IL MIO GRAZIE ALLA “FAMIGLIE ALLARGATE” DI STADIOTARDINI.IT E DEL PARMA CALCIO 1913 PER AVER CONDIVISO IL DOLORE PER LA SCOMPARSA DI MAMMA LEIDE, LA PROFESSORESSA CHIARI

03 Feb 2016, 11:00 13 Commenti di

gabriele-majo-per-slide.jpg(gmajo) – Più o meno un’ora fa, ieri, martedì 2 febbraio 2016, ci sono state le esequie di mia mamma Leide, doloroso e inevitabile appuntamento al quale sono arrivato non da solo – e non solo con mio fratello, Massimo, sua moglie Cristina e i due nipotini, che sono i figli che non ho, Chiara e Pietro, parimenti provati dalla gravissima perdita, così come i nostri parenti, arrivati anche da lontano – ma con il conforto di quelle che avevo già avuto modo di definire le mie famiglie allargate, e cioè StadioTardini.it, con tutti i suoi lettori, e il Parma Calcio 1913, in tutte le sue essenze, dalla proprietà, alla dirigenza, allo staff tecnico, ai calciatori, ai dipendenti e collaboratori tutti (con il presidente Scala assieme a Minotti e al caro Fulgoni presenti nella Chiesa di Santa Maria Immacolata) ai colleghi giornalisti, addetti ai lavori e ai tifosi, compresi quelli con i quali in passato c’era stata qualche divergenza. Un sostegno determinante a riempire, almeno in parte, la voragine che si è creata, ma un qualcosa di più di un semplice filo d’erba cui restare attaccati. Poter aprire il cuore con qualcuno ha contribuito a superare meglio le ore del distacco terreno, limitando al minimo le vistose emozioni, peraltro deflagrate clamorosamente, del resto come sapevo sarebbe avvenuto, proprio durante il rito officiato da Don Francesco, e in particolare nei canti e ascoltando il ricordo alla fine di uno dei concelebranti, Don Marcello Benedini, “discepolo” della “Chiari”.

leide chiariMi ha fatto piacere rivedere alcuni dei suoi scolari, che poi sarebbero anche diventati miei compagni di classe, raccogliendo nuovi e vecchi aneddoti di quando la mamma era dietro la cattedra, là alle Orsoline. “Ordine e disciplina”, era il suo benvenuto, che poteva sembrare autoritario, ma che invece era autorevole, come ha ben distinto una sua allieva che ha postato il proprio ricordo nelle scorse ore nello spazio commenti di StadioTardini.it. Stamattina, prima di iniziare a comporre questo scritto, me li sono riletti tutti: chiedo scusa per non aver risposto singolarmente ad ognuno di Voi, ma Vi assicuro che Vi ho bene impressi nel cuore, sia che vi conosca, sia che non vi conosca personalmente o virtualmente.

IMG-20160131-WA0020Dai social mi hanno segnalato ulteriori attestati di stima per la “Chiari”, mi fa piacere condividere quanto vergato da Sara Vasè, che non conosco personalmente, ma che ringrazio di cuore: “Chiedo scusa se occupo un piccolo spazio, ma la professoressa Leide era la mia indimenticata insegnante di italiano alle medie. Ho fatto tesoro dei suoi preziosi insegnamenti. Una donna davvero speciale. Ci ha seguito con materna dolcezza. Porgo le mie condoglianze”. Così come mi fa piacere rendere pubblico, quanto mi ha scritto in privato, l’Avvocato Maria Sole Casari con la quale ho condiviso alcuni anni di Liceo, al Sant’Orsola: “Ciao Lele, ho appreso questa mattina la triste notizia. Ho pensato che avrebbe fatto piacere alla “signora Chiari” sapere come ne sono venuta a conoscenza: dal gruppo “cena delle medie” su WhatsApp, gruppo il cui profilo è una fotografia dei suoi ex-alunni scattata circa un anno fa. Pensa che ci troviamo ogni anno a marzo per una cena e non vediamo l’ora… Il merito della nostra vera amicizia è proprio di Tua madre: ci ha voluto bene e ci ha guidati verso l’età adulta. Mi colpisce ogni anno il fatto che una nostra compagna custodisca sempre nel portafoglio la poesia che la Chiari ha scritto per noi alla fine della terza media nella quale ci assicurava che ci avrebbe accompagnato per tutta la vita: e così sarà, ora davvero per sempre…Un abbraccio. Maria Sole”. Proprio a Sole, che ha una bella penna, ho chiesto di scrivere per StadioTardini.it un ricordo a nome di tutti gli scolari. Per tener vivo il ricordo di mia madre. E lancio loro una proposta. A quelli della mitica 3B. Il prossimo ritrovo di marzo mi piacerebbe fosse completato da un reading, magari dinnanzi alla cappella di famiglia a Marore, delle sue poesie. Magari dopo aver raggiunto il cimitero in bicicletta. Magari “aprendo” anche ad altri volessero partecipare. L’idea mi è venuta ieri ed è ovviamente da perfezionare, però penso ci si possa lavorare attorno.

