IL COLUMNIST / LA VERA DIFFERENZA LA FA CHI HA VOGLIA DI PREPARARSI PER VINCERE

03 Nov 2016, 00:00 11 Commenti di

(Luca Russo) – Non sono un esperto della psiche, ma credo che esista un meccanismo mentale per cui se una cosa non la fai in un certo modo, difficilmente la senti tua. E nei casi peggiori pensi addirittura di non averla mai fatta. Temo sia esattamente questo il motivo per cui ieri Mazzocchi, nel corso del consueto appuntamento giornaliero con la stampa, ha detto che “l’importante è dare il massimo, i risultati poi arrivano”. Nel proferire questa frase il buon Pasquale, facendosi trarre in inganno dalla trappola psicologica di cui sopra, ha lasciato trasparire una certa insoddisfazione per quanto combinato dal Parma sinora. Che poi – ma si tratta di una mia supposizione – è verosimile sia l’insoddisfazione della rosa intera e dello staff tutto, al di là delle dichiarazioni di facciata. In effetti i risultati, almeno per adesso, stanno arrivando, checché ne dicano alcuni tifosi e giornalisti e sebbene il giocatore campano sostenga, tradito dal suo subconscio, che “poi arrivano”. Ce lo dimostra la classifica, che vede i nostri eroi ad una sola lunghezza dalle formazioni di testa. Il punto è che i successi e i pareggi fino a qui messi insieme evidentemente non sono stati ottenuti nella maniera che i Crociati immaginavano. Ad onor del vero, qualche vittoria l’abbiamo acciuffata o riacciuffata per il rotto della cuffia. Qualche altra è stata raccolta soltanto nei minuti finali. Spesso si è beneficiato del lampo di un singolo o della capacità di reagire e di non voler darsi per vinti del gruppo, raramente del cosiddetto bel gioco o della sua versione depotenziata, l’ormai celebre buon gioco sdoganato su queste colonne da una nostra cara lettrice. Però va detto anche che in alcune circostanze certi punti sono stati persi per strada così come ne abbiamo conquistati certi altri. Penso al passo falso interno col Venezia, tanto per citare una delle partite in cui ci hanno scippato gioie legittimamente guadagnate sul rettangolo verde. La sensazione, comunque, è quella di avere a che fare con una formazione, il Parma, che dispone ancora di ampi margini di miglioramento. Non in una sola materia, beninteso. Il reparto arretrato deve crescere in termini di compattezza e andrebbe protetto con più frequenza ed efficacia da parte dei soldati della terra di mezzo. L’assetto della linea centrale necessita di essere rivisto con urgenza: Corapi, e lo abbiamo già scritto nelle puntate precedenti, non può essere assorbito quasi integralmente da compiti di copertura. Capiamoci: ha le abilità richieste per minare le fondamenta della manovra avversaria e allo stesso tempo per accendere la nostra. Ma costringendolo ad occuparsi delle due fasi gli sottraiamo energie preziose. La sua natura è quella di un incursore sempre pronto all’assalto. Assecondiamola. E il suo habitat naturale è a ridosso delle punte, non dei difensori, quindi togliamogli la catena, facciamolo muovere liberamente negli ultimi venti/trenta metri e, soprattutto, affianchiamogli un medianaccio tipo bodyguard minaccioso di quelli che si trovano all’esterno di una qualsiasi discoteca dell’est Europa (dovrebbe essercene qualcuno in rosa, no?). Così che a lui non venga nuovamente la voglia di arretrare e ai rivali di turno non passi per la testa l’idea di andare a fare due chiacchiere da vicino col nostro piccolo grande portiere. Capitolo attaccanti: