BAR SPORT / LUCARELLI CAMBIA LA FORMA, NON LA SOSTANZA E BARAYE, OSPITE DEL GRUPPO GDP, SI SCUSA PER AVER MESSO IN DIFFICOLTA’ LA SQUADRA

16 Feb 2016, 12:00 2 Commenti di

12729286_1512723699034476_8818973169609933496_n(gmajo) – Nel confessionale di Bar Sport Don Sandro Piovani, al primo lunedì di Quaresima, ha raccolto il sincero pentimento di Capitan Ale Lucarelli, che ha voluto spontaneamente telefonare in trasmissione per metterci la faccia dopo il clamore suscitato dalla sua prorompente uscita in sala stampa di domenica sera piuttosto in controtendenza con il bon ton della nuova società, e di Yves Baraye che con la “mascherata” a Carnevale terminato ha finito per mettere in difficoltà la squadra rimasta in dieci, e che dovrà fare a meno di lui anche nel big match di Forlì di domenica, che potrebbe esser seguito persino da 2.000 tifosi crociati, grazie alla capienza dello stadio Tullo Morgagni e alla lungimiranza della società ospite che ha messo a disposizione questo ingente quantitativo di tickets (dopo aver soddisfatto le esigenze dei gruppi organizzati e societarie la rimanenza sarà messa in vendita giovedì e venerdì. I prezzi: Settore Ospiti e Gradinata Ospiti 13 Euro; ridotto Under 14 e Over 65: 10 Euro). Nel corso della telefonata il Capitano si è adeguato allo stile societario, dunque modificando la forma poco elegante, ma confermando in toto i contenuti della esternazione di domenica: questa la trascrizione, a cura di Vito Aulenti per Parma Live:

“Le mie dichiarazioni hanno suscitato un po’ di clamore, mi sembrava giusto metterci la faccia. Ribadisco quello che ho detto ieri, la mia opinione non cambia. Ci sono stati degli errori evidenti, frutto di mancanza di coraggio o di personalità. Mi dispiace solo di aver usato una parola forte, non consona alla nostra società. Mi dispiace, mi prendo le mie responsabilità per questo, però non voglio nemmeno che passiamo per gli scemi di turno che accettano tutto. Credo che da parte degli arbitri ci sia la paura di favorire il Parma per il suo blasone, e quindi se non c’è qualcosa di evidente, anzi, di molto evidente, non fischiano a nostro favore e veniamo penalizzati. Grazie a Dio abbiamo un’ottima classifica, ma se distassimo solo un punto dal Forlì magari tutti avrebbero reagito in maniera diversa, anche queli che hanno un po’ storto la bocca dopo le mie parole”.

Che ne pensi della sciocchezza commessa da Baraye?
“Si è accorto da solo di aver commesso una sciocchezza, non c’è bisogno di riprenderlo. Dispiace, la sua è un’assenza che si farà sentire a Forlì”.

Appena hai visto il passamontagna, sei andato subito verso di lui per toglierglielo:
“Sì, mi sono accorto subito che stava combinando un danno. Se lui ce lo avesse detto, magari lo avremmo avvisato. Però è andata così, pazienza”.

L’espulsione di Amati sa un po’ di compensazione:
“Sì, l’ho detto anche ieri, è stato espulso in maniera incredibile il loro giocatore”.

Temi qualche deferimento per le tue parole?
“No, anche perché non ho offeso nessuno. Ho solo manifestato la mia incazzatura, non ho detto mica che qualcuno ha agito in malafede. Ho espresso semplicemente il mio pensiero”.

12705614_1512723825701130_1481985957862385972_nYves Baraye, prima della ospitata in diretta a Bar Sport – tra gli ospiti anche il presidente dell’Aia di Parma Alberto Boschi che ha duellato con l’ex mister crociato (stagione 2004, prima di lasciare il posto, esonerato, a Gedeone Carmignani) Silvio Baldini, il quale a fine programma si è a lungo intrattenuto con l’attaccante crociato dispensandogli preziosi consigli, avendolo preso in grande simpatia, anche se in trasmissione, un po’ in controtendenza, ha sostenut10387215_1512723735701139_8458845144468214097_no che su Yves non ci fosse rigore – ha fatto visita alla Gazzetta di Parma, ricevuto (come documentano le foto di www.parmacalcio1913.com) dal direttore Michele Brambilla e dal capo servizio sport Paolo Emilio Pacciani. Dopo le foto di rito, a cura di Annarita Melegari, è seguita una conversazione con il redattore Paolo Grossi che ha vergato l’intervista esclusiva per il giornale in edicola stamani: «Ho pensato a quel modo di festeggiare il gol solo sabato, prima di andare in ritiro con la squadra. Ho 12717517_1512723859034460_3205991042156343020_nmesso il passamontagna nella borsa e poi l’ho portato al campo. Non l’avevo detto a nessuno perché volevo che fosse una sorpresa per tutti. Ho sbagliato, lo dico subito, perché non conoscevo il regolamento che lo vietava. In tv ho visto a volte all’estero fare cose del genere e nessuno ha mai parlato di provvedimenti disciplinari. Io non ho neanche visto l’arbitro estrarre il cartellino giallo perché sono stato circondato dai compagni che mi festeggiavano. Poi ho visto con stupore il rosso e stavo andando a chiedere perché quando Benassi e qualcun altro mi hanno frenato, dicendo che non ci si baraye gazzetta di parmapuò coprire il viso esultando». Ma non le dava fastidio portare quel fagotto nel calzoncini? «Sì, in effetti era un po’ fastidioso, e speravo di fare gol rapidamente. Dio m’ha aiutato ed è andata proprio così». Dopo aver preso il rosso che cos’ha pensato? «Sono andato nello spogliatoio e ho controllato il cronometro. Ho visto che erano passati solo 22 minuti e ho temuto di aver compromesso la partita. Mi dispiaceva molto aver lasciato in difficoltà i miei compagni. Sono sicuro che se non mi fossi fatto espellere la partita, in undici contro undici, l’avremmo vinta senza problemi».

