IL COLUMNIST / IL VIAGGIO AZZURRO IN BRASILE DI GIOVINCO PASSA ATTRAVERSO PARMA…

22 Dic 2013, 00:00 1 Commento di

(Luca Russo) – Con un Cassano destinato a riabbracciare la sua Genova ed un Giovinco segnalato sulla via del ritorno (nel Ducato, s’intende), è normale che tra i tifosi ci sia fibrillazione e regni una certa confusione. Nessuno si aspettava che nell’anno del Centenario il Parma fosse soggetto a turbolenze del genere. Nessuno, ad inizio stagione, si immaginava che la missione in gialloblu del talento barese corresse il rischio di essere lasciata a metà, né che in qualche modo si potessero ricucire i rapporti con la Formica Atomica. Ma tant’è. Pare che il mercato voglia e debba riservarci proprio imagequeste due novità. Staremo a vedere. Intanto, son d’accordo col nostro lettore Vladimiro, che, a margine del pezzo dedicato alla probabile partenza del Discolo  e al possibile ritorno dell’attaccante bianconero, ha così commentato:  “L’amore verso Giovinco non sarà finito per il Parma, ma al calciatore secondo me del Parma non gliene può fregare di meno”.  E’ vero. O meglio, sono in linea col pensiero del nostro lettore. La piazza, se potesse, organizzerebbe una raccolta firme per riprendersi il talentuoso attaccante che ha visto andar via un anno e mezzo fa. Casomai è  Giovinco che non sta affatto fremendo dalla voglia di ritornare a indossare la casacca Crociata. Ma, parere mio, farebbe bene a rivedere i suoi desideri e a ricalibrarli. Se non per amore nei riguardi del Parma, almeno per sé stesso. Certo, non è semplice rassegnarsi all’idea di aver fallito in un grande club come la Juventus, ma la realtà non lascia spazio a dubbi: in bianconero la Formica Atomica  solo raramente è stata decisiva come lo era ai (bei) tempi del Parma. Non è nemmeno facile accettare la qualifica di  ‘fenomeno solo in provincia’.  Ma i fatti, i numeri, le statistiche parlano chiaro anche in questo senso: tra Empoli e Parma, Giovinco ha collezionato 101 presenze e realizzato la bellezza di 28 reti (con una media di un gol ogni tre partite e mezza), non male per uno che ha avuto pure il compito di assistere e rifornire i compagni di squadra; alla corte degli Agnelli ha realizzato 11 reti in 76 partite (in gol ogni sette partite). Trovatele voi le differenze. Capisco la delusione del giocatore, che avrebbe voluto sfondare con la maglia della ‘sua’ Juventus e invece con ogni probabilità dovrà ridimensionare le proprie ambizioni. Tuttavia non capisco perché lui non voglia o non sappia rendersi conto dei limiti che gli hanno impedito di imporsi a certi livelli. Gilardino, tanto per fare un esempio, è diventato Gilardino grazie alle reti che ha siglato tra Piacenza, Verona e Parma (soprattutto grazie a quelle realizzate in gialloblu). A Milano  stava per perdersi. Anzi, a Milano si è perso, sebbene abbia realizzato reti pesanti soprattutto in Champions. Ed è ridiventato Gilardino solo quando ha rimesso piede in una dimensione a lui più congeniale (Firenze). Non sopravvive il più forte, ma colui che più si adatta al cambiamento, diceva Darwin. Giovinco non è il più forte tra i calciatori della serie A, ma potrebbe diventarlo, anzi: ridiventarlo, se solo scegliesse di inseguire sogni un po’ meno grandi (e un po’ più alla sua portata) rispetto a quelli che ha rincorso, inutilmente, nelle ultime due stagioni. Salutare la Juventus significherebbe rinunciare ad un paio di scudetti, a qualche partecipazione alla Champions League, ma anche ad un bel po’ di panchine. Ritornare al Parma potrebbe voler dire riprendersi la fama di calciatore decisivo che si è costruito, non senza faticare, in quel di Empoli (dunque, sempre in provincia) e che ha smarrito proprio a Torino. Non solo. Un Giovinco determinante e sempre titolare con la casacca Crociata scalerebbe diverse posizioni nelle gerarchie e nelle preferenze di Cesare Prandelli. Siamo nell’anno del mondiale e gli attaccanti nel giro della Nazionale non stanno vivendo un gran momento. Balotelli procede a corrente alternata. Di Insigne si son quasi perse le tracce. Osvaldo continua ad essere un oggetto tutto sommato misterioso. Cerci, avendo poca esperienza internazionale, non offre le necessarie garanzie. Solo  Pepito Rossi, protagonista fin qui di una grande stagione, può dirsi sicuro di partecipare al prossimo mondiale. Insomma, sul volo per il Brasile ci sono ancora diversi posti liberi. Se  Giovinco ha intenzione di occuparne uno, deve cambiare casacca, dire addio alla Juventus e ricominciare a fare grandi cose col Parma. Ché è ancora in tempo per dare un senso alla sua carriera e, soprattutto, al suo talento. Luca Russo

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Gabriele Majo, 55 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

1 commento a “IL COLUMNIST / IL VIAGGIO AZZURRO IN BRASILE DI GIOVINCO PASSA ATTRAVERSO PARMA…”

  1. ASSIOMA says:

    il viaggio azzurro rigorosamente da “PUFFI” ovviamente, che e’ meglio