CARMINA PARMA, di Luca Savarese / La finale è di rigore. Il sinistro di Capitan Lucarelli scaccia la paura e porta il Parma all’ultimo atto

14 Giu 2017, 11:00 11 Commenti di

luca savarese(Luca Savarese, video dal canale ufficiale YouTube del Parma Calcio 1913) – Rigore è quando arbitro fischia diceva Vujadin Boskov, il labbro di Novi Sad. Un rigore lo scorso anno, nella realtà stridente, per i colori crociati, della quarta serie, iniziava a scandire il ritmo di un nuovo viaggio. Lo segnava Riccardo Musetti in quel di Arzignano Chiampo. Prima giornata. Un rigore, nel catino nobile dello stadio Artemio Franchi, spedisce il Parma nella finale play-off. La serie dal dischetto tra emiliani e Pordenone è equilibrata e il sesto rigore va a batterlo lui. Alessandro Lucarelli, l’uomo della fiducia, il barricadiero di mille battaglie, la prima luce del mattino a Collecchio e l’ultimo faro a capitan alessandro lucarelli semifinale play off foto di Giovanni Padovanispegnersi negli spogliatoi. Rincorsa, tiro, sinistro, palla che gonfia la rete, spiazza Tomei e fa volare i ragazzi di D’Aversa sotto la sud a ricevere abbracci, lacrime e preghiere. Non si è ancora fatta la storia, ma sembra essere un monito scritto nel tessuto dei ducali: Alessandro Lucarelli da Livorno, difensore navigato e capitano di lungo corso, è il coreografo scelto dal destino nei momenti più decisivi del Parma. C’era in B nel 2008, c’era nei giorni del fallimento, c’era in D ed ora un suo rigore porta tutta la masnada ad un passo, l’ultimo, verso la B. Pareva Dover guardare i suoi compagni dalla panchina per non aver recuperato appieno da un guaio fisico, ma poi la realtà dell’agone ha messo k.o. Mazzocchi, dirottato sulla destra Iacoponi e rimesso la chiesa, pardon Lucarelli, al centro del villaggio di speranze e certezze chiamato Parma. Neanche Fellini avrebbe potuto cucirgli addosso una parte così intrigante, un ruolo fatto quasi con lo stampino. I rigori salvano il Parma e condannano un Pordenone strenuo e stoico, che pur senza Stefani, Berrettoni ed Arma ha costretto il Parma a portare il match prima all’extra time e poi ai rigori.

Gli uomini di D’Aversa si sono come ritrovati dagli undici metri, dopo che durante i 120 minuti si erano troppe volte sfilacciati e parecchio disuniti. Quel pezzo di terreno tra chi attende a centrocampo e chi va a calciare dal dischetto, ricementa il gruppo, spreme le meningi del cuore e ricompatta la convinzione. Tutto serve in quegli istanti, affascinanti e tremendi. Anche il gran rifiuto del sinistro-sentenza dell’Arciere (scelta mica di fellone, ma di uno guardingo, che forse ripassa le statistiche dei suoi rigori in questa stagione e si tira indietro) anche il mancino spregiudicato e con un pizzico di beata incoscienza di Edera e poi un Frattali formato Dida, ammiraglio rossonero di Manchester, nella notte maledetta per Madama di Old Trafford del 28 maggio 2003.

Nell’ordalia dei penalty ricomincia la partita del Parma e finisce quella del Pordenone, che pure reclama un rigore in zona Cesarini dei supplementari. Ci poteva stare, non ci poteva forse stare una direzione decisamente troppo all’inglese su entrambi i fronti del signor Pillitteri. Il Parma a Firenze, campo di Marte ha condensato i pregi ed i difetti di fabbrica della sua annata: gente di categoria superiore tra le proprie fila, uno di questi, Gigi Scaglia, gli regala il vantaggio e quell’antipatica e quasi apatica presunzione di essere sicuri che in fondo, un gol fatto, garantisca l’interezza dell’opera.

Lo ammette anche mister D’Aversa appena termina la battaglia ai microfoni di Raisport rispondendo alle domande del bordocampista Lucio Michieli: “Abbiamo lucrato sul vantaggio, non mi è piaciuto”. Quando le colpe si riconoscono, poi fanno più in fretta ad andar via. D’Aversa non si sbagliava anche a dire alla vigilia che i friulani assieme al Foggia hanno espresso il miglior calcio della Lega Pro. E lo si è visto sul manto del Franchi. Non si sono scoraggiati dopo il gol preso, e nel primo tempo soprattutto trascinati da Luca Cattaneo (da seguire) e nella ripresa con più senso del collettivo, hanno preso per mano la partita, mendicanti di giocate decise (il pari del dinamico Marchi) ed istanti favorevoli. Tedino, che un po’ ricorda l’uomo del fiume Serse Cosmi, ha mostrato che non si arriva due anni consecutivi alla semifinale play-off. Non gli portano però fortuna le squadre che iniziano con la lettera P e che finiscono con la A. Lo scorso anno infatti a tagliarlo fuori fu il Pisa. Ora non c’è tanto tempo né per la critica della ragione pura, nè pratica, il caldo incalza e bisogna recuperare le residue e necessarie energie fisiche ed interiori. Sabato davvero la vita di questa squadra nata nel 1913 e fallita e rinata varie volte, potrebbe uscire a cena con la storia. Sarà un altro film, da vivere momento dopo momento, senza lasciare nulla al caso ed alla presunzione. Reggiana o Alessandria, vedremo, quel che tutti quelli che amano questa squadra vorranno vedere è questa squadra stessa, dall’inizio alla fine, senza nessuna intermittenza. Piccoli e liberi come i leoni che entrarono a Wembley nel 1993, ma anche tignosi e sul pezzo come le iene che andarono a Bologna a riabbracciare la serie A nello spareggio coi felsinei del 2005. Insomma Parma, la storia la facendo un’altra chiamata, tu preparati a rispondere, come sai, come sei. Luca Savarese, video dal canale ufficiale YouTube del Parma Calcio 1913

