CARMINA PARMA / L’elettricista Lucarelli e gli antennisti Calaiò e Insigne riaccendono, nel palinsesto Crociato, il canale della vittoria

22 Ott 2017, 00:00 4 Commenti di

Luca Savarese(Luca Savarese) – Finisce con Lucarelli, sciamano numero 6, in mezzo al nugolo dei suoi compagni, che ne toccano i capelli e ne mandano a memoria le parole. Un paio di minuti, istanti che si fermano, squadra che vuole diventare gruppo attorno al suo professore più esperto. Quello che sa fare tutto. Come improvvisarsi elettricista, saltare in area ligure al minuto trentaquattro, andare a collegare cavi e cavetti, mettere la palla nel contatore dell’Entella e far improvvisamente tornare la luce, in un Parma, fino a lì, bigio come la notte dove anche le vacche sono bigie. Certo, dicono i puristi, ha quarantanni. Però, avercene di elettricisti così pronti e che poi lavorano anche al sabato pomeriggio. Terzo gol del Capitano in questo campionato. La carta d’identità, come Parigi in un recente film, può attendere. E prima del suo pronto intervento? Pressapochismo, superficialità, lentezza, queste le FOTO PARMA ENTELLA ESULTANZA SOTTO LA CURVA FOTO PARMA CALCIO 1913parole chiave dell’avvio e delle prime fasi del match: lanci scontati, tiri impotenti, palle che si perdono con troppa facilità. Insomma, crociati tutt’altro che squadra in grado di fare la partita e fare male all’avversario. E la sfortuna ci mette un attimo quando non ti vede audace: Ceravolo, che partiva titolare da puntero centrale, dopo un contrasto con Benedetti, è costretto ad uscire. Dentro Calaiò. Gli ospiti, al netto del gol subito, non si scoraggiano e sono molto attenti, specie dalla cintola in giù. Del resto la formazione di Chiavari è il ritratto dell’equilibrio. Prima di oggi, delle 9 gare disputate, 3 le aveva vinte, 3 pareggiate e 3 perse, andando in gol per 14 volte e subendolo in 14 occasioni; proporzioni chiare, quasi euclidee. Davanti non punge, poca pare l’intesa tra La Mantia e Luppi e De Luca lasciato in panca, una rinuncia che in corso d’opera, si farà sentire.
Però il Parma se non si compica la vita, quest’anno, sembra non essere contento. Entra meglio l’Entella nella ripresa: più sgombra mentalmente, più fresca, e da silenziosa formica, costruisce davanti ad un Parma eccessivamente pavone, il suo pari. Punizione pirlesca del parmigiano Manuel Di Paola, spizzata di capitan Pellizzer e tocco sotto di Luppi. Sembra l’ennesima giornata storta per il Parma. Diaw va via sulla destra, mette al centro, dove La Mantia fa volare Frattali a mettere in angolo. Intanto la Virtus Entella, con virtù, prova a giocarsi le sue carte, guidata in panca da mister Castorina che predica calma e quando leva Diaw per Aramu, gli dà una pacca sulle spalle, sussurrando : ”Va bene”. l’Entella non fa niente di trascendentale, ma riesce a fare le cose semplici e a creare pensieri ad un Parma affannato e senza molte idee. Poi, D’Aversa ne ha una: far uscire Siligardi e far entrare Roberto Insigne. Risulterà una trovata geniale, come fanno certi pescatori quando, di notte, trovano il bottino con ami calibrati. Prima del suo ingresso, paure ed ansie da un’altro sabato effetto Guernica di Picasso. Quando l’Entella è nella metà campo ducale, dopo la mezzora, si addormenta a cullare il sogno del pareggio, la palla finisce sulla mancina dove, proprio Roberto Insigne, fa quello che faceva Quinto Fabio Massimo, detto il cunctator, il temporeggiatore, temporeggia, aspetta il taglio di Calaiò, sente che l’arciere sta macinando metri di corsa. E’ il momento, lo serve con una palla bassa e filtrante. Calaiò, su quella palla bella come un cocktail nell’orario degli aperitivi, deve solo mettere la cannuccia, alias il suo sinistro: palla sotto il sette alla destra di Iacobucci. Gol. Attenzione, non è su palla inattiva: è una notizia. Secondo centro del numero 9 di Palermo, dopo il rigore che aveva aperto, a fine agosto, la stagione contro la Cremonese. Il gol galvanizza il Parma e taglia le gambe ai liguri. A Insigne però, a vedere Calaiò segnare, apparecchiato da lui, gli è venuta voglia di mangiare. Nell’extra time Calaiò salta più in alto di tutti e serve all’ex funambolo del Latina una palla scafata. Il fratello di Lorenzo ne fa fuori un paio e poi mette dentro andando a festeggiare con tutta la panchina. Un elettricista e due antennisti che risintonizzano le tv del Parma sul canale dei 3 punti. Sembra il ritratto del Quarto stato di Pelizza da Volpedo; si, quella repubblica delle motivazioni, messe finalmente in campo e sin qui quasi sempre a i box. Un piccoletto ed un arciere poi sembrano l’articolo Il. Articolo determinativo. Quello di cui ha avuto bisogno il Parma per essere più determinato, più cattivo ed alla fine vincente. “Avere troppe alternative negli stessi ruoli, forse è questo il problema di D’Aversa”. Ipse dixit Marchegiani nel pre partita Sky. La caccia grossa di giornata di Roberto ed Emanule, basterà per farli essere titolari anche martedì al Pino Zaccheria di Foggia e magari fondare su di loro un attacco più stabile di quelli evanescenti visti prima di questa giornata? Intanto, buone notizie dagli altri campi. Il primo scivolone del Palermo, trafitto dal Novara, sembra quel palo che salvava tutto quando si giocava a volo all’oratorio: lì non si andava in porta, qui si tira un sospiro di sollievo. In queste prime dieci giornate la B non ha ancora una protagonista che è scattata a comandare, ma tante squadre che un sabato recitano da cenerentola e quello dopo si travestono da inattese principesse. Luca Savarese

