CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Certe dichiarazioni ormai stancano. L’importante è non sentirsi catenacciari

04 Dic 2017, 23:00 5 Commenti di

gianni-barone.jpg(Gianni Barone) – Certe dichiarazioni ormai stancano, nel senso che tirare fuori il passato più o meno negativo ogni qual volta si verificano errori arbitrali continua a portare fuori strada un po’ tutti. Il calcio sta vivendo un momento critico, soprattutto dalle nostre parti ed evocare i fantasmi del passato ci porta di molto lontano da quelle che potrebbero  essere le soluzioni per risolvere i tanti problemi che assillano l’intero movimento. E poi ridurre il commento di una partita in maniera così puerile da parte di dirigenti e tecnici professionisti, come hanno fatto quelli delle Pro Vercelli, società gloriosa, non meritava risposta, né tanto meno un comunicato ufficiale, il primo di una società che per propria ammissione si era sempre volutamente lontana da questo tipo di cose. Però, aldilà delle polemiche, resta il fatto che come qualcuno ha opportunamente rilevato il risultato non lo ha certo deciso l’arbitro, quindi basta con i piagnistei, da una parte e basta, dall’altra, non tirare in ballo il passato solo quando fa comodo. La storia di ogni società, di ogni cosa è fatta di Museo Parma Calcio 2013alti (pochi) e bassi (molti), quindi meglio concentrarci su altri argomenti più interessanti, per lo meno, dal nostro punto di vista, cioè l’analisi di una vittoria ottenuta, con merito, perché frutto di equilibrio e saggezza tattica e non solo. In un campionato sempre più paragonabile a un terno al lotto, il PARMA, a giornate alterne piazza qua e là qualche certezza, e riesce a trovare sempre la forza per reagire alle avversità, garantendo un cammino quasi regolare frutto, lo ribadiamo con forza, della sua buona solidità difensiva e della sua abilità nello sfruttare gli errori, le incertezze, le pause avversaria, proprio in ossequio di una logica e di una tradizione tipicamente italiana che molti denigrano e solo pochi apprezzano. Non bisogna vergognarsi del proprio patrimonio tecnico e storico, il calcio all’italiana, da più parti abiurato, resiste all’urto del modernismo e alle intemperie dello snobismo radical chic di intellettuali prestati al calcio e riscuote ancora qualche successo in quanto a praticità e cinismo. Proprio come affermato dallo stesso D’Aversa, che di calcio all’italiana, si è poco nutrito nel corso della sua carriera di calciatore, in quanto a suoi tempi erano in voga altre mode cultural-calcistiche, però nelle sue parole, tra le righe, qualcosa di nuovo traspare, che vale la pena riportare. “Se analizziamo – ha detto il tecnico – il possesso palla è un po’ più a favore loro, quindi aver creato tanto è importante in un campionato di serie B dove più che il bel gioco conta l’essere cinici. Inoltre non abbiamo subito gol e i risultati si fanno con le aversa pro vercellimigliori difese, se si guarda cosa accade in Italia in generale. Che non significa essere difensivisti“. Parole che condividiamo e sottoscriviamo perché già affermate, a chiare lettere, su queste colonne, in un passato abbastanza recente, ciò che ci lascia perplessi è che, dopo aver ammesso che non si vive di solo calcio propositivo, come più volte affermato dall’intellighenzia critico calcistica imperante nei media, ci tiene l’allenatore del PARMA, a prendere le distanze da un certo tipo di etichette che si suole attribuire ad un calcio sparagnino, speculativo, chiamatelo come volete, dategli un nome proprio, a vostro piacimento, ma non definitelo difensivo, per carità, o peggio ancora catenacciaro. Le partite si vincono, in questa serie B, più che mai, con l’aspetto tattico strategico, checché tutti non lo dicano e non lo pensino, ma il vedere, capire, scegliere, quale atteggiamento tenere o qualche giocata effettuare, nei momenti topici della gara, nessuno può insignenegare che sia l’aspetto preponderante. I famosi episodi, a favore o a sfavore, il famoso approccio, il famoso atteggiamento, cosa non sono se non risvolti di quell’aspetto tattico che, volenti o nolenti, decide le partite? Qualcuno sostiene che decidono i singoli, potrebbe anche essere vero, ma non sempre, anche se nel caso del PARMA, l’esplosione di Insigne sta indirizzando in positivo tutte le prestazione della squadra, ma oltre alla giocata individuale, alla condizione ottimale per i cambi di passo o all’abilità nei cambi direzione che disorientano l’avversario e lo lasciano sul posto, abbiamo riscontrato una maturità tattica di tutta la squadra che permette nei momenti, delicati della gara, di aver la meglio per lucidità e capacità di lettura adeguata delle situazioni. Quindi non fermandoci ai modelli di pensiero e alle definizioni che ne scaturiscono, verrebbe da dire che non si tratta di ripercorrere mode o tradizioni che solo a parole ingannano, ma che il parma pro vercelli undici crociatopercorso di crescita si sta attuando attraverso certe scelte, che lasciando da parte i mugugni di critica e tifosi sempre in agguato, ad ogni passo falso, stanno portando nella direzione giusta. Morale, anche se non sempre una morale ci dovrebbe essere, mai lamentarsi, mai offendersi per il solo fatto di essere considerati o definiti difensivisti, e mai temere gli avversari, con i loro nomi, la loro storia, e con i loro ingombranti fantasmi. Nel calcio giocato sono importanti i cambi di direzione alla Cristiano Ronaldo e nel nostro piccolo alla Roberto Insigne, ma anche nel calcio parlato e commentato occorrerebbe qualche esplosivo cambio di direzione, restare sempre nella stessa direzione, non paga e non restituisce nessun tipo di soddisfazione e nessun tipo di morale. Ciò che conta è credere di avere le armi giuste per corapi parma pro vercellicompetere con BARI, Palermo, tutt’altro che imbattibili, Frosinone e Empoli, si stanno facendo del male da soli, trascurando quell’aspetto difensivo, che tutti ormai scopriamo essere quello predominante, e poi non sottovalutiamo le eventuali sorprese tipo Cittadella, quella del momento, o altre che verranno, perché il torneo nella sua imprevedibilità non esclude niente o nessuno. Avanti così e ben vengano anche gli utilizzi di giocatori , finora poco considerati, o accantonati per scarsa o incompleta adattabilità, perché qualche nuovo Roberto Insigne potrebbe sbucare tra le pieghe della panchina o dello spogliatoio, e non necessariamente dal mercato a cui molti vorrebbero che il Parma si rivolgesse. Quando si hanno in organico gente come Scaglia o Dezi, che non gioca o gioca poco, credo sia sconsigliabile rivolgersi altrove, non prima di aver praticato qualche correttivo che permetta loro, attraverso un utilizzo più continuo, di rendere  al meglio o secondo le loro effettive potenzialità, soprattutto non cliomakeup-piercing-alla-vagina-4insistendo su un loro impiego in ruoli e compiti non del tutto funzionali alle caratteristiche tecniche o atletiche. Tutte teorie che devono trovare reale applicazione sul campo in omaggio ad un progetto che privilegi gli uomini prima delle mode e dei modelli di gioco, quindi si auspica un allenatore che sia bravo a far attuare al meglio la fase difensiva e che riesca a sorprendere con azioni di contrattacco o di rimessa, in poche parole un allenatore umanista, visto che le altre definizioni, al momento, appaiono non gradite. Ma cosa importano le parole e le definizioni di fronte a tutto il resto? L’importante, come diceva il mio vecchio amico JAMES, il catenaccio direte voi… No qualcosa di molto più concreto… Gianni Barone

