CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / QUANDO LOTTA, SUDORE, MUSCOLI, GRINTA E CATIVERIA (CON UNA T SOLA) HAN LA MEGLIO SUL MESSISMO E IL CRISTIANORONALDISMO…

16 Apr 2018, 13:00 2 Commenti di

gianni-barone.jpg(Gianni Barone) – Dopo la settimana di calcio vero – quello che piace a noi, fatto di lotta, sudore, muscoli, grinta e cativeria, ha la meglio sul messismo (inteso per MESSI) e sul cristianoronaldismo, con l’intermezzo del guardiolismo, imperante in Premier, sotto gli occhi del filosofo degli Zerotituli (anacoluto) – ci accingiamo ad archiviare la giornata nulla di serie B, con i suoi otto pareggi su undici gare, per proiettarci verso una volata finale, quella condita da gare, tutt’altro che facili, banali e dal risultato scontato tipo quella di stasera con l’ASCOLI. Non prima però di aver fatto alcune considerazioni sul pareggio a reti bianche contro il Cittadella, in cui ha prevalso, quello che io definisco, appunto, il calcio vero, senza colpi di tacco o tocchi di suola, quello in cui, come si diceva una volta in letteratura giornalistica (oggi ahìnoi un po’ desueta), i giocatori, in campo, incrociano i bulloni in una sorta di lotta, condita da interventi, duri, al limiti del regolamento, duelli aspri in mezzo al terreno di gioco, qualche briciolo di provocazione, qualche brandello d’insulto, anche IMG-20180412-WA0038da fuori il rettangolo, fra i rispettivi tecnici. Un calcio vero, in poche parole, un calcio quasi di altri tempi, che ci riporta ad gioco spartano, scevro di tatticismi di sorta, tanto a caro a chi, come me, è nato nel triangolo d’oro (CASALE-VERCELLI-NOVARA) del calcio d’antan. In effetti l’ultima gara del TARDINI, apprezzata non da tutti, ci ha fatto assaporare, dalle tribune e dagli schermi un sapore antico, di erba bagnata e calpestata, che, troppo spesso, il calcio moderno ci aveva precluso, facendoci dimenticare, la vera essenza popolare di questo sport, descritto, dai salotti satellitari e digitali, solo come esaltazione e affermazione del campione, del top player, di turno, analizzato e venerato, con enfasi, eccessiva, in tutti i suoi più reconditi aspetti. Finalmente, per una settimana, un giorno, una notte, o due, e speriamo anche di più, dimentichiamoci, delle icone, degli dei in terra del pallone, e proiettiamoci, nel mondo, umile e sincero di un calcio, fatto di calci, calcioni, e sputi in faccia (nel senso metaforico del termine), salutando anche, con più o meno favore, il IMG-20180413-WA0000politicamente scorrettissimo, di un campione (Buffon) che abbandonando i panni del mite e beneaugurante moralista, per sparare a zero non solo sugli arbitri e sulla loro mancanza di buon senso, ma su un intero sistema. Ogni tanto ci vuole, e non ce ne vogliano, i parrucconi, con o senza parrucca o parrucchini, alla Rizzoli e alla Collina, sempre pronti a rassicurare ed affermare la bontà di una classe arbitrale, nazionale e internazionale, di livello decisamente superiore rispetto a chi contesta, chi gioca e a chi si lamenta. Per chi segue, come me, il calcio cosiddetto minore, i moniti dei soloni, di cui sopra, sono continuamente smentiti da un livello decisamente basso, di un classe arbitrale, che spesso e volentieri, non dico con errori, quelli di sicuro superiori a quelli commessi dai calciatori che sbagliano tiri, appoggi, stop e goal, ma con atteggiamenti, irriverenti, indirizzano le partite, e favoriscono i cosiddetti episodi, tanto cari a chi commenta le gare da protagonista e non, che alla fine decidono i risultati, attribuendo, poi, tutte le colpe alla fortuna e alla fortuna, che esistono, a momenti alterni, quando fa comodo tirarli in ballo. Tutto questo per dire che occorre sentirsi ogni tanto protagonisti e non sempre vittime, per meglio comprendere il significato di certi gesti e certe parole. E quindi il pareggio, combattuto, con il Cittadella, ci ha rivelato, un volto, non nascosto, ma coperto da certa ipocrisia che tende sempre a criticare, il non calcio, quelli degli sputi in faccia, sempre metaforici, s’intende, ma il bello della B è proprio questo, quindi ben vengano le punzecchiature tra i due allenatori in panchina (D’Aversa–Venturato), e i duelli verbali a distanza, tra giocatori (LUCARELLI) e allenatore roberto d'aversa dopo parma cittadellaavversario (Venturato sempre lui), e gli incontri