i rifornimenti a loro diretti vanno diversificati per aumentarne le possibilità di finire nel tabellino dei marcatori. Non solo lanci lunghi, pure palle che viaggino rasoterra, ché sennò si intristiscono, si deprimono e la smettono di toglierci le castagne dal fuoco. Miglioramenti di squadra che ovviamente saranno possibili se e solo se lieviterà il rendimento e l’impegno dei singoli. Incluso Mazzocchi. Che interpellato sul tema ci ha suggerito che non ha alcuna intenzione di tirare la gamba indietro o farsi venire il braccino del tennista: “Devo fare un lavoro in più in difesa. E’ giusto così. Se si vuole giocare, bisogna fare sacrifici. Sto cercando di migliorare la fase difensiva, ma ci sono moltissime cose che devo imparare”. In tal senso potrebbe risultargli estremamente utile l’esempio di abnegazione e professionalità del suo idolo Cristiano Ronaldo, al quale dice di ispirarsi da quando era un bambino ai primi… calci. Per comprendere appieno le dimensioni della determinazione del portoghese, basta leggere una paginetta, la numero 78, del libro condo“Duellanti”, edito da Baldini-Castoldi e scritto dal Columnist de La Gazzetta dello Sport Paolo Condò: “Una volta Walter Di Salvo, il suo preparatore atletico ai tempi del Manchester (per anni gli ha spedito di nascosto a Madrid le sue tabelle di lavoro, perché il giocatore riteneva insufficiente quanto gli prescrivevano gli uomini del Real), mi ha raccontato i supplementi all’allenamento collettivo che Cristiano si infliggeva al centro sportivo di Carrington, quello dello United, e le serie di addominali erano il minimo. Mentre i compagni se la filavano sotto la doccia, lui usciva sul retro del comprensorio, lì dove inizia la foresta, per esercitare il controllo di palla in condizioni difficili. Nella fascia del sottobosco il terreno è molto irregolare, zeppo com’è di radici affioranti. Ronaldo calciava forte il pallone in quella zona, e cominciava a inseguirlo cercando di addomesticare i suoi rimbalzi impazziti: quando Walter me l’ha raccontato, ho pensato subito ai brasiliani e alla loro qualità tecnica, raffinata dalle ore passate a giocare in spiaggia. Oppure ai giocatori scarsi di ogni categoria, che attendono la fine dell’allenamento come una liberazione, e all’esercizio obbligatorio non aggiungono nemmeno un minuto di facoltativo. Tutti vorrebbero diventare Cristiano Ronaldo, ma in pochi hanno presente quanto lui lavori per mantenere il suo status”. Sabato verrà a farci visita il Gubbio, presumibilmente incazzato nero per la sconfitta subita dal Teramo. Un Pasquale Mazzocchi posseduto dallo spirito, dalla tecnica e dalle giocate di CR7, nonostante sia fresco di rientro dopo due mesi di inattività, potrebbe aiutarci a superarlo senza troppe sofferenze e a inanellare la quarta vittoria consecutiva. Che, se le cose vanno come devono andare (sgrat sgrat), ci proietterà finalmente in cima al girone B. Però occorre che qualcuno lo metta nelle condizioni di travestirsi, fosse anche solo per una notte, da Cristiano Ronaldo. Gli si procuri un bosco, laddove possa rendere ancor più confidenziale il suo rapporto col pallone, e si attacchi sul suo armadietto a Collecchio quella frase che una volta Gianluca Vialli utilizzò proprio con Paolo Condò per descrivere la grandezza del talentuoso attaccante lusitano: “Ogni giocatore ti dirà che ha una gran voglia di vincere, ed è vero. La vera differenza la fa chi ha voglia di prepararsi per vincere”. Luca Russo

