CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Una luce nel buio dell’universo calcio italiano: il microcosmo Parma, al momento, è in orbita

20 Nov 2017, 14:00 16 Commenti di

gianni barone(Gianni Barone) – In una delle peggiori settimane per il calcio italiano il PARMA festeggia, sia pure con equilibrio e compostezza, uno dei momenti migliori della sua storia recente. L’insediamento del nuovo presidente d’oltre muraglia, il primo posto temporaneo in classifica dopo tanto tempo, e una fase di brillantezza tecnica ed atletica della squadra. Nella nostra città, gli echi della disfatta e del disastro (ecologico e calcistico) della Nazionale si sono spenti velocemente, si respira un’aria nuova al punto che tutti i processi intentanti al nostro calcio, all’indomani dell’eliminazione dai Mondiali, da parte dei soliti soloni del giorno dopo, hanno perso ogni vigore. Adesso tutti a celebrare, il Parma, com’è ovvio che sia, il suo stato di salute, la sua nuova mentalità, la sua avvenuta maturità, il suo parma ascoli esultanzagiuoco, e la sua tendenza a diventare protagonista del campionato. Senza fare troppo le Cassandre, tuttavia, attenzione al troppo entusiasmo, e all’aver capito tutti che questo nuovo volto del PARMA, con gli uomini che stanno giocando bene adesso, sarà quello vincente. Il microcosmo PARMA, vive di un momento opposto rispetto al macro dell’intero movimento, tanto tirato in ballo, che viceversa, deve cercare di rialzarsi dopo la rovinosa caduta. In ballo, a livello nazionale, è stata evidenziata, la solita storia del cambio di mentalità, del cambio di cultura, della riforma del calcio e dei settori giovanili, che purtroppo non si realizzerà con il solo cambio di uomini e IMG-20171113-WA0026_resizeddi personaggi nei ruoli chiave dell’intero sistema. E intanto, più o meno obtorto collo, Tavecchio si è dimesso da presidente FIGC, per certi versi impallinato dal fuoco amico di qualche franco tiratore tradito, con conseguente inevitabile epilogo con sfoghi di sciacallaggio politico. Ma vah… Il bello che tutte queste cose (le tiritere di cui sopra: settori giovanili, stranieri etc  etc…) si scoprono solo ora. E’ bastata una sconfitta e una mancata qualificazione (comunque in un girone con la Spagna il primo posto non era certo garantito…) per far emergere tutto d’improvviso, quando invece il fallimento, delle accademie e dei settori giovanili si sta consumando da diversi anni. Si scopre che non esistono campioni, che non esistono giovani all’altezza, che ci sono troppo smanzanipizzi-750x330tranieri, che gli istruttori di giovani calciatori non sono adeguati, in questo caso anche quelli del PARMA, negli anni, non hanno dimostrato di saper invertire la tendenza, compresi gli attuali, ancora un po’ acerbi e non abili a scoprire i veri giocatori e a farli maturare a dovere. Aggiungiamo poi, che il cosiddetto scouting, rete di osservatori – per favore usiamo parole italiane, ogni tanto! – si sta rivelando il vero problema, perché se non emerge nessuno, parte della colpa è da addossare a chi barone langhiraneseosserva e a chi gira per i campi, pur vantando esperienza e professionalità, molte volte si lascia sfuggire il giocatore vero preferendo orientarsi verso dei falsi buoni, strutturati fisicamente e basta o dotati tecnicamente e basta. Il calciatore, vero, di carattere viene escluso, non vengono individuate doti di temperamento che in campo nazionale e internazionale, altre nazioni possiedono, senza ricordare la solita Svezia (nuova Corea o nuova Irlanda per i nostri colori), ma l’esempio dell’Islanda, minuscolo stato, in cui il calcio, negli ultimi anni, ha avuto uno sviluppo e una crescita incredibile. Da noi si è andati a rovescio verso l’involuzione, e la colpa non è del solo e povero (si fa per dire) dimesso Tavecchio, definito da Marco TRAVAGLIO (che adesso s’interessa anche di calcio) “una superpippa di presidente”. Qui non è solo questione di pippe o superpippe di presidenti, di allenatori o di calciatori, e di osservatori e istruttori, aggiungo io, qui si tratta di capire dove si vuole arrivare con un calcio professionistico che arranca piccardoin ogni suo settore in ogni suo ingranaggio, e un calcio dilettantistico, che con manie di grandezza di alcuni gruppi e di