CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / STIAMO ALLEGRI

14 Mag 2018, 13:00 8 Commenti di

gianni-barone1.jpg(Gianni Barone) – In un clima di attesa, di cauto ottimismo, di speranza, e di lo avevo detto…, bravi i ragazzi… a crederci, e di obiettivi dichiarati, alla vigilia, centrati, vista la certezza del terzo o quarto posto per disputare le semifinali play off, s’inquadrano altri discorsi che nel corso della stagione, vengono affrontati per riempire anche le pagine dei giornali e dei siti web, ma che alla fine passano in secondo piano in quanto l’attenzione è sempre focalizzata altrove. Quindi per raccogliere l’invito di chi dice che i giornalisti devono fare i giornalisti e non gli allenatori – STIAMO ALLEGRI ! – anche se nel mio caso risulta difficile scindere vista la doppia abilitazione sia come giornalista che come allenatore UEFA B, cerchiamo di fare un consuntivo, di natura tecnica, e ahìnoi tattica, della stagione in corso in vista dell’ultima giornata, che si spera sia veramente l’ultima per il PARMA, aiutandoci con i numeri derivati dalle classifiche. Infatti oltre a quella tradizionale dei punti ottenuti, quella che più conta ai fini pratici, si possono stilare anche graduatorie relative alla media punti per barone euefa bpartita per ogni squadra e quella relativa al quoziente reti, vale a dire al rapporto tra le reti segnate e quelle subite che ci portano ad una sorta d’indice di equilibrio tattico, utile a capire l’orientamento generale del campionato, e in particolare delle varie formazioni, in tema di sistemi di gioco adottati e della loro conseguente utilità ed adattabilità. Se la classifica della media punti a partita ricalca, come è ovvio, quella generale, quella relativa al quoziente reti, in virtù della miglior difesa, con 37 reti subite, pone il PARMA al secondo posto con il quoziente 1, 48, alle spalle, ovviamente dell’Empoli (miglior attacco con ben 86 reti segnate) con il quoziente di 1,79, e davanti al Palermo con 1,46, e al Frosinone con 1,40,che pur essendo secondo nella classifica generale, con due punti in più rispetto ai Crociati, si pone in questa speciale graduatoria, soltanto al quarto posto, davanti al Venezia, quinto, con 1,33. Se si sommanobarone pubblicista, poi, i dati del quoziente reti con la media punti ottenuta, si ottiene, come si diceva, un ipotetico indice di equilibrio tattico tra le due fasi di gioco. Ecco: anche in questa lista l’Empoli è in testa con 3,79 ed è seguito ancora dal PARMA con 3,16 che a sua volta precede il Frosinone (terzo) con 3,13  e il Palermo (quarto) con 3,11. Quindi, numeri di equilibrio tattico alla mano, il PARMA meriterebbe la promozione diretta in A, che, invece si potrebbe materializzare, nei fatti, solo in caso di passo falso casalingo del Frosinone col Foggia (basterebbe un pareggio) salvo affermazione della squadra ducale in terra ligure a La Spezia. Ci troviamo, dunque, nella condizione di non credere ai numeri, che di continuo confondono, nascondono e a tratti confutano la realtà perché, lo sappiamo, quanti fattori imponderabili e imprevedibili, condizionano i risultati delle partite e le sentenze dei caressa slidevari campionati? Numeri che quindi non suffragano nessun tipo di tesi sulla bontà dei sistemi rispetto ai famigerati atteggiamenti da tenere e da seguire nelle interpretazioni delle varie situazioni. Un calcio che non è di nessuno, che non trova cittadinanza, in nessuno schema, e talvolta in nessuna delle idee, che un tecnico crede sia la migliore. Un calcio che è libero di interpretare se stesso senza vincoli. Un calcio, come direbbe FABIO CARESSA, che non è il mio calcio  da attribuire a quei tecnici, che lo interpretano come massima applicazione del gioco manovrato, e che è al massimo è di situazione, intesa come variabile alla stato puro. Sofismi, si direbbe, di fronte alla volontà, alla passione, alla preparazione vera e