IL COLUMNIST / BRIGNOLI E’ IL CALCIO CHE MI PIACE. OLTRE ALLE SCORIE C’E’ DI PIU’: STORIE, PER ESEMPIO…

04 Dic 2017, 01:00 1 Commento di

il-columnist-luca-russo1-300x166(Luca Russo) – Lunga, lunghissima vita ai portieri matti, che fanno del calcio la favola più bella tra le favole più belle. Higuita, Chilavert, Taibi, Rampulla e Ceni: estremi difensori di ruolo, ma all’occorrenza anche estremi rimedi a mali estremi che in extremis, quando proprio non sai più a quale santo votarti, mollano la custodia dei pali, ti tolgono le castagne dal fuoco, ne scelgono una e la scagliano con una buona dose di sana ignoranza e altrettanta follia – che nel calcio ipertattico di oggi non guastano mai – nella porta degli altri. Una ristretta cerchia di guantoni un po’ anarchici e con qualche rotella fuori area, pardon fuori posto, che non disdegnano di andare a portare scompiglio in territorio nemico nel minuto in cui nel proprio non c’è più niente da difendere. Alberto Brignoli, classe 1991, di proprietà della Juventus, da ieri è uno di loro. E lo è diventato in una giornata storica per la sua squadra, il Benevento, che lo ha avuto in prestito dai bianconeri: le Streghe contro un Milan molto meno che dimesso hanno conquistato il primo punto assoluto in massima serie. Grazie, per l’appunto, alla zuccata vincente dell’estremo difensore originario della provincia di Bergamo. Stagione strana quella del dodicesimo beneventano,brignoli che dodicesimo lo è stato finché il numero uno Belec non ha dovuto mettere la freccia e accostare a destra per scelta  della precedente gestione tecnica. Dopo le prime sette giornate passate in panchina a guardare lo sloveno infilato da tutti e in ogni modo, Brignoli si è guadagnato la maglia da titolare, e di reti, oltre a continuare a incassarne con regolarità simile a quella del suo collega (che ne aveva prese 18 in 7 presenze), ne ha addirittura realizzata una. Da vittima seriale a tiratore scelto per un pomeriggio…e forse mai più. È il calcio che mi piace, oltre alle scorie c’è di più: storie, per esempio. A proposito dei sanniti, vi confesso che li avevo visti giocare solo in occasione del match casalingo contro la Lazio. Per cui l’idea non esattamente buona che me ne ero fatto, più che dalle loro prestazioni tutt’altro che convincenti, derivava dalla loro classifica da formazione retrocessa ancor prima di retrocedere per davvero. Classifica che alla vigilia della sfida con la truppa adesso capitanata da Gattuso recitava quanto segue: zero vittorie, zero pareggi, quattordici sconfitte, sei gol fatti, trentaquattro gol subiti. Ma col Milan non si è visto nulla, proprio nulla, di tutti quegli zero. Al contrario, si è visto un Benevento che fuor di metafora si è meritato il punto che è riuscito a portarsi a casa. Un Benevento che per una volta non è stato solo un bersaglio e niente altro, come accaduto al cospetto di Napoli, Lazio e Juventus, ma anche arciere; che ha giocato a calcio e non a calci, pur avendo un bagaglio tecnico di gran lunga più leggero rispetto a quello in possesso di Montolivo e compagni; che si è difeso con eleganza, anche se con l’acqua non alla gola ma dentro la gola, la prima cosa che ti passa per la testa quando devi chiudere o coprire è “o gamba o palla, e se è palla, che la si mandi in tribuna o nel parcheggio dell’antistadio”; che non l’ha buttata in rissa o in caciara, e va da sé che quando la disperazione ti si è attaccata alle caviglie, è più facile spanciare che tenere la testa alta e la schiena dritta; e che non si è mai arreso, nemmeno avendo di fronte il mostro della quindicesima domenica da zero di fila. Un mostro che dopo lo scacco matto del folle Brignoli, ha visto le…streghe. Bravo Alberto e Bravo Benevento. Da ieri avete almeno un tifoso in più. Luca Russo

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1 commento a “IL COLUMNIST / BRIGNOLI E’ IL CALCIO CHE MI PIACE. OLTRE ALLE SCORIE C’E’ DI PIU’: STORIE, PER ESEMPIO…”

  1. Luca says:

    Il gol del portiere è sempre un qualcosa di fantastico. È l’essenza del calcio. E che gol pure quello di Brignoli, da centravanti di razza.

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