CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / Tra rigorini e dintorni la finale s’ha da fare. Sperando in un futuro ed una formula migliori…

14 Giu 2017, 15:00 9 Commenti di

gianni-barone1.jpg(Gianni Barone, video dal canale ufficiale YouTube del Parma Calcio 1913) – E’ difficile trovare il titolo giusto, è impossibile azzeccare la considerazione esatta, è impensabile stabilire chi meritava di più, di conseguenza affidarsi alle dichiarazioni del momento potrebbe portare anche fuori strada, però uno straccio di giudizio su tutto quello che è successo in una semifinale insidiosa per il Parma, e gratificante per il Pordenone, bisogna scovarlo tra le pieghe di un regolamento assurdo, soprattutto in riferimento alle sanzioni disciplinari (solo due ammonizioni per far scattare la squalifica, come ben sanno Corapi e Scaglia che dovran saltare, per questo debito con la giustizia sportiva, la finalissima) e alla fine di una gara giocata in uno stadio troppo grande, per la categoria, da apparire quasi un deserto.

I commenti del giorno dopo, sono contraddittori, non vi sono dubbi, i giudizi sui giocatori e le relative pagelle, di sicuro non saranno metabolizzati al meglio da chi di dovere, e da chi ha il diritto per opporsi in maniera decisa e risoluta. Resta la consapevolezza che risulta assurdo decidere un campionato, una stagione intera, in queste condizioni, al termine di una estenuante, infinita, kermesse a metà giugno a poco più di mese di distanza dall’inizio della stagione prossima.

In tema di Play off, la LEGAPRO, di sicuro ha toppato, e dovrà in seguito porre aggiustamenti e rimedi ad una formula che qualcuno, segnatamente il difensore del Parma Di CESARE, al termine della gara con Lucchese, non aveva esitato a definire “follia pura”. Non vi sono dubbi su questo, però, alla vigilia, nessuno lo aveva intuito, visto che era stato accettato e avallato, senza nessun tipo di remore o di opposizioni. Purtroppo chi decide, chi programma, chi organizza, non sempre si dimostra illuminato, e davanti a tutte le storture di questa formula, bisognerebbe, oltre che rimediare, chiedere anche scusa per gli errori e la mancanza di acutezza nelle scelte a tutti, tifosi in primis, oltre che ai calciatori, che saranno pure professionisti ben pagati, ma che sono stati costretti ad affrontare uno stillicidio tremendo in termini di energie fisiche e nervose.

In ogni caso onore a tutti al Pordenone, che ci ha provato, a vincere per tutto il secondo tempo, con una gara generosa, ma accorta dal punto tattico, anche se in svantaggio, onore al PARMA, che messo in campo una prestazione coraggiosa, con tutti suoi elementi, capaci di lottare e di soffrire, peccato che le pagelle del giornale locale, non rendano merito a tutti, soprattutto a coloro che sbuffano e sfangano in mezzo al campo, e poi, dopo tanta fatica, trovano il coraggio e la dignità di presentarsi sul dischetto per i tiri di rigore decisivi.

Mi riferisco a Scavone che il rigore lo ha calciato sul palo, ma soprattutto a MUNARI , che se lo avesse sbagliato (il quinto) avrebbe mandato tutta la squadra a casa, addirittura il 5, mi sembra proprio una mancanza di rispetto, oltre che un’inesattezza dal punto di vista del giudizio tecnico e giornalistico, se confrontato con il 6,5 di Corapi, generoso fin che si vuole, bravo anch’egli dal dischetto, ma a volte apparso come un vero e proprio estratto di confusione, soprattutto nell’occupazione degli spazi centrali.

