IL COLUMNIST / FUMATA GRIGIA IN LEGA A: CHE IL PALLONE DELLO STIVALE SI APPRESTI A ROTOLARE SULLA STRADA GIUSTA ANTEPONENDO INTERESSI DI SISTEMA A QUELLI DEI SINGOLI?

02 Dic 2017, 01:00 5 Commenti di

il-columnist-luca-russo.jpg(Luca Russo) – Più che nera, l’altro giorno, in Lega, c’è stata una fumata grigia. Si è infatti finalmente compreso quali sono le volontà dei club di Serie A: rinnovare la governance, scongiurare lo spauracchio del commissariamento agitato dal Coni, stabilire in autonomia il proprio destino (se non ai livelli della Premier League, poco ci manca) e, soprattutto, scrivere la parola fine a un lunghissimo periodo di divisioni e lotte intestine. Non con la fin troppo utilizzata matita, ma con dell’inchiostro indelebile. Una comunione di intenti, e di intenzioni, insolita per i protagonisti del calcio nostrano, da sempre interessati più alle sorti del proprio orticello che non a quelle del prodotto pallone nella sua interezza. Un’unità che ieri ha recitato con risultati soddisfacenti la parte di ultimo difendente rispetto alla possibilità che al timone della Lega ci finisse un semplice traghettatore. Ipotesi, questa, respinta con decisione sia dai club dell’ala riformista che dalle società del fronte conservatore. Bruciata la candidatura di Giuseppe Vegas, in uscita dalla presidenza della Consob, le luci dei riflettori si sono accese su Ezio Maria Simonelli, responsabile dei revisori della Lega, e Paolo Nicoletti, vice commissario di Lega. Ma si sono spente immediatamente, dati i dubbi espressi da entrambe le coalizioni a proposito dell’opportunità di consegnare le chiavi della first division tricolore a un presidente con la data di scadenza impressa a caratteri cubitali sul suo mandato. L’intenzione dei due schieramenti, filtrata da via Allegri, sembrerebbe quella di individuare ed eleggere un presidente che accontenti tutti, una sorta di jolly da calare sul tavolo della delicatissima mano di poker che sta andando in scena tra i vertici dello sport e del calcio italiano. Una figura che insomma sia realmente imparziale – e non l’espressione di questa o quella corrente – e dotata delle competenze calcistiche necessarie per restituire nobiltà e gloria al soccer di casa nostra. A occhio e croce, e ammesso che i propositi “a reti unificate” dei club di massima serie dovessero tramutarsi in buon senso tangibile e fatti concreti, mi pare che il pallone dello stivale si appresti a rotolare lungo la strada giusta, certamente più consona alla sua storia e al suo blasone. Strada che antepone l’interesse del sistema a quello dei singoli soggetti che ne fanno parte. Era ora! Luca Russo

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Stadio Tardini

5 Commenti a “IL COLUMNIST / FUMATA GRIGIA IN LEGA A: CHE IL PALLONE DELLO STIVALE SI APPRESTI A ROTOLARE SULLA STRADA GIUSTA ANTEPONENDO INTERESSI DI SISTEMA A QUELLI DEI SINGOLI?”

  1. Luca says:

    A me piacerebbe vedere uno come Tommasi. Se lo merita.

    • Luca Russo says:

      Io mi spingerei oltre e prenderei ad esempio ciò che è stato fatto per i nostri musei due anni fa. Dal momento che il calcio, alla pari della cultura, è una delle industrie in qualche modo più floride del paese, data la necessità di preservarne la redditività e la sua capacità di attrare denari, ne affiderei la gestione a un manager straniero. Ovvero a un manager che sia lontano anni luce da certe logiche tutte italiane che hanno condotto questo paese sull’orlo del fallimento.

  2. Nobiltà Crociata says:

    Ma ke si fumano pure quello ke vogliono tanto di cazzate

    Grossolane ne hanno fatte e continuano pure nei loro intenti

    Di figure competenti ne abbiamo sicuro tipo Zoff o Rivera

    Ma forse x qualcuno sanno troppo di calcio e NON solo

    Infatti ai sorteggi mondiali al Cremlino l’Italia era assente

    Evviva tanto era la stessa cosa mo mama !!!!

  3. VELENOSO says:

    I club dovrebbero giocare in campo internazionale con tutti gli stranieri che vogliono ma nel campionato italiano non potrebbero utilizzarne piu di quattro o cinque.
    Vedreste quanti giovani per la Nazionale sboccerebbero.

  4. Pencroff says:

    A mì col Tomasi chì al men fnisà migra completament. Le un politocò anca lù che al nà fat mei nienta ed bò pr’al futbal.pù brev a parler (sensa dir nient) che a zsugher. Al fa perta dal calcio vec, connivent col potere

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