CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Bisogna saper vincere, ma soprattutto saper difendere. Ma era rigorino? O no? Eh? O no?

14 Nov 2017, 00:00 10 Commenti di

gianni barone(Gianni Barone) – In una giornata di crescita collettiva e di quasi raggiunta maturità, ciò che balza agli occhi è che la squadra che sapeva segnare solo da “non azione” (palle ferme), è stata ancora capace di segnare gol su azione. E che azioni! Infatti, entrambi i gol del PARMA, domenica, sono arrivati su splendide combinazioni, veloci (giudicate addirittura fenomenali dalla telecronista di Sky. La Nannini? No, la Brunelli), che hanno visto tutti gli attaccanti, ognuno per loro parte, protagonisti di grandi giocate individuali, mixate al meglio con precisione tecnica e scelta precisa di tempi. Veramente un piacere, uno spettacolo: finalmente gli attaccanti del PARMA, con i loro movimenti e le loro intuizioni, hanno fatto, il loro mestiere di attaccanti: in verticale, in azione di ripartenza, in occasione del primo fenomenalegol con grande apertura di BARAYE, e con imbucata azzeccata (di Insigne), traversone dal fondo (di Di Gaudio) e conclusione alla Pippo Inzaghi di Calaiò, tutti e quattro gli uomini di attacco, schierati da D’Aversa, hanno confezionato da soli la vittoria delle squadra, in termini di realizzazioni. Però, si diceva della crescita collettiva: tutti hanno contribuito al successo, perché per saper vincere, imparare a vincere, oltre che segnare, occorre saper difendere e imparare a difendere, e il PARMA, da alcune settimane a questa parte, partita col Frosinone a parte, subisce pochissimi gol. Dopo 14 giornate, in un torneo ricco di segnature e di colabrodi difensivi, aver subito (solo) 14 gol, con la media di uno a partita, rappresenta cittadella parma undici gialloblùun risultato più che soddisfacente, solo il PALERMO, primo in classifica, con 12, e Venezia, con 11, secondo in classifica hanno saputo fare meglio. Però, attenzione: non siamo qui a ripetere il solito adagio, che i campionati si vincono solo con la forza delle difese, ma il dato deve indurre ad una riflessione indirizzata verso un tipo di mentalità da tenere e da difendere, quello che una volta era nel dna del nostro calcio italiano (mentre ora, come nel mio anno natale, siamo fuori dal Mondiale…), superato dal modernismo, vituperato, sin che si vuole, ma sempre utile e attuale anche nel nostro presente e i dati lo confermano. Saper pochescidifendere che non vuol dire abbracciare e condividere il “Non sapemo menà” pronunciato, tra il disappunto generale dei santoni del politicamente corretto calcistico, dal sempre vulcanico Pochesci, dopo la sconfitta della nostra Nazionale in Svezia, ma vuol dire ritornare ad insegnare, già nei settori giovanili, e nelle accademie dotte, oltre che tecnica, la forza, quelle nobili arti, ormai decadute e desuete o assenti del tutto nei programmi, che sono, come suggerito dai sempre mitici santoni di via Montanara, “la grinta e la cativeria” agonistica, aggiungiamo noi, che manca a vari RUGANI, DARMIAN, tanto per citarne alcuni, troppo bravi ragazzi, al punto  che verrebbe voglia di ricordare le parole di un guru del calcio agonistico, come  Corrado Orrico, che diceva “Nel calcio non servono i bravi ragazzi, quelli, piuttosto, li faccio sposare con le mie figlie”.  Non  si vive solo di buone maniere o di sola buona tecnica, perché  altrimenti un giocatore come Verratti, molto tecnico, e a massimo bagatti e luca piazzivolte molto inutile, farebbe davvero in mezzo al campo, la differenza, cosa che ormai sta capitando davvero di rado. Serve capire che non basta essere tecnici per essere davvero bravi o meglio ancora utili, questo i tecnici e i formatori, dei settori giovanili, importanti, compreso quello del Parma, sarebbe bene che lo considerassero in sede di programmazione di attività e interventi, perché, se non s’insegna a difendere con un po’ di cattiveria agonistica, si finisce con l’avere squadre che si fanno rimontare, sempre, squadre non sono in grado di fronteggiare gli schemi su palle inattive, squadre che, non conoscendo il contropiede come arma offensiva, lo ROBERTO D'AVERSA FOTO ALESSANDRO FILORAMO WIRE STUDIOsubiscono continuamente. Vedere il PARMA che segna in contropiede e senza dubbio un piacere, ed è segno che lo staff tecnico comincia a capire l’importanza di azioni (e che azioni!) di questo tipo. Poi certe azioni esaltano le caratteristiche di certi giocatori tipo Insigne, che doveva essere un brutto anatroccolo del mercato, invece si sta rivelando giocatore importantissimo, se non addirittura fondamentale, nel gioco offensivo della squadra crociata: attorno a lui, e grazie ai suoi movimenti improvvisi, che non sempre i difendenti  sanno leggere alla perfezione, stanno crescendo come rendimento e pericolosità tutti gli altri primo fra tutti Calaiò, finalmente ritrovato come uomo gol.  Inoltre quando lo stesso Insigne migliorerà in certe situazioni, quando cioè non tenterà sempre l’uno contro uno, ma varierà la giocata secondo le circostanze e le difficoltà, ecco che la squadra soffrirà meno le transizioni avversarie e la difesa, formata da quattro granatieri come Iacoponi, e Gagliolo, che si assomigliano sia fisicamente che come gioco, unitamente a Lucarelli e ad un recuperato Di Cesare, ne potrà beneficiare enormemente. Siamo tornati al punto della gdp pag 50fase difensiva, troppo importante e da curare, in un campionato dove si segnano valanghe di gol e chi ne subisce meno è più bravo e potrà puntare in lato, anche in relazione al fatto che se si osservano le classifiche dei campionati, ad esempio pagina 50 della GAZZETTA DI PARMA, si potrà notare che tutte le squadre che hanno i migliori attacchi non sono in testa alla classifica. Esempi: in A la JUVE, miglior attacco è seconda, in B  il BARI è terzo al pari del Parma, che ne ha segnati otto di meno, in C il  Pordenone è terzo, come il Rimini in D, e come la Folgore Rubiera in Eccellenza e il Colorno in Promozione. Lo so che non scopro niente di nuovo, però è auspicabile nelle ottiche di un discorso di crescita e di miglioramento, che non si può più non prendere in considerazione l’attenzione da porre alla fase difensiva, senza disprezzare il cosiddetto calcio all’italiana che viceversa privilegiava un determinato tipo di atteggiamento conservativo. Lo spettacolo degli errori grossolani e delle amnesie difensive si può in qualche modo evitare. Infine per quanto riguarda il rigore fischiato contro al PARMA, si potrebbe affermare che, pur non essendo molto netto, matteo-agoletti.jpgoltre ad essere definito rigorino, potrebbe essere catalogato in una sorta di fallo di ostruzione, che una volta veniva punito con il calcio indiretto (a due) in area, cosa che da decenni non si vede più: chissà? Forse qualcosa mi sfugge, ma in occasioni del genere, quando il fallo non è evidente, ma il danno all’avanzata dell’attaccante è procurato, credo sia punibile non necessariamente con il rigore. Scusate l’ignoranza, ma oltre a saper vincere, a saper difendere occorrerebbe sapere anche il regolamento… Gianni Barone

