CARMINA PARMA / A TU PER TU CON DINO BAGGIO, VINCITORE DELLA COPPA UEFA 99 DIVENTATA MAGGIORENNE: “PAGHEREI PER RIGIOCARLA ANCORA…”

16 Mag 2017, 15:30 1 Commento di

luca savarese(Luca Savarese) – La Coppa Uefa ’99 il 12 maggio è diventata maggiorenne. Dino Baggio l’ha alzata al cielo, come la prima del ’95. “Nel ’99 avevamo un centrocampo come pochi, ma la finale a Milano contro la Juve è stata la partita più bella della mia vita: pagherei per rigiocarla ancora”. Auguri Coppa Uefa 99! Si possono fare gli auguri ad una Coppa? Certo che sì, specie se quella coppa, argentata, a forma di leggera V maiuscola, pesante ma spaziosa come la vita, si chiamava Uefa ed era l’attrazione che all’Luna Park Parma riusciva meglio e, la coppa uefa 99più spettacolare. Oggi, figlia di questo tempo che cambia nomi, trancia brani e crea  brand  ha fatto un salto all’anagrafe; ora si chiama Europa League, ma è Lei, non ci piove, quella che ha reso orgogliosi diversi bambini di Parma e quelli che avendo da poco fatto la scelta di tenere al Parma pur non essendo di Parma, si sono visti abbracciati da quell’argento vivo addosso a quei giocatori che poi l’hanno conquistata e dentro l’argento di quel trofeo, hanno visto che alcune favole, possono anche realizzarsi. Mentre i loro compagni attaccavano figurine, loro dino baggioviaggiavano dentro la Coppa Uefa vinta da una squadra piccola ma formata da grandi giocatori. La Coppa ci prese gusto. Mica una, addirittura due. Dopo averla fabbricata il 17 maggio del 1995, nella veneranda fabbrica di San Siro, è tornata in bottega e via a sfornarne un’altra:12 maggio 1999, Mosca, a comandare tra zar e a scaldare i colbacchi. Per fare due lavori apprezzati, la Coppa ha avuto bisogno anche di un artigiano con i piedi d’artista, decisivo a Milano e punto fermo nella mediana che a Mosca fece passare una brutta serata al Marsiglia. Un sola parola, anzi due: Dino Baggio.

Quando abbiamo avuto il piacere di sentirlo, ieri, era in macchina. Da giocatore guidava, correva e segnava abitando il centrocampo, oggi, mentre si racconta, è al volante, ma il ritmo è sempre alto, la velocità di pensiero pulita e le conclusioni, pardon, le parole, arrivano puntuali, come una palla ben calciata.

Dino, la Coppa Uefa 1999 il 12 maggio è diventata maggiorenne. Tu, l’hai vista nascere, personalmente, in mezzo al campo, in quella sera russa davanti al Marsiglia

E’ sempre importante e particolare ricordare e riproporre quella sera e quel momento. Fu una grande occasione, vinta. Ci sono tante cose che la rendono ancora importante. Te che mi chiami, per esempio, per chiedermi di quel Parma, che ha vinto tanto in Europa, in Italia era difficile, ma in Europa se c’è una squadra che non solo ha dominato ma ha vinto nell’ultima decade degli anni novanta, quella è stata il Parma”.

Grande squadra, la cifra tecnica parlava da sola…

Quella Uefa fu anche il frutto di un centrocampo ricco di qualità e quantità, forza fisica, esplosività, corsa, tecnica, poi tutti giocatori nazionali, oltre a me, ricordiamo chi avevo accanto: Boghossian, Veron, Fuser, Vanoli, Fiore. Un mix perfetto che in poche squadre in mezzo al campo potevano vantare ed hanno poi vantato”.

Anche sotto il profilo dello spirito di gruppo, beh non eravate secondi a nessuno…

Era un gruppo eccezionale, in campo ci davamo tutti una mano, anche l’errore di un compagno non veniva mai rimproverato ma sempre aiutato e messo in una direzione positiva e quando crei un gruppo così consistente, poi i risultati di spessore arrivano di conseguenza, perché remavano tutti nella stessa direzione e questo ci aiutava molto”.

Dino, tu sei stato uno dei pochi eletti ad aver vinto la Coppa Uefa due volte, con la stessa maglia, gialloblù crociata. Oltre a quella del 99’, c’è la prima, quella del 95’, quando molti bambini, me compreso, salirono idealmente a San Siro sulla tua testa e quando scesero, si ritrovarono nella porta della Juve. Insomma, quanto pesa per te la Coppa Uefa?

Quella del 95’ per me è la migliore di tutte. Ne ho vinta una con la Juve e due col Parma. Venivo dalla cessione dalla Juventus al Parma, che fu accompagnata da mille problemi, mi avevano ceduto tra tanti punti di domanda. Grazie a quella Coppa vinta dal Parma, la Juve poi non potette fare il triplete, perché vinse lo scudetto, la Coppa Italia (contro il Parma, nda) ma non la Coppa Uefa, quella la vincemmo noi, il Parma. Fu una specie di doppia rivincita. Pagherei, ti dico, per rigiocarla adesso, ancora”.

Oggi giochi ancora amatorialmente e con i tuoi figli?

Si gioco oggi quando ci chiamano gli ex della nazionale, gli ex dell’Inter, del Toro, non so se a Parma c’è una squadra di ex recenti, ma mi sembra di no per il momento. Andiamo a fare delle partite in giro per il mondo. Stiamo fuori, tre o quattro giorni, così vedo quello che non vedevo prima quando dovevo solo giocare, mi gusto la città e le sue meraviglie. Queste sfide sono spesso a scopo benefico ed è molto bello e poi si, faccio anche il pulminista dei mie figli, due maschi, che gli accompagno, e li seguo nel giocare a pallone. Si, il rapporto col pallone continua”.

Dino il Parma ora è chiamato al doppio confronto contro il Piacenza nel play off di Lega Pro. Che idea ti sei fatto della squadra e potrà tornare dove tu l’avevi lasciata, in serie A?

La cosa più importante è riuscire a salire di categoria. Non so quanto ci vorrà, se sarà già quest’anno o l’anno prossimo, ma bisogna salire, poi salendo, tutto si fa più semplice. E’ importante non fare passi troppo grandi ed avere gente competente come Parma, da quel che sento, finalmente sta ritrovando. Purtroppo c’è gente che capisce di calcio fuori e gente che non capisce un tubo in molte società. A Parma, da questo punto di vista, le cose, adesso, sembrano andar bene e presto tornerà nel suo habitat, la serie A”.

Allora ancora tanti auguri Coppa Uefa del 1999. Non capita a tutte le coppe ricevere gli auguri da Dino Baggio, un 8, che finiva spesso in gol. E tu, ne sai qualcosa. Luca Savarese

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1 commento a “CARMINA PARMA / A TU PER TU CON DINO BAGGIO, VINCITORE DELLA COPPA UEFA 99 DIVENTATA MAGGIORENNE: “PAGHEREI PER RIGIOCARLA ANCORA…””

  1. Luca says:

    Ricordo ancora il suo gesto delle monete contro la Juventus. Calciatore e uomo vero, non ipocrita.