propria, discorsi da giornalista, più che da tecnico e che da tifoso, sempre ammesso che i giornalisti sappiano fare bene, il loro mestiere, checché ne dica (sempre maurizio pistocchinel lecito) il neo campione d’Italia ALLEGRI, sempre alle prese con l’ennesimo, a suo modo di vedere, incompetente o teorico, che gli rivolge rilievi di natura tecnica o tattica. Ma chi vince ha sempre ragione, sia che lo faccia direttamente o con l’ausilio del play off o che si salvi ai play out, o all’ultimo minuto dell’ultima giornata, e quindi non c’è SACCHI, non c’è Sconcerti, non c’è VIALLI o ADANI che tenga: quando si vince tutti i bei discorsi sulla tattica, si vanno a fare benedire. E anche nel caso del PARMA, sarà cosi, se riuscirà a vincere e ad essere promosso: tutto ciò che si è detto e si scritto in questa turbolenta e variegata stagione non conterà più niente. Non conteranno gli slogan del tipo “forte con le forti, e debole con le deboli, o presunte tali”, non conteranno le formule né tanto sconcerti allegrimeno i numeri. Come non conterà dire che quasi tutte le squadre hanno, nel corso, del torneo, alternato da 4 ai 5 o 6 sistemi, con l’eccezione del solo Cittadella di Venturato che ha sempre giocato con lo stesso sistema di gioco (4-3-1-2) approdando ai play off, e del PARMA  e del VENEZIA che hanno cambiato il sistema iniziale solo in occasione di una partita. I Crociati sempre col 4-3-3 tranne una volta col 3-5-2 contro l’EMPOLI, e i lagunari, all’opposto sempre col 3-5-2 tranne che alla prima di campionato contro la Salernitana in cui si sono schierati col 4-3-3.  Se poi aggiungiamo che l’EMPOLI, che ha dominato, da quando ha cambiato l’allenatore, andreazzoli empoliAndreazzoli in luogo di Vivarini, ha sempre giocato col 4-3-1-2, verrebbe da dire che chi cambia meno, vince o ottiene risultati, e chi invece cambia spesso, dando l’impressione di non avere sempre le idee chiare, non sempre risulta vincente o efficace. Semplicistico fin che si vuole il discorso, ma cinicamente rispondente alla realtà. Quindi ha ragione chi, con una mentalità conservativa, crede che partendo da alcune certezze, all’apparenza dogmatiche, si possa ottenere il tanto famigerato equilibrio tecnico, fisico e mentale. Fare tanti giri intorno a numeri e formulette, ritenute tali forse a torto, non paga affatto in termini pratici: questa è la lezione, che scaturisce, da tante parole strombazzate a mezzo stampa e tivvù da parte chi, sempre secondo qualcuno, dovrebbe limitarsi a fare il proprio mestiere e non quello degli altri. A parte che tutti i talent (ex allenatori o giocatori) che fanno gli opinionisti (cavalli) non rubano forse il mestiere ai giornalisti, esercitandone abusivamente la professione (articolo 348 del Codice Penale)? Al di là di chi, come me, ha due abilitazioni, il confine tra una e l’altra è sempre molto sottile, anche se storicamente, in passato, a molti altri tecnici, l’invasione di campo dei cronisti nei territori de sisti banfiminati di  loro competenza, ha sempre dato enorme fastidio: nelle esperienze personali, condivise con l’amico Gabriele MAJO, ricordo particolarmente l’intolleranza dei vari De Sisti, Zoff, Lazaroni, Prandelli, Simoni, pronti polemicamente a consegnare il proprio patentino all’impertinente, al contrario dell’ironico distacco del sempiterno Trap, che ogni qualvolta si trovava in presenza di rilievi tattici nei suoi confronti, amava rispondere con un perentorio “Bravo” (che poi voleva dir “stupid”). Ma, come si diceva all’inizio, in attesa dei verdetti, visto che abbiamo parlato di numeri, siano essi primi o secondi, agli stessi, sarebbero preferibili altri tipi di primi (***ini). O anche di secondi: che so? Cappelletti da sbranare stile Claudia o brasato, o anche solo due fette, offerte dal fesso di turno o da chi, magari, si salva in un play out e poi fa finta di niente senza metter mano al portafoglio… Gianni Barone