Che ci può stare, però occorre essere un po’ più sereni, quando si distribuiscono meriti e demeriti a mezzo stampa. Munari è un giocatore che non piace tanto ai tifosi, e ai critici, perché svolge un lavoro oscuro, poco appariscente, ma utilissimo, che sfugge, durante la gara, ai radar, di chi è intento a saltare e urlare dalla curva, e a chi è intento a ticchettare sul pc per realizzare il pezzo. L’importanza di giocatori di questo genere la si avverte solo  quando sono assenti. Non vi sono dubbi. Chi ha giocato a calcio, e ha lottato come non mai, per la conquista di un pallone sporco, di una ribattuta, potrà capire, chi invece si riempie la bocca con “attaccare le seconde palle” o con  “difendere con tanti uomini dietro la linea della palla” e basta, senza conoscere l’effettivo significato di tutte queste sandreanate e dintorni, è autorizzato a fraintendere.

Questo ed altro emerge da una serata tirata, sui nervi, e con le residue energie mentali e fisiche esibite, in una gara che ha confermato quanto i due tecnici, bravi entrambi, lo siano stati nella lettura delle varie fasi e negli sviluppi di gioco, oltre che nei commenti. “Meritavamo di passare noi” dice Tedino “Ma questo è lo sport” aggiunge il tecnico del Pordenone, che anche ieri ha dimostrato di essere molto preparato e in grado di meritare categorie superiori.

Infatti, pur senza l’attacco titolare, ha tenuto sempre in apprensione il Parma con un gioco meno frenetico, rispetto alle gare di campionato, ma più ragionato e lucido, partendo dalla scelta della difesa a 3, iniziale, per effettuare i raddoppi sulle punte esterne avversarie e per tenere le stesse, nel secondo tempo, più basse quindi inoffensive in caso di palle perse, o ribaltamenti di fronte. Poi abile nel cambiare il sistema al momento giusto, quando occorreva chiudere i tempi per raggiungere il pareggio, mettendo in atto un 4-3-3 elastico per la presenza, tra le linee di Cattaneo imprevedibile nel cercare le giocate ficcanti, sebbene calato nella ripresa e sostituito nel finale.

Dal canto suo D’AVERSA è apparso soddisfatto e critico, al tempo stesso, quando ha affermato “Siamo contenti di aver passato il turno, ma consapevoli del fatto che una squadra come la nostra deve giocare a calcio”. Critico e basta quando incalzato sulla questione della stanchezza e sul calo fisico della sua squadra ha sbottato con “Ci risiamo la solita critica. No, il Parma non è stanco fisicamente, tutto parte dalla testa. Abbiamo cercato di voler portare a casa il minimo risultato con il massimo sforzo. Bisogna che il PARMA impari a giocare spensierato, come sa.”  E ci risiamo sì, questa lettura manda in frantumi le convinzioni di molti, circa la tenuta fisica dei giocatori del PARMA, ma arrivati a questo punto, sempre grazie alla formula graviniana e dintorni del meccanismo Play off, risulta difficile, se non addirittura impossibile, pretendere tenuta fisica e gamba per tutti i centoventi i minuti, anche se il secondo tempo supplementare ha rivelato un Parma più tonico rispetto al secondo tempo regolamentare.

Sempre dettagli, comunque, in ogni caso lo sforzo massimo a cui accennava il tecnico del PARMA, ha garantito la possibilità di arrivare in fondo con la testa ancora concentrata sull’obiettivo massimo. Nessuno ha parlato o ha preteso, giustamente, il bel gioco, ma gli assertori del “Nel calcio l’importante non è vincere, ma giocare bene “, di sacchiana memoria, sicuramente insorgeranno, al pari dei soliti ciocolatè, ancora perplessi e insoddisfatti nonostante l’affermazione importante, però solo ai rigori, qualcuno eccepirà.

Ma i tiri di rigori, da non confondere con i calci di rigore, che sono quelli concessi durante svolgimento della partita per punire falli o interventi irregolari, bisogna saperli battere bene, e nel caso del portiere Frattali, bisogna saperli parare bene, ma soprattutto bisogna avere il coraggio di andarli a battere, infatti il commentatore tecnico di RAI SPORT Mario Soma, in diretta si è stupito della mancanza di CALAIO’ tra i rigoristi del PARMA, affermando “Un giocatore del suo livello e della sua esperienza non può esimersi dal battere il rigore” . Molti non si sono neanche accorti o non ci hanno fatto caso, però a qualcuno, compreso me, è venuto alla mente il caso della finale di Coppa dei Campioni del 1984 fra Roma e Liverpool, spero di ricordarmi bene, allorché ci fu il rifiuto, clamoroso, del grande Falcao che non si presentò, tra lo stupore generale, sul dischetto, al suo posto andò il difensore Righetti che lo realizzo, al contrario dei più quotati Bruno Conti, Graziani, che, sbagliando, di fatto regalarono il trofeo agli Inglesi.

