L’ASCESA DI ANDREA BERTA, L’EX PARAFULMINE DI GHIRARDI ORA DIRIGENTE DI PUNTA DELL’ATLETICO MADRID CHE STASERA IN CHAMPIONS AFFRONTA LA ROMA

22 Nov 2017, 15:00 5 Commenti di

il columnist luca russo(Luca Russo) – Amico di vecchia data di Tommaso Ghirardi. Artefice dei successi del suo Carpenedolo. E diesse del primo Parma ghirardiano. Parma col quale il suo rapporto professionale si interruppe all’inizio della stagione 2009/2010, quella seguente alla seconda promozione in A della storia dei ducali, dopo che la proprietà del club (narra la leggenda che fu la mamma di Tommaso…) decise di avvalersi delle prestazioni di Pietro Leonardi. Poteva essere l’inizio della fine, professionalmente parlando s’intende, per Andrea Berta. E invece si è trattato di una sorta di rinascita. Perché Berta finisce prima al Genoa (che rinfoBERTA SLIDE 2rza con giocatori come Kucka, Birsa, Veloso, Granqvist e Antonelli), poi entra nell’orbita di Jorge Mendes e infine da suo uomo di fiducia approda all’Atletico Madrid. Dove, ad oggi, ha messo insieme la bellezza di uno Scudetto, una Supercoppa di Spagna, due finali di Champions League e una serie di bilanci da record, tra ricavi monstre da plusvalenze e utili in costante ascesa. Mica bruscolini. E dire che ai tempi di Parma Berta in più di una circostanza fu un parafulmine delle malefatte ghirardiane e questo perché i giornalisti e la gente allora non avevano il coraggio di sparare al bersaglio grosso, ovvero a Ghirardi. Gli stessi giornalisti (e la stessa gente) che poi accolsero come un’epifania l’ingaggio di Pietro Leonardi (salvo, poi, rivoltarsi contro dopo), evidentemente dimentichi del fatto che l’uno e l’altro facevano due mestieri completamente diversi. Pertanto era ingeneroso metteberta sliderli a confronto. Berta, che ha lo scouting nel suo dna, ricercava e ricerca tutt’ora talenti da valorizzare, con lo scopo di permettere al club per il quale lavora di autofinanziarsi. Sbagliò Ghirardi a voler farne un diesse e a inserirlo in uno spogliatoio pieno di trappole, dove, al lume del carattere piuttosto introverso di Berta, sarebbe servito un altro tipo di domatore. Leonardi andava a caccia di plusvalenze, nel senso più duro e crudo del termine. Soprattutto, è un dirigente a 360°, nato come diesse, ma che si occupa  tout court di una società sportiva. Ai tempi di Berta, si spendeva parecchio (e di certo non perché fosse lui a volerlo), ma nessuno si ricorda che fu uno dei pochi, se non l’unico, ad opporsi all’arrivo di Lucarelli Cristiano, che non casualmente fu accolto da Di Taranto e non da lui, che si rifiutò. Prese Troest e sconsigliò Reginaldo, ma in relazione all’ingaggio del brasiliano i suoi suggerimenti non furono minimamente ascoltati, tanto è vero che l’operazione venne condotta e portata a termine da leonardi-ghirardi-contestazione.jpgGhirardi in prima persona, anche per motivi di audience, dal momento che si era in piena love story con la Canalis e Tom era particolarmente affascinato dalla luce dei riflettori. All’epoca di Leonardi, le plusvalenze erano una necessità più che un desiderio, o perlomeno necessità lo divennero in seguito. E sappiamo tutti dove e a cosa ci hanno portato. Il tempo, che sa essere galantuomo – molto più di certi uomini – ha poi dato a Cesare quel che è di Cesare, svelandoci una volta e per tutte le grosse capacità di Berta, che peraltro si erano già intuite quando era al servizio del Parma. Capacità che oggi ci sono state ricordate da Matteo Pinci di Repubblica, inviato a Madrid per seguire il confronto di Champions League tra l’Atletico del Cholo Simeone e la Roma di Eusebio Di IMG-20171122-WA0001_resizedFrancesco: “Grazie ai rapporti col Chelsea gli vende per una sessantina di milioni Diego Costa e Filipe, facendo impennare il bilancio dei “rojiblancos”: 180 milioni di ricavi e 13 di utili, dopo anni di bilancio più rosso che bianco, anche grazie alle operazioni di mercato. In estate il ds è diventato lui, dopo aver rifiutato i soldi, tantissimi, del Psg e dello United. Più delle due finali di Champions e lo scudetto, rivendica acquisti come l’uruguagio Gimenez, lo sloveno Oblak e Griezmann: la prossima plusvalenza per gli spagnoli sarà lui, che preso per 30 milioni ne frutterà quasi 100. Il sostituto già c’è: Diego Costa tornato per 66”. Corteggiato dal Psg e dallo United, ispiratore delle imprese sportive e della risurrezione del bilancio dell’Atletico Madrid: però a Parma la gente lo distrusse, non avendo il coraggio di prendersela con Tommaso Ghirardi. Strana la vita, e specialmente quella professionale, quando ci si mette. Di certo, nel corso della sua esperienza Crociata Andrea Berta non ha brillato nella gestione dei rapporti, ma di calcio ne capiva. E il tempo ce lo ha ampiamente dimostrato. Luca Russo

