CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Il biliardino di Pochesci (che poi era quello di Bielsa… Ah no! Di Glerean…)

07 Dic 2017, 17:00 2 Commenti di

gianni-barone.jpg(Gianni Barone) – Se ad inizio stagione gli amanti del bel calcio, i puristi, gli estesi più raffinati di questo sport si sono segnati le date delle partite da non perdere per nessun motivo al mondo, individuandole nel clasico fra Barcellona e Real Madrid, o nel derby di MANCHESTER fra City e United, io, molto umilmente, ho preferito segnarmi la seguente data: 8 dicembre 2017, giorno dell’Immacolata Concezione. Per festeggiare la Madonna o l’anniversario di mia madre? Forse o anche, ma soprattutto perché va in scena una partita che anch’io, per nessun motivo al mondo, voglio perdere: Ternana-Parma. Addirittura! Chissà cosa vi immaginavate… Forse esagero, avessi detto Inter-Juve! No, ribadisco: Ternana-PARMA è la vera partita da non perdere! Per quale motivo?, direte voi. Perché il PARMA è chiamato a consolidare la sua posizione in classifica, e dare continuità ai suoi risultati, come dicono quelli che se ne intendono? No. Niente di tutto questo , ma solo perché la Ternana ha un allenatore, particolare, istrionico, originale, che rifugge dalle banalità e dai luoghi pochescicomuni in maniera convinta, e non si atteggia mai a super uomo o super allenatore, lasciando trasparire dalle sue parole e dai suoi atteggiamenti sempre tanta umanità. Quindi un allenatore umanista? Forse, anche, ma non solo. Un personaggio vero che è giunto alla ribalta del calcio che conta dopo tanta gavetta nelle serie inferiori, nel cosiddetto calcio minore, di cui solo pochi vorrebbero occuparsi. Famosi i suoi teatrini, le sue esternazioni, le sue provocazioni, che fanno il giro del web suscitando ammirazione, curiosità e simpatia. Il solito sbruffone, qualcuno ha scritto, o il miracolato di turno, che giunto su palcoscenici, per lui, fino a poco tempo fa, insperati, si diverte a spararla sempre più grossa. Forse, anche, ma non solo. Pochesci  è tutto questo ed il contrario di tutto questo, perché sembra proprio che voglia prendere in giro tutti con le sue trovate, con le sue battute,  sempre con la sua voglia di non volersi prendersi D'AVERSA VIGILIA TERNANA PARMAtroppo sul serio per nessun motivo al mondo. Eppure, dopo 17 giornate di campionato, è riuscito nell’impresa, non facile per molti, di farsi conoscersi da tutti, addetti ai lavori, tifosi, critici e non solo. Passa per essere un cultore, un teorico, un pratico, di quel calcio offensivo, che piace ai puristi, agli esteti, ai raffinati, di cui sopra, che rifugge da ogni tipo di atteggiamento difensivo e ostruzionistico, o non propositivo (come direbbe D’Aversa che anche nella conferenza stampa di oggi ha ribadito l’importanza del non prendere gol in questo campionato, salvo ben guardarsi dall’apologia di un difensivismo o di un catenacciarismo post moderno per me, con buona pace del nostro lettore Gabriele, alla base della lazzaresca resurrezione Crociata dopo che già tutunicusano ternanati li davano per seppelliti con l’allenatore cacciato prima del classico panettone) e i risultati si vedono, solo 2 vittorie contro Cesena e Frosinone (epperò), 11 pareggi e solo 4 sconfitte 2 meno del Parma. Vince poco, ma perde anche poco, questa la summa del suo atteggiamento e di quello della sua squadra. Ma tatticamente com’è?  Offensivo, non vi basta, ha praticato finora quattro sistemi di gioco, il prevalente è il 4-3-1-2 (il rombo) presentato 10 volte con all’attivo 2 vittorie 6 pareggi e 2 sconfitte. Poi in ordine di frequenza viene il 3-4-1-2 (tre volte) con zero vittorie 2 pareggi e 1 sconfitta, seguito dal 4-2-3-1 (due volte) con zero vittorie 2 pareggi e 0 sconfitte. Infine viene il 3-3-1-3, che diventa 3-3-4, con zero vittorie 1 pareggio , una sconfitta proprio contro una delle capoliste Bari. Ecco: quel modulo o sistema, che dir si voglia, tanto ormai la confusione regna sovrana, anche per chi si è laureato alla nostra Harvard del calcio (Coverciano), è in assoluto il meno praticato al mondo, vedremo al WP_20171124_13_10_46_Richmondiale se nazioni sconosciute, però qualificate, lo adotteranno, al punto che le volte e le squadre che lo hanno interpretato, negli anni, sono conosciute, molto bene, dalla moltitudine, silenziosa o fragorosa, che affolla