CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone – QUALCHE RIFLESSIONE SULL’INCHIESTA SPEZIA-PARMA

10 Giu 2018, 17:30 4 Commenti di

gianni barone(Gianni Barone) – In questa calda domenica di Giugno che indurrebbe tutti a farsi un bel bagno, magari proprio nel Golfo di La Spezia, ci tocca col badile smuovere i fanghi attorno alla partita valsa la promozione delle promozioni dei Crociati, appunto quello Spezia-Parma del 18 Maggio 2018. Già, 18 Maggio, per via dei corsi e dei ricorsi storici una salutare grattatina a ciò che ci è rimasto dell’apparato di un tempo è necessaria, se si considera che il precedente 18 Maggio fu quello del 2014 che sancì il diritto sul campo a partecipare alla seguente Europa League, possibilità poi immediatamente svanita per via di quei 300.000 euro tardivamente versati dal Ghiro & C., atto prima di una precipitosa discesa che ci portò tra i Dilettanti prima della risalita record con tre promozioni tre: ora il rischio che per una leggerezza possa addirittura esser cancellato il “Come noi nessuno mAi” aleggia tra i più pessimisti: possibilità estremamente remota come ci conforta l’Avvocato Paolo Malvisi, firma illustre, temporibus illis di StadioTardini il quale, intercettato da Parma Today paolo malvisipoche ore fa ha dichiarato: “Tre sms sono il nulla”. Questo il virgolettato completo dell’uomo di legge, che tra l’altro, in serie C, è  delegato di Lega nell’ambito della Commissione Sicurezza e Controllo Sportivo: “Non possono tre messaggi mettere a rischio la promozione del Parma. Ci deve essere ben altro per un eventuale deferimento. Probabilmente la vicenda si chiuderà con l’archiviazione e solo tre sms – che non sono nemmeno congruenti tra di loro – non presuppongono un deferimento né per i giocatori né per la società per responsabilità oggettiva. Francamente eviterei di parlare di sanzioni, perché c’è un problema grosso di impatto mediatico. Visto che sono situazioni molto complesse evitiamo gli allarmismi. Sulla base delle indagini che farà la Procura bisogna sapere se c’è archiviazione o deferimento. In base alla mia esperienza finirà tutto in una bolla di sapone. Tre sms sono praticamente il nulla”. Se il noto professionista induce ad esser prudenti e a non sbilanciarsi su quale sarà il futuro, al contrario ci sono alcuni organi di cor sport procura incalzastampa che ci stanno marciando in verso contrario, come ad esempio la versione rossa (Centro Italia) del Corriere dello Sport Stadio che, da falco, titola: “Messaggi Sospetti. La Procura incalza”, dando un’impronta visibilmente colpevolista, elencando, nel pezzo a firma di Tullio Calzone, che il rischio per la società è un deferimento per responsabilità oggettiva: articolo 1 del Codice di Giustizia Sportiva (slealtà per l’inopportunità dell’invio del messaggio a pochi giorni dalla partita) oppure per l’articolo 7 CGS (per tanto illecito). Esclusa in ogni caso, la responsabilità diretta del club emiliano non essendo coinvolto alcun suo legale rappresentante”. Bontà sua, verrebbe da dire… Facendo un passo indietro di 24 ore, anche 30 ormai, ma ancora non m’è passata la nausea, qualche fastidio lo ha provocato la visione delle locandine dei giornali locali che campeggiavano ieri dinnanzi le edicole della città dell’Arsenale: in particolare – poco consona ai fatti e con un virgolettato attribuito allo Spezia, senza che dello Spezia abbia mai parlato con loro o qualcun spezia locandinealtro, almeno ufficialmente – quella de La Nazione, che si divide il mercato della carta stampata del posto con il Secolo XIX: “Spezia: «Pressioni per perdere con il Parma»”. Nelle due pagine interne, manco una riga di virgolettato di qualcuno che potesse giustificare un urlo del genere. Deontologicamente credo si possa stigmatizzare. Già c’è un “odio” (per me senza senso) tra le due tifoserie estreme un tempo gemellate, già questa vicenda rischia di aumentarlo, se poi ci si marcia, amplificando, come cronisti non stiamo facendo il nostro corretto lavoro. Anzi. L’impressione che ne può sommariamente derivare, agli occhi di chi si fa un’opinione a caldo, come avviene ora ai tempi dei social, è che lo Spezia abbia denunziato il Parma per fargli uno sgarro; probabilmente, invece, una corretta lettura, o per lo meno più equilibrata, va nella direzione di un loro volersi tutelare. data la delicatezza della questione e del momento. Chi ha ricevuto gli SMS (noto che il Fatto Quotidiano, invece, parla di Whatsapp che ha rovinato la festa al Parma, e anch’io propendo sul fatto che possa essere stato questa moderna app più che l’ormai obsoleto sistema degli short message, ma poco cambia, se non la velocità e facilità di esecuzione, magari con inserimento di emoticons che, almeno secondo chi li usa abitualmente, sono parte integrante di un testo, chissà se è così pure per gli austeri giudici che magari usano il telefono solo per telefonare e non per farci anche il caffé o fare il simpa tredicenne con cuoricinil fatto parma whatsappi e faccine), sentendosi a disagio e per non  incorrere nella sanzione di omessa denuncia, la denuncia, esercitando un