“UBI MAJO” – TU COME LI VEDI? IL MAJOMETRO DEI CROCIATI PRIMA DI UDINESE-PARMA

29 Set 2014, 00:00 25 Commenti di

(Luca Savarese) – Dopo il bianconero del Cesena e prima di quello della Juventus, ecco il bianconero dell’Udinese, che il Parma cercherà di affrontare con lo stesso spirito coriaceo con il quale ha affrontato, tenendole anche testa fino al golazo di Pjanic, la Roma. I padroni di casa invece sono la lieta sorpresa di questi primi 4 messaggi del campionato e, non vogliono smettere di stupire proprio ora, proprio qui, in casa loro.

Direttore eccoci dunque all’Udinese, nello scenario del monday night. In città e nell’ambiente Parma, cosa si è vociferato dopo la Roma e cosa ci si attende ora?

“La sconfitta con la Roma – peraltro data per scontata da tanti prima che si giocasse, considerata la forza e l’evidente divario tecnico – non ha causato particolari traumi nell’ambiente: anzi, il fatto di esser riusciti a contenere cotanto avversario ha trasmesso un certo ottimismo nella nostra gente, nonostante il risultato negativo maturato nel finale allorquando Pjanic ha trasformato quella velenosa punizione. Punizione che, ci fossero non ci fossero gli estremi, era, però quasi ineluttabile potesse capitare, dal momento che i crociati erano tutti chiusi a difesa del proprio fortino. La prestazione, indubbiamente, è stata confortante, e aggiunge morale al quarto d’ora di gloria col Chievo: ora, però, si tratta di dare una sterzata anche alla classifica, che premi una certa continuità di rendimento. Impresa sulla carta per nulla facile con l’Udinese, che rappresenta, al momento, una delle liete sorprese del campionato e reduce dal prestigioso risultato dell’Olimpico di Roma: ma anche prima della recente impresa in trasferta in territorio veneto, l’avversario, il Chievo, poteva gongolare per la vittoria a casa Napoli. I nostri eroi, dunque, lungi da doversi commiserare per le sfighe assortite di questo inizio di stagione (la difesa già orfana dell’operato Paletta – senza dimenticare Cassani – ha perso l’altro giorno anche Costa) dovranno trasformare la frustrazione in rabbia agonistica”.

Stramaccioni zitto zitto è lì, con un ottimo ruolino di 9 punti dopo 4 gare. La premiata ditta SS stupisce: il suo secondo è infatti l’ex interista Dejan Stankovic, che appena contattato dal tecnico romano, non ha esitato un istante a tuffarsi in questa nuova avventura, e, a quanto pare, ha fatto bene. Cosa ha in più questa squadra che non aveva, o non riusciva ad avere più, quella di Guidolin?

“Non ho una conoscenza specifica dell’ambiente Udinese per potermi pronunziare con competenza di giudizio: tuttavia credo che, passato qualche anno, un ciclo inevitabilmente non possa che giungere ad una naturale conclusione, al di là del fatto che il bilancio di Guidolin mi pare decisamente buono. Anche i tifosi friulani, poi, sono abituati ai frequenti tourbillon di carneadi, che hanno la maturità di saper attendere fin quando diventano prodotti maturi da esser esportati. In questo sono superiori a noi sia come tifosi, sia come società, avendo la possibilità di far terminare un percorso di maturazione (tecnico-economico), senza per forza doversi accontentare dell’uovo oggi per la gallina domani. Sul fenomeno Stramaccioni ho posto ieri, a Roberto Donadoni, una domanda in conferenza stampa e lui mi ha risposto che ‘è la dimostrazione che Udine è una piazza che ti permette di lavorare bene, soprattutto per chi ha grande voglia di fare e ottime capacità come sono convinto che lui abbia’; io, però, sono sempre un po’ prudente, per cui ricordo che all’inizio delle stagioni spesso si accendono dei fuochi di paglia…”

La spinta e i dribbling di Causio sulla fascia, la fantasia di Zico, i gol di Bierhoff: un probabile tridente di tutti i tempi dell’Udinese. Tu chi aggiungeresti o leveresti?

