TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO / DOMENICA DA SAN SIRO L’ULTIMA RADIOCRONACA DI RICCARDO CUCCHI. NON RECIDERE FORBICE QUELLA VOCE…

10 Feb 2017, 22:00 1 Commento di

LUCA-SAVARESE-ATALANTA-PARMA-.jpg(Luca Savarese) – “Solo ciascuno sa che voce ha il suo silenzio, dice lo scrittore belga Hasier Agirre. Ognuno di noi sa che cadenza ha la voce di Riccardo Cucchi: rapida, pronta, fascinosa ed accattivante. Riccioli, occhiali e professionalità al servizio del racconto sportivo. Classe 1952, dal 1982 voce di Tutto il calcio minuto per minuto e che, domenica 12 febbraio, tra i banchi della tribuna stampa dello stadio Giuseppe Meazza in San Siro, per Inter-Empoli, effettuerà la sua ultima radiocronaca. Diceva Enrico Ameri, il 10 gennaio 2000, in un’intervista per i quarant’anni di Tutto il calcio, all’interno della trasmissione Radio Anch’io, ad una domanda postagli proprio da Riccardo Cucchi sulla possibilità di innamorasi, ancora, di una voce: “Penso proprio di si. Le persone arrivano, si mettono in mostra, poi naturalmente scendono, e vengono sostituite da altri personaggi”. slide riccardo cucchiCosì, forse un po’ a sorpresa, è arrivato il momento dell’ultimo giro di valzer anche per la sua voce, il simbolo, il trait d’union perfetto tra le voci uniche e quasi mitologiche di quella schiera di aedi della radio di ieri ed i radiocronisti di oggi. Sentendolo, in auto, al cinema, o in casa eleggendolo a voce del pomeriggio, mentre diverse volte abbiamo azzerato gli altri racconti della sfrenata e spesso urlante tribù televisiva e pay-televisiva, alzando il volume della radiolina, insomma, abbiamo avuto, godendocelo, l’impressione che mai ce l‘avrebbero tolta, la sua voce, che bastava, in fondo, accendere il pulsante “on” per ascoltarla e metterci, comodi e zitti, nel sentirgli snocciolare le formazioni e tutto il resto. Mai un accento fuori posto, mai un CUCCHI-SLIDE.jpgintervento prolisso, mai inutili orpelli. Riccardo Cucchi è quella cosa difficilissima, ma indispensabile per chi ha l’onore e l’onere di trasmettere il pallone in diretta: l’essenzialità fatta voce, il nudo e crudo fatto cronachistico in primis senza soffocarlo dentro patetici solipsismi, prima di tutto l’evento poi il sentimento e così, tenendole ben ferme, padroneggiandole, è poi riuscito a donarcele davvero, le emozioni, conseguenza spontanea di un sano rispetto del primato della realtà e non vano delirio tremens. Glaciale come il sinistro Sivori sotto porta, ma anche caldo riccardo cucchi allo stadio tardini di parmacome il destro di Del Piero che buca Lehmann e ci spinge in finale a Germania 2006. A proposito, proprio qui, realizza quello che uno dei suoi idoli prima e colleghi poi, Enrico Ameri, realizzò nel 1982: dire, proclamare alla nazione, attraverso il medium caldo della la radio (come amava definirlo il sociologo Marshall Mcluhan), la conquista azzurra di una coppa del mondo. Il mondo delle voci, inizia a frequentarlo quando, dopo una laurea in lettere, lui, romano, chiude i libri ma apre una valigetta colma di parole che lo accompagneranno, stimolandolo e pungolandolo a migliorarsi sempre, ad allenare alacremente la sua voce sul tapis roulant di una costante competenza. Mario Giobbe, conduttore dal 1972 al 1987 Su Radio Due Rai di Domenica Sport, il suo scopritore. Con un assist, niente male, del destino. 