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4 Commenti a “CARMINA PARMA / L’elettricista Lucarelli e gli antennisti Calaiò e Insigne riaccendono, nel palinsesto Crociato, il canale della vittoria”

  1. Luca says:

    Insigne è un’arma da sfruttare quando gli altri sono cotti. La sua velocità fa la differenza.

  2. VELENOSO says:

    Il Foggia ha attaccanti che non entrano in area con la palla ma tirano bolidi da lontano.
    Ieri col Cesena due gol con tiri da fuori area.
    Forse la prossima è la partita più importante che finora abbiamo giocato.
    Se si vince si ritorna in paradiso, se si perde si va nuovamente all’inferno.
    E se si pareggia?
    Semplice si va in purgatorio.

  3. Nico says:

    Bello l’esempio degli elettricisti /antennisti, tuttavia per il futuro non dovremo mancare di “cautelarci”, si sa mai che prendiamo la scossa o che cadiamo dal tetto.

    Intanto la scossa l’abbiamo data all’Entella, appena dopo che un intervento “allucinante” in AREA del capitano su Luppi
    ha fatto venire gli “stranguglioni”, per fortuna l’arbitro non l’ha visto.

    Per quanto riguarda il gioco si è notato, devo dire, qualcosa di nuovo: spesso Siligardi non ha coperto la sua fascia di competenza, lasciandola quindi a Mazzocchi e a Dezi che si allargava, ma ha cercato quella che gli inglesi chiamano “half-space” cioè un corridoio che sta tra la fascia centrale e quella esterna di DX.

    Però proprio sulla fascia Dx ha imperversato Luppi, che, in effetti, è un trequartista, ma per una presumibile mossa tattica, ha agito proprio su quella fascia creandoci qualche grattacapo

    Siligardi si è dato molto da fare per trovare i tempi e gli spazi giusti, ma gli esiti non sono stati proprio indimenticabili,
    70 minuti 7 passaggi, un cross, 6 tiri di cui 4 fuori ( può migliorare)

    però vedi mai che il Mister stia considerando qualche novità tattica ? Secondo me qualcosa si sta “muovendo. Vedremo. La strada per Tipperary è molto, molto lunga (come recita la canzone)

    💛💙

  4. Pencroff says:

    Nico, in do et lasè i gabbiani?