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10 Commenti a “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Bisogna saper vincere, ma soprattutto saper difendere. Ma era rigorino? O no? Eh? O no?”

  1. albano says:

    come scritto in precedente post sono a rinnovare l’ invito alla stanza dei bottoni del calcio italiano che invece di occuparsi dei “reati” di Faggiano e Carra resettino quasi tutto e partano dal far crescere vivai ed affrontare problema debiti, tetto stipendi etc etc.
    Tavecchio e C. aiutati dal prode Ventura quasi settantenne sconosciuto fin pochi anni fa alla massa e che prima dell’ azzurro non aveva fatto nemmeno una partita internazionale ne da allenatore e ne da giocatore ,e che pure non dovrebbe essere andato oltre un settimo posto in A, hanno fatto un impresa epica purtroppo ben nota.
    inoltre han fatto chiudere in maniera indecorosa a diversi giocatori italiano fra i più importanti degli ultimi decenni la carriera azzurra.
    infine il danno economico di questa impresa è difficilmente quantificabile ma fra sponsor, ranking, diritti tv, biglietti ,gadget, passione in generale sotto tutte le sue forme ritengo stimabile in tre / quattrocento milioni di euro nel prossimo biennio. che colpo!!!
    pertanto teniamoci ben stretta la ns. società, in ns. Faggiano e il ns. D’ Aversa che fuori c è di peggio.
    forza ragazzi!

  2. Team says:

    Bisogna azzerare turri i vertici del calcio italiano e ripartire da facce nuove, pulite, con entusiasmo, passione e competenza!
    Io punterei su Beppe e Gio Corrado, che dopo aver subito il veto del Sindaco filoindustriale a Parma, stanno dimostrando a Pisa di avere idee immovative, leadership e qualità di management.
    Ci vuole un po’ di CORAGGIO x cambiate le cose!

  3. Ciccio7 says:

    Qualcuno era presente nell’autogrill dove stavano per venire a contatto tifosi del Parma con quelli della Reggiana? Si sa’ realmente cos’è successo??

  4. Robin Hood says:

    Ma invece di parlar di “rimpatriata coi cubetti in autogrill”,
    si può sapere che fine hanno fatto i cinesi?
    O è un segreto di stato?????

  5. Gabriele says:

    Ma invece di parlare dei cinesi non si puo parlare della gran bella prestazione del parma? una rondine non fa primavera ma la squadra ha fatto molto bene.
    La fase difensiva per me è cio che ad oggi riesce meglio, abbiamo preso qualche gol di troppo ma piu per errori individuali che per lacune organizzative. Capitavano contropiedi evitabili con le adeguate coperture e stiamo facendo un po meglio, cerchiamo di far qualcosa per il trequartista avversario che ci da sempre problemi

  6. Robin Hood says:

    Caro Gabriele può parlare della bella prestazione del Parma
    quanto vuoi….anche allo sfinimento…..
    ma se i cinesi non aprono il portafoglio a gennaio,
    te la scordi la A….(sempre se ci vuoi ritornare).

  7. Gabriele says:

    Non c’è fretta per la serie a e il tempo dirà se sono una proprietà seria.
    Paura che alla cena di gala di ppc ti diano riso fritto?

  8. Spinoza says:

    Purtroppo l’arrivo dei cinesi e del nuovo presidente Li Zhang con relativa conferenza stampa slitta al 31 novembre, fonti certe.

  9. Luca says:

    Nei primi 10 minuti del secondo tempo si è vista una squadra che potrebbe addirittura tentare il colpaccio: veloce, pressing asfissiante, combinazioni tutte di prima e molto veloce. Poche squadre in B riuscirebbero a fermare un’onda d’urto del genere.

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