RIFLESSIONI CALCISTICO-ECONOMICHE SUL FATTO CHE TRA LE PRIME QUATTRO D’EUROPA NON CI SONO SQUADRE INGLESI E TEDESCHE, di Riccardo Schiroli

20 Apr 2017, 21:00 4 Commenti di

schiroli-slide(Riccardo Schiroli) – Con l’eliminazione del Leicester a opera dell’Atletico Madrid, ancora una volta tra le prime 4 d’Europa non ci sono squadre dell’inglese Premier League. Cade un po’ insomma il mantra che circola nel calcio italiano: “con le risorse degli Inglesi, noi non ci possiamo permettere di competere”. Il mantra perde ancor più significato sulla base dei risultati diffusi da Deloitte Sport Business: per la prima volta in 3 anni, sommando i risultati dei club di Premier League, si ottiene una perdita: esattamente di 110 milioni di sterline. E questo succede proprio quando la vendita dei diritti televisivi ha prodotto risultati da record.

Esaminando i dati meglio, si legge che l’effetto diritti televisivi sul fatturato si sente: il dato aggregato ha infatti portato a un aumento complessivo del 9%. Il problema è che le spese per gli stipendi dei giocatori sono arrivate a un incredibile 2.3 miliardi di sterline, con una crescita del 12%.

Dan Jones di Deloitte minimizza e afferma che presto le cose si rimetteranno a posto. Ma Stephen Galetti (Docente di sport management all’Università del Michigan; con lo pseudonimo di Stefan Szymanski ha firmato con Simon Kuper, uno scrittore inglese di origine africana, il celebre Soccernomics) dice che le cose non stanno proprio così. Secondo Galetti/Szymanski, non si possono fare previsioni sui conti delle società di calcio. Il problema è rappresentato dal fatto che l’oggetto sociale non è rappresentato da un utile di bilancio, bensì da un risultato sportivo. E voi (noi…) tifosi possiamo in un attimo comprovare la teoria di Szymanski/Galetti: preferiamo vedere la nostra squadra vincere o distribuire dividendi?

La sto mettendo in termini un po’ banali, ovviamente. Ma la cosa è effettivamente complessa. Cosa può fare l’amministratore di una squadra di calcio se le cose vanno male e l’area tecnica chiede interventi sul mercato? Può spiegare all’area tecnica (forse sì) e ai tifosi (certamente no) che ulteriori investimenti impedirebbero di raggiungere il risultato economico programmato?

La gestione economica è in linea di massima utilizzata come argomento strumentale da dirigenti che nemmeno ne conoscono bene i meccanismi, al punto che tendono a presentare i risultati economici come conti della serva (entrate meno uscite), mentre il bilancio di una società per azioni è qualcosa di molto più complesso e va letto per patrimonio, risultato economico e situazione finanziaria. Per dire: i debiti sono un problema relativo, se la gestione permette di rimanere in equilibrio e abbiamo un patrimonio sufficientemente robusto che li garantisce. Per essere pratici: se Berlusconi si comprasse una nuova villa da 10 milioni di euro con un mutuo, nessuno si sognerebbe di raccontare che è oberato dai debiti, giusto? Il caso della Juventus (che non ottiene certo performance contabili pari a quelle sportive, ma quando vince vede il titolo balzare in borsa, indipendentemente dalla situazione di bilancio) al riguardo è esemplificativo in modo esemplare. Ma quello del Manchester United è ancora più clamoroso. Ottiene fatturati da capogiro, ha debiti impossibili da giustificare e che non verranno mai ripagati. Paga stipendi privi di un senso (in particolare, quello del suo allenatore), lo scorso anno è arrivato (come tutti….) dietro al Leicester raccogliticcio di Ranieri e quest’anno, se va bene, vincerà l’Europa League.

I risultati nello sport sono influenzati da moltissimi fattori, buona parte dei quali (cito infortuni o malattie dei calciatori) assolutamente imprevedibili. Le aziende che mandano in campo le squadre sono società di capitali atipiche, che non distribuiscono utili e quindi hanno poco interesse a generarli. Per gli azionisti poi, l’utile arriva in effetti quando si va all’incasso in termini di prestigio.

Una postilla: oltre alla Premier League, tra le prime 4 d’Europa non troviamo nemmeno la BundesLiga. Dedicato a chi, la prossima volta che tra le prime 4 non ci sarà un’italiana, si affretterà a spiegarci perché gli altri sono molto più bravi… Riccardo Schiroli

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4 Commenti a “RIFLESSIONI CALCISTICO-ECONOMICHE SUL FATTO CHE TRA LE PRIME QUATTRO D’EUROPA NON CI SONO SQUADRE INGLESI E TEDESCHE, di Riccardo Schiroli”

  1. filippo1968 says:

    magari sarò superficiale ma il bayern è fuori a causa di evidentissimi e clamorosi torti arbitrali, mentre al Leicester è stato assegnato contro un rigore mezzo metro fuori area al andata…..
    sicuramente poi i fattori che subentrano sono anche altri ma è innegabile, che questo fattore spesso risulta essere detrminante in incontri dove la posta in palio, sportiva ed economica è altissima in un calcio iper professionistico non è accettabile….poi la ruota gira è vero ma per le società ,i conti sono conti

  2. Mauro "morosky" Moroni says:

    e guarda caso alla zebra, nel sorteggio odierno a ghè capitè la pu schersza ….Monaco
    se non l’an riveva gnan in finela..etor che triplete…
    e po la copa italia in l’an miga ancora vensa,,,

  3. Roberto says:

    Questa affermazione mi sembra un po’ fuori luogo.

    Il caso della Juventus (che non ottiene certo performance contabili pari a quelle sportive, ma quando vince vede il titolo balzare in borsa, indipendentemente dalla situazione di bilancio)

    Il titolo balza in borsa in caso di vittorie importanti, perchè gli operatori capiscono che il bilancio ne beneficerà, sotto forma di incassi, diritti televisivi, premi, merchandising. Quindi non è indipendentemente dalla situazione di bilancio, ma solidamente dipendente da dati di bilancio futuri, che il valore azionario del momento ancora non comprende.

  4. Gabriele says:

    Il discorso sportivo e quello economico sono su piani totalmente diversi.
    Sui diritti televisivi tra club inglesi la forbice è molto piu ridotta rispetto ai nostri (per me più equa) ma sono molto bravi a ottenere altri ricavi, su merchandising e strutture di proprietà possiamo solo imparare.
    Non capisco perchè sarebbe insensato lo stipendio di mourinho, il suo valore di mercato è quello ed è dato dal suo curriculum. In proporzione costano molto di più allenatori mediocri