proprio dovere, l’hanno fatta. Poi, giustamente, dopo essersi scaricati l’incombenza e la coscienza, mo’ saranno problemi del Parma e di chi deve giudicare quanto quelle comunicazioni fossero una pressione a perdere. Tolto che le pressioni a perdere penso si esercitino diversamente da due o tre sms o Whatsapp, sia pure palesemente da evitare e i cui contenuti (circa “Ci vediamo prossimamente” e “Mi raccomando non picchiatemi troppo…” secondo la GdP), al di là della pelosa curiosità di qualcuno, il club penso abbia fatto bene a non rivelare direttamente per evitare l’ulteriore beffa per eventuale violazione del segreto istruttorio, segreto, peraltro, violato, da chi – come giustamente rimarcato dalla Società – ha spifferato ai media dell’inchiesta. Sarà perché anch’io SONO della vecchia guardia come Sandro Piovani (se fosse rimasto pubblicista anche lui avrebbe il tesserpiovani il bel tacerino color verde come il mio e non vinaccia), ma condivido (“quoto” per i più giovani) il suo pezzo di stamani «Il bel tacer non fu mai scritto»: col suggerimento “meglio bloccare le tastiere dei cellulari”. Ecco come argomenta il collega il suo pensiero:  “Tutto questo polverone da cosa nasce? Da tre sms «ingenui». E inutili. Che due giocatori esperti come Fabio Ceravolo (31 anni) ed Emanuele Calaiò (36) hanno spedito a due colleghi-amici e, per 90′, avversari. Due giocatori, Ceravolo e Calaiò, che conoscono bene il calcio italiano, fondato più sul sospetto che sulla meritocrazia. Per questo l’ingenuità commessa quattro giorni prima della gara è incomprensibile. Ingenuità che i giocatori crociati evidentemente non faggiano festeggiatohanno saputo valutare, nonostante l’esperienza. Ecco perché, in casi come questi, deve venire in soccorso la società. Con un regolamento interno inflessibile e severo, un regolamento che non presti il fianco a nessun fraintendimento. I calciatori non sono bambocci ma evidentemente a certe tentazioni proprio non sanno resistere. Per questo vanno indirizzati sulla giusta strada. E’ evidente che l’inchiesta della Procura Federale sia un atto dovuto ma è altrettanto evidente che nasca da sms giudicati ambigui. Non proposte di combine, tanto meno di denaro e tanto meno di accordi sottobanco. Ci mancherebbe. Sms semplicemente ambigui, spediti da ragazzi poco avveduti. Meglio non rischiare però con la giustizia sportiva”. Regolamenti interni severi e inflessibili? Sulla carta ceravolo instagramesistono già, certo implementabili, a mio modo di vedere dovrebbero essere soprattutto fatti rispettare con un certo rigore, senza far finta di niente. L’impressione che ho io è che ci sia troppo permissivismo: poi la Promozione ha cancellato tutto, ma molti tifosi, inclusi e soprattutto i Boys, non è che abbiano mai goduto le frequenti esternazioni, alcune francamente pure discutibili, sui social di alcuni giocatori: lo stesso Ceravolo, uno dei protagonisti di questa vicenda, è ad esempio tra i più assidui compositori da social: e se può farlo lì che è pubblico, why not? in privato? Se la serie A, come tutti auspichiamo, sarà confermata, sarà bene cogliere questa lezione, cercando di essere ed avere a tutti livelli atteggiamenti da top professionisti. Va infine salutato con estremo piacere l’editoriale su TuttoSport di Xavier Jacobelli che, dopo jacobelli tuttosportl’involontaria cura dei fanghi di queste ultime ore, è stato un vero toccasana per chi ama con cuore sincero i colori Crociati: “Attenti alle colate di fango”. Jacobelli appunta: “Il Parma ha riconquistato sul campo la serie A e nessuno, senza uno straccio di prova, si può permettere di metterla in dubbio. Il Parma merita rispetto, lo stesso cui hanno diritto lo  Spezia e i giocatori coinvolti nella vicenda. Ecco perché bisogna stare molto attenti alle colate di fango, alle congetture, alle supposizioni sparate a casaccio. Gli scandali di questi anni dovrebbero avere insegnato molto. O almeno qualcosa. Anche alla giustizia sportiva”. Il Parma stesso, stanco delle continue insinuazioni interessate degli ultimi anni da più parti (in primis Zamparini, ma anche il suo ex dipendente Tedino e Lovisa, del Pordenone, e buon ultimo Lo Monaco del Catania) nella nota stampa emessa il giorno dopo l’emerge dei fatti, ha fatto capire che la misura è ricolma e che farà fare gli straordinari al proprio ufficio legale per rintuzzare chi insisterà ad azionare la macchina del fango. Sempre da Tuttosport, il corrispondente dalla Spezia Armando Napoletano, ha riferito delle scritte apparse all’esterno del Centro Sportivo Ferdeghini, ove ha sede la società bianconera: alcune erano inneggianti ai delatori Pippo De Col e Filippo Masi (“visti come la faccia onesta della storia”), altri contro Claudio Terzi, il capitano della squadra bianconera e verso Calaiò. Oltre che verso parte della stampa. Ecco questi murales contribuiscono a render ancora più fosca la situazione, magari agli occhi di chi deve giudicare serenamente e che potrebbe esser trasportato lontano dai binari che a noi paiono più razionali (cioè l’ingenua cavolata) per pensare a chissà quale trama. Gianni Barone

