LA TRAVERSATA DELLA TANZANIA DI NORBERTO DE ANGELIS IN “BAISKELI YA MIKONO” – Il reportage, la fotogallery e il video appello a favore di Less is more

06 Nov 2013, 00:00 Commenti disabilitati su LA TRAVERSATA DELLA TANZANIA DI NORBERTO DE ANGELIS IN “BAISKELI YA MIKONO” – Il reportage, la fotogallery e il video appello a favore di Less is more di

VIDEO APPELLO DI NORBERTO DE ANGELIS A FAVORE DI LESS IS MORE

IL VIDEO DELLA PARTENZA

IL REPORTAGE

Ormai la voce si è diffusa ovunque: adulti e bambini, lungo la strada, indicano stupefatti “baiskeli ya Mikono” (la bici spinta con le mani) di Norberto De Angelis e raccontano ai loro amici che lui pedalerà lungo tutta la Tanzania fino a Dar es Salaam, per 750 km, per dimostrare che le persone con disabilità sono in grado di vivere pienamente la loro vita.

Ovunque ci si fermi, le istituzioni locali auspicano con forza che la disabilità non sia più un tabù e chiedono fondi da destinare. Parlarne, comunque, da queste parti, è già un miracolo.

CEFA (Less is More)Nel centro di Makambako, vista la comitiva, un ragazzo che spinge un altro giovane in carrozzina percorre un tratto di strada accanto a Norberto e alla sua handbike. La strada si fa sempre più trafficata e le salite impegnative. Non manca neppure il freddo e vento. Ogni giorno si percorrono 60, 70 km. Per fortuna la natura che fa da sfondo è incredibilmente verdeggiante e la sua vista ritempra lo spirito.

CEFA (Less is More)Prima di arrivare ad Iringa, città industriale, capoluogo della regione omonima, che conta oltre 100mila abitanti, la spedizione fa tappa alla scuola pubblica di Tamangozi, frequentata anche da bambini disabili. “Giocate sempre tutti insieme”, sprona Norberto rivolgendosi alle centinaia di ragazzi che lo ascoltano in silenzio. Tutti indossano maglioncino, pantaloni blu e camicia bianca. Non mancano rattoppi e buchi, ma lo spirito, come sempre, è sereno e allegro. “Ognuno di voi deve coinvolgere i bambini con disabilità nel gioco, non con la pietà, ma con rispetto e vera amicizia”, spiega Norberto che, prima di ricominciare a pedalare, regala ai bambini una palla, simbolo del gioco che non ha barriera e non conosce ostacoli. Vicino a lui c’è una bimba in carrozzina, che, se non fosse a scuola, sarebbe nascosta in casa.  Ad organizzare tutta la traversata è stato CEFA Il seme della solidarietà, ONG italiana, da oltre 40 anni impegnata nell’autosviluppo delle comunità più povere, che ha portato Norberto in Tanzania come volontario nel 1992 – quando ebbe un grave incidente d’auto, che lo paralizzò – e di nuovo nel 2013 per la sua sfida in handbike con lo scopo di sostenere il progetto LESS IS MORE che rischia, per mancanza di fondi, di sospendere le attività di formazione e l’inserimento lavorativo di molti disabili, persone che in Africa, più che altrove, hanno bisogno di credere in sé stesse.  Dal primo momento quest’impresa è stata patrocinata dal CIP (Comitato Paraolimpico Italiano), che l’ha definita “un ponte di solidarietà che tutti devono sposare e promuovere”.

CEFA (Less is More)Si riparte. Si arriva a Iringa, città inerpicata su una montagna. La salita è dura e alcuni ragazzi aiutano Norberto spingendolo per un po’. Qui c’è il centro Nyumba Ali, la Casa con le Ali, gestito da due italiani, Bruna e Lucio, che si occupano della formazione di operatori a sostegno della disabilità. Nella struttura c’è anche un centro diurno e riabilitativo – alcuni dei ragazzi sono assistiti con la pet-therapy. Un inquietante pregiudizio si somma alla disabilità. È diffuso il pensiero, in questa parte d’Africa, che avere rapporti con una vergine faccia guarire dall’Aids. Se è una vergine disabile, la guarigione si somma alla ricchezza!

CEFA (Less is More)La tappa successiva, sempre a Iringa, è il centro dei Padri della Consolata. Qui bambini e ragazzi, che ascoltano Norberto, sono “gli abbandonati, quelli che nessuno vuole”, spiega padre Franco che gestisce il centro: “peggio che essere orfani”. Alcuni di loro sono stati prelevati dal carcere, dove erano sfruttati dagli altri detenuti adulti. “Qui i bambini sono autonomi nel curare le proprie stanze, il vestiario, l’impegno scolastico. Sono più di settanta e frequentano le scuole primaria, secondaria, tecnica e l’università”, conclude padre Franco. “Molti, passati di qua, si sono già laureati”.

Le belle sorprese, insomma, non finiscono mai.

Abbiamo appena attivato la campagna LESS is MORE su Indiegogo, la più grande piattaforma internazionale di crowdfunding!

La nostra campagna è a questo indirizzo: http://igg.me/p/554979/x/5024294

Ti chiediamo di aiutarci a diffonderla. È una grande sfida, ma, grazie anche a te, siamo sicuri di vincerla!

Sara Laurenti (Addetto Stampa CEFA ONLUS)

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WWW.NORBERTODEANGELIS.COM

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www.cefaonlus.it/come-aiutarci/less-is-more-iii.asp

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Autore

Gabriele Majo, 55 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.
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