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11 Commenti a “IL COLUMNIST / LA VERA DIFFERENZA LA FA CHI HA VOGLIA DI PREPARARSI PER VINCERE”

  1. Luca says:

    Simonetti a centrocampo, Baraye spostato in avanti e Mazzocchi a destra. Semplice, no?

    • THE ROCK says:

      Sento e capto qualcosa che non avevo sentito e captato prima.
      Annuso fiuto come un cane da tartufi ma se sabato prossimo venturo Baraye giocherà all’attacco con MAZZOCCHINO a fare cross in area per Nocciolini Evacuo o Guazzo in area e Calajo a crossare dall’altraparte. sento e capto che avremo
      FINALMENTE la quadratura del cerchio.
      Nelle partite precedenti non avendo la chiave per entrare nella porta avversaria dovevamo fare un furto di destrezza infatti eravamo costretti a rubare le partite ma ora la chiave ce l’abbiamo e si chiama
      MAZZOCCHINO.
      Speriamo che Apolloni si sia accorto che Zommers è un portiere, Lucarelli un centrale e Baraye um attaccante…..

  2. ASSIOMA says:

    ba, ho l’impressione che di solito si preparino per pareggiare

    • THE ROCK says:

      Certo. Assioma. prima la squadra si preparava per pareggiare avendo MAZZOCCHINO ai box, ora che però MAZZOCCHINO è tornato dall’aldila’, la squadra si prepara per vincere.
      Sabato oltre a vincere si comincerà a giocare anche bene.
      Classifica alla mano se vinceremo sabato potremmo ritrovarci ANCHE SOLI in testa alla classifica e da li, inizieremo a spiccare il volo vetso la luna sperando che sabato Apollomi.non abbia
      la luna………… di traverso.
      Baraye non può essere in ogni parte del campo, difesa compresa.
      È ovvio che quando poi deve tirare in porta non ha quella lucidità che potrebbe invece avere se il buon Gigi con quelle corse a tutto campo, che purtroppo gli fa fare. non lo spolpasse così.

  3. pencroff says:

    The Rock, senti e capta c’le ora che at la piant

  4. mauro moroni "morosky" says:

    Non si facciano troppe aspettative e/o pressioni su Mazzocchi, è un buon giocatore ma non ha ancora “fatto nulla”: non lo si deve attendere come il salvatore del campionato, darà sicuramente un piede o due, darà brillantezza, verve atletica e tanta velocità ma non aspettiamoci Dani Alves nè Quadrado…solo turbo PM7..
    ..piedi x terra ( vorrei ricordare che non era titolare nemmeno l’anno scorso pur avendo fatto alcune ottime partite, spaccanti a tutta velocità !!!! )

  5. marco77 says:

    Giusto però basta paragonare i nostri giocatori a gente che gioca a dei livelli che per noi sono lontani come il giorno e la notte …. vogliamo abituarci a questa serie o no!!! Secondo me in molti pensano di essere ancora in A….

    • Luca Russo says:

      A scanso di equivoci: è stato Pasquale Mazzocchi ad aver dichiarato di ispirarsi da sempre a Cristiano Ronaldo, suo idolo. Non sono stato io ad avventurarmi nel paragone, ci mancherebbe. Sarebbe da osservatori poco lucidi mettere sullo stesso livello l’uno e l’altro. Nella fattispecie, dal momento che il modello di PM7 è CR7, ho consigliato al primo di prendere ad esempio il secondo per l’abnegazione e la professionalità che riversa in ogni allenamento cui si sottopone. E appunto per questo ho chiamato in causa le righe scritte da Paolo Condò nel suo libro “Duellanti”. Righe che ci aiutano a capire quanto CR7 faccia in allenamento e dopo l’allenamento – quando i suoi compagni sono invece già sotto la doccia – per preservare lo status di migliore calciatore del pianeta, che condivide con Leo Messi.

  6. GALLO DI CASTIONE says:

    Non carichiamo di responsabilità il ragazzo. Godiamo che lui ci metta tutto l’impegno e l’abnegazione e l’entusiasmo ma non aspettiamo ci che scaravolti il mondo. Mazzocchi ha i numeri per giocare bene, segue gli insegnamenti dell’allenatore e dei compagni più esperti e si applica tatticamente.
    Lo vedremo crescere.

  7. Gabriele says:

    Avete ragione non va caricato di troppe aspettative ma il pensiero di vedere garufo fa strani effetti

  8. Mauro "morosky" Moroni says:

    Sono due giocatori completamente diversi:

    Pasquale ha caratteristiche offensive, è velocissimo e tecnico, punta l’uomo e crea superiorità numerica ma, e mi ripeto, deve ancora dimostrare tutto ciò che vale e che può dare;

    Desiderio è un mestierante con esperienza, gran cursore di fascia, + propenso alla fase difensiva , scende, si sgancia crossa ma può essere pure ripiegato in difesa, sia a 4 che a 3 ( alla bisogna ): da sue azioni/cross sono arrivati 4 gol ( 2 a pordenone, sanbenedetto, e forli ) , non male x uno che fa strani effetti !!