alcuni presidenti (e nella nostra provincia vi sono due o tre casi in Promozione, senza fare nomi, perché tutti li sanno già) cercano di fare il verso ai professionisti, dimenticando quale spirito dovrebbe veramente animarli nella pratica di questo sport. Quindi mentre esplode Insigne (Roberto), e il PARMA vola, dobbiamo registrare che in questo sport, che è gioco di affari più o meno limpidi più o meno veri, troppe cose non funzionano. Non funzionano gli arbitri, e ne è la dimostrazione l’arbitraggio di Parma-Ascoli, in cui il direttore di gara favorendo moltissimo il PARMA, e per questo nessuno si lamenta nel nostro microcosmo, ha commesso due errori, l’espulsione dell’ascolano Addae e quella mancata di Lucarelli), che sono veramente clamorosi e varrebbero da soli la sospensione dell’autore, se non addirittura di peggio. Non funzionano gli osservatori, io ho già lamentato su queste colonne il problema, o sono troppo vecchi per questo calcio, molto cambiato negli anni o sono troppo inesperti dal non riuscire bronzaad inquadrare quali reali doti deve possedere un calciatore vero. Perché, diciamocela tutta, ci sono degli osservatori a parma che sono quasi ottuagenari con un passato calcistico datata anni 50-60, oppure degli esperti-bambini con vissuto calcistico quasi inesistente, in mezzo due generazioni di allenatori istruttori esperti non si sa bene di cosa, che si occupano di altro. Ne consegue che anche all’interno delle accademie ricche di laureati in scienze motorie che difettano molto in competenza ed esperienza e abbondano in presunzione, il lavoro svolto in maniera molto convenzionale non porta risultati IMG_6584soddisfacente in termini di crescita tecnica e caratteriale dei singoli e delle squadre. Tanti bei giovani, belli da vedere e basta con poca grinta, scarso temperamento, con umiltà assente, perché l’agonismo è bandito dai programmi psicologici che completano i percorsi educativi, e si privilegia poco e male la tecnica applicata e le situazioni di gioco che ne scaturiscono. Quindi si produce una massa di pseudo calciatori, la maggior parte dei quali finisce tra i dilettanti attratta dai denari che i paperoni dei noantri propongono per alimentare le loro ambizioni di successo e promozioni per arrivare alle soglie del calcio che conta. Da una parte, professionisti incompleti, e da un’altra dilettanti quasi mercenari, in mezzo il niente tecnico, ideologico, insigne maglia dopo golculturale e di mentalità che porta ai disastri di cui sopra, ai processi intentati, alla crisi profonda entro cui tutto il benedetto movimento sprofonda. Alla luce di tutto questo buio, ci si consola, con l’euforia del momento di una squadra, il PARMA, che ha trovato gli equilibri nell’attimo in cui rischia di rimanere senza centravanti titolare, per le defezioni, certa quella di Ceravolo, e presunta, e si spera breve, quella di Calaiò, nel frattempo si celebra il momento di particolare grazia di Roberto Insigne; che possa essere lui, dopo le prestazioni in chiaro scuro di Siligardi, più che mai oggetto misteriosissimo, il falso centravanti alla Mertens, per intendersi, con Baraye e SiligardiDi Gaudio ai fianchi? Questo per le prossime partite in cui la squadra dovrà dimostrare di non essere la meteora del momento, come capitato in precedenza, ad altre squadre blasonate e favorite che ora stazionano alla spalle dei Crociati. E’ un campionato incerto in cui risulta difficile individuare le reali forze in campo, c’è molta alternanza, c’è molta incertezza, c’è molta mediocrità anche di giudizi, soprattutto da parte di chi, e noi da questo partito non ci escludiamo, si trova ogni settimana a commentare situazioni sempre nuove e differenti, e a volte finisce per non capirci un tubo in questa intricata selva diletta leottache è la nostra cara serie B, animata da nani, ballerine, mostri sacri (sic) e soubrette di turno celebrate dal dimarzismo (nel senso di Di Marzio, padre e figlio, anche se il padre non si vede e non si sente più) di turno e sempre imperante che consiste nell’incensare chi si ha di fronte, e criticare, all’acqua di rosa, chi se ne sta per andare via perché esonerato o dimissionario. Così van le cose , così fan tutti, fino al prossimo disastro annunciato. Altro che cultura! Gianni Barone

