CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / L’entusiasta è come un direttore sportivo: un creatore di possibilità dalla mente fertile. Ma entusiasmiamoci con moderazione…

02 Feb 2017, 18:00 3 Commenti di

gianni-barone1.jpg(Gianni Barone) – Nel corso della presentazione di ieri dei nuovi giocatori del Parma è emerso che tutti e tre hanno lasciato posti da titolare in squadre che militano in serie B, e di conseguenza hanno lasciato ingaggi da serie B, per venire a Parma, non per soldi, per carità, come ha voluto sottolineare il DS FAGGIANO, ma perché una realtà come PARMA, ha pochi eguali, sono le testuali parole, di uno dei tre, SCAGLIA, (non Turiddu, sicché ogni malessere non vada attibuito all’ozio o allo zio) il quale ha lasciato il Latina al 16° posto di classifica, per venire a cercare di contribuire alla promozione in LEGA PRO dei Crociati. Gli altri due, ezio de cesariIacoponi e Di Cesare (che non è De Cesari, così come io sono Barone e non Baroni, e nemmeno Tullo), hanno lasciato rispettivamente Virtus Entella al 6° posto, addirittura!, e Bari al 10° posto di classifica in B per gli stessi motivi di cui sopra. Tre titolari (crrr psss), non tre scontenti che non trovavano spazio, aggiunti a Scozzarella, titolare nel Trapani (22°posto) e Frattali portiere titolare, anch’egli, in B, ad Avellino (18°posto). Come si può ben capire tutti i nuovi arrivati sono stati attratti dal fenomeno Parma, società che cerca di ritrovare se stessa e il proprio passato glorioso. Ma in mezzo a tutto questo le preoccupazioni, i richiami e le perplessità di FAGGIANO che ringrazia chi è partito, si scusa coi giornalisti per averli fuorviati e ammonisce tutti quando afferma “Ma non vorrei che qualcuno pensasse che adesso sarà tutto facile. Dobbiamo stare coi piedi per terra, e non dimenticare da dove siamo partiti. Solo coi nomi non vinci nulla. Le partite si vincono sul campo senza mollare mai”, vero manifesto programmatico con parole dure e vere per stemperare l’eccessiva euforia e daniele faggiano foto Lorenzo Favarichiamare tutti alla realtà. Vi ricordate quest’estate? Dopo gli arrivi di Calaiò, Evacuo e Canini? Tutti a dire con questi giocatori il PARMA ha già vinto il campionato, e poi sappiamo come sono andate le cose, non occorre certo ricordarlo. Non bisogna avere la memoria corta per capire che quello che dice il Direttore Sportivo, non è semplice e preventiva prudenza o scaramanzia (cioè scaramansorela della scaramanmedra mia come diceva il poeta dialettale Mario Bertoletti), ma è realtà. L’importanza delle parole è fondamentale in questi casi, non basta l’entusiasmo intorno a tutti questi colpi, che si riveleranno tali, solo dopo le verifiche e i verdetti del campo, come lo stesso DS , ama ribadire con decisione. Ma cosa ci possiamo fare se gdp grossil’entusiasmo c’è, esiste, e accompagna ogni momento della vita dei tifosi che acclamano “FAGGIANO Santo subito”, degli sportivi come noi che ci sperano, dei giocatori che sono arrivati e credono nella rinascita sportiva della squadra, e dei giornalisti che confezionano pistolototti tattici, schemi e tabelle sui possibili schieramenti per descrivere il nuovo volto del PARMA. Sarà 4-3-3 o sarà 4-4-2? O ci saranno entrami i sistemi combinati nelle due fasi alla D’AVERSA (la famosa mandrakata)? Credere e sperare nell’entusiasmo che non sia troppo eccessivo, come in passato, ma che sia abbastanza per il futuro e per sostenere le azioni. Nel frattempo, visto che dopo l’apertura delle porte ci asteniamo dalle nostre solite pistolettate tattiche, (che non è l’equivalente dei pistolotti) diamo spazio ancora alle parole, di cui ci nutriamo e che sono un po’ leo papa thohirla nostra passione. Sapete da dove viene la parola entusiasmo? Partiamo da questo interrogativo per capire, con una sorta di decalogo di citazioni , ciò che veramente rappresenta per tutti noi, l’entusiasmo che sorregge e alimenta, che a volte spaventa o tormenta. E se non ci fosse? Ma andiamo per gradi partendo dalla sacralità delle parole di Papa Francesco che afferma “Entusiasmo vuol dire avere qualcosa di Dio dentro o essere dentro Dio, l’entusiasmo