CARO CALAIO’, NON ARRENDERTI: LA LETTERA APERTA ALL’ARCIERE DEL NOSTRO LUCA SAVARESE IN APERTURA DELLA PAGINA DEL “FILO DIRETTO” DI TUTTOSPORT

26 Lug 2018, 12:00 19 Commenti di

tuttosport filo diretto lettera savarese a calaiòCon grande soddisfazione registriamo il bel gol del nostro Luca Savarese, la cui Lettera Aperta all’Arciere, pubblicata martedì 24 Luglio 2018 su StadioTardini.it, apre oggi la seguitissima pagina “Filo Diretto” di Tuttosport. Il quotidiano diretto da Xavier Jacobelli, che aveva subito sposato la causa del giocatore e del Parma definendoli totalmente innocenti nella nota vicenda giudiziario-sportiva che li vede coinvolti, deve aver ravvisato nella composizione del nostro autore il coraggio di sapere andare in un’altra direzione rispetto al solito marasma mediatico di cose trite e ritrite e soprattutto la proverbiale delicatezza con cui il Savarese sa narrare le storie di calcio. In questo caso, poi, a Luca ha fatto onore andare un po’ controcorrente schierandosi con Emanuele Calaiò, troppo presto scaricato da alcuni sostenitori gialloblù che han troppo presto dimenticato i suoi gol che hanno scandito le ultime due promozioni del Parma (e senza il quale i Crociati avevano vissuto il momento peggiore della scorsa stagione). L’Arciere, come si può immaginare, non sta vivendo certo ore felici dopo la pesantissima sentenza in primo grado che tutti auspichiamo possa venir cancellata in Appello, e immaginiamo gli possa far piacere che ci sia chi sta con lui nonostante la disavventura. (ST)

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Stadio Tardini

19 Commenti a “CARO CALAIO’, NON ARRENDERTI: LA LETTERA APERTA ALL’ARCIERE DEL NOSTRO LUCA SAVARESE IN APERTURA DELLA PAGINA DEL “FILO DIRETTO” DI TUTTOSPORT”

  1. Luca Savarese says:

    Vi racconto una piccola cosa, anzi due. L’idea della Lettera all’Arciere, mi e’ sorta martedì sera in montagna, musica nelle cuffie sul tavolo del soggiorno, mentre il resto della mia truppa era affaccendata in visione di fiction. Non credevo potesse fare questo bel viaggio e finire addirittura sulle colonne di Tuttosport, di cui ringrazio vivamente il direttore Jacobelli per la pubblicazione. La seconda cosa che vi racconto è in realtà un grazie a Gabriele: maestro e autore, uniti da un fil rouge, anzi giallo azzurro crociato…

    • Demo says:

      Luca una domanda per lei e per majo: mi sono perso una cosa..ma del col ha affermato alla procura (e poi confermato dal tribunale ) che non era così amico con Calaiò e che non si scrivevano da Natale senza cmq avere toni scherzosi..mentre ora ho letto i whatsapp molto scherzosi di del col a Calaiò di marzo e aprile! Ecco, tutto ciò è stato fatto vedere dal Parma durante il processo oppure è l asso nella manica per il ricorso d appello? Grazie

      • Gabriele Majo says:

        Rispondo io perché la materia è di mia competenza.

        L’interrogatorio dei due spezzini era ampio ed articolato: ma la Procura Federale, evidentemente, ha evidenziato solo le parti che facevano loro comodo. Anzi: sono stati loro stessi a dichiarare a verbale che Calaiò si lamentava anche in allenamento per i loro interventi un po’ duri.

        Ma di questo, come del fatto che abbiano ottemperato a un preciso ordine dei dirigenti dello Spezia non c’è traccia durante il dibattimento.

        Diciamo che il TFN si è appiattito (espressione a loro cara) sul deferimento della Procura.

        Per esempio è abbastanza non corrispondente ai fatti la circostanza asserita in sentenza che non ci fosse familiarità o spirito da caserma tra De Col e Calaiò (non so con Terzi ma per quattro anni sono stati compagni e come ricordava Ceresini il difensore aveva caldeggiato l’acquisto dell?Arciere a un altro club) e a dimostrarlo bastano i nomi storpiati a mo’ di Sturmtruppen sia dei famosi tre o quattro noti messaggini al centro della vicenda giudiziaria, sia quelli nuovi usciti in queste ore che dimostrano come Calaiò e De Col si fossero scritti almeno in altre due occasioni dopo Natale.

        Della vicenda, che mi sarebbe piaciuto approfondire, ma oggi non sono riuscito a trovare il tempo, parla piuttosto diffusamente in un articolo scritto piuttosto bene Guglielmo Trupo (ecco il link: http://www.parmatoday.it/sport/parma-sentenza-penalizzazione-sms-calaio.html)

  2. Teresita says:

    Complimenti all’articolo di Luca Savarese che sostiene uno dei pilastri del Parma! E un caro saluto al direttore Gabriele Maio!

