L’INTERESSANTE ET ET DI SETTE DEL CORSERA: PARMA E IL PARMA CHE INSIEME PROVANO A RISALIRE

07 Gen 2017, 00:00 6 Commenti di

luca-savarese.jpg(Luca Savarese) – Diceva il filosofo olandese De Mandeville nella sua favola delle api: vizi privati, pubblici benefici. Fuor di metafora: il male di qualcuno o di qualcosa, è in realtà un bene per altri. Sarà, ma da quando il Parma è stato risucchiato dalla spirale fallimento ed araba fenice ha iniziato, dalle ceneri, la sua palingenesi, in effetti i principali quotidiani, le riviste più insigni, le testate più rinomate, non hanno smesso un secondo di pensare alle sorti crociate, di andare a vedere come se la passino in questo nuovo limbo, tra color che son sospesi tra “il lasciate ogni speranze o voi che’entrate” della Lega Pro e quel purgatorio chiamato serie B. Come se, la recente ferita del Parma calcio, avesse messo in moto inviati speciali per una realtà, quella ducale, che è di per sé stessa specialissima. Allora ecco la grande occasione: riavvolgere le diapositive della storia, mostrare i cimeli dell’Iliade con le prodi battaglie da serie A ed Europa e concentrarsi meglio nell’imbastire le pagine dell’attuale Odissea. Clamoroso non al Cibali, ma al Tardini, fu in questo senso, lo scorso anno il collegamento esclusivo di Tutto il calcio minuto per minuto con le vicende del Parma relegato, stile Farinata degli Uberti daniele fortuna radio raidantesco, nella quarta serie. Il 6 dicembre 2015 Parma-Ravenna entrò nella solenne scaletta domenicale grazie alla voce di Daniele Fortuna, inviato, dall’Ennio. Caro Parma, come sei grande, come non riesci proprio a non far parlare di te, nel bene e nel male. Se n’è accorto anche il glorioso Corriere della Sera, che attraverso il suo inserto Sette, ha incontrato, vivisezionato e fotografato il caso Parma. Scomodando non un giornalista qualsiasi, ma la penna, al solito dedita a questioni di affari internazionali, di Francesco Battistini. Il titolo, è tutto un programma: Puntiamo sul calcio perché la città di Parma torni in serie A. Subito denota il connubio tra il pallone e wp_20170106_12_01_24_pro__highresle questioni cittadine. Interessante la miscellanea, colta dall’articolista, che mette a confronto il presente della squadra, che deve lottare in quella che una volta si chiamava serie C, con quello della città, che quasi per una strana simbiosi della sofferenza, non sta certo vivendo uno dei suoi momenti migliori, precipitata al ventiquattresimo posto nelle classifiche dei luoghi dove si vive meglio. Quello che colpisce di questo reportage è come si entri davvero nei gangli delle cose di casa Parma, quasi portandone, come facevano i veristi, sulla pagina gli aromi e gli umori. Il servizio si pare con quell’ambiente vagamente onirico che si respira presso il Petitot, dove viene detto DSC00045.jpgsi celebra la partita mangiando. Torta fritta e culatello. Cappello del prete e spongata”. Un locus amoenus del Parma e di Parma, dove non solo ci si riempie la bocca, ma si può anche saziare quella fame di sana sportività, densa di convivialità con i tifosi di altre contrade, sempre più una rarità nel calcio malato e megalomane. “Noi non siamo tifosi che menano gli ospiti, se vengono siamo capaci di dar da mangiare agli juventini e persino a quelli della Reggiana…”, riporta l’autore del pezzo, che ha immortalato un flash del simposio pre-partita che si gustava al Petitot, prima della gara casalinga contro il Teramo. Il Parma di oggi dunque, vissuto e visto per quello che è, in quel “pane che sa di sale della Lega Pro”. E dopo, solo in seconda battuta, come riflesso e wp_20170106_12_01_48_pro__highresnon come solito ricordo sbiadito, nomi e frammenti della Cavalcata delle Valchirie del Parma che dominava in lungo e in largo. Viene data voce a molti testimoni, citando chi dà Parma ha avuto i natali ed alla città ha dato arte: il poeta Attilio Bertolucci e le sue Guerriere ma cedevoli, il figlio Bernardo per il quale facile sarebbe stato girare una puntata intera del suo Novecento. Osservando una serie di primati parmensi, come il Parmigiano Reggiano, dove parmigiano viene prima, e prima Parma è stata anche per aver dato l’avvio alle radio libere italiane, ed il ducato, si specifica, era di Parma e Piacenza. Una serie di grandi paternità come adombrate da lusignani-lucarelli-teatro-regioun presente ricco di punti di domanda sportivi e sociali. Sintetizzati dal contributo di Mauro Coruzzi, alias Platinette: “Se hai un grande passato vederti conciato così fa male”. In effetti, non solo gemono i gialloblù (la cui proprietà con grandi e seri imprenditori ha ridato serietà a tutta la società, si precisa) ma languiscono anche alcune eccellenze pramzane, che assieme al calcio sono state come travolte da uno stridente effetto domino: “All’Aeroporto si calcola un volo al giorno, il Teatro Regio è in bolletta, la storica Biblioteca Palatina è declassata, il Comune sempre in rosso”. Una federico-pizzarotti-slide-stadiotardini.jpgtriste crescendo, trascritto dall’articolista. Insomma, se il Parma calcio piange, la civitas parmigiana non ride. Ma, forse, aveva ragione Schopenhauer, solo nella compassione, nel soffrire assieme si può trovare un impeto nuovo, che se non ti fa uscire immediatamente dagli attuali marosi, almeno ti spinge ad affrontare il vento. Già, ma come fare? Lo insegnano i coristi del Regio, che non più tardi di qualche mesetto fa si sono presentati in sala di registrazione mica con Wagner o pertusi-prova-coroChopin, ma cantando l’inno dei Boys e poi direttamente al Tardini col Va’ Pensiero. Ecco il tesoro segreto, ma non troppo, scovato da Sette, che suona come un gol sotto il sette: non c’è solo il Parma che gioca e suda o perlomeno tenta di farlo tra sedute a Collecchio e partite al Tardini, e Parma, che quasi snob, si guarda bene dal far immischiare la sua anima elitaria con i richiami dionisiaci del sileno pallone; ecco l’et et, le canzoni che si cantano in Curva Nord sulla bocca di chi apparentemente sembra più lontano dalla vita curvaiola come i musicisti scelti del Regio. Parma si sdoppia, teatro e stadio per un nuovo spettacolo, solo così, in fondo, si riunifica e forse si può salvare, per poter tornare ad essere una piccola Parigi ed una grande squadra. Luca Savarese

