CARMINA PARMA, di Luca Savarese / TARDINI INZUPPATO, TARDINI SFORTUNATO

11 Set 2017, 01:00 5 Commenti di

Luca Savarese(Luca Savarese) – Parma-Brescia evoca una morte, quella dello Sceriffo Vittorio Mero, che perse la vita recandosi al Tardini con la propria macchina perché squalificato per una gara di Coppa Italia. 24 gennaio 2002. Parma-Brescia ha anche il sapore di una vita, quella vissuta dal calcio italiano, quando Roberto Baggio realizzò, con la maglia numero 10 delle rondinelle al cospetto dei crociati, il suo gol numero 205 in A. 14 marzo 2004. Passato che pesa e che racconta. Presente che dice invece di due provinciali di lusso temporaneamente parcheggiate in Cadetteria. I ragazzi di D’Aversa arrivano all’appuntamento dopo la vittoria di misura colta a Novara, quelli di Boscaglia invece sono reduci dal pareggio a reti bianche in quel di Palermo. Il primo tempo è una girandola di sbadigli, quando capita un sussulto vero, Insigne junior non imita il fratello – al solito glaciale con la maglia del Napoli -, ma sembra fare il verso al fratello in versione nazionale, tiro comunque apprezzabile, parma brescia pioggiama Minelli è molto attento. La difesa lombarda legge prima e bene le iniziative dei ducali, che non è che mancano, ma non presentano la giustezza che occorre per sbloccare certe pratiche. Il Brescia intorno al quarto d’ora capisce che può anch’egli rendersi pericoloso e allora via tutti i timori referenziali: tiro di Furlan, respinto, immediata conclusione di Meccariello, fuori di un soffio. Anche Ferrante prende le misure, tiro, Frattali deve distendersi. I conti ai padroni di casa iniziano a non tornare quando si vedono 5 corner a favore, ma ancora nessun pallone dentro la porta di Minelli. Ci prova ancora Insigne, ma Minelli vuole vincere la sfida col napoletano. Il Brescia diventa bunker. Il Brescia fiuta che se tiene botta al Parma poi magari qualcosa può nascere. Il Brescia, navigato e scafato ospite della Cadetteria, sa come vanno certe gare. Quando al 12’ della ripresa Bisoli rileva Dall’Oglio, pare una mossa apparecchiata per cambiare le cose. E le cose le cambiano effettivamente poco più tardi: Alexis Ferrante, che segue, come un innamorato fa con le orme dell’amata, la punizione calciata da Furlan: stacco, anticipo, rete. Gol così una volta li faceva un altro Ferrante, si chiamava Marco e vestiva prevalentemente la maglia del Toro (ma con un passato ducale). Il gol rintrona il Parma e galvanizza le rondinelle che non hanno più paura, che si accorgono che possono costruire nel cielo del Tardini la loro prima nidiata da tre punti. Non Nocciolini, dentro per Barillà, nemmeno Di Gaudio che rileva Insigne, riescono a mettere la gara su altri binari. Quando l’ex giocatore del Carpi poi va al tiro, accentrandosi da sinistra a destra e colpendo di destro, ci si mette anche la pioggia, a stoppare la palla che finisce, tranquilla tra le mani di Minelli. Ci sono giornate dove gira tutto storto. Pioggia compresa. Possono capitare a tutti. La B, però, è una continua roulette di partite e sfide e se si vuole fare un campionato di vertice, bisogna imparare da queste gare, ad essere anche più forti di quando va tutto storto. Ora Perugia sabato pomeriggio, non sarà facile. Ma se ti scappano per strada tre punti, devi provare a riacciuffarli subito, sul prossimo treno. Piccola curiosità: in A è caduto il Milan, che ha fatto un mercato faraonico. Il Parma, con le debite proporzioni, è un po’ il Milan della B, ma i soldi nella vita e nel calcio non sempre fanno la felicità e nemmeno danno sempre i tre punti. Luca Savarese (foto gara dal Profilo Ufficiale Facebook del Parma Calcio 1913)

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5 Commenti a “CARMINA PARMA, di Luca Savarese / TARDINI INZUPPATO, TARDINI SFORTUNATO”

  1. VELENOSO says:

    Ormai inutile nascondercelo e prenderci in giro tra di noi.
    Questa squadra ha
    DUE. TALLONI. D’ACHILLE.
    Il primo ormai fa parte nel nostro DNA ed è diventata quasi una cosa imbarazzante, prendiamo ormai con una cadenza industriale
    GOL SU PUNIZIONE o su calci dafero
    Il nostro secondo tallone d’Achille è che se escludiamo Baraye che corre e ha grinta per 10, gli altri attaccanti dovendo fare pure i terzini, quando devono farsi in contropiede tutto il campo, arrivati nei pressi della porta. sono talmente scoppiati che nonhl hanno nemmeno la forza di tirare in porta.
    Possibile che D’Aversa non riesce a capire questo insistendo su un sistema di gioco che in serie B non ci può portare da nessua parte?

  2. STELLA POLARE says:

    Ieri mi è piaciuto un sacvo
    GAGLIOLO
    Un gran bel giocatore.
    Il migliore acquisto per me
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  3. Luca says:

    Sabato a Perugia dobbiamo essere incazzati come iene. Aggrediamoli dal primo al 90′, non lasciamoli respirare.