22 agosto 1982: Ezio Luzzi ha 39 di febbre riccardo-cucchi-slide.jpge non può quindi raccontare Campobasso-Fiorentina di Coppa Italia in scaletta per una puntata speciale di “Tutto il calcio Coppa Italia”. Giobbe chiama il caporedattore della sede molisana e, all’ombra del Castello Monforte, Tonino Scarlatelli gli propone un giovane Cucchi (fresco di concorso) spedito in Molise a fare esperienza. Cucchi non solo porta la gara nelle orecchie della gente, ma sin da subito, da sfoggio di uno stile preciso e conciso, ben supportato da delle corde vocali amiche ed eleganti. Proprio Giobbe, ad un Cucchi desideroso come un allievo stupito e intenzionato ad imparare tutti i trucchi dei professori più in voga, ripete spesso: “Più breve sei, più bravo RICCARDO CUCCHI RADIO RAI STADIOTARDINI IT 13 01 2013sei”. Riccardo ne farà non solo un mantra, ma il proprio tempio vocale, che, non smetterà un attimo di visitare. Chicche e cose che si possono sorseggiare nel libro da lui curato “Clamoroso al Cibali, Tutto il calcio minuto per minuto, quando la radio diventa storia” edito da Minerva. Il suo radiocronista perfetto? Un mix, armonioso, tra il timbro rauco, la ricchezza lessicale di Sandro Ciotti e la cifra tambureggiante, la voce pastosa di Enrico Ameri; due voci fuori concorso che in Riccardo, quando hanno smesso di annunciare una rete, si sono come date appuntamento, per un giusto compromesso stilistico. Da quando prende il timone, da Sandro Ciotti, come prima voce, nel 1996, non poche le gioie per i calciofili che la tv somettono alla radio. Dopo aver SLIDE-CUCCHI-INTERVISTA.jpgnotificato l’Italia tetracampeao nel 2006, un anno dopo, nel 2007 ad Atene annuncia, con Livio Forma come seconda voce, la settimana Coppa dalle grandi orecchie alzata al cielo dal Milan. Per non parlare degli annunci scudetti, ben 18, un vero marchio di fabbrica di Cucchi, un cavallo di battaglia del suo personaggio, Tra il tinello e la credenza, nel salotto e in cortile nelle prime giornate di primavere dove non avevamo bisogno né della luce né del cappotto, non potevamo fare a meno di sentirlo. Consapevoli o senza accorgerci, la cadenza di Riccardo ha rappresentato una traccia interessante e Tutto il calcio minuto per minutodiscreta nel mangianastri delle nostre vite. Ci ha trasportato, intensamente e serenamente, tra il cielo e il prato, laddove tutto si decide, dopo l’aria piccola, tra sette metri, due pali, una palla ed una rete. Il libro, da poco scritto da Rud Gullit s’intitola “Non guardare la palla”. Riccardo Cucchi, la palla, non staccandoci un istante gli occhi, ce l’ha fatta vedere, semplicemente ascoltandolo. Nel film Così è la vita di Aldo Giovanni e Giacomo, c’è una scena in cui i tre, appena approdati in Paradiso, seguono la partita del mondiale francese del 1998 Italia-Norvegia, attraverso il racconto di Riccardo Cucchi che annuncia il gol di Vieri. Così è anche la vita vera, non quella majo intervista cucchidei film. Una voce inizia, viaggia con la sua valigetta di parole, racconta e arriva il momento dell’ultimo giro di campo, applaudito da un’ondata di persone, che mentre battono le mani, scoprono che i primi tempi e i secondi tempi, assieme ai tiri ed alle reti passano, le emozioni, restano. Buona ultima radiocronaca Riccardo, che sappiamo già avere la stessa freschezza di quella tua prima Campobasso-Fiorentina di Coppa Italia. Però, ti raccomandiamo, continua, magari in altre mansioni, a non farci mancare l’appiglio, quel mancorrente fragrante della tua voce. Solo ciascuno sa che voce ha il suo silenzio, per riprendere Agirre. Noi abbiamo saputo che rumore ha avuto la tua voce.  Luca Savarese

RIASCOLTA RICCARDO CUCCHI INTERVISTATO DA GABRIELE MAJO PER STADIOTARDINI.IT IL 13.01.2013 DOPO PARMA-JUVENTUS 1-1

IL COMMENTO DI RICCARDO CUCCHI PER TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO DOPO PARMA-JUVENTUS 1-1 (13.01.2013)

IL COMMENTO DI RICCARDO CUCCHI PER TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO DOPO PARMA-NAPOLI 1-2 DEL 27.01.2013

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1 commento a “TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO / DOMENICA DA SAN SIRO L’ULTIMA RADIOCRONACA DI RICCARDO CUCCHI. NON RECIDERE FORBICE QUELLA VOCE…”

  1. Luca says:

    Inimitabile http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif