CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Il Villaggio calcistico: Fantozzi è un po’ tutti noi

05 Lug 2017, 00:00 14 Commenti di

gianni-barone.jpg(Gianni Barone) – Lo hanno già fatto tutti, è inutile ripetere quello che Paolo Villaggio e il suo FANTOZZI hanno rappresentato per la vita di tutti noi: però un doveroso ricordo calcistico occorre riproporlo. Oltre alle immagini, alle foto, della fatidica sfida calcistica fra quarantenni e il mitico pugno sferrato in pieno volto al malcapitato travet abbarbicato alla finestra, mentre in sottofondo andava la cronaca di ITALIA- INGHILTERRA col commento di Nando Martellini, il calcio nell’italiano medio, più vessato, più umiliato di tutti i tempi, ha sempre trovato una collocazione ideale in quanto specchio fedele di una società in cerca di riscatto, di dignità e svago contro il logorio della vita moderna, come recitava una pubblicità anni Sessanta di un amaro. E Fantozzi/Villaggio in questo è stato, sono stati, villaggio calcisticoun… dei veri maestri. Qualcuno ha sottolineato, tra gli innumerevoli ricordi, il lato più geniale del comico genovese e della sua opera: quello letterario dal quale sono partite tutte le sue analisi dell’esistenza, a metà tra il grottesco e il paradossale, di ognuno di noi. E’ facile ridere, applaudire, adesso ricordare, ma è stato e sarà altrettanto facile identificarsi, nei tic, nelle paure, nelle ossessioni, nelle scene messe nero su bianco dalla produzione letteraria iniziata nei primi anni settanta con il primo libro intitolato appunto, e semplicemente “Fantozzi”. Mi piace ricordare  questo lato, questa faccia di quello che è stato più di un comico, più di un clown, più di un fantozziattore, perché, in quegli anni, primi anni settanta, io tredicenne iniziavo a cimentami con le mie prime letture autonome, fuori dall’ambito scolastico. Letture rappresentate all’epoca da “Conversazione in Sicilia” di Elio VITTORINI, “Il fu MATTIA PASCAL” di Pirandello, “Il CASTELLO” di Kafka e udite, udite, proprio “FANTOZZI” di Villaggio. In mezzo a tanta cultura un po’ di comicità, un po’ di umorismo, qualcuno penserebbe, però , in quel periodo, ancora non lo comprendevo in quelle pagine, amare, rivoluzionarie, in un certo senso, vi erano annidati, tutti i sogni, le incertezze, di una o più intere generazioni e il lato calcistico veniva trattato con un garbo e benevolenza, seppur intrisi di ferocia rassegnazione per come venivano descritti i personaggi e i protagonisti, che non avevano e non hanno eguali in altri opere letterarie. Un premio Nobel, mancato, per la materia, non vi sono dubbi, ora più che mai, ma anche allora, quello che io considero con un padre dal punto di vista della scrittura, ha descritto alla perfezione l’animo umano e tutti i suoi tormenti piccoli e grandi, quotidiani ed esistenziali.

