IL COLUMNIST / SE KOVACIC E’ TITOLARE NELL’INTER, PERCHE’ JANKOVIC NON PUO’ ESSERLO NEL PARMA?

06 Nov 2013, 01:00 11 Commenti di

files (1)(Luca Russo) – L’uno è un ragazzo che ci sembra già fatto, o che stia lì lì per farsi; l’altro le spalle ce le ha ancora parecchio strette, ma presto si farà. L’uno si è preso in mano le chiavi dell’Inter a propulsione indonesiana, e non ha alcuna intenzione di mollarle; l’altro, per adesso, si accontenta di essere al volante di una Primavera. L’uno è il talento in erba (non sintetica…) di una formazione, quella nerazzurra, a cui monili e pietre preziose di certo non mancano; l’altro è un diamante ancora grezzo a caccia di un tagliatore che sappia ricavarne una gemma da gioielleria. L’uno è Mateo Kovacic, diga, regista e trequartista dell’Inter di Mazzarri. L’altro è Filip Jankovic, giovane centrocampista serbo che il Parma ha strappato dalle grinfie della Stella Rossa di Belgrado. Il primo, nato a Linz (Austria) nel 1994, ma di nazionalità croata, ha un’intera squadra ai suoi piedi. O meglio: ha tra le mani un’intera squadra che dipende dai suoi piedi. Nelle prime undici giornate della massima serie il campo lo ha visto per ben 10 volte (mica male per un classe 1994…): in 5 circostanze ha avuto l’onore di una maglia da titolare, nelle altre 5 è subentrato dalla panchina. A Udine, dove l’Inter ha trovato tre punti pesantissimi e ritrovato il Cambiasso dei bei tempi andati, Mateo è rimasto ai box. Il secondo, nato a Belgrado nel gennaio del 1995, fin qui l’atmosfera della massima serie l’ha respirata una sola volta e solo dalla panchina, che ha avuto la ‘fortuna’ di scaldare durante il magico Parma-Milan dello scorso 27 ottobre. Per il resto, di spazio ne ha trovato tanto nella Primavera, con la quale ha maturato 4 presenze ed anche una rete, quella realizzata nel 3-0 che i gialloblu hanno inflitto al Cesena di mister Angelini. A questo punto sono certo che vi state chiedendo: ok, ma cosa c’entra il croato Kovacic col serbo Jankovic? C’entra, c’entra. Eccome se c’entra! Perché mi chiedo e lo chiedo anche ai lettori naviganti: ma se l’Inter – che ha l’obbligo di rifarsi bella dopo un paio di stagioni in cui ha interpretato il ruolo della bestia – può permettersi di avvitare le sue ambizioni attorno all’estro del giovane Mateo Kovacic, perché il Parma – a cui nessuno chiede di qualificarsi alla Champions o vincere lo scudetto – fin qui ha tenuto in naftalina il talento del giovanissimo Jankovic? Considerato il gioco che facciamo, o che pretendiamo di fare (peraltro riuscendoci pochissime volte), un creativo come Filip farebbe molto comodo ad una linea mediana abitata da soli mastini. E allora perché non catapultarlo in prima squadra e tra i titolari? Luca Russo

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Autore

Gabriele Majo, 55 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

11 Commenti a “IL COLUMNIST / SE KOVACIC E’ TITOLARE NELL’INTER, PERCHE’ JANKOVIC NON PUO’ ESSERLO NEL PARMA?”

  1. ASSIOMA says:

    ma lo hai visto giocare ?

  2. Enzo Dallai says:

    Buon giorno Columnist , suvvia’ non sia cosi’ “ingenuo” : se ok Jankovic …..Donadoni Parti ( volutamente con la “i” finale ).
    Rispettosi saluti,
    Enzo Dallai

  3. Marco says:

    Provo a ricercare i perchè:
    perchè Donadoni e la società hanno voluto uomini di esperienza per la prima squadra.
    Perchè non abbiamo un allenatore che ama particolarmente i giovani e non osa,non oserà mai un Jankovic titolare per giunta in quella zona del campo,la regia,che lui ritiene sacra.
    Perchè il citato Kovacic è stato pagato 11ml mentre Jankovic è arrivato a parametro zero e questo è già indicativo di una disparità di valori,quanto meno economici.
    Perchè non sappiamo se sia pronto per giocare in serie A,la stessa cosa la potremmo dire di un’altro giovane stavolta italiano,Cerri.Chi li allena vede e sa il processo di crescita che debbono compiere.
    Altro perchè,deve ancora formarsi il fisico e 1 anno di appredistato non può che fargli bene.
    Perchè rischi di bruciarli questi giovani se poi li butti nella mischia,non fanno benissimo,o non gli dai un minimo di continuità. Perchè se non fanno giocare Sansone,che al 1o anno di serie A aveva dimostrato grandi doti,perchè mai dovrebbe giocare il 18enne Jankovic.
    Un pò di vena polemica verso alcune scelte,ma c’è anche il fatto oggettivo che la sua maturazione fisica e calcistica non conosciamo a che punto sia.
    Poi certo piacerebbe anche a me il giovane che emerge e fa la differenza,ma in linea di massima quello bravo costa denari e non è detto che sfondi in serie A e bisogna vedere anche nel materiale calcistico che la squadra ha,se vi sono determinati valori,non è detto che Jankovic sia un fenomeno,anche se dalle prime impressioni del precampionato nutro speranze verso di lui.
    Saluti

  4. Filippo says:

    Secondo me sbagli. Il Parma ha più pressioni dell’Inter, per stesso volere della società. A Mazzarri viene chiesto di rilanciare la squadra e quindi di lanciare anche nuove stelle che hanno il compito di soppiantare i “vecchi”. Ovviamente il risultato è importante, ma una stagione di transizione (forse meglio dire di preparazione) ci sta prima dell’arrivo dell’Inter indonesiano.
    A Donadoni e alla squadra si chiede un gran campionato (europa?) per festeggiare i 100 anni gialloblu. Realisticamente un 12/13 posto ci andrebbe bene dopo tutte le dichiarazioni fatte?