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5 Commenti a “L’ASCESA DI ANDREA BERTA, L’EX PARAFULMINE DI GHIRARDI ORA DIRIGENTE DI PUNTA DELL’ATLETICO MADRID CHE STASERA IN CHAMPIONS AFFRONTA LA ROMA”

  1. Gian Marco says:

    Non era stato lui a scoprire e comprar e dal malmoe (potrei sbagliare ma cmq in svezia) il keniota Mariga?
    Gran giocatore prima del suo infortunio…mi sbaglio?

    • morosky says:

      Se non erro lo era andato a visionare Alessandro Melli ai tempi in cui poi arrivò a Parma …ma pure io non ne ho la certezza ..
      moro

  2. Gabriele says:

    Complimenti a lui e al suo club per gli affari conclusi con L aiuto del fondo doyen e per la tratta dei giovani che ha portato alla sanzione economica e allo stop del mercato.
    Se è stato ghirardi a volere Reginaldo può essere, di certo non per i fotografi e la canalis perché i due si sono conosciuti mesi dopo al compleanno di Corradi, suo compagno proprio ai tempi del Parma
    Lo ricordo sempre con affetto per il modo gentile con cui metteva il braccio attorno al collo dell arbitro a fine partita, lo avessero ascoltato di più saremmo ancora in serie a,
    Meno male che il destino gli ha restituito ciò che gli ha tolto con ghirardi e preziosi facendogli conoscere mendes, professionista integerrimo

  3. Luca says:

    Mi sono stupito quando ho letto che era finito all’Atletico. Evidentemente a Parma, come ha scritto l’autore dell’articolo, era stato messo in un ruolo non suo. Questo dimostra ancora di più i danni provocati da Ghirardi.

    • Stefano says:

      Mah..che dire..a Parma Berta ha fatto disastri.. poi è stato “promosso” al Genoa come consulente di mercato e in pochi mesi ha fatto disastri anche lì, con Gasperini che aveva problemi a fare la formazione perchè non sapeva su chi contare, visto che per il neo consulente tutti i giocatori erano sul mercato.. e siccome aveva fatto un ottimo lavoro,arriva un’ altra promozione all’Atletico Madrid..come Dt.. Berta deve essere grato al prosciuttone, perchè è solo grazie a Ghirardi se ha potuto farsi conoscere da Galliani e soci..fosse rimasto in lega pro, sarebbe stato uno dei tanti..