fantozzi partita scapoli ammogliatiUn maestro anche nelle descrizioni, come nella già citata “Sfida calcistica fra quarantenni” della quale mi piace ricordare l’incipit: “C’è sempre in ogni agglomerato umano l’organizzatore di sfide calcistiche, mentre godono fama di organizzatori, questi elementi sono in realtà solo dei criminali pericolosi e la loro monomania porta periodicamente dei padri di famiglia sull’orlo della tomba”  e alcuni altri frammenti significativi  tipo “Da una parte erano schierati tre ammogliati, dall’altra cinque scapoli. In partite di questo tipo in Svezia si presentano 22 giocatori tutti alti, tutti biondi, tutti belli. Questi erano di taglia mediterranea. C’era un fantozzi scapoli ammogliatigiocatore sui 112 chilogrammi alto 99 cm, altri invece erano alti 1,90 ma pesavano 23 chili, purtroppo abbondavano i calvi che nelle giornate di pioggia non riescono a colpire la palla di testa perché scivola via. A volte, anzi, trattandosi di un vecchio pallone, li scotenna ferocemente quando colpiscono dalla parte della stringatura che l’usura ha affilato come un rasoio”; oppure entrando nella descrizione è bello ricordare passi del genere “Il punteggio che fino a quel momento era rimasto bloccato sullo zero a zero, degenerò decisamente: 5 a 8, 11 a 20, e poi 38 a 24. Erravano in campo dei calciatori miopi, ormai fantozzi risucchiatoquasi ciechi, avendo perso gli occhiali nelle mischie, che colpivano sempre i compagni di squadra in nuca, credendo di respingere la palla”. Questo non serve solo per ricordare, ma per non dimenticare nessun tipo di lezione che arriva da chi aveva messo da parte le banalità di un certa comicità ufficiale, per occupare spazi che ora, solamente ora, la cultura, quella vera, pare volergli tributare, fuori da ogni tipo di snobismo radical chic, spesso ancora imperante dalla nostre parti. La vena calcistica di uno che vedeva nello sport da Fantozzi rutto liberopoltrona oltre che un maldestro tentativo d’identificazione coi miti, una sorta di rivalsa sociale mai sufficientemente sostenuta dal tentativo catastrofico di rappresentare la realtà di tutti giorni. Chi come me ha amato questo tipo di rapporto con lo sport, con il calcio, non potrà esimersi dal rendere merito a chi è stato genialmente capace di restituirci pagine e racconti come questi: “Adesso la TV, un’ora dopo la partita, vi fa vedere i gol dei campioni. Si tratta di gol che quasi mai i cameramen riescono a seguire fino in fondo alla rete. Si vede partire la palla, ma  non si sa mai dove vada a finire. E’ gol solo quando si vede carosiola rete che si muove! Un tempo i gol venivano raccontati da Carosio e nessuno aveva il tempo di controllare la verità delle azioni descritte. Esempio: palla ad Amadei che entra in area di rigore inglese… entra con palla, scarta un avversario, ne scarta un altro, avanza solo con la palla, gli si fa incontro il portiere inglese…  Amadei lo scarta… Rete! Ha segnato il mezzo sinistro inglese BROADIS per l’Inghilterra. Il nostro portiere coperto nulla ha potuto contro l’improvviso tiro” . Pagine come queste, ci riportano alla mente, ricordi ed episodi che, per chi come me, che ha fatto cronache alla radio e in tv di calcio, sono difficili da dimenticare. Infatti chi è dell’ambiente trova un parallelo fra quanto sopradescritto, attribuito al padre di tutti noi cioè Carosio, con la radiocronaca di una partita del Parma, anni Ottanta, di Giampaolo Anghinetti di RADIO Emilia che avventurandosi nella foga delle azioni restituì il seguente racconto: “Salsanooo, Bruzzoneee, Biancoo, avanza il numero 5giampaolo anghinetti intervista tom rosati del Brescia…” . Che per chi non ha l’età per conoscere i tre nomi  scanditi con enfasi, dall’attempato cronista, si riferivano a tre giocatori, del PARMA allenato, allora, da Pantera DANOVA. Quindi anche per noi futuri cronisti radiofonici, all’epoca della stesura del primo fortunatissimo libro su FANTOZZI, ancora ragazzi, tutte queste descrizioni, cervellotiche, paradossali, fin che si vuole, erano propedeutiche, a tratti quasi profetiche, di un modo successivo di  fare cronaca e commento delle partite di calcio. Uno è grande quando è capace, anche involontariamente, di trasmettere fantozzi pallonequalcosa anche con l’ironia e il paradosso, a chi ha capacità e la fortuna di saper e voler apprendere. Non solo risate quindi, ha saputo lasciare Villaggio, sempre un qualcosa in più, che al presente sfugge ma che alla memoria futura non verrà mai precluso. Si doveva parlare di calcio, del Parma, della campagna acquisti che tanto infiamma e tanto appassiona, invece si è parlato di calcio, attraverso i versi taglienti, feroci, sconclusionati, ma efficaci di chi, senza essere mai banale, (o trito e ritrito come a ciclostile direbbe l’esimia professoressa Anna Fanerani da Lanzo d’Intelvi) ha raccontato l’effimero vignetta corriere villaggiosogno di una vita vissuta da uomini mediocri, poveri di potere, ma non miseri di pensieri e di intenzioni scaraventati nel mare di un’esistenza fatta di soprusi, cattiverie, malignità, ma anche meraviglie, il tutto condito da una sana voglia di non prendere e di non prendersi mai sul serio, come dovrebbe sempre essere nel mondo del calcio. Meglio ridere delle sconfitte, anche delle proprie, che trovarsi ad essere ridicolo in mezzo a tanta serietà o seriosità esibita o simulata. E per rendere omaggio a chi si definiva in vita “Un funeralista convinto” celebriamo la sua eterna presenza accanto noi, fantozzianamente, convinti di essere sempre stati dalla sua parte, e non solo ora che non c’è, materialmente, più. “Com’è stato umano… lui”. Gianni Barone

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14 Commenti a “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Il Villaggio calcistico: Fantozzi è un po’ tutti noi”

  1. Davide says:

    Lugaresi è già partito col Parma..ragazzi stiamo in campana!Oggi ce l’ha su coi cinesi.

    • Luca says:

      Lugaresi è lo stesso che non voleva che ci salvassero dal fallimento. Ce l’ha con noi. Non calcoliamolo.

