IL COLUMNIST / NON ERAVAMO BIDONI FINO A TRE GIORNI FA (CHECCHE’ QUALCUNO LO PENSASSE), NON SIAMO DEI FENOMENI ADESSO

08 Nov 2016, 02:00 16 Commenti di

(Luca Russo) – Le sconfitte con Lazio e Sampdoria per cominciare. L’illusoria vittoria contro il Torino al terzo tentativo. Poi le sberle prese in quel di Cagliari e la sonora batosta interna subita dal Palermo. Abbiamo appena oltrepassato il quinto turno di campionato, eppure l’Atalanta già langue in fondo alla classifica. Anzi quasi in fondo alla classifica, perché l’ultima piazza se l’è presa in esclusiva il Crotone, che in 450 minuti giocati ha spremuto un solo punticino. E’ il 21 settembre 2016, data che ci impone di salutare la bella stagione, ma nella Bergamo calcistica, ingiallita da un avvio di Serie A poco promettente, l’autunno ha fretta. Se Percassi desse il benservito a Gasperini, nessun tifoso della Dea – considerati i risultati di cui sopra – gli suggerirebbe il contrario. E invece il patron orobico decide di tenerselo, il Gasp. Diamogli il tempo di far vedere la sua mano, avrà pensato. Quel giorno il numero uno nerazzurro, però non lo sa ancora, va a dama. Lo avrebbe e lo avremmo capito un mese e mezzo dopo. Perché l’Atalanta decolla: vince a Pescara col Crotone, in casa col Napoli, strappa un punto al Franchi di Firenze e poi, in un crescendo a dir poco rossiniano, supera di slancio Inter, Pescara, Genoa e Sassuolo. Un poker che le vale l’alta classifica e un interrogativo dolcissimo: che sia l’anno giusto per corteggiare l’Europa? La morale di questa favola, al momento a lieto fine, è ben visibile: chi lascia la strada vecchia per quella nuova, sa quel che perde, ma non sa quel che trova. Se Percassi avesse esonerato Gasperini nel minuto in cui i risultati gli stavano offrendo il destro per assumere una decisione del genere, forse ora i bergamaschi terrebbero compagnia a Pescara, Palermo e Crotone in zona retrocessione. Ma Percassi ha preferito la via del remain a quella del leave e sbarrato la strada alla GaspExit. Scelta che gli ha corrisposto numerosi dividendi. E che in qualche modo è stata copiaincollata dal Parma per tracciare il destino professionale di Luigi Apolloni quando la piazza ne chiedeva a gran voce la giubilazione. Con una differenza non trascurabile: all’ex allenatore del Genoa, almeno nelle battute iniziali della stagione, son mancati i risultati, mai il gioco, ed è probabilmente questa la ragione che ha indotto il sodalizio nerazzurro a non privarsi dei suoi servigi, convinta (evidentemente a ragione) che da quel gioco prima o poi si sarebbero munti anche dei risultati; nel caso del nostro mister, il risultatismo ha tenuto in piedi la baracca, facendola sopravvivere all’assenza del gioco, cosa che ipotizzo abbia spinto i vertici societari a ragionare più o meno in questi termini: se si va a punti pur giocando male o comunque solo grazie alle pennellate geniali dei singoli, figuriamoci cosa combineremo quando Gigi troverà la quadra e finalmente ci metteremo a giocare di squadra e in maniera appena appena decente. Motivazioni diametralmente opposte ma ugualmente lungimiranti per concepire il medesimo verdetto: conferma. Per Gasperini. E per Apolloni. Perché non sempre cambiare significa migliorare. E specialmente se il cambio è originato dalla pancia. A proposito di giudizi affrettati: sabato scorso, contro il Gubbio, insieme alla vittoria si è materializzato anche, e ci risiamo, il gioco. O perlomeno una sua parvenza. Ma attenzione: prima di annunciare la primavera, aspettiamo che arrivi qualche altra rondine. Non eravamo dei bidoni fino a tre giorni fa (checché qualcuno lo pensasse), non siamo dei fenomeni adesso. Luca Russo

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16 Commenti a “IL COLUMNIST / NON ERAVAMO BIDONI FINO A TRE GIORNI FA (CHECCHE’ QUALCUNO LO PENSASSE), NON SIAMO DEI FENOMENI ADESSO”

  1. THE ROCK. says:

    Parma, Reggiana Venezia e Bassano
    Penso che tra queste quattro uscirà la vinvitrice e presumo che sarà un campionato che si deciderà sul filo di lana.
    Noi siamo nettamente i più forti ma la testa a volte non va nella direzione giusta facendoci perdere l’autostima.
    Ora serve un ambiente coeso e SERENO senza polemiche
    UNO PER TUTTI
    TUTTI PER UNO
    Con una considerazione.
    Il campionato è lungo e alla fine vince la squadra migliore
    È sempre stato così
    Per r cui…
    Noi ricordatelo, dobbiamo essere SEMPRE il dodicesimo uomo in campo

  2. Simone T. says:

    Come Non essere d accordo….

  3. Mauro "morosky" Moroni says:

    Caro Rock, parole giuste le tue ma credo che cmnq siano solo le solite frasi fatte del calcio: in campo vanno i giocatori, fanno e sbagliano gol, passaggi, giocate; mettono energie, impegno, sudore così come lo fanno gli avversari, ognuno coi propri mezzi:
    se quelli del Forlì ( è un puro esempio ) avessero anche 15.000 spettatori abbonati non penso che aiuterebbero + di tanto le vistose carenze tecniche rispetto alle avversarie, giusto ?
    In tempi non lontani commentavo un articolo scrivendo:
    QUESTA SQUADRA PUO’ ANDARE IN CAMPO DA SOLA, certo, con gli uomini giusti e + in forma, al loro posto specifico, senza inventare strane manovre: calcio semplice, tanta corsa, grinta e, dare la palla a quei due / tre che poi la mettono in banca ( o in porta ); rotazione di 16/17 uomini che ogni partita devono dare il top, sia per 95 minuti sia per un parzialòe di tempo, ognuno col proprio massimo contributo di impegno e di agonismo, così come fanno gli avversari contro i crociati: correre, pedalare e mordere l’erba… semplice no ?