quando è sano, dimostra questo: che uno ha dentro qualcosa di Dio e lo esprime gioiosamente”. Passando dal Francesco Alberonidivino al prosaico per avere conto di chi è entusiasta ci colleghiamo all’omonimo sociologo Alberoni: “L’entusiasta è un infaticabile sognatore, un inventore di progetti, un creatore di strategie, che contagia gli altri con i suoi sogni. Non è cieco, non è incosciente. Sa che ci sono difficoltà, ostacoli talvolta insolubili. Sa che su dieci iniziative nove falliscono. Ma non si abbatte. Ricomincia da capo, si rinnova. La sua mente è fertile. Cerca continuamente strade, sentieri alternativi. E’ creatore di possibilità”. Non ci sono dubbi sembra quasi di scorgere, da queste schianchi slideparole, il ritratto perfetto del Direttore Sportivo, in generale, all’opera durante una sessione del calciomercato, miracoli delle scienze umane che possono virare sul pragmatismo britannico di Winston Churchill che in questo modo così sferzava “Il successo e l’abilità di passare da un fallimento all’altro senza perdere il tuo entusiasmo”. Speriamo che, nel nostro caso, non sia profetico quando si parla di fallimenti (in senso sportivo, quelli propriamente detti dovrebbero esser scongiurati, con buona pace dei salotti televisivi dove fumano il calumet della pace) e raccogliendo l’invito di Fedor Dostoevskij moderiamoci con la seguente frase: “E’ pericoloso reprimere nei giovani e non solo la fedel’orgoglioso entusiasmo”. Sicuramente altero lo scrittore russo; un po’ meno l’umorista Antonio Amurri che sdrammatizza chiosando in questo modo “Quando qualcuno mette troppo entusiasmo nel suo lavoro, ho sempre l’impressione che sprechi più tempo ad entusiasmarsi che a lavorare”. E come dargli torto ? Ma è d’obbligo, a questo punto, fare una classificazione calzante grazie alle parole di Ugo Ojetti che ordinava così “La fede è d’oro, l’entusiasmo è d’argento, il fanatismo è di piombo”, rivolgendosi ai tifosi di tutte le categorie e di tutte le latitudini. Non poteva mancare nella nostra carrellata l’ontologia di Paulo Coelho, che nel suo cammino, ci ha insegnato che “Siccome non sappiamo che l’entusiasmo è una Piovani Ghirardiforza molto più grande, volta alla vittoria finale, ce lo lasciamo sfuggire fra le dita, senza comprendere che, con esso, scivola via anche il vero significato della vita”. E per finire ricollegandoci al discorso iniziale sul troppo casino, pardon entusiasmo, ricorriamo, alla summa, di Bertrand Russell: “Se non c’è entusiasmo, non si riesce a far niente. Se c’è troppo entusiasmo si corre il pericolo di diventare fanatici. L’entusiasmo è per la vita quello che la fame è per il cibo”. Quindi nutriamoci con moderazione e restiamo cannavacciuoloconcentrati sulla prossima partita col Pordenone non prima però di aver citato l’avvertimento di ITALO CALVINO che così recita “Diffida tanto dall’entusiasmo, sinonimo d’ingenuità, quanto dall’astiosità faziosa, sinonimo d’insicurezza, debolezza”. E pensare che avrei dovuto parlare, anche o solo, di tattica, ma l’entusiasmo mi ha un po’ preso. Sarà per la prossima volta… E per finire l’ultima citazione è quella di un anonimo ciocolaté che dice “Soffro di entusiasmo precoce”. Se fosse solo quello. Ah, dimenticavo: non sono a dieta e sono moderatamente goloso… Gianni Barone

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3 Commenti a “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / L’entusiasta è come un direttore sportivo: un creatore di possibilità dalla mente fertile. Ma entusiasmiamoci con moderazione…”

  1. Luca says:

    Il troppo entusiasmo può anche finire in arroganza, superficialità e spocchiosità.

  2. vonmodel says:

    Ezio de cesari un mito della mia gioventù’,me lo ricordo nei primi anni del processo di Biscardi,raggiungeva l apice quando commentava l Italia di bearxot,a more critico e trombone,con pistilli altro mito,sempre controcorrente e polemico,ma spesso ci azzeccava

  3. vonmodel says:

    I latini dicevano cum grano salis , l entusiasmo diceva Aristotele deve essere come quando ti avvicini al fuoco ne troppo vicino ne troppo lontano,il giusto per scaldarti ,