INTERMEZZO LETTERARIO / LA DISTANZA di Luca Tegoni (6^ Puntata)

11 Gen 2018, 12:00 16 Commenti di

la distanzaLuca Tegoni, apprezzato autore di StadioTardini.it, la scorsa estate ha pubblicato in proprio (www.lulu.com) un romanzo corto “La Distanza”  che dal 6 Gennaio 2018, a puntate, ci accompagnerà ogni giorno, allo scoccare delle 12.

Il volume è acquistabile su amazon.it

Ecco la sesta puntata:

Il colonnello Killgore si stava spostando verso Est. Le sue truppe lo seguivano stanche ma entusiaste, erano “cattivi e figli di puttana”, come la miglior tradizione bellica cinematografica insegnava.

Quell’uomo aveva un innato senso della guerra, della morte, del nemico e della conquista. Ora tendeva al sorgere del sole e sapeva che sarebbe arrivato là. Un passo avanti e il sole sarebbe tramontato. Killgore avanzava e annientava. Lo sguardo fiero e la divisa sempre in ordine. Birra per la truppa. A volte quand’era possibile faceva arrivare le puttane. Non si stuprano i nemici. Giorno dopo giorno il sole all’orizzonte era sempre più basso. La meta si avvicinava. Caldo e umidità non frenavano l’avanzata. Nemmeno la pioggia, nemmeno il territorio. E il nemico moriva calpestato e bruciato. Morivano tutti su quella lunga strada. Un sibilo di bombe e poi esplosioni di bombe e raffiche di mitra e urla non umane proprie dell’uomo quando si avvicina alla fine. Quando il suo intimo desiderio di conservarsi viene ignorato e violentato. Questa colonna di suoni marciava attraverso la vita degli altri e la finiva e la sterminava.

Nella città che Nina aveva lasciato cominciò nel frattempo a diffondersi una voce forte di guerra. Anche sulle prime pagine dei giornali si cominciava a leggere i titoli di una guerra non lontana. La coscienza dei giornalisti venne fuori quando Killgore risparmiò la vita a due di loro. Ebbero modo di raccontare che cosa sarebbe potuto succedere. Normalmente Killgore uccideva chiunque non fosse dalla sua parte. Questa volta decise che il mondo avrebbe dovuto sapere da che parte stare. Cosa potevano fare i giornalisti graziati se non ritornare dove la guerra ancora non era passata e tentare di fare il possibile affinché continuasse per altre latitudini? Sapevano che non sarebbe finita grazie al loro talento di giornalisti. A questo punto, dopo tutta una serie di resoconti che servivano a dare una immagine positiva del colonnello Kilgore e commenti genericamente moralistici sull’esigenza della guerra, alcuni altri giornalisti si chiesero che cosa avessero fatto per tutto il tempo inutilmente trascorso.

Il tempo della guerra si avvicina alle nostre case e alle nostre famiglie. I nostri uomini si preparino a partire con il fucile in mano, le donne si preparino a piangere. Già molti secoli sono stati afflitti dalla follia dell’uomo, dalla sua arroganza. Già molta intelligenza è stata sprecata sui campi di battaglia, già molta ricchezza è stata sprecata in armamenti. Già molto amore è stato negato e troppi sorrisi si sono spenti in una piega del volto che marchia le persone più del fuoco. Il tempo della guerra ha un suono che non vorremmo mai udire ma che sapremmo immediatamente riconoscere. Lontano, che stia lontano, almeno da noi almeno dalla nostra civiltà. Che i nostri ragazzi non siano intrappolati dalle lusinghe della conquista e che i nostri generali sappiano mantenere l’irrinunciabile bandiera della libertà sempre alta e a favore di vento che pulisce, spazza cancella.