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4 Commenti a “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone – QUALCHE RIFLESSIONE SULL’INCHIESTA SPEZIA-PARMA”

  1. Luca says:

    Non vorrei che i 2 dello Spezia andati in procura abbiano subito minacce e pressioni da parte dei tifosi.

  2. Gabriele says:

    Un gran bell articolo.
    Ha fatto bene a riportare L opinione di malvisi che per quello che posso capire mi sembra abbia fatto in analisi impeccabile e previsioni verosimili.
    Fa anche bene a rimarcare, quasi ad approvare, eventuali azioni del Parma verso una parte di stampa perché non sono mancati commenti ed articoli che lo meriterebbero.
    Al tempo stesso però non so fino a che punto si possa sostenere gesto ingenuo dei giocatori. Sarà perché nei messaggi non è possibile evincere il tono ma a me il messaggio di calaio non è piaciuto per niente e tanti in tutta Italia lo hanno interpretato come me. Comunque vada il danno lo abbiamo subito e dal mio punto di vista è molto grave perché il 99% degli sportivi non sa neanche cos e l art 1 l art 6 etc, punibili o meno la sintesi è che qualcuno ha mandato messaggi prima della partita decisiva. A me fa molto male la cosa, non infierisco sul giocatore perché non ne vale neppure la pena, pure il capitano ha fatto, boccaccia mia statte zitta

  3. Segreto istruttorio says:

    Segreto istruttorio? Se non l’ha capito è la procura federale che sta facendo l’inchiesta, mica un triibunale, non possono obbligare proprio nessuno a tenere segrero niente, possono solo prendere deciisioni in merito ai tesserati su questioni sportive in ambito sportivo.

  4. LG says:

    Comunque pare si stia già andando verso l’archiviazione…