IL SIGNOR MALA VENTURA, di Luca Savarese

14 Nov 2017, 17:00 11 Commenti di

Luca Savarese(Luca Savarese) – Chissà cosa direbbe Gianni Brera in queste ore, vorrei per un momento spiarlo nella sua vita ultraterrena il Giuan, lui narratore critico della Nazionale, lui che era lì, come siamo stati lì noi ieri sera, il 15 gennaio del 1958 quando gli azzurri, ai quali bastava addirittura un pari per accedere al mondiale svedese (guarda un po’, la Svezia c’entrava anche allora) persero per due reti ad una a Belfast. Quella era la ripetizione della gara di ritorno contro l’Irlanda del Nord, poiché la il “primo” ritorno si giocò con l’arbitraggio locale per il mancato arrivo del fischietto ungherese e, tra mille polemiche, terminò sul 2 a 2. Alfredo Foni era sulla tolda di quella Nazionale, la prima fino a ieri sera, ad avere il record poco nobile, di mancare una qualificazione mondiale. Questo un passo della penna di Brera, su quella disfatta, tratto dalla Storia Critica del calcio italiano: “La gianni-breranostra squadra pencola maledettamente in avanti: gli irlandesi ne approfittano segnando due ottimi gol in contropiede. La figura è meschina al punto che il grande Schiaffino ne piange istericamente”. Il bis di quella pietra miliare? Eccolo, ha una data ed un luogo: 13 novembre 2017, stadio Giuseppe Meazza (povero Peppino, chissà come ci sarà rimasto male anche lui) in San Siro. Doveva essere la serata dei sogni, è stata, alla fine, il configurarsi, incalzante, di un incubo, divenuto poi realtà. Anche l’Italia di Gianpiero Ventura vedrà il mondiale degli altri, senza prenderne parte. Il gol dello svedese Johansson basta ed avanza alla Svezia per chiudere IMG-20171114-WA0023_resizedle valigie per Russia 2018. Gli azzurri non sono stati in grado di ribaltare quell’infausto verdetto dell’andata. Troppo brutti a Solna, troppo prevedibili a Milano e ciao ciao mondiale. Un Apocalisse se non andiamo ai mondiali”, ipse dixit Carlo Tavecchio quando, cammin facendo, durante il girone di qualificazione, si era parlato dell’eventualità. “Figuriamoci se l’Italia non andrà al Mondiale”, tutti a dire, quasi ridendo a crepapelle. Per la serie: noi uomini duri. L’Italia era sul binario giusto, aveva raggiunto la Spagna in vetta. E’ deragliata al Bernabeu, lo scorso 2 settembre, trafitta dai colpi di Isco e dalle meraviglie spagnole. Da lì, niente e nessuno è più riuscito a spostate il treno azzurro da quell’avaria preoccupante. Non c’è riuscita la federazione, sempre troppo ingessata nel suo gessato ed un tantino tavecchio(tta), non ci è riuscito Ventura, che IMG-20171113-WA0026_resizedfrancamente non ci ha più capito niente a livello psicologico e sotto il profilo tecnico: l’esclusione di un capobranco di lungo corso come Daniele De Rossi nella sfida della vita per dar spazio a Jorginho (oriundo alla sua terza presenza, anche nel 1958, perdemmo, infarciti di oriundi) la dice lunga. Non ci sono riusciti i giocatori, al di sotto delle loro potenzialità nelle due ultime chiamate da dentro o fuori. Si poteva incoraggiare a dismisura la Nazionale, ma di fatto quel treno, una volta uscito dal suo binario, non è più ripartito. In due mesi Ventura ha perso tutto: fiducia, autorevolezza, carattere ed anche stima diventando un frullatore di ovvietà, un pasticcere di dolci troppo calorici: “Noi al Mondiale ci andremo sicuro”. In due mesi i IMG-20171114-WA0022_resizedcalciatori non sono stati più liberi di dare tutto. Gli Immobile, gli Insigne (neanche un minuto nemmeno per lui ieri) i Darmian non possono essere quelli di questo spareggio, la BBC dietro è apparsa stanca e macilenta. Un plauso a Florenzi, guerriero in un ruolo non suo a San Siro e l’unico a cercare la rete, nel primo tempo e nel secondo con un certo desiderio di trovarla. Certo poi c’è un dato che non possiamo nascondere: in questa Nazionale c’erano tanti amanuensi, ma nessun poeta. Dopo l’addio di Pirlo, a parte De Rossi in qualche occasione, nessuno ha più saputo prendere per mano con eleganza e giustezza il centrocampo, il reparto dove tutto nasce o appassisce. Piccola postilla: anche la Svezia non ha nessun poeta, ma undici marcantoni che seguono il nuovo fuoriclasse dopo Ibra, Janne Andersson, il Cittì, che a fine carriera, vorrebbe fare il magazziniere per sentire cosa raccontano le maglie negli spogliatoi. Tu chiamala, se vuoi, umiltà. Poi ci sono i fiumi di considerazioni, alcuni affluenti dei quali dicono: perché nemmeno una volta Mario Balotelli, che a Nizza sembra aver abbandonato il discolo e riabbracciato il IMG-20171113-WA0025_resizedcalciatore? Perchè mai una volta Caldara o Cristante che all’Atalanta giocano come Dio comanda? Perchè non provare un Quagliarella last minute per le due gare contro la Svezia, uno che in fatto di fame di gol è sempre stato, specie ultimamente, uno chef interessante? “Foni si arrabatta smarrito, si vede perduto” Annotava Brera sul cittì Foni. Historia magistra vitae. Stesso destino del signor Mala Ventura. Dalla Caporetto del 1917 alla Svezia del 2017 passando per l’Irlanda del 1958. Ahi povera e presuntuosa Italia, come bruciano certe ferite. Luca Savarese