:- E adesso, stronzetti, finitela voi. Meglio di così non avreste potuto fare. Per caso volevate descrivere le scene di battaglia, la tragedia dei morti ammazzati, i bambini senza tetto e senza madre? La madre morta con il cane? Volevate sollecitare la ripugnanza verso una parte? Verso di me? Cosa pretendete di scrivere di una guerra se nemmeno sapete distinguere l’odore della polvere da sparo dal puzzo della vostra merda! Cosa, vigliacchi, volete dire, urlare? Forse il vostro coraggio? Il coraggio è attaccare per offendere ed uccidere! Non è sopravvivere. Quello è istinto di sopravvivenza.

Killgore era in preda ai suoi superbi eccessi di megalomania che gli capitavano o dopo una battaglia vittoriosa o dopo una sbronza. La lettera che scrisse la rilesse due volte, gridando saliva verso i due giornalisti che a capo abbassato, impauriti anzi atterriti, assorbivano impotenti tutto lo sproloquio del colonnello. Erano giornalisti senza parte. Volevano scrivere quello che vedevano e poi raccontarlo là nel mondo dove non si spara e dove l’orrore non è la propria ombra. Ora davanti a Killgore avrebbero dovuto scrivere il testo finale, quello da inviare alla stampa. Il testo che spingesse la gente ad avere paura ed allo stesso tempo prendere la parte del colonnello in modo che affidassero a lui gli onori e gli oneri della guerra. Certi della vittoria e con la pace in casa. Come si faceva con i soldati di ventura.

Forse i colleghi e le colleghe di Nina non si chiesero dove fosse sparita. Coloro che avevano più intimità con lei, un paio di ragazze, andarono fino a casa per cercarla. Una vicina disse di averla vista, qualche giorno prima, uscire di casa con delle cose, forse uno zaino oppure una borsa, non sapeva, non ci aveva fatto caso e da allora di non averla più vista rientrare. Lei, la vicina, prestava molta attenzione a queste cose :- Sapete, con i tempi che corrono…- e poi aggiunse che:- anche un signore l’aveva cercata ed aveva un pacchetto in mano da darle, ma era arrivato tardi perché lei era già partita. Mah! Signorine ma è vero che c’è la guerra? Se ne raccontano tante per sfilarci dei soldi …

Le signorine ringraziarono rispondendo vagamente e poi se ne andarono. La vicina di casa di Nina le vide allontanarsi di schiena, con un bel passo giovane e sospirò cercando di convincersi che anche lei da giovane fosse stata così bella.

Forse, un po’ tutti erano disorientati e titubanti. Il rombo del tuono non doveva diventare il rombo del cannone. La paura non doveva attanagliare la città.

Il colonnello Killgore e i suoi numerosissimi ed entusiastici uomini stanno conducendo un’operazione militare con grande equilibrio e fermezza. Le battaglie vinte sono testimonianza della sua lealtà di fronte al nemico e del suo rispetto davanti alla vita umana e a Dio. Il percorso, che ancora si presenta lungo e minacciato dal nemico e da territori ostili ed inospitali terminerà laddove il nome della pace risuonerà alto e forte.

:- Voi fate schifo! Cos’è questa retorica del cazzo?

Killgore si dimostrò alquanto contrariato ed aveva già cominciato a bere, la prova di scrittura dei giornalisti non aveva avuto, al primo tentativo, un esito positivo. Mantennero la testa abbassata e stettero inginocchiati al suo cospetto in attesa di sapere che cosa fare. Erano terrorizzati. Quell’uomo beveva attaccato al collo della bottiglia e lanciava saliva di fuoco ad ogni parola che gridava. Aspettarono per molto tempo poi finalmente crollò lasciando cadere la seconda bottiglia di whisky. Il piantone di servizio lo raccolse e lo adagiò sulla branda. Condusse nuovamente agli arresti i due giornalisti che videro allungata di altre preziose ore la loro vita. Killgore li aveva chiamati Gi e Gio. Forse era già ubriaco e chiamarli così lo divertiva. Gi e Giò avevano paura e non sapevano nemmeno da che parte cominciare per finire il pezzo. Il fatto che quel pezzo sarebbe finito sul giornale con la loro firma era assolutamente secondario. Era anche possibile che non finisse in prima pagina. In realtà nessuno voleva che esistesse una guerra che nemmeno si poteva immaginare. E farne sentire l’odore era come dire che esisteva veramente. La televisione non trasmette odori ma la carta stampata si. Quando partirono per trovare la guerra e per raccontarla non sapevano come sarebbe stato. In certi momenti avevano anche pensato che mostrare il tesserino da giornalista sarebbe stato sufficiente per passare ovunque.  Pensarono anche che la loro presenza fosse una garanzia per chiunque stesse combattendo. E, soprattutto una garanzia per i morti. Si racconta più dei morti che dei vivi. Ma non erano riusciti a raccontare praticamente nulla di tutto quello che avevano visto. La posta elettronica era controllata dal colonnello. Ed ora erano veramente allo stremo. Fisico e morale.  Avrebbero guardato sgozzare una donna senza chiudere gli occhi. Quindi avrebbero anche firmato il pezzo da spedire. Invio.