“Nessuno: mi pare già perfetto così. Magari con Amoroso in panca”

Sabato sera su Rai3 è andato in onda Italy in a Day, una pellicola sui generis, uno spaccato su un giorno degli italiani, creato dal regista Gabriele Salvatores, con tanti pezzettini di storie, di volti, di attimi della quotidianità degli italiani di oggi,  incastonati in un film-documento su cosa facciamo e chi siamo. A quando Parma in a Day…con  frammenti di gol, volti della squadra ducale, della sua gente e dei suoi giorni?

“Ci vorrebbe un Salvarores locale…”

Buon Udinese-Parma a tutti! Luca Savarese

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Autore

Gabriele Majo, 54 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), capo ufficio stampa del Parma Calcio 1913 fino alla stagione 2016/2017, nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

25 Commenti a ““UBI MAJO” – TU COME LI VEDI? IL MAJOMETRO DEI CROCIATI PRIMA DI UDINESE-PARMA”

  1. marco says:

    Io prevedo che stasera dopo un quarto d’ora la partita sia già finita….
    Ragazzi siamo seri stasera ci sovrastano…… Poi vedendo le solite scelte di Donadoni, credo che l’obbiettivo della società sia perdere la categoria piano piano……..Sinceramente non vedo una squadra peggio della nostra….

    • Gabriele Majo says:

      Marchetto, perdonami, ma io non sono affatto d’accordo con questo spirito disfattistico.

      Peraltro sarà bene anche tenere bene a mente le reali possibilità di questo Parma, senza farsi pie illusioni (e possibilmente senza alimentarle con dichiarazioni irresponsabili): però affermare, come fai tu, che non c’è una squadra peggio della nostra mi pare piuttosto esagerato e non razionale.

      Io, da giornalista, questi eccessi non li condivido. E comunque gli ultimi segnali mi erano parsi confortanti.

      E’ chiaro che una squadra come questa, minata dagli infortuni e certo non potenziata, non potrà che essere aiutata dal sostegno del pubblico e non affossata.

      Cordialmente

      Gmajo

  2. Simone B. says:

    A livello qualitativo GLOBALE di squadra, loro sono sicuramente superiori a noi, e penso che questa sia la partita più difficile che andremo ad affrontare nel prossimo mese.
    Tuttavia, io sono abbastanza fiducioso xchè nella gestione Donadoni non abbiamo mai preso delle imbarcate e siam sempre riusciti a tenere la partita in bilico fino alla fine, questo è merito dell’allenatore e della mentalità che ha inculcato…non so se stasera vinceremo, però il nostro tecnico è sempre la nostra migliore garanzia…i giocatori, la società e la piazza sono consci di ciò…
    Quindi anche se stasera non faremo risultato non sono per niente preoccupato per il proseguo del campionato!!!! a marzo saremo tranquillamente salvi

    • Gabriele Majo says:

      Questa faccenda che con Donadoni non si prendono imbarcate è un cavallo di battaglia anche di Michele Angella (peraltro con il riscontro dei fatti): tuttavia io ricordo che perdere con tre gol di scarto o con uno solo in classifica non cambia…

      Cordialmente

      Gmajo

  3. Simone B. says:

    Beh,
    anche per chi guarda le partite è un altra cosa giocaserla fino in ultimo o essere già sotto 4 a 0 il primo tempo…è meglio bruciare che essere rassegnati…

    • Gabriele Majo says:

      Indubbiamente, ma può anche capitare in una lunga corsa a tappe di incappare in una imbarcata. Il problema sarebbe con imbarcate continue. Ma il povero colomba venne cacciato alla prima e unica…

      • Simone B. says:

        Il povero Colomba doveva essere ringraziato per la salvezza e liquidato…forse la società allora non se la è sentita…
        Majo basta paragonare Colomba a Donadoni…se ti sente Angella te ne dice da pendere ahahahah

        • Gabriele Majo says:

          Secondo me, Simone, confondi Angella con Boni (e ci sarebbero gli estremi per querelarti…).