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6 Commenti a “L’INTERESSANTE ET ET DI SETTE DEL CORSERA: PARMA E IL PARMA CHE INSIEME PROVANO A RISALIRE”

  1. Luca says:

    In effetti c’è più interesse per noi ora che prima. Il tonfo è stato talmente clamoroso, dalla A alla D per una squadra principe degli anni ’90, che ha colpito tutti.

  2. Douglas says:

    Grandisimo discurso Señor Luca Savarese, que esta funcionando en tantos niveles. Quiero decir que este discurso funcionando con tanta profundidad que solo puede hacer un espejo. …un reflecion sobra que es El Parma en todo su grandeza. Sólo tengo dos palabras para el Señor Savarese ” Chapeau ” y Gracias

  3. GALLO DI CASTIONE says:

    Bello l’articolo e interessante sarà leggere quello di Sette.
    Ma che personaggio il cuoco del Petitot riportato nella fotografia. Prima o poi ci faccio un salto , al Petitot.

  4. Douglas says:

    Bravo Gallo per il sostengo de tu collega de parole molto interesante de Parma. ….👍👌

  5. Douglas says:

    And Luca also. ….

  6. Mauro "morosky" Moroni says:

    Mi sa che vi andrò pure io una volta al Petitot….
    mi dicono ci sia gente nostrana, buongustai e tifosi,
    e che si stia non bene ma….benone …
    Un saluto a tutti i collaboratori volontari del circolo ..ass vedema prest ragasz….
    e na sira andema a magner la pizza al Castlet …chi la fan bona….
    ciao a tutti
    morosky

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