Nessun angelo all’orizzonte. Non ancora.

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Stadio Tardini

16 Commenti a “INTERMEZZO LETTERARIO / LA DISTANZA di Luca Tegoni (6^ Puntata)”

  1. Maria Teresa says:

    anche dopo qualche anno dall’averlo letto (per prima!) è sempre bello

  2. Luca says:

    Pezzi veramente scritti bene e scorrevoli http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

  3. VELENOSO says:

    Mi piacerebbe che Tegoni.scrivesse un libro sul calcio.ispirandosi al Parma

  4. Ludovico il Moro says:

    Come no…..ispirandosi ai nuovi arrivi……

    Ce né per tutti i gusti……in primis Il napoletano….

  5. morosky says:

    Buongiorno, pure io ho ascoltato un paio di sue interviste di qualche anno fa: innanzitutto spero sia migliorato dal punto di vista della comunicazione coi media ma, di fatto, mi interessa di + ciò che farà in campo, solo e limitatamente al rettangolo di gioco;
    prestazioni in campo, nello spogliatoio e in allenamento: tutto il resto fa parte della vita personale di ogni atleta, di ogni persona, che, della propria vita privata ( al di fuori dell’ambito professionale ) deve essere libera di vivere il proprio essere.

    Il campo sarà il solo giudice delle sue prestazioni !!

    negli anni 80 c’erano Platini e Maradona: due grandi fuoriclasse in campo ma, due uomini molto diversi fra di loro; il tempo, la cultura, le esperienze ed il proseguimento delle loro carriere, attività post calcio giocato, HANNO DECRETATO MOLTO BENE LE DIFFERENZE TRA I DUE …credo che non servano altre parole ..

    Di talenti calcistici estrosi, genialoidi, pazzerelli, estro e sregolatezza, ne abbiamo già conosciuti parecchi:

    GASBARRONI, CASSANO, tanto per fare due nomi a noi conosciuti pure in questa piazza, calciatori che avrebbero forse potuto fare di + nelle loro carriere professionali ma che, a causa dei loro caratteri imprevedibili, bizzarri e /o fumantini, non hanno poi dato ciò che potenzialmente avrebbero potuto raccogliere in corso d’opera.
    MORFEO credo che sia stato un altro TALENTO ECCELSO che non ha avuto in prospettiva ciò che avrebbe potuto esprimere appieno…è solo una questione di CARATTERE, DI TEMPERAMENTO E PURE DI PERSONALITA’, NON SEMPRE FACILI DA GESTIRE …
    in tutti i casi VIVA IL TALENTO, VIVA LA TECNICA SOPRAFFINA, dopo, i risvolti esterni, extracalcio ..saranno anche fatti loro ….

