IN MORTE DI CATANESE – TI SIA LIEVE LA TERRA, TARCISIO. QUELLA DALLA CINTOLA IN SU, CHE HAI RIEMPITO DI GIOCATE GIALLOBLU’ CROCIATE

02 Mar 2017, 17:00 3 Commenti di

TarcisioCatanese-750x330(Luca Savarese, Foto tratte da www.parmacalcio1913.com) – Ti sia lieve la terra Tarcisio, quella, dalla cintola in su, nelle nevralgiche zone dove danzano i fantasisti, che hai riempito di giocate gialloblù crociate. Dal centrocampo all’attacco, spina nel fianco dell’area di rigore, senza soste, ma con molte feste. Fu vera gloria. Un malore ti ha stroncato ma la tua classe, risplende, cristallina. Palermitano, classe 1967. Arriva nel ducato, se lo porta dietro direttamente da Reggio Calabria Scala: entrambi sono reduci da un campionato ad un passo dalla A vissuto, in panca e nel centrocampo della Reggina. Tarcisio_CataneseSaranno due pedine fondamentali per l’annus mirabilis 1990. La squadra che costruisce Nevio non può prescindere dai suoi colpi, mai fini a sé stessi, ma sempre apriscatole di vari successi. Il ragazzo durante le sue giovanili al Napoli si è fatto la bocca ammirando le danze di un certo Maradona. Gioca 34 gare su 38 nella cavalcata delle Valchirie, ed assesta due scalpi: all’Avellino, all’undicesima. E’ il 5 novembre del 1989, al Tardini è Ceccarini di Livorno (il famigerato fischietto che negherà poi il rigore all’Inter per il fallo di Iuliano su Ronaldo, nell’aprile del 1998) a fischiare quando la palla supera il portiere irpino Pino Taglialatela. Cambia il parziale al Tardini. E’ gol, lo ha fatto il Parma, ha segnato Tarcisio Catanese. (match che terminerà poi 2 a 1 per gli emiliani con rete finale di Minotti). Paganini non ripete, ma Catanese si. Quindicesima giornata, sceglie ancora l’Ennio come teatro di un altro sigillo. E’ il 3 dicembre, ai siciliani del Licata gli enfants terribles di Nevio Scala rifilano un poker. Dopo che Pizzi rompe le righe, ci pensa proprio Tarcisio a raddoppiare, al sesto minuto. Aveva un rapporto TarcisioCatanese1-206x300particolare con la palla, sapeva sempre, come si fa con una bambina, cosa fare: se usare dolcezza o autorevolezza, a seconda delle situazioni. E così, anche aggrappati alle vene dei suoi piedi, il Parma superò le colonne d’Ercole della serie cadetta per approdare nel paradiso della massima serie. Sono in molti, tra questi il nostro Majo, a prendere una cottarella per questo giocatore. Lo vedono di buon occhio, ne apprezzano le sortite da genio della lampada. Il 9 settembre del 1990, la vittoria di misura della Juve per 2 a 1, nel debutto del Parma in A a Parma, non può certo spegnere la gioia per un traguardo guadagnato ed ora realtà a portata di mano e di piede. 20 le presenze del talentuoso trequartista (quando ancora non si chiamavano così) palermitano. Nella stagione 1991-92, ancora venti gettoni, conditi con due sigilli, da serie A. Doppietta alla penultima giornata allo stadio Del Duca di Ascoli. Pareggia il vantaggio di Troglio e al 90’ , dopo il nuovo sorpasso ascolano con Maniero ed il 2 a 2 di Grun, ecco il 3 a 2. Lo sigla Catanese. Vuol dire qualità. Non solo strizza l’occhio al campionato, ma flirta, con classe, anche in quel viaggio chiamato Parma di Coppa Italia 1991-92, culminata col trionfo ai danni di madama. Il quarto di finale vede di fronte TarcisioCataneseTorinoParma-1024x576Parma e Genoa, partita tra due piccole, che si sono appena iscritte al corso delle grandi sorprese. Minotti e Catanese spianano la strada ai ducali ed inguaiano il grifone. Sulla prima coppa Italia, ci sono anche le sue mani, che ne recano i segni di una vita acre, fatina silenziosa, dentro una pellicola da sballo. A volte ritornano, lui lo fa, dopo le esperienze, qua e là, con le maglie del Bologna, Cosenza, Reggiana, Ravenna e Ancona. Fa in tempo, a vivere l’annata del canto del cigno del suo mentore Scala. Solo 5 le presenze in campionato ed una in Coppa Coppe nel ritorno casalingo dei sedicesimi contro gli albanesi del Teuta Durazzo. Nell’annata 1996-97 Parma saluterà definitivamente la C di Tarcisio Catanese. Ne accoglierà altre, come quelle di Chiesa e Crespo. Ma questa è un’altra storia. Tarcisio, scenderà dalla giostra e girovagherà su macchine molto meno spettacolari, in quegli anni, come Como, Cremonese, Montevarchi, Brescello, un rapido ritorno alla Reggiana, poi Chiusi e Monticelli. Da poche ore, ha raggiunto lo stadio celeste, quello dove le partite si rivedono tutte e non finiscono più. La colonia crociata, con Ceresini e Bellè in testa, gli sta facendo una gran festa. Per la corsa verso la serie B, il Parma ha un nuovo tifoso. Grazie di tutto Tarcisio. Luca Savarese (Foto tratte da www.parmacalcio1913.com)

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Carmina Parma, News

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3 Commenti a “IN MORTE DI CATANESE – TI SIA LIEVE LA TERRA, TARCISIO. QUELLA DALLA CINTOLA IN SU, CHE HAI RIEMPITO DI GIOCATE GIALLOBLU’ CROCIATE”

  1. Luca says:

    R.I.P.

  2. Marco says:

    Ciao Tarcisio

  3. Spinoza says:

    Ciao Tarcisio baluardo gialloblù