Concetti che poi avrebbe ribadito anche sotto i riflettori: questa la trascrizione a cura di Vito Aulenti per ParmaLive:

boys barayeA sostegno di Yves Baraye si erano subito schierati i Boys con una nota sul proprio sito: «Noi stiamo con Baraye! Ci fanno schifo questi falsi moralismi del cazzo che contraddistinguono il mondo del calcio in questo momento. Ci sembra impensabile che un giocatore di serie D venga ammonito (e conseguentemente espulso per somma di gialli) solo per avere esultato indossando un passamontagna. Tutto questo con spirito goliardico. Noi pensiamo che in un calcio dove comandano i soldi, siano da sostenere gesti che richiamano ad un calcio vero e popolare».

parmaliveCerto uno dei problemi che maggiormente toccano gli arbitri, a tutti i livelli, è l’uniformità di giudizio: e vedere figli e figliastri aumenta ulteriormente la frustrazione del tifoso medio che, sovente a digiuno di regolamenti, trova cervellotiche certe decisioni indubbiamente già impopolari di per sé, ma ancor di più se toccano solo qualcuno e non qualcun altro. Ieri ParmaLive, in un articolo di Giuseppe Emanuele Frisone, ha rimarcato come Yves Baraye sia stato il primo a pagare per un’esultanza in maschera, citando altri esempi illustri che l’avevano passata indenne: “abbiamo visto, infatti, che Fabrizio Miccoli, ai tempi del Palermo, festeggiò con una maschera del wrestler messicano Rey Mysterio, cosa che comportò alcune polemiche vista la fama non sempre positiva che aleggia intorno al wrestling. Si può citare anche Pierre-Eymeric Aubameyang, che dopo un gol allo Schalke si travestì da Batman (e Marco Reus da Robin)…  Ieri sera Piovanone ci ha mostrato, prelevandole dalla Bundesliga, queste significative immagini, ma il rappresentante degli arbitri ha detto che han sbagliato gli arbitri a non sanzionarle (giacché il regolamento è uguale in tutto il mondo…) e non Santoro domenica scorsa, aggiungendo che il buon senso finisce pure per danneggiare l’altra squadra.

Dal caso Baraye bisognerebbe trarre spunto per proporre una sorta di liberalizzazione delle esultanze, perché il gol è gioia e anche queste manifestazioni, attualmente vessate dal regolamento, contribuiscono a “biologicizzare” il movimento, o comunque a far spettacolo, cosa che dovrebbe piacere sia alle tv che pagano abbondantemente per trasmettere le partite, che chi è coperto da quella pioggia di denari: d’altro canto, tuttavia, con maggiore libertà di espressione potrebbe esserci il rischio di esagerazioni: pur con il bilancino del farmacista, insomma, andrebbe trovato un adeguato compromesso per evitare in futuro nuove punizioni verosimilmente esagerate tipo quella al momento regolamentare per il passamontagna di Baraye. Gabriele Majo

Bar Sport, In Evidenza, L'Opinione, News

Autore

Gabriele Majo, 53 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), capo ufficio stampa del Parma Calcio 1913 fino alla stagione 2016/2017, nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 Commenti a “BAR SPORT / LUCARELLI CAMBIA LA FORMA, NON LA SOSTANZA E BARAYE, OSPITE DEL GRUPPO GDP, SI SCUSA PER AVER MESSO IN DIFFICOLTA’ LA SQUADRA”

  1. Luca says:

    Cosa farà mai una maschera goliardica? Hanno ragione i Boys! Basta con certo moralismo a corrente alterna.