ideale di calcio propositivo: ma la mia sensazione è che il Mulino Bianco sia stato scosso da qualche scossa tellurica. Non so se basterà puntellare…
      Cordialmente
      Gmajo

  4. claudia says:

    Quasi quasi vorrei che Donadoni andasse via così forse vi accorgereste che qualcosa di buono ha fatto dalle mie parti si dice ” quando lu perdi l’amante lu sai” non capisco tutto questo poco gradimento verso Donadoni non mi pare che prima di lui il Parma avesse avesse raggiunto grandi traguardi con un gioco spettacolare forse il girone d’ andata vi ha fatto montare la testa più’ a tutti voi che alla squadra si é sempre detto che il Parma era una squadra da 8 12 posto e allora non capisco perché ora vi faccia così schifo

    • Gabriele Majo says:

      Beh, mia romanticissima Claudia, con tutto il bene che si può volere a Donadoni, diciamo che in questa seconda parte di stagione ha le sue belle responsabilità pure lui, no? Non è quindi un discorso di essere schifati o che. Io, anzi, da conservatore mi schiero dalla sua parte: ma in questo momento è più giù del PD… Poi il popolo bue se ne vince cinque in stecca si dimentica tutto (come lo scorso anno quelle sette vittorie di fila cancellarono il cammino deludente della prima parte della sua esperienza crociata)…
      Fa schifo il fatto che il Parma dopo aver illuso con i 29 punti dell’andata è caduto giù precipitevolissimevolmente e anche nella mite Parma, come in tutte le latitudini, è stato espresso malcontento dalle folle, e il primo a finirci di mezzo è l’allenatore. Che, come è noto, a seconda dei risultati è un genio o un coglione… Tertium non datur…
      Il Parma, per me, era da 10-12 posto a bocce ferme: quindi siamo più o meno in linea, ma è chiaro che il giudizio ha assunto una connotazione negativa nel minuto in cui anziché emergere dalla generale mediocrità ci è finito dentro con tutte le scarpe.
      Comunque “quoto” il detto popolare sull’amante: parole sagge.
      Cordialmente
      Gmajo

  5. FILIPPO 1968 says:

    ma io non ho nulla contro ghirardi ,non mi dà nemeno fastidio che sia bresciano come a molti…intendiamoci bene …lo critico quando ritengo che vada fatto,e lo elogio quando merita….non sono uno di quelli che…grazie a prescindere…si grazie …però poi …ai proclami devono seguire i fatti…..che poi sia lui il primo a lasciarsi andare a facili entusiasmi questio è innegabile….dice che bisogna essere ambiziosi..in teoria è giusto!…ma certe cose soprattutto nel mondo “pallonaro” vanno dette a ragion veduta,purtroppo ci sono tifosi che in estate perdi :giovinco,floccari,mariga,jonathan(quel jonathan)e ti arrivano:rosi ,parolo,pabon ,mac eachean,amauri belfodil (unico colpo buono e fortunato)e pensano che la squadra sia più forte dello scorso anno…….ora con questo io non voglio assolutamente dire che io ci capisca più di altri …..anzi ma….quando mi dicevano che si puntava all europa…..francamente non mi sono mai illuso……..quindi auspico che il ghiro impari finalmente a non illudere le “masse”…..cerchi di pensare solo a far crescere questo parma a piccolissimi passi ma impegnadosi nel tessere finalmente un progetto vero e percorribile per le sue tasche …a noi andrà bene anche così
    saluti
    Filippo1968

    • Gabriele Majo says:

      Il fatto è che se sei abituato a pasteggiare a champagne e caviale poi fai fatica a riabituarti al pane e salame. Non sono bastati 20 anni…
      Cordialmente
      Gmajo

  6. Vladimiro says:

    Se Claudia ha meno di 11 anni oppure è una familiare di Donadoni allora ok, posso capire la “cotta” per Donadoni, diversamente la invito a svegliarsi dal sogno. Per trovare chi ha fatto meglio, o come, l’allenatore del Parma attuale, non serve andare indietro di 20 anni, basta ricordarsi del signor Francesco Guidolin (ripeto FRANCESCO GUIDOLIN, cacciato da Leonardi) e del signor Franco Colomba.

  7. Longo Daniele says:

    Che il mister abbia perso un po’ la bussola e’ opinione condivisa ai piu’ ma gli vanno comunque riconosciuti molti meriti, anche se lavalorizzazione dei Paletta, Sansone e Valdes si bilancia con il fallimento di Ninis e Pabon. Di Francesco anche con il Pescara ha fatto delle ottime cose conquistando una promozione in B. Gioca un calcio meno propositivo rispetto al boemo ma in serie A questa caratteristica non fa difetto

  8. claudia says:

    purtroppo di anni ne ho un pò di più e poi guidolin è arrivato ottavo come donadoni lo scorso anno e colomba quattordicesimo dov’è che hanno fatto meglio?

  9. Dents says:

    colomba 12 per l’esattezza

  10. CHINA65 says:

    Io la vedo così. E’ successo di sicuro qualcosa che ha compromesso la serenità dell’ambiente. Il mio dubbio è che quella cosa si chiami plusvalenze. Belfagor non gioca più e l’ipotesi che a gennaio sia stato venduto per Giugno mi sembra accettabile. In rosa ci son degli oggetti misteriosi, io il graco lo farei giocare ma da mezza punta, qui la rigidità del Don non gli permette di sfondare. Mi spiego. Ninis non si allena molto. Non corre molto. Però è l’unico che ha mostrato una tecnica superiore alla media. Capitolo Biabia: è incredibile che un giocatore di serie A abbia un solo piede, e anche con quello non sa faare i cross, e nemmeno i goal. Però ci son dei casi in cui la sfiga ti insegue inesorabile, domenica il portiere dell’Inter ha parato di faccia, se no il Biabia passava da un 5 ormai rifilato per abitudine a un 7 e come salvatore della patria. Capitolo difesa: le colpe son sempre di tutti, perchè a fronte di un errore il reparto non rimedia. E il goal merluzzo taglia le gambe alla squadra che magari stava giocando. Unica soluzione decidere una difesa titolare e insistere tranne infortuni e/o squalifiche. Punte che non segnano: se corri molto segni poco, vedi Matri o Vucinic, che però fan segnare i centrocampisti. Infine capitolo Donadoni: ha sbagliato in modo evidente più di una volta, ma ho paura che le formazioni siano consigliate da quelle famose PLUSVALENZE.

  11. ASSIOMA says:

    di sicuro confermo la gita a fontanellato anche per il prossimo campionato,vediamo di inventarci pavarini centrale difensivo e prendiamo il solito gruppo di meteoriti da far sfrecciare sopra il cielo di parma,si sa mai che sassuolo livorno e verona sfascino le squadre