  4. Gabriele says:

    Fino a “sabato si è materializzato anche il gioco” è stato un bell’articolo.
    Ho letto diverse analisi su parma gubbio ma, seppur fatta a caldo, la migliore mi sembra sia stata quella del tecnico avversario. Considerato che si parla di una singola gara e non di tutto il campionato giocato sinora credo si possa dire che siamo stati anche fortunati. Speriamo di esserci sbloccati davvero, di recente miglioramenti ne ho visti soprattutto a livello di approccio ma sabato fino al pareggio sembrava una brutta giornata

    • Figlio Prediletto says:

      Il tecnico del Gubbio ha detto che hanno fatto tutto loro, noi abbiamo giocato male e sottotono il primo tempo ma non abbiamo mai sofferto, lui ha bisogno di non abbattere il morale ai suoi ma credo che neanche in 6 ore avrebbero pareggiato quelli del Gubbio.

      E’ la prima partita che non abbiamo mai sofferto.

  5. Davide says:

    Infatti siamo ancora una squadra assemblata è costruita malissimo allenata malissimo che è pericolosamente a pari punti con altre 5 squadre e di cui solo una lascerà l’inferno a fine stagione.

  6. Davide says:

    E Grammatica vale da solo 3 volte insieme Minotti&Galassi.Io farei il cambio domani mattina. Due al prezzo di uno (anche se penso Grammatica costi più del nostro suo).

  7. RISPETTO says:

    Vale talmente tanto che ad oggi la REGGIANA ha i nostri stessi punti che stiamo facendo cagare e veniamo da un fallimento….
    Imparare ad avere pazienza, quattro partite fa eravamo da retrocessione come la reggiana….

  8. Nobiltà Ducale says:

    Con la regia in b ci dispiace ma x quest’anno è così T.Q .arzàn

    Tutti al Mirabello senza kiodi la storia siamo noi !!!! Infatti na pena

    Passa prima dal Marabù ke poi le pigli sempre tu gnocco brusè

  9. LORENZO says:

    Carissimo Luca Russo,

    i paragoni con le squadre di serie A non hanno alcun senso.

    Continui a scrivere “Racconti Fantasy”,

    fanno sorridere a mio fratello che ha 10 anni.

  10. FORZA PARMA says:

    Davide mi pare tu faccia un po’ a cazzotti con la logica, prova a rileggerti…. tutto mal-ISSIMISSIMO, rosa, modulo, allenatore, ds etc.
    Bene. Com’è allora che siamo ad 1 punto dalla prima?. Ghè quel ca strusa

  11. ezio says:

    RUSSO hai scoperto l acqua calda nessuno aveva dubbi che non eravamo brocchi prima e non siamo il barcellona ora , anzi se ne vuoi un altra se mia nonna avesse le rotelle sarebbe una cariola……..e poi basta difendere apolloni che con gasperini non ci azzecca nulla …….dimmi russo se il parma lo segui se non avessimo licenziato cagni dopo un pareggio in trasferta e preso guidolin saremmo andati in serie B ‘ ‘ ? se non avessimo preso RANIERI ci saremmo salvati ? se avessimo continuato con MARINO dove saremmo finiti appena arrivato colomba la squadra ha iniziato a macinare punti ………eccccc come vedi i casi sono tanti e riguardono noi per esempio con maldini vincemmo tutte le partite e fummo promossi se rimaneva l altro non so come finiva.
    APOLLONI fraceva giocare male l squadra anche l anno scorso e ha vinto solo perche aveva una squadra nettamente piu forte d’altronde dala serie b e’ ginito al lentigione dopo 5 licenziamenti consecutvi per cui la tua storia di gasperini tienitela per te gasperini e’ anni che fa bene e bel gioco io sono convinto che con un altro allenatore che so’ quello della feralpi o poedenone per non dire gente come auteri o stellone de zerbi rastelli e tanti altri saremmi primi con 7-9 punti di vantaggio come l alessandria ………..dopo 12 giornate ha messo i giocatori nel suo ruolo ci voleva tanto ?

  12. GALLO DI CASTIONE says:

    Beh. Posso dire che sabato poteva giocare la squadra dell’anno scorso con Nocciolini e Calajo la davanti.
    Alla fine della partita gli unici nuovi in campo erano Nunzella (e Ricci al suo posto non avrebbe sfigurato), Canini (che per ora fa rimpiangere Cacioli ma siam fiduciosi) e Calajò.
    Abbiamo fatto un decisivo passo avanti in attacco.

  13. Davide says:

    Siamo secondi a meno 1 dalla prima in mezzo ad altre sei squadre con società alle spalle ridicole. Quindi confermo che il mercato è stato fallimentare e la gestione tecnica parla da se. Siccome Apolloni non potrà andare in pensione col Parma vedrà Russo la carriera che farà al di fuori di Parma. (5 licenziamenti consecutivi preso dal Lentigione prima di paragonarlo a Gasperini direi ce ne vuole…ma se abbiamo paragonato Mazzocchi a CR7 ci sta).

  14. LORENZO says:

    Come paragonare la MAZZAMAURO alla BELLUCCI….

  15. Luca says:

    L’hai scritto bene: Gasperini perdeva, ma sempre dimostrando di avere un gioco, invece noi no. Comunque speriamo che da sabato sia finalmente cambiato qualcosa.