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11 Commenti a “CARMINA PARMA, di Luca Savarese / La finale è di rigore. Il sinistro di Capitan Lucarelli scaccia la paura e porta il Parma all’ultimo atto”

  1. Lukfur says:

    Una cosa è chiara dopo questa partita, MISTER D’AVERSA è INADEGUATO PER IL PARMA.
    Abbiamo vinto per fortuna e non perchè siamo stati i più bravi in campo.
    Il gol di Scaglia è stato solo frutto di fortuna e bravura dei singoli, ma il gioco non c’è.
    Inutile che il mister ancora ce la meni con il gioco che la squadra deve ancora ritrovare.
    Se fosse un allenatore capace, anche se inesperto, dopo sei mesi lo avremmo visto questo benedetto gioco.
    E con questo popò di squadra, che potrebbe anche vincere la serie B….
    Ieri nel secondo tempo i telecronisti RAI si facevano grasse risate commentando i colloqui del mister con il fido Tarozzi in panchina mentre cercavano alternative tattiche allo strapotere del pordenone, da metà del secondo tempo in avanti.
    Mister, non si è accorto che aveva perso il centrocampo?
    Saremmo stati condizionati pure dagli infortuni di Scozzarella e di Mazzocchi, ma il fatto che i Ramarri ci avrebbero messi sotto era prevedibile! (e gli mancavano 3 dei migliori…)
    Ritengo pertanto che, anche se dovessimo vincere i play off e raggiungere la tanto desiderata serie B, il merito sarebbe solamente del fattore C e delle invenzioni individuali.
    Individualità molto buone ce ne sono, ma manca la squadra ed il gioco.
    Ormai dopo 6 mesi, e con le motivazioni play off non ci sono più scuse: D’AVERSA è INADEGUATO AL PARMA ed alla serie B.
    Considerando inoltre che la sua esperienza al Parma rappresenta il 33% della sua carriera, potrebbe continuare a fare esperienza sul altre panchine a lui più congeniali come Ancona o Fano…
    Il Parma non può investire milioni e milioni e lasciarli in mano ad un mediocre allenatore….
    Ne serve uno bravo e con le palle….
    Spendere per spendere, meglio investire su Guidolin o tentare di richiamare Donadoni ( in B probabilmente ci verrebbe, a fronte di un progetto serio)

  2. Ciccio7 says:

    Considerazioni varie…ai punti avrebbe vinto il pordenone…ma questo non è pugilato…possiamo dire che il Parma è arrivato davanti al pordenone i no campionato e su 3 confronti 2 li ha vinti e 1 pareggiato. Quindi direi che ci sta che andiamo avanti noi! L’arbitro per tutta la partita ha sbagliato molto soprattutto a nostro sfavore…vedi rigori ed espulsioni non date…alla fine il contropiede fermato poteva anche evitarlo però c’era un giocatore (tra l’altro del pordenone colpito alla testa) è da regolamento l’arbitro deve interrompere il gioco. Poi sul rigore…Anche qui lo puoi dare o no,pero’ il giocatore scivola molto prima e frattali non è che può scomparire! Quindi i dubbi rimangono!

  3. Luca il lucano says:

    Una cosa spero : basta che non ci sia NUNZELLA in finale al posto dello squalificato Scaglia

  4. albano says:

    Lukfur e Ciccio7 dicono pienamente il giusto.
    D’Aversa ormai la promozione la deve portare a casa e poi lui fare qualche anno di lega pro, su piazze meno esigenti e obbiettivi diversi. solo dopo si potrà rivalutarlo. se non centra la serie B il suo futuro sarà nei dilettanti. quindi anche per lui è un punto cruciale.
    per l’ arbitraggio ripeto come scritto di la non lo ho visto a ns favore anzi se mettiamo tutto sulla bilancia…. L’ errore è della lega che ha messo un arbitro anche di belle speranze ma inesperto per questa gara rischiando pure di bruciarlo.
    stasera mi pare danno in differita l’ altra semifinale. se rimango sveglio vorrei vederla ma spero che il Mister la veda molto bene per prendere le dovute precauzioni sabato. non dico di dettar legge ma almeno di non dover sperare per forza solo al fattore C

  5. Maria Teresa (Teresita) says:

    “La finale è di rigore!” ….Bravo Luca Savarese

    e…..WE ARE PARMA!

  6. FORZA PARMA says:

    Non è il tempo delle critiche questo, ci vuol tanto a capirla?? Tutti a tifare a Firenze e basta!
    Piantatela di fare i soloni per qualche giorno, aspettate almeno domenica per ricominciare

  7. LucaB says:

    Adesso c’è l’Alessandria come pensavo.

    Questi sono forti almeno come il Pordenone.

    Hanno fatto fuori la Regia facilmente

    Hanno vinto ai rigori col Lecce.

    Erano Primi in classifica e hanno finito a pari punti.

    Se non giochiamo come il Parma ci UMILIANO…

  8. LucaB says:

    Questa è per Lucarelli o un suo compagno

    Appena entra in campo Gonzales…

    https://www.youtube.com/watch?v=bXdUctNGfTQ

  9. mauro morosky moroni says:

    Minchia che vangheda….