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11 Commenti a “IL SIGNOR MALA VENTURA, di Luca Savarese”

  1. Pencroff says:

    Non porre questa domanda profonda qui. Al massimo l’utente chiede dove sono i cinesi e blatera contro “quelli del ponte Caprazucca”. I più acculturati arrivano a fard i rosari con Perinetti e Tacopina

  2. Luca says:

    Siamo in declino dal 2010. Solo Conte era riuscito a mascherare i problemi.

  3. VELENOSO says:

    Gabbiadini fa la riserva ad Insigne nel Napoli e Sventura che fa?
    Mette in campo la riserva di Insigne che è Gabbiadini tenendo in panca il maggior talento azzurro.
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  4. Davide says:

    Quelli del Ponte Caprazzucca hanno la mentalità che ha portato il calcio italiano a questi livelli…infatti Ventura è stato scelto perche costava poco (1 milioncino vs gli 8 di un top coach).
    Ricordiamo cmq i danni fatti da Tavecchio (mai più un caso Parma) e il suo sodale Avvocato Brunelli (i famosi 5 milioni spacciati come regalo e poi richiesti indietro a danno dei creditori). Ripeto sempre però che con proprietari e dirigenti come Zamparini, Gozzi, Tacopina, Preziosi, Cellino, Sagramola, Lugaresi, Lotito, Vigorito, Pernetti, pensiamo forse di fare qualcosa di più di quello che abbiamo visto l’altra sera?

  5. morosky says:

    VENTURA

  6. morosky says:

    VENTURA, secondo me, è quello che ha meno colpe ( non parlo di formazioni nè di prestazioni in queste ultime due gare decisive ) di tutti, le colpe iniziano molto prima …..a monte …

    1) mancano talenti e qualità

    2) l’unico fuoriclasse di questa nazionale è BUFFON, portiere, 39 enne

    3) nel mio prossimo articolo, in uscita, suppongo venerdì, faccio una carrellata sui successi mondiali – europei per nazionali e pure su champion league ed europa league per club…
    da tali statistiche si desume molto….
    SPAGNA E GERMANIA ..hanno costruito nel tempo, seminando, ed hanno raccolto i frutti copiosi….a partire da 14/15 anni fa…
    ma questo lavoro di ricostruzione è cominciato fine anni 90 inizi 2000 ….leggere x credere….

    4) poi c sono altre cose…. politica, faccendieri, incapaci, amici degli amici ….amici di Maria De Filippi…amici di Lotito, amici di borgata, amici miei, amici tuoi e pure suoi !!!

  7. morosky says:

    Calcisticamente bisognerà ripartire dall’Under 21 che, spesso, nel tempo, ha giocato MOLTO meglio della nazionale “minore”:

    DONNARUMMA
    PERIN
    SCUFFET
    MERET

    CALABRIA
    CONTI
    CALDARA
    BONUCCI
    ZAPPACOSTA
    SPINAZZOLA
    RUGANI
    ROMAGNOLI
    DE SCIGLIO
    DARMIAM
    BARRECA

    CANDREVA
    FLORENZI
    LOCATELLI
    GAGLIARDINI
    VIVIANI
    SENSI
    PELLEGRINI
    BARELLA
    MURGIA
    MANDRAGORA
    CATALDI

    CUTRONE
    IMMOBILE
    BELOTTI
    INSIGNE
    EL SHAARAWJ
    PETAGNA
    CERRI
    VERDI
    CHIESA

    ma ce ne sono molti altri che saranno utili alla causa….
    e..ANCHE SE SONO GIOVANI, SE BRAVI, VOGLIONO FATTI GIOCARE…PUNTO E BASTA …

  8. jdm says:

    a niente di una profondita’ che sembra la fossa delle marianne

    • morosky says:

      Vedrai nell ‘articolo che esce venerdì ..basterà guardare le figure, i dati ed i numeri …abissale o no…gli altri hanno sovvertito il sistema ed hanno raccolto risultati …
      con programmazione, ordine, strutture, pazienza, lavoro e tempo….minimo 10 anni per ripartire da zero ..

  9. morosky says:

    abissale

  10. CiFra says:

    E’ un giochino che trova il tempo che trova quello di fare ora i nomi su cui puntare per il prossimo mondiale/europeo: tanti calciatori nuovi oggi sconosciuti ne verranno (me lo auguro!) fuori nei prossimi anni. Credo che la non qualificazione sia addirittura un bene o comunque un vantaggio da sfruttare subito: in Russia sarebbe stato un altro strazio di girone e si usciva malamente. Bisogna ripartire con un nuovo CT senza traghettatore, magari Carletto!! Dargli 9 mesi di tempo per far conoscere il suo gioco ai ragazzi nuovi senza pressioni e senza dover vincere per forza: ci saranno solo amichevoli fino a settembre appunto!!!

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