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16 Commenti a “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Una luce nel buio dell’universo calcio italiano: il microcosmo Parma, al momento, è in orbita”

  1. Gabriele says:

    Si è vero, stavolta 2 errori anche abbastanza evidenti
    Si sono arrabbiati molto quelli dell’ascoli ma francamente non credo sarebbe cambiata tanto la partita, è stata la peggior prestazione avversaria di questo torneo, poca qualità e scarsa organizazione per quel che si è visto sabato

  2. Centravanti9 says:

    La verità più vera e’ che si investe pochissimo nei ns. Settori giovanili ma non solo in termini economici ma soprattutto in cultura della crescita dei giovani e attenzione a tutto il movimento, spesso le prime squadre pare viaggino in un mondo a parte senza minimamente interagire con i giovani

  3. Luca says:

    I tanti stranieri sono un po’ un alibi. Manca in primis la formazione tecnica dei dei calciatori. È un dato di fatto che non produciamo più i Maldini, Nesta, i Pirlo, i Baggio, i Rivera, i Mazzola, i Totti e i Del Piero.

  4. ventura says:

    il problema e’ che come anche a parma che gli allenatori delle giovanili si scelgono in base a conoscenze e non merito per esempio MORRONE (ci affosso l anno scorso anche in prima squadra ) o l amico argentino di crespo come cardone donati ecc ytutti ex capitani o amici degli amci questa e l italia ………poi i ragazzi gli si insegna troppo gli SCHEMI e poco la tecnica individuale la voglia di fare la giocata sono come polli di batteria tutti uguali …..se li facssero giocare a uomo imparerebbero a marcare e l attaccante a usare forza e velocita per staccarsi dall uomo la zona implica sempre che uno ti aiuta ….giocare a uomo no ti reponsabilizza non si direbbe il centrocampo o la difesa soffrono ma si direbbe dezi e scaglia giocano male sostituimali e faremo punti e cosi e stato invece giocando a zona il reparto prende la colpa almeno nelle giovanili impaino a giocare a uomo e a marcare e a prendersi le responsabilita’ singole

  5. Pietro.p says:

    E si ventura a ni capesa ad balon. Ma mi faccia il piacere. FORZA CROCIATI.

  6. Robin Hood says:

    E del rinnovo di D’Aversa ne vogliam parlare?

    • albano says:

      per D’ aversa la stagione è fondamentale come ho scritto diverse volte.
      sembrava naufragato ma la società Ha voluto continuare. io personalmente dal suo arrivo sono stato un sostenitore totale fino alle 3 sconfitte consecutivo di autunno ma non per quel quelle, ma per quanto si era visto in B ovvero il non gioco.
      poi non ho chiesto la testa come tanti ma una valutazione e un suo cambio di convinzione e di fisime (che poi ci sono stati ).
      attualmente lo ritengo maturato perché la squadra va in campo in maniera migliore. E’ lui il direttore d’ orchestra non dimentichiamo.
      intanto che ci porti su. poi ritengo che stupido non è, esperienza manca ok, ma ha margini di dare soddisfazioni. vedremo.

    • Artemio says:

      dai parliamone

      co ghet da dir?

      andava mia rinovè?

      Dailà lè prim in clasifiche con la squedra claga un sog cla fa sogner

      dai parliamone, dai

      putost len scandol che non ha mia rinovè fagiano.

      Scondi me parché andrà a la juve stan quen

    • Gabriele says:

      Cominci lei e le veniamo dietro

  7. VELENOSO says:

    Dezi e Silingardi sono con Scaglia la vera delusione di quest’anno.
    Dezi non va proprio, in questo Parma è UN PESCE FUOR D’ACQUA mentre Siligardi è talmente anonimo e invisibile che a volte ti chiedi se è in campo.
    Attualmente manchiamo di centravanti.
    Ne abbiamo tre, due infortunati e uno Nocciolini forse non di categoria.
    Dicono che Dezi nel Perugia era un fenomeno, ora sembra un ragioniere nella partita di scuola contro i geometri.
    PSICOLOGO PLEASE.
    Non può essersi imbrocchito così.

  8. Benni says:

    Se tutti i ns giocatori andassero in forma a febbraio siamo già in serie A

  9. morosky says:

    Io ripeto ciò che avevo già scritto in precedenza:

    a mio parere ,
    senza centravanti da 15 partite,
    con i giocatori sopracitati ancora non entrati in bolla con gli altri in condizioni e risultati accettabili per quanto ci si aspettava,
    pur in queste criticità, considerando ..

    1 punto con l ‘ EMPOLI, non meritato ma…rigore sbagliato..!!
    1 col BRESCIA
    2 con la SALERINTANA
    1 col PESCARA …..
    ..aggiunti a quelli che abbiamo..
    considerato che per 8/9 partite abbiamo regalato un tempo a tutte le avversarie …
    va bene dai…prendiamo ciò che abbiamo, teniamoci il secondo posto ..e godiamoci il primato a due …
    moro

  10. VELENOSO says:

    A Carpi se giochiamo da Parma, vinciamo.
    Sarà dura ma bisogna farlo per tenere il primato.
    Senza Ceravolo e Calajo’ D’Aversa all’attacco deve inventarsi qualcosa. dato che Siligardi e Nocciollini non vanno e non offrono garanzie.
    E se provassimo come centravanti Baraye?

  11. pencroff says:

    A Parma se giochiamo da Carpi perdiamo

  12. morosky says:

    A Carpi se facciamo un gol + di loro…..
    A Carpi se giochiamo x 95 minuti ininterrotti ..
    A Carpi se non molliamo l’osso e continuiamo intanto che gira ..
    A Carpi non vengo, non vado, ma vinco
    A Carpi…CARPE DIEM 0-1 mi ag nò basta
    Al carpigiano non far sapere quant’è buono Baraye con 2 pere
    A Carpi ..quelli che : ma teeeeeee ???