          Detto questo: io non ho proposto paragoni con Colomba, ma dal momento che si parlava di imbarcate era logico che si andasse a parare lì visto il punteggio della partita di commiato (5-0 dall’Inter così come le quattro pere prese dalla Juve) del povero Franco e il fatto che con Donadoni di grosse imbarcate non ce ne sono mai state.

          Detto questo: non fui io a non liquidare Colomba dopo la salvezza, però se lo si conferma (conoscendolo, perché non è che Colomba non lo si conoscesse) si deve avere il coraggio di tirare innanz, e non mandarlo via per un mal di pancia, dopo che ci ha salvato, come una ciabatta consumata, senza alcuna riconoscenza. Insomma: va bene essere pretenziosi, ma con la squadra che c’era e il fatto che non fosse Mourinho, l’onesto Colomba ha fatto il suo onesto dovere. E se il Ghiro non voleva prendere imbarcate doveva fargli mettere a disposizione giocatori di qualità superiori rispetto ai mediocri che arricchivano numericamente quella rosa.
          Cordialmente
          Gmajo

      • Paul Huster says:

        Colomba, però, dichiarò anche (parole sue): “La squadra non mi segue più”.
        Segno inequivocabile che non si trattò del classico “incidente di percorso” nel quale qualunque squadra rischia di incappare.

        • Gabriele Majo says:

          Quello che disse veramente Colomba quella sera, al di là delle vulgate di comodo, lo sa solo il presidente, il quale, però, è uno molto genuino e l’idea che mi sono fatto io, dopo averlo sentito al telefono su Tv Parma pochi giorni dopo l’esonero, è che Colomba gli avesse più o meno cantato così: con la rosa del piffero che mi avete dato (come dargli torto, dal momento che sono tutti scomparsi dall’orizzonte) cosa pretendete?
          Che contro l’Inter la squadra gli avesse giocato contro – anche se a queste cose io non vorrei mai credere – mi sembrava piuttosto palese, e tolta quella non mi ricordo altre imbarcate.
          Quindi la frase “la squadra non mi segue più” non mi pare di averla sentita pronunciare da Colomba, e, sempre che la memoria non mi tradisca, ricordo pure una sua conferenza d’addio dove i contenuti erano un po’ diversi.
          Cordialmente
          Gmajo

  4. amelia says:

    Ciao ragazzi/e..eccomi qua…sono tornata per dire la mia…sto seguendo la squadra su sky e non mi sembra che non stiamo lottando, Donadoni è un grande!!Nonostante gli infortuni e gli episodi a volte sfortunati (vedi contro il Milan),sa far girare la squadra e non ci si annoia mai.. anche stasera guarderò e tifero’ x il Parma e per ottenere una vittoria sono sicura che dovrà lottare come sempre..Domanda:perchè non mette Coda sin dal primo minuto? Mi sembra che abbia fame di gol..e poi da un po’ di slancio alla squadra…Un saluto a tutti voi, a presto una tifosa fedele.

    • Gabriele Majo says:

      Bentornata Amelia,
      È sempre un piacere leggerti.
      Circa lo scarso utilizzo di coda penso dipenda da equilibri di squadra. Io penso però che chi segna o si dimostra utile per l’attacco dovrebbe aver la precedenza, magari dando dietro una quadratura (ad esempio il tosto mauri per jorquera è stata una scelta felice).
      Cordialmente
      Gmajo

  5. Marco says:

    infatti non è questione di subire un gol in più o in meno,ma che in passato non ci fosse storia contro le grandi,si vedeva solo una gran disparità d valori in campo e a livello di agonismo e mentalmente resa e sfiducia. A differenza del Parma di Donadoni che ha inculcato pian piano la mentalità di non mollare neanche con le big,anzi di voler stupire, e il Parma se ha perso contro queste è sempre rimasto in partita,con anche la possibilità di pareggiarle o vincerle. Poi naturalmente non si può sempre generalizzare nè per il passato nè per il presente e ci sono altri limiti palesati attualmente.In ogni caso a stasera e Forza Parma!