  2. luca tegoni says:

    Che cos’è il genio?

    “Silenzio la vecchia!”

    https://youtu.be/FVrd0Ucx-D0

    “Sai Giovanni (Veronesi), è il tuo film più bello, davvero … oh, non ho visto gli altri eh!

  3. Davide says:

    Piuttosto sono sorpreso del silenzio di Perinetti. In laguna faticano ad arrivare soldi da oltre oceano da mondare?

    • lorenz says:

      Ma tu hai proprio un’ossessione, non riesci a pensare ad altro che a quella gente? Manifesti gravi sintomi da mania di persecuzione!

  4. LucaB says:

    Non sparliamo degli altri fino a quando non siamo sicuri del nostro destino…
    Fino ad ora acquisti 0
    Dove sta Lizhang?
    Sarà vero che ha versato 3 milioni di euro o erano soldi del monopoli??

  5. albano says:

    intanto il palermo se vuol iscriversi deve svendere quasi tutto il parco giocatori. una candidata in meno per un altro sogno.
    considerando frosinone ed empoli molto probabili alla A manca ancora una. chissà, i playoff sorprese le possono sempre dare. forza Faggiano!

  6. Robin Hood says:

    Davide,

    è meglio che pensi al Parma…va….

    Piuttosto sono arrivati i cinesi?

    E’ arrivato il bonifico???

  7. Davide says:

    Caro mio se non te ne sei accorto siamo passati per la cruna di un ago, per non usare espressioni idiomatiche più volgari ma che renderebbero meglio l’idea. E l’anno scorso tra le tante mancanze, abbiamo sicuramente avuto anche una scarsa, se non nulla, capacità di difesa dai loschi personaggi che quest’anno si ripresenteranno più numerosi ed agguerriti che mai(il solo piadinaro cacciatore di frodo Lugaresi sono tre settimane che ci tira in ballo con le argomentazioni più disparate). Ai nostri amici Perinitti&Tacopina (che ci hanno nettamente battuto nella stagione passata anche dal punto di vista mediatico, arbitrale, ambientale e come ho sempre detto anche di influenza verso le terze squadre che affrontavano noi alla garibaldina e loro in modo letargico), aggiungi Lugaresi, Sagramola, Zamparini (solo a nominarlo mi viene male), Taccone e via con nani, orsi e ballerine.
    Quindi si, sono spaventato, ma spero che la lezioni ci abbia resi più sgamati e scantati. Sicuramente non più biologici.

  8. RISPETTO says:

    Ho avuto fiducia in faggiano fino a ieri, ma spero da oggi di non dovermi ricredere…. si fanno tanti noi accostati al parma ma per adesso non abbiamo preso nessuno…. non vorrei riuscisse a fare meglio del trio della piadina e ritrovarci alla prima di campionato con la stessa squadra di firenze….

  9. Davide says:

    Sull’Empoli secondo me stiamo dando giudizi a caso. Il buon Corsi incassa come suo solito il paracadute ma si guarda bene dal cacciarlo sul mercato. Ergo l’Empoli farà un buon campionato se saprà tirar fuori qualcosa di buono a poco prezzo in giro. E i miracoli in quanto miracoli non riescono sempre. Sul Frosinone secondo me anche qui stiamo dando i numeri. Se ne parla manco fosse il Chelsea. Giocatori che ambiscono al Frosinone, addetti ai lavori che parlano del Frosinone. Ricordiamo Rino Gaetano cosa ci disse del Frosinone..che per altro quest’anno non gode del paracute ma del mini paracadute e non mi sembra la Juve retrocessa. Venendo a noi. Non voglio nemmeno pensare a un Faggiano in salsa piadinara alla Minotti che manda in ritiro la squadra non fatta. Teniamo però conto che noi altri fino a 14 gg or sono non sapevamo in che categria avremmo giocato. Un minimo di ritardo è fisiologico. Personalmente darei via Nocciolini (sempre rotto e già al limite in Lega Pro) e Baraye, terrei Calaiò e rifarei in toto attacco e “catene ” di destra e sinistre offensiva se pensiamo di utilizzare Scaglia come estreno basso.

  10. mauro morosky moroni says:

    Davide …commento in cui ti godo da impazzire …
    chiunque tu sia…
    realistico…razionale…lungimirante e concreto..
    i miei complimenti sinceri !!!

    moro

  11. Davide says:

    Non ho ancora sentito parlare di un centrale di difesa veloce e di anticipo alla Cannavaro per intenderci che secondo me servirebbe come il pane. Tu ne sai qualcosa?

  12. Pencroff says:

    Buffon, Thuram….
    Yougurth Parmalat, marmoleid…ammazza aho, mo vè magno.