platee, redazioni, salotti, e divani e divani, poltrone e sofà, di casa, prim , seconda, soggetta e non a tributi vari. Il 3-3-4 è detta la tattica del biliardino attribuita a Bielsa, anche se il calcio balilla dalle nostre parti prevede quattro stecche (1-2-5-3), con 3 difensori, 3 centrocampisti, e 4 attaccanti. I precedenti sono più che illustri, il già citato loco Bielsa con le sue squadre di club e di nazionale (Argentina e Cile) Van Gaal, Adrianse, e qualche volta, qualcuno mi suggerisce, anche Cruyiff al Barcellona, però pochi, forse lo penso io, ricordano colui il quale in Italia lo ha praticato per quasi tre stagioni di fila, portando la sua squadra, il Cittadella, dalla C2 alla serie B: glereanGlerean. Un innovatore di cui si sono ben presto, perse le tracce. Chissà perché? Forse perché si trattava di qualcosa di troppo innovativo per le nostre latitudine calcistiche. Anche Pochesci ha centellinato questa tattica in quanto si è reso conto che i suoi giocatori, molti dei quali esordienti in B, non sono ancora particolarmente preparati per questo tipo di disposizione che presuppone una preparazione tecnica e mentale non rapida da assimilare, quindi il buon Sandro si sta arrovellando affinché la sua squadra riesca a saltarci fuori in un torneo molto duro, soprattutto alla luce delle ultime esternazioni del suo patron, quello dell’Unicusano sponsor, che senza mezzi termine ha posto dei limiti temporali, le prossime quattro gare, per ottenere risultati certi, finora deludenti a suo modo di vedere, per quelle che sono le potenzialità e le ambizioni del club. Il primo di questi appuntamenti è la gara contro il PARMA, lanciato, ermetico dietro, abile a ripartire e ad approfittare biliardinodell’incertezze altrui, come affronterà il buon Pochesci il probante impegno non è dato sapere, chissà se sceglierà la strada della prudenza o si affiderà il suo spiccato senso di non equilibrio che fin qui gli ha permesso, di fare o di subire clamorose rimonte in termini di risultato finale?Chissà se vedremo il biliardino alla Bielsa, nuova edizione del coraggioso schieramento del Cittadella di Glerean, che non è dimenticato, ma non viene ricordato nei libri non di storia, ma di tecnica calcistica. E poi non si riesce a capire come mai per descrivere questa tattica è stato tirato in ballo il calcio balilla, che come detto, con la composizione delle sue stecche non ricalca, nei numeri, quello dello schieramento tattico in questione. Invenzioni giornalistiche, non vi è altra spiegazione, visto che anche per l’ultima gara dei crociati, in sede di ripigliata del martedì, sul giornale locale si è parlato di tattica del bielsacalcio balilla, chiaramente con contorni  e significati diversi, ma in questo caso, l’intrinseco nesso, pare ancora sfuggire alle menti meno preparate in materia. Sarà, ma la gara di venerdì 8 per gli sportivi e gli appassionati è da non perdere, certo i MARIANELLA e compagnia cantante, preferiranno altri spettacoli, ma noi che ancora non sappiamo, o fingiamo di non sapere, che fine (calcistica) abbia fatto Glerean, ci auguriamo che la lezione di Mister Pochesci continui e nel frattempo accontentiamoci di vedere due atteggiamenti opposti di fronte, quello del PARMA più equilibrato, e quello della Ternana meno sparagnino in modo che tutto ciò ci restituisca qualcosa di più in termini di conoscenza e sapere calcistico oltre al solito spettacolo che sicuramente non mancherà. Ah dimenticavo Ezio GLEREAN dopo 7 anni dal 2010, ha ripreso ad allenare la squadra con cui aveva iniziato la sua carriera, si tratta della Marosticense nel campionato di Eccellenza Veneta della serie “Prima o poi gli eroi ritornano” seppur ad livello inferiore rispetto a Bielsa e al suo incomprensibile (sic) biliardino. Ma tanto che importa… Come direbbe James… Gianni Barone

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2 Commenti a “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Il biliardino di Pochesci (che poi era quello di Bielsa… Ah no! Di Glerean…)”

  1. VELENOSO says:

    Fateci caso
    Con superiorità numerica dilaghiamo e facciamo
    goleade
    È successo con Ascoli e con la Pro Vercelli

  2. Lukfur says:

    A me il biliardino risulta essere 2-5-3…. ne ho sempre visti ed usati di questo tipo…

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