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8 Commenti a “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / STIAMO ALLEGRI”

  1. Gian Marco says:

    E’ ovvio che il Parma un zaijc dell’Empoli non ce l’ha in rosa magari per cambiare modulo (passare ad un 3412e quindi l’esempio dell’Empoli non fa testo perché in nessun altro modo l’Empoli potrebbe esprimere un calcio migliore .quindi perché cambiare?
    Gli acquisti tutti azzeccati ruolo per ruolo.
    Anche il Cittadella sono anni che gioca con lo stesso allenatore con lo stessa tattica che rende anch’essa assai , bel gioco ecc..in un ambiente che consente di sbagliare qualche partita senza drammi.
    Noi invece abbiamo (nonostante siamo terzi per ora) in rosa 6 esterni ! Sembrerebbe forzato il Mister ad utilizzare un 433, ma chi non ci assicura che inventandosi anche qualcuno provato in allenamento magari(Siligardi ? Scozzarella?) (Percorso inverso per Pirlo dimostra che si puo per fare un esempio)che possa giocare dietro 2 punte di tanto in tanto, anche perché il nostro gioco gli avversari lo sanno a memoria.
    Sarebbe stato un danno avere qualche idea o spunto in più?
    Credo che ogni allenatore come la stragrande maggioranza , quando serve cambi.
    Non esiste la controprova ma provare mostra lungimiranza ,almeno nell’aver tentato…chi si ostina nelle difficoltà (e NOI ne abbiamo avute tante no?) a non cambiare mai può essere anche un bel testone(guardare Ancelotti giovane che solo oggi elenca i suoi errori di testardaggine) e dobbiamo pure ringraziare il ritmo non travolgente degli avversari.
    Detto la mia personalissima opinione che non deve essere interpretato come un’accusa ma solo critica positiva nonostante siamo li li’ ….FORZA PARMA

  2. Gabriele says:

    A parere mio l’equivoco è pensare che lo stesso sistema di gioco significhi non poter adottare determinati accorgimenti in funzione dell’avversario.
    E’ invece abbastanza singolare non aver letto mai un articolo sulla fase difensiva del parma, che è stata spesso menzionata in termini dispregiativi ma che nei fatti risulta essere redditizia.
    Posso capire il fastidio per il discorso di allegri ma forse un po di ragione ce l’ha nel senso che diversi giornalisti o commentatori partono da un risultato negativo e ci costruiscono sopra problematiche tattiche. Non si parla mai di tattica in mezzo alla settimana, a bocce ferme ed in modo piu generico ma solo per analizzare errori o limiti emersi durante le gare

  3. Luca says:

    Ma infatti negli scontri diretti si è visto che siamo secondi solo all’Empoli. Ci hanno fregato le piccole.

  4. LG says:

    Pur essendo un appassionato di tattica devo dire che al giorno di oggi sta diventando sempre meno importante rispetto all’agonismo, alla forma fisica ed alla voglia di vincere del collettivo. E questo vale sempre di più all’alzarsi della categoria e del livello.
    La tattica perfetta non esiste ma può servire se interpretata per limitare l’avversario o amplificarne le debolezze.
    Nella pratica i due moduli che meglio permettono di occupare omogeneamente il campo sono il 4-3-3 o il 4-4-2, poi si può scegliere altre formule magari x sfruttare al meglio certi giocatori o la rosa nel suo insieme.
    Sempre e solo forza Parma

  5. Pencroff says:

    Io invece sono rimasto indietro. Ho sempre pensato che nel calcio contino i giocatori buoni. Quelli che non sbagliano i passaggi e gli stop. Lanci precisi, aperture che altri non penserebbero nemmeno.
    Insomma i Pirlo, gli Iniesta, i Messi, fatte le dovute proporzioni per la serie B o la serie A bassa

  6. Stefano says:

    Se parliamo di moduli e tattica, la sintesi è che il mondo è bello perchè è vario : ogni sistema di gioco può avere mille varianti in base agli interpreti e ai tempi di gioco e movimento che l’allenatore chiede ai suoi. Sicuramente nelle difficoltà un allenatore viene chiamato a trovare nuove soluzioni;tuttavia c’è sempre da considerare che le prime valutazioni che si fanno per stilare un undici titolare sono di carattere fisico e su questo punto molti nostri giocatori non sono stati in condizione per mesi (vedi siligardi e dezi oltre a Ceravolo). Poi è chiaro che devi vedere che caratteristiche hanno quelli disponibili e se hai giocatori con caratteristiche molto specifiche devi farli giocare seguendo le loro qualità

  7. Jdm says:

    Quindi sema spacè

  8. Pencroff says:

    No, al fat l’è che Perma la nè miga Parigi, checchè se ne dica, e che al Perma al ne miga col ed Buffon Cannavaro Thuram. Gira intorno alla serie A, un po’ sotto a dire il vero. In B, speriamo di no, può succedere di rimanerci. Tre anni fa avremmo firnato il totale consenso ad una posizione quale quella di oggi. Insomma, ad oggi, per esempio, non il Barcellona o il Real ma la stessa Atalanta (Gaspeini e giocatori ambiti dalle grandi) è altra cosa. Se non capiamo che è una diversità di struttura si continuerà a star male e piagnucolare. La tattica, come ben dice Stefano, continua a dipendere dalle qualità degli interpreti e de mister. Che tattica vuoi fare se molti passaggi vengono effettuati verso giocatori marcatissimi che, invece, avrebbero bisogno di tre o quattro metri liberi per stoppare e controllare la palla?