articolo leide gazzettaRingrazio anche i colleghi della Gazzetta di Parma che hanno avuto la sensibilità di dedicare uno spazio importante a mia mamma: alla direzione che ha avuto l’idea e a Monica Tiezzi che ha saputo condensare in quelle righe il senso di una intera esistenza. Grazie anche a chi ha utilizzato il giornale locale per condividere il dolore attraverso il necrologio. Grazie a Jessica e a papà (tifosissimi gialloblù) di Onoranze Funebri Sant’Ilario per il professionale, ma amorevole servizio nell’accompagnare Mamma nell’ultimo viaggio terreno. Se domenica scorsa, pur con la morte nel cuore, sono venuto al Tardini è stato anche grazie a lei che mi ha spronato: determinante, poi, l’aver appreso che la squadra sarebbe scesa in campo con il lutto al braccio (per il minuto di silenzio Vi ha già spiegato l’ottimo Luca Russo com’è andata, malgrado la volontà forte della società e i passi mossi in quel senso). Proprio all’Ennio ho potuto apprezzare l’umanità dei giocatori che con una domanda o con un semplice cinque mi hanno dimostrato tutti la propria vicinanza, dopo che il Mister Apolloni e il Capitano Lucarelli mi avevano prima fatto le condoglianze. Vedendomi al mio posto, nonostante il lutto, Cristiano Antonino di Rosso Parma ha cinguettato – aggiungendo una mia effige con Apolloni su Istagram –

Grazie anche a chi, medici, paramedici, etc. hanno cercato di fare del proprio meglio durante l’ultimo mese di calvario. Spero di non essermi dimenticato nessuno: ma anche chi non ho citato e in queste ore ha avuto un pensiero per la Leide sia raggiunto dal mio Grazie. Gabriele Majo

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Gabriele Majo, 53 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), capo ufficio stampa del Parma Calcio 1913 fino alla stagione 2016/2017, nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

13 Commenti a “IL MIO GRAZIE ALLA “FAMIGLIE ALLARGATE” DI STADIOTARDINI.IT E DEL PARMA CALCIO 1913 PER AVER CONDIVISO IL DOLORE PER LA SCOMPARSA DI MAMMA LEIDE, LA PROFESSORESSA CHIARI”

  1. Luca says:

    Di nuovo un abbraccio direttore. Sua mamma deve aver lasciato proprio un bel ricordo di lei.

  2. Daniele S. says:

    Direttore… io personalmente non la conosco (se non di vista), ma il modo in cui parla di sua madre e la dedizione al lavoro (che per altro ha sempre dimostrato) anche durante questo momento pieno di dolore, mi fa capire la sua identità genuina e concreta di bravissima persona!

    Un grande abbraccio!

    Le auguro una buona giornata e buon proseguimento!

  3. Paola says:

    Un articolo bellissimo, commovente
    e… luminoso.

    Ti lascio questa frase di Kahlil Gibran
    “Il ricordo è un modo di incontrarsi”

    ciao

  4. ANGELO PARMA FOREVER says:

    direttore le do di nuovo le mie condoglianze la sua mamma prega x te da lassù forza e coraggio majo nn ti abbandonerà mai strarà sempre vicino a te………

    • Gabriele Majo says:

      Per par condicio con tutti gli altri che mi hanno postato le condoglianze nei giorni precedenti, ringrazio nuovamente di cuore indistintamente in gruppo e non singolarmente chi si è aggiunto nelle ore successive o chi le ha ribadite. Ho letto attentamente ogni attestato e lo porto nel mio cuore. Vi abbraccio tutti. Mi aveye dato una incredibile energia positiva di cui ho adesso un estremo bisogno.
      Gabriele Majo

      • cibbi says:

        Caro Gabriele, qualche giorno fa ho letto l’articolo che la gazzetta ha dedicato alla tua mamma e ho capito, una volta di più , quanto fosse una persona di rara bontà e di rara cultura. Anche se non la conoscevo, leggendo la storia della sua vita, mi è scesa una lacrimuccia.
        Oggi, leggendo questo tuo articolo, alla commozione si aggiunge anche un pizzico di invidia per i racconti letti…avrei voluto anch’io far parte di una classe bella e unita come quella di Maria Sole e ricevere una poesia dall’insegnante, come succeso alle sue fortunatissime allieve! Sarebbe bello poter leggere le poesie della tua mamma prima o poi…
        Grazie, Gabriele, di averci resi partecipi di un momento cosi delicato della tua vita e di aver condiviso con noi il ricordo della tua straordinaria mamma, aiutandoci cosi a crescere una volta di più. Ti sono vicina. Un affettuoso abbraccio, Costanza