    • Gabriele Majo says:

      Capisco che per la voglia di grandeur appaghino le partite giocate alla pari, sia pure perse, con le grandi, nelle quali gli stimoli arrivano da soli, senza bisogno che te li inculchi l’allenatore, ma una squadra della nostra taglia divrebbe saper fare la differenza con le oari grado o medio piccole…
      Cordialmente
      Gmajo

  6. Marco says:

    Chiaramente a posteriori,l’aspetto sottolineato va nell’ottica dello spettacolo e meno della concretezza,ma non deve andare assolutamente a discapito di questa in termini di classifica e di punti preziosi con le medio piccole. E una sconfitta con una grande è forse accettata maggiormente che una figuraccia con una piccola.L’Udinese è una media e forse tatticamente e livello di organizzazione sono sopra di noi,le assenze anche in casa loro potrebbero pesare anche tecnicamente,ma a questo proposito dobbiamo considerarla come se avessimo davanti la Roma.

    • Gabriele Majo says:

      Vede, Marco, la sensazione che ho io è che la gente abbia apprezzato la sconfitta con la Roma per il semplice fatto che dava per ineluttabile che accadesse vista la forza dell’avversario: viceversa quando ci si illude di poter mangiare qualcuno in un sol boccone (ed è capitato anche con big come Inter e Milan) se non ci si riesce affiora la delusione.
      Poi la gente pensa allo spettacolo e al gioco: io credo che il giudizio sia opinabile a seconda dei gusti. Ma se ripenso al match con la Roma, al di là di sottolineare i tanti lati positivi, mi viene parimenti da ribadire la totale mancanza di contropiede che così vanificava il catenaccio proposto, catanaccio che certo non è nelle corde di una squadra a vocazione (teoricamente) propositiva.
      A Calcio & Calcio l’altra sera ho “sparato” che il Parma deve fare 12 punti nelle prossime 5 gare: mi rendo conto che sia una pretesa un po’ alta, ma se ci si riuscisse, dal momento che sono tutte avversarie alla nostra portata, vorrebbe dire che il campionato potrebbe scivolare via tranquillamente, con qualche speranza di andarsela a riprendere dal momento che vedo che c’è una crisi generalizzata tra alcune grandi o medio grandi che stanno deludendo e non è detto che si riprendano. Viceversa se il bottino sarà inferiore, vorrà dire che ci saranno via via tante sofferenze in più quanti saranno i punti in meno da quelli auspicati.
      Cordialmente
      Gmajo

  7. ASSIOMA says:

    se non giocano muriel e di natale,un pareggio e’ alla nostra portata,spero che therau si mangi la solita occasione che gli capita contro di noi,per il resto mi affido alla statistica sono due squadre che non hanno ancora pareggiato sariss ora

  8. Luca says:

    eh sì, il vero tifoso del parma punta al pareggio

  9. ASSIOMA says:

    ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria,
    au revoir

  10. Marcello che vorrebbe farsi assumere dal Parma per il Cento-uno-ario come direttore/vicedirettore/tirapiedi del marketing o anche qualsiasi altra cosa (sig. Ghirardi abbia pietà. W Leonardi. Abbasso Majo). Sono anofficial, molto anofficial says:

    Nell’anno del Cento-uno-ario cerchiamo di stare tutti uniti, invece di fare dei complotti ognuno per conto suo.
    Per far vedere ke ne so di marchetti-ng, contro il PIETISMO di Majo sugli invalidi, io senza pietà ho ideato la carrozzina con ombrella crociata attaccata con il nastro adesivo crociato, che permetterebbe al possessore di resistere alle intemperie meteo e di respingere anke i bomboni degli ultrà avversari. Alla ombrella ci sarebbe taccato anche un accendino, sempre con il nastro adesivo, x il riscaldamento invernale.
    GENNARO LIBERO, CAROGNA STOPPER, IVAN IL SERBO IN PORTA.

  11. ASSIOMA says:

    alessandro la mia media era un po approssimativa eh ?

    vai vai a milano che ci metti un ora anche se c’e’ la coda