Nel nostro caso invece, al posto del capitano di giornata, è andato il giovanissimo Edera, calciando benissimo, ma l’onore del gol decisivo è spettato, al vero CAPITANO, seppur senza fascia al braccio, LUCARELLI. Meglio non poteva andare anche se ai tempi, FALCAO disse, che aveva i crampi, forse la stessa cosa sarà capitata anche a CALAIO’? Al momento ciò non è dato sapere. Ma tant’è, ora le menti, e non solo, sono proiettate tutte alla finale di sabato (sdong) si spera senza rigorini, rigoroni, calci o tiri di rigore, rifiuti, prese di responsabilità improvvisate, improvvidi ripensamenti arbitrali in merito ad interruzioni del gioco  con azioni dal gol in corso, e con giudizi sui singoli un po’ più calzanti. Speriamo in un futuro e in regolamento di formula migliori. Benissimo. Gianni Barone, video dal canale ufficiale YouTube del Parma Calcio 1913

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9 Commenti a “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / Tra rigorini e dintorni la finale s’ha da fare. Sperando in un futuro ed una formula migliori…”

  1. Gabriele says:

    Finalmente un analisi equilibrata, complimenti.
    Con questo format se arrivi in fondo o prima o dopo quasi certamente passi attraverso una partita fortunata.
    Complimenti al Pordenone tra l’altro. Qua sempre fucili puntati e vagonate di letame pronte al lancio ma ci sono anche gli altri.
    Abbiamo sofferto tanto e poi gioito, bellissima atmosfera allo stadio, peccato per un servizio d’ordine non all’altezza

  2. Luca says:

    Assurdo far andare 27 squadre ai playoffs e farli durare un mese. Così avremo sempre poche partite spettacolari perchè le squadre baderanno sempre al soldo. Ricorda il casino dei playoffs del campionato belga (se qualcuno li ha in mente).

  3. FORZA PARMA says:

    Bravo Gabriele. Ora conta solo andare tutti a Firenze a fare un tifo assordante per 95 (o 125) minut i!!
    Andiamo a vincerla!!

  4. mauro morosky moroni says:

    Di Corapi ..

    estratto di confusione ?
    si qualche appoggio o passaggio sbagliato ma, a centrocampo, è l’unico che corre e macina km…

    vorrei non doverlo rimpiangere nella finale…
    sperema ben ..

    • Steve says:

      Daccordissimo con lei. Scaglia ci manchera ma tra quelli che non ci saranno Corapi e quello che ci mette tantissima grinta, pure tantissima qualita. Tutte le volte che ha giocato fa un paio di sbagli, alcuni un po grossi, pero ci stanno sempre vista la quantita industriale di palle giocate bene.

      Io ci credo che ce la possiamo fare, sperando di avere uno Scavone un po piu in palla, un Baraye un po meno intento a fare la giocata magnifica e l’immenso Di Cesare visto nella semifinale, ce la facciamo.

  5. filippo1968 says:

    ma soprattutto chi è quel genio che fa disputare a metà giugno con questo caldo una finale …A FIRENZE UNA DELLE CITTà Più CALDE E UMIDE D ESTATE, ALLE ORE 18 00!!!!!!LE SEMIFINALI ALLE 20 45 LA FINALE ALLE 18.00 CON IL SOLE BELLO ALTO………. poi magari si lamentano che le squadre non corrono e non offrono spettacolo ..già arrivano da una stagione lunghissima e non contenti li buttano sotto il sole …bhò!!

  6. albano says:

    si sa qualcosa di Scozzarella? recupera?

  7. gianluca barazoni says:

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