scontri, tra giocatori veri, lo ribadiamo tipo quelli tra Munari e Iori sempre Cittadella. Finalmente ci siamo dimenticati, dell’oziosa, e noiosa disputa dei moduli e dei sistemi di gioco(che non sono la stessa cosa), e della supremazia del calcio nelle mani, dei pochi, alla Messi e alla Cristiano Ronaldo, campioni, eletti, a cui tutto e concesso e dovuto. E a proposito di modulo e di sistemi di gioco, è sempre in atto una dialettica sui particolari, irrilevanti per molti, che ci portano ad osservare che ormai esistono due correnti, quasi due veri partiti, anche tra i più quotati addetti lavori: quelli che… il sistema di gioco, e quelli che… il modulo. Esempi illustri tra chi li considera sinonimi, Gianluca Di MARZIO (OLR), espertologo di tutto e di più, Claudio Onofri, commentatore tecnico di SKY, ex giocatore, ex allenatore, ex di tutto o quasi, insieme al suo gianluca-di-marzio-320x187-1.jpgcompagno di telecronaca Daniele Barone, Nicola Binda, esperto di B, per la rosea, e Moreno Longo allenatore del Frosinone, che pur essendo fresco di nomina MASTER a Coverciano, ignora in maniera impudente i diktat, in materia, impartitegli dai suoi inflessibili istruttori federali. Nel partito di quelli del sistema di gioco, usato correttamente e coerentemente, annoveriamo, i coniugi Compagnoni- Leonardi (Vanessa) oltre ai vari talent SKY, tipo Vialli che però è riuscito nell’impresa (involontaria e casuale) di usare nel stesso intervento i due termini (sistema e modulo) a mo di sinonimo, appunto. Particolari irrilevanti direte voi, sofismi, piuttosto qualche strenuo difensore della variabilità e dell’importanza dei sistemi di gioco mi fa notare, che la Roma ha imbrigliato il BARCELLONA, di Messi e Suarez, cambiando sistema, quasi senza averlo mai provato e la stessa cosa è statTrapattoni non dire gattoa riproposta nel derby con la LAZIO. Coincidenze o botte di culo, sta di fatto che in un epoca in cui si potrebbe capire che il modello che tutti avevano intrapreso, il sacchismo, per intenderci, ogni tanto dovrebbe essere sostituito dal trapattonismo, con il quale la nostra nazionale ha vinto gli ultimi due mondiali (1982-2006), che con un catenaccio alto portato nella metà campo avversaria (chiamato pressing), proprio come ha fatto la ROMA, si possono vincere sfide impossibili. In mezzo a tutto questo il nostro PARMA, che ad  Ascoli si troverà di fronte un mazzonista (nel senso di MAZZONE tanto per rimanere in tema) convinto come Cosmi, che dopo aver ceduto al Foggia, di sicuro concederà pochissimo ai crociati, in termini di attimi e centimetri, rendendo la partita più dura del previsto, ma lo spirito da battaglia del PARMA,mazzone-brescia-atalanta deve essere riproposto ancora e anche nelle prossime gare deve essere l’imperativo per uscirne a testa alta al di là di ogni considerazione tattica. Questo nuovo volto del PARMA, da calcio vero deve durare, perché anche con TERNANA, CESENA, E PRO VERCELLI, troverà dei veri e propri muri, nella sua metà d’attacco, quindi avanti con forza, grinta e cativeria, proprio come i vecchi maestri insegnavano e sbraitavano senza paura di essere smentiti. La voglia di vincere deve prevalere sulla paura di perdere e di conseguenza sull’ansia di non riuscire a farcela., con calci sputi e colpi di testa (anche metaforici), proprio come scriveva, negli anni settanta, Paolo Sollier, nella sua autobiografia di calciatore per caso. Un caso che diventa realtà. Gianni Barone

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2 Commenti a “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / QUANDO LOTTA, SUDORE, MUSCOLI, GRINTA E CATIVERIA (CON UNA T SOLA) HAN LA MEGLIO SUL MESSISMO E IL CRISTIANORONALDISMO…”

  1. Gian Marco says:

    Rispondo A JE SUIS sotto articolo di Tegoni..
    Forse hai ragione pure tu x Ciciretti e Ceravolo…ma a me basterebbe come te credo, che ne giochino da campioni anke le ultime 4 o 5 …basta che siano di quelle (promozione diretta o playoff) che ci portano in A.
    D’accordo? Speriamoci.
    Sugli infortuni anch’io sono senza parole, speriamo siano finiti!

  2. Luca says:

    Ok, però adesso mi sembra uno snobismo al contrario: lodare solo chi è “brutto, sporco e cattivo”, mentre chi ha classe e tecnica non merita considerazione. Serve il giusto mix http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif