ARIA CONDIZIONATA di Luca Savarese (1^ Puntata) – Una lezione Mondiale: la morte dei solisti, la vita delle squadre

08 Lug 2018, 00:00 2 Commenti di

Torna Aria Condizionata di Luca Savarese. Anche quest’estate siete liberi di sentirla (è bassa non c’è da temere per la cervicale…) dove meglio credete: al mare, in montagna, in città, in salotto, in cortile magari mentre con un pallone tra i piedi state giocando a muretto con i vostri amici. Un appuntamento che ci accompagnerà, alla domenica, che avrà un quid di Parma, certo, pur sviluppando vari spunti, altre storie pallonare…

aria condizionata(Luca Savarese) – Chissà cosa potranno gustare i nuovi seggiolini gialli che da pochi giorni occupano la curva nord. Di sicuro gesta nuove, di sicuro momenti nuovi. Un’ondata gialla ha travolto il cuore pulsante del tifo parmense. Chissà, che da quei seggiolini si potranno apprezzare giocate funamboliche dei singoli o strategie di squadra, oppure vedere improvvisamente talenti affannati e invece compagini organizzate e senza tanti fronzoli. In attesa del prossimo campionato crociato, una cosa è certa e si Luca Savareseevince da quello che sta accadendo in Russia, all’interno del Mondiale numero 21 della storia. D’accordo, gli azzurri non sono stati all’altezza di qualificarsi, ma stanno emergendo dei dati interessanti, uno su tutti. Russia 2018 non è un paese per solisti solipsisti. Via in un batter di ciglia, Reus, Messi, Isco, Cristiano Ronaldo, Suarez, Neymar. Molti li pensavano come i sicuri deus ex machina. Giocatori di una caratura superiore, eppure da soli non sono riusciti a portare avanti le loro nazionali. Sembra un effetto domino che la storia del calcio o il calcio della storia stava premeditando da un po’, come a dire: guardate che non basta essere belli e sapere dare del tu al pallone, perché poi questo bisogna farlo girare, tenerlo lontano dalle terre di mezzo avversarie, amministrarlo e possibilmente, buttarlo curva nord zabajonedentro. Solisti disarmati della corazzata della collettività, a questo mondiale, non servono. Cosa allora risulta più utile e più vincente? Un’orchestra dove ognuno suoni al meglio i propri strumenti, qui esce una musica di un certo livello e qui sono utili e non nocivi anche le qualità del singolo. Belgio ed Inghilterra ci raccontano questo. La Francia, pur colma di genietti, è magistralmente cucinata con una genuina farina di squadra. Il campionato mondiale russo sta fortemente ostracizzando quel “Dagliela al campione che ci pensa lui”. Forse il nuovo slogan da coniare, potrebbe essere questo: “Costruisci una squadra capace di andare al di là delle lune del singolo e avrai lunga vita”. Chissà se dai nuovi seggiolini gialli, in curva nord, si potrà magari meditare anche a questo… Luca Savarese

Carmina Parma, In Evidenza, News

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2 Commenti a “ARIA CONDIZIONATA di Luca Savarese (1^ Puntata) – Una lezione Mondiale: la morte dei solisti, la vita delle squadre”

  1. morosky says:

    Beh, il CAMPIONE DA SOLO
    ( forse… Maradona escluso, MA PURE LUI AVEVA UNO O DUE SQUADRONI PAZZESCHI …sia nel ’82 che nell ’86 ) non ha mai vinto nulla , o quasi !!

    Si potrebbe ribadire, a seguito dell’articolo, che, di fatto, come già sottolineato, questi grandi campioni e/o FUORICLASSE citati,
    NON AVEVANO LA SQUADRA FORTE CHE SUPPORTASSE POI LE LORO QUALITA’ SUPERIORI ALLA MEDIA ..

    sia la Spagna che la Germania, OLTRE A GIOCARE CON RITMI LENTISSIMI E PREVEDIBILI, bisogna considerare che i loro campioni avevano tutti 4 ANNI IN + rispetto ai mondiali precedenti…

    PORTOGALLO idem con meno talenti

    ARGENTINA forte da metà campo in avanti ( ICARDI a casa, DIBALA sempre in panchina, una BI-MONARCHIA MESSI & MASCHERANO che, di fatto, ha esautorato il tatuato SAMPAOLI…)

    insomma è il solito discorso:
    in un gruppo di GRANDI GIOCATORI FORTI ….guidati da un coach con gli attributi ( ANCELLOTTI CONTE GUARDIOLA MOURIGNO in stretto ordine alfabetico )
    la presenza del FUORICLASSE fa fare il salto di qualità perché, spesso, con un paio delle sue GIOCATE-INVENZIONI ti risolve la gara…

  2. Luca says:

    Però tutte le semifinaliste dono zeppe di campioni, che però appunto funzionano in un contesto di squadra.

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