    Ti pongo una domanda io: Donadoni sarebbe l’allenatore giusto per lanciarlo?

  5. CHINA65 says:

    Ci sono due possibilità: o i giocatori che ha comprato il Parma son solo scamorze oppure Donadoni non fa giocare i giovani e fa giocare sempre i soliti. Se vogliam guardare gli unici nuovi rispetto all’anno scorso sono Felipe Cassani e Cassano, tutti sopra i 30 anni. Ma perso per perso (tradotto: tanto le partite le perdiamo lo stesso con delle ingenuità, quindi l’esperienza non giova) non sarebbe più conveniente per la società valorizzare i giovani che son rivendibili piuttosto che valorizzare degli ultratrentenni che al più te li tieni finchè smettono ? Insomma, tolte le chiocce che servono a far crescere le giovani promesse che senso ha insistere sempre ed ancora coi Valdes e i Marchionni ? E i Mesbah che non son terzini non possono giocare in una linea di sinistra coi Gobbi e i Parolo e i Sansone ? E i Mendes che son meglio dei Felipe non dovrebbero essere di fisso in campo ? E i Benoulane che son centrali non dovrebbero essere lì a contendere il posto al duo Paletta Lucarelli ? Volete sapere cosa dovrebbe succedere a Gennaio ? Che vengano a casa un paio di quei trecento giocatori che abbiamo in giro per creare qualche plusvalenza. Facendoli giocare.

  6. CHINA65 says:

    Mikael Ishak, attaccante classe 1993 del Football Club Crotone, è stato convocato dalla Nazionale Under 21 della Svezia per le partite di qualificazione agli Europei 2015.

    Col Crotone ha giocato 5 gare e segnato 2 goal. Ma Amauri deve per forza giocare sempre che ha anche una certa età ?

  7. Luca Russo says:

    Il Sassuolo, tanto per fare un esempio, ha una rosa con età media inferiore rispetto a quella del Parma. Il Sassuolo, quando ce n’è stato bisogno, si è affidato ai suoi giovani: Luca Antei (difensore, 21 anni) è sceso in campo in 5 occasioni; Karim Laribi (centrocampista, 22 anni) ha collezionato 8 presenze; e Berardi (attaccante, 19 anni) è stato utilizzato 7 volte. A proposito dell’attaccante scuola Juventus mi si può dire che era già stato battezzato in serie B. Vero, verissimo. Ma la massima serie non sapeva cosa fosse. Il Sassuolo ha avuto il coraggio di fargliela assaggiare, incurante del fatto che potesse andargli di traverso. E ora ha appena tre punti in meno rispetto al Parma dei senatori. E non solo dei senatori, ma anche (e soprattutto) di Cassano. I neroverdi ce l’hanno un Cassano pronto all’uso? Non mi pare.

    • Filippo says:

      Berardi non è scuola juve, ma scuola Sassuolo.

      Il problema è l’allenatore. Anche se Donadoni lo facesse giocare, siamo sicuri che lo valorizzerebbe?

      • Luca Russo says:

        Giusta precisazione. Intendevo dire, ma l’ho fatto con terminologia inappropriata, che è in orbita Juventus. Mettiamola così: se Donadoni lo facesse giocare, toccherebbe al calciatore valorizzarsi. Non dico da solo – perché comunque le indicazioni tattiche del tecnico un qualche peso ce l’hanno e in una qualche misura condizionano la prestazione di chi le asseconda e intrepreta (e ci mancherebbe) – ma quasi…insomma, una volta che ti danno il campo, tocca a te dimostrare di essertelo meritato. La questione è anche un’altra: la società negli ultimi due o tre campionati non ci ha mai fatto intendere quale fosse la sua linea ‘editoriale’. O meglio: ne hanno avuta una diversa per ogni stagione. Sono loro, i vertici, i primi a non sapere di che pasta vorrebbero essere fatti. E in un mare così confuso, con le acque così increspate, capisco – anche se fino ad un certo punto – che anche Donadoni rischi di finire alla deriva. E che insieme a lui, alla deriva, ci vada pure la squadra.

        • Filippo says:

          Ti do ragione, sul Parma Mistero ci potrebbe fare almeno 10 puntate!
          è vero che quando un giocatore è in campo sta a lui valorizzarsi, ma se tu lo metti fuori dal suo ruolo, anche se ci mettesse tutto l’impegno possibile, rischi di farlo passare per scarso perché non riesce a ricoprire quell’incarico. Prendiamo Cassani, è un buon difensore centrale? No, ogni volta che fa un intervento in area si rischia sempre il rigore. Quindi lo si potrebbe definire scarso. Ma se Cassani andasse a giocare sulla fascia, sarebbe ancora un giocatore scarso? Secondo me no, perché sarebbe schierato nella posizione che più gli compete (e in più sarebbe più stimolato a far bene anche perché per la nazionale esterni validi ce ne sono pochi e quindi…).

  8. filippo1968 says:

    jankovic è arrivato a parametro zero??…alla prima offerta anche sgangherata …ma se gioca in primavera non potrà essere altro che così…verrà fatta una minusvalenza allora….per questo è stato preso …..