    • Alessio says:

      Non confondiamo lo stufato col cioccolato (perché voglio essere educato).
      Certe cassanate a stento potevano esser perdonate a cassano perché era cassano, ma vacca…
      http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_bye.gif

    • Alessio says:

      E anche la faccenda di giudicare solo il campo lascia il tempo che trova, caro Morosky
      Oggi giorno esiste la comunicazione: i video delle performance in sala stampa sono parte integrante del contratto di lavoro tanto come le piroette sul campo
      Non stiamo parlando di cassanate, ma non è certo un bel vedere quel video dove dice di chieder conto della propria virilità alle donne di Benevento, ma non gtanto per quello, quanto per come ha trattato il giornalista di Benevento dicendogli di uscire dalla sala stampa o altre spacconate del genere, che si auspica proprio non capitino mai qua…
      http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_bye.gif

  6. morosky says:

    Ognuno ha le proprie opinioni, caro Alessio, prima di replicare al sottoscritto bisogna leggere bene quanto sopra: ho biasimato le sue doti comunicative “grezze e fuori luogo”, ho anche auspicato, per lui, che sia migliorato nelle sue performances coi media;
    detto questo, se dovesse ripetere comportamenti non in linea o non consoni con l’educazione, il rispetto ed il bon ton, richiesto ai tesserati, saranno problemi suoi in fatto di multe, sanzioni disciplinari interne ecc ecc:
    ma, per favore, aspettiamo a giudicare ciò che vedremo in campo !!
    il corollario, facente parte del suo essere tesserato, sarà un solo problema disciplinare suo…SOLAMENTE SUO ..
    Non facciamo processi a uno che non ha ancora messo piede in campo e nemmeno detto una parola in Sala Stampa, per favore..

    Ciò che ha fatto prima è un problema suo, del Foggia o del Benevento….e chiudo la parentesi . PUNTO

  7. morosky says:

    Comunque complimenti a lei Alessio: noto che è sempre sul pezzo, ottimamente inforNato e competente in materia, diciamo proprio a 360° , with my best regards..
    see you later …a Colecc , next week ( san piova miga )
    your pen pal …friend for articles
    morosky

  8. morosky says:

    sa ghè di eror le colpa dal tradutor ed google, mi a so apena l’italian e al dialett….
    a dig ben ..!!!

  9. Ludovico il Moro says:

    Forse Morosky non hai capito il concetto:

    non si tratta solo di doti comunicative, caratteriali e via dicendo.

    ma anche altro…..

    Il veder passeggiare per Collecchiello certi personaggi,

    c’è da rabbrividire….forse l’esperienza del Romano non è servita

    a nulla……PUNTO!!!!!!!

  10. morosky says:

    Non essendo al corrente del passeggio …
    diurno mattutino ?
    pomeridiano ?
    notturno ??
    non saprei cosa ribattere ( non è obbligatorio, tra l’altro ! )
    se mi illumini apertamente circa la mia ” ignoranza” in merito ai passeggiatori/trici dei personaggi “collecchiellesi”..voglio accertarmi, di persona, se posso o devo rabbrividire pure io ..
    come diceva Checco
    CADO DALLE NUBI ..
    il Romano è capitolo chiuso…se ci sarà una giustizia ORDINARIA E NON SPORTIVA ….CHI HA FATTO DEBITI, BUCHI, PUFFI, PENDING O PUTTANATE IN BILANCIO …credo che dovrà/dovrebbe pagarne le conseguenze …
    esempio : oggi hanno sequestrato il contro valore di 1.700.000 euro in conti correnti, beni immobili, imbarcazioni …ecc …all’ex primario ospedaliero che è stato indagato per reati commessi in area professionale …: a volte la giustizia arriva, tardi ma…a volte arriva ..
    ILLUMINAMI PURE SUI PASSEGGIANTI

  11. Amore per il Parma says:

    Morosky pensa….fino a ieri questo bel tipetto a Parma veniva considerato una brava persona,
    Università. ospedale girava tutto attorno al sig.RE MIDA..
    se pensi che l’Upi lo osannava….fa ti…
    ti ricordo pure che tutto è Partito dalla procura Lumbarda,
    mica dagli uffici di Parma….se aspetti loro….
    e questo vale pure per l’arresto di martedì,
    andrangheta e sponsorizzazioni….
    Procura di Catanzaro….a volte la giustizia arriva si arriva
    ma da molto lontano.