  5. Gloria says:

    Sì, dopo tanti tanti anni la figura della Prof.ssa Chiari è sempre viva : è l’immagine di una persona brillante, intelligente e molto comprensiva . Ancora , dopo qualche decennio, ritorno sulle foto di gruppo scattate a fine anno scolastico(1967-1969) , nel giardino delle Orsoline dove la prof Chiari siede, come nostra insegnante di storia e geografia , a fianco alla Prof Monti(matematica), a Madre Assunta(Italiano e Latino) , alla Prof Colombini(Inglese ed alla Preside … tutte sorridenti noi e loro perché avevamo sempre condiviso un anno difficile , sì, ma avevano tutte raggiunto il nostro obiettivo scolastico con tenacia umanità . Grazie alla Pro.Chiari!

  6. Luca Russo says:

    Adesso che ho finalmente un po’ di calma e tempo libero, posso anche io scrivere qualcosa che ho nella ‘biro’ da un paio di giorni.

    Venerdì scorso, quando ho saputo di aver finalmente conseguito quella cosa (grosso modo dovresti ricordarti di che sto parlando), il mio primo pensiero, estremamente commosso, è corso alla mamma che non ho più. Ho pensato a tutte le domeniche e a tutto il tempo libero in genere che non ho trascorso con lei, e coi miei in genere, pur di tagliare quel traguardo. E il fatto di esserci arrivato, mi ha sollevato parzialmente dai sensi di colpa e fatto venire i lacrimoni. Mi sarebbe piaciuto condividere con lei la gioia scaturita da quella telefonata fatta venerdì mattina. Ovviamente non era possibile, ma la contentezza, travolgente quasi da spezzarmi il fiato, che ho avvertito in quegli istanti l’ho interpretata come un segnale di vicinanza da parte sua, pur se adesso non c’è più. Era contenta per me e me lo stava dimostrando in quel modo, o almeno è stata quella la conclusione alla quale sono arrivato in un momento in cui ero chiaramente molto ‘sensibile’. Il che mi ha messo di buon umore e per qualche attimo me l’ha restituita come fosse viva.

    Capisco il disappunto che nutri nei riguardi di te stesso per non essere stato sempre presente, è lo stesso che spesso ho provato anche io nei miei confronti; ma è anche vero che i figli, a ben vedere, sono del mondo, non solo dei genitori, per cui alla fine è giusto che ognuno faccia la propria vita…la vita che gli capita o quella che si sceglie. Se tua mamma era felice nel vederti fare ciò che facevi e che fai tutt’ora, uno dei modi per onorarne la memoria e continuare a renderla felice è comportarti esattamente come hai sempre fatto. E farlo mettendo nel tuo motore quella marcia in più che ti sarà data dal ricordo comunque sempre vivo di tua mamma Leide e dalla voglia di regalarle soddisfazioni anche ora che ha abbandonato la sua poltrona per accomodarsi tra le stelle.

    • Gabriele Majo says:

      Un abbraccio forte, Luca. Mi hai fatto commuovere. Sono convinto che mia mamma sia dentro di me e la mia penna…

      Complimenti anche per venerdì, anche se io sono molto trapattoniano, sicché aspetto ad alzare il calice per Te.

      Chiedo scusa ad altri che pure hanno postato commenti molto toccanti e ai quali ho risposto solo in modo collettivo, ma Luca ha perso la mamma troppo presto.

      Un abbraccio

      Gabriele

    • cibbi says:

      Un abbraccio forte, Luca…… La tua mamma ti è sempre vicina, stanne certo, e gioisci senza remore dei tuoi traguardi…lei vorrebbe così!

  7. Vanni Zagnoli says:

    Caro Gabriele, io di fronte ai funerali dei parenti e dei colleghi, non ho semplicemente il coraggio. Vado a dormire spesso all’alba, per me significherebbe dormire forse un’ora. Quella sera poi avevo Sassuolo-Roma, avrei finito con il soffrire molto più del solito, la sera, a reggere il commentino in tempo reale e le interviste. Mi conosci, via. In questi casi ripenso agli amici Pino Colombi e Bacchi Modena, a Roberto Schianchi. A proposito, ti ripropongo questo loro ricordo. Di nuovo, mi scuso, ma sono momenti che reggo al rientro dalle rare ferie o nel pomeriggio, ecco.

    http://vannizagnoli.altervista.org/pasqua-di-resurrezione-per-gli-amici-giornalisti-non-piu-allo-stadio-tardini/
    Mi piacerebbe, invece, leggere di tuo padre, se e quando vorrai.