 

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5 Commenti a “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Certe dichiarazioni ormai stancano. L’importante è non sentirsi catenacciari”

  1. Douglas says:

    Ottimo articulo ….. Gianni Barone ..
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  2. VELENOSO says:

    La risposta al presidente della Pro Vercelli non l’hanno data persone di parte ma l’ha data un giornalista neutrale sulla gazzetta dello sport dando il voto all’ arbitro.
    Un bel 7 come a dire
    “Arbitro perfetto, Pro Vercelli in mala fede”

  3. Simone T. says:

    Il Parma a mio modo di vedere, non ha fatto bene a rispondere, ma ha fatto stra bene. Dopo l’ennesima polemica nei nostri confronti da parte degli avversari, era assolutamente doveroso da parte della società replicare a tale diffamazione. Un conto è alimentare sterili polemiche, un altro è ricevere accuse intollerabili da parte di un presidente di una squadra di serie B.
    La società non ha fatto altro che difendere il suo nome e anche i suoi tifosi, perchè non è possibile essere attaccati ogni settimana. Questa volta si è veramente superato il limite e la giusta conseguenza è stata la replica del Parma. Con tutto il rispetto Barone, ma credo che il focus sia da posizionare sul personaggio Secondo che sulla risposta del Parma.

  4. Gabriele says:

    Su scaglia ci può stare il discorso su dezi non credo si possa dire sia stato utilizzato fuori ruolo, ammesso che con una carriera cosi breve si possa sostenere che ne sappia ricoprire uno ben definito

  5. Luca says:

    Recitare il ruolo della vittima contro la grande fa sempre comodo, attira consensi. Lasciamo stare.

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