  3. Antonio says:

    Direttore, mi rifaccio alla questione “amicizia De Col Terzi Calaiò”, il dispositivo della sentenza la fa apparire come inesistente rendendo di fatto il 3 messaggi messi sotto la lente di ingrandimento certamente più “maliziosi”. Nella stesso dispositivo “scompaiono” anche le lamente in allenamento per l’eccessiva durezza, lamentata dal Calaiò dei due giocatori dello Spezia, liquidate con un “non ti hanno mai rotto una gamba” in sostanza. L’avvocato di Calaiò è rimasto in assoluto silenzio dopo la sentenza non unendosi al coro di coloro che abbaiano (perchè parlare non è il verbo che gli si addice), lei pensa che questa del rapporto tra i 3 sia una delle carte (spero ne abbia anche altre ovviamente) su cui si baserà per ribaltare o quantomeno ammorbidire, la sentenza, iniqua verso Calaiò, di primo grado?

  4. Antonio says:

    Grazie della risposta Direttore. Una cosa che ritengo abbastanza evidente ed incontrovertibile è che il TF nelle sentenze Foggia Parma e Cesena (perchè non se ne parla ma il Cesena seppur scomparso è stato comunque giudicato al contrario del Chievo) abbia sancito che la stagione “in corso” è quella 1 luglio 2018 30 giugno 2019 ed è quella in cui le sentenze trovano la loro afflittività. Nel dispositivo della sentenza Parma viene espressamente indicato (art 18 comma 1 lettera G). Il Foggià è già passato per l’appello e aldilà delle motivazioni della riduzione di pena che non ci riguardano ne interessano ritengo importante che al punto in questione (stagione in corso deputata quale stagione in cui la pena deve essere scontata 2018-2019) non è stato mossa alcuna obbiezione. E’ d’accordo?

    • Gabriele Majo says:

      Sì, diciamo che quella conferma può essere importante perché in effetti la datazione della stagione in cui una pena va scontata è uno di quegli aspetti discrezionali lasciati al giudice non essendoci un articolo che espliciti in modo chiaro ed univocabile il quando.
      Quindi è confortante che il TFN non abbia contraddetto sé stesso, creando una innovativa giurisprudenza (nel caso del Parma è stato facilitato dal fatto che una apertura in quel senso gliela avesse offerta la stessa Procura Federale indicando la pena subordinata a quella principale: ma ancor più importante è stato il verdetto Cesena, quello che ha fatto di nuovo imbufalire Gozzi, l’amico di Morosky, cioè il presidente della Virtus Entella, in quanto anche in questo caso, sebbene si stia parlando di defunti, la sentenza emessa fa riferimento alla stagione 2018-19.
      Ma come rimarca lei il fatto che per il Foggia sia stata la stessa Corta d’Appello a confermare il trend è molto favorevole.
      Tutto questo, però, resta in sottordine all’argomento principale che è uno solo: il Parma deve uscire completamente pulito da questa storiaccia, perché non ha fatto niente e perché quello di Calaiò non è un tentato illecito sportivo. Per cui avrò piena soddisfazione con la derubricazione da tentato illecito a slealtà sportiva, soluzione che noi di StadioTardini.it indichiamo fin dall’inizio di questa storiaccia come la più equilibrata e corretta.

      • Antonio says:

        Anche io Direttore… magari r8cordiamo ogni tanto anche Venezia Bari e il goal al 90imo di Tuta e il biscotto andato a male del presidente Zamparini… oppure i 58 milioni che sembrerebbe che il Re degli Onesti Zamparini abbia lasciato di buco alla Banca Popolare di Vicenza (su 570 di default)… non sarebbe male ogni tanto ricordarlo… magari anche al caro Gianmarva che vuol far credere che gli Onesti vivono solo a Palermo e il resto dell’Italia è corrotto e colluso… pensi lei…….

        • Douglas says:

          Io ricordo un partito … a Tardini che ho visto Io …epoca Ghirardi …Parma Palermo …vinciamo Noi … Allenatore di Palermo era il Grande Signore Guidolin … giorno dopo esonoarto di zampa … pi’u tarde e’ venuto a Parma …Guidolin ..
          Siamo ” La Bestia Negra ” di zamparini .
          Sicuro che lui ha dei incubi di Parma Calcio ….

      • Antonio says:

        Anche io Direttore… magari ricordiamo ogni tanto anche Venezia Bari e il goal al 90imo di Tuta e il biscotto andato a male del presidente Zamparini… oppure i 58 milioni che sembrerebbe che il Re degli Onesti Zamparini abbia lasciato di buco alla Banca Popolare di Vicenza (su 570 di default)… non sarebbe male ogni tanto ricordarlo… magari anche al caro Gianmarva che vuol far credere che gli Onesti vivono solo a Palermo e il resto dell’Italia è corrotto e colluso… pensi lei……. E magari al buon (si fa per dire) Gianmarva vorrei ricordare che richiedere i tabulati non è una questione che può riguardare la giustizia sportiva ma quella ordinaria quindi se è a quello che mira può sempre rivolgersi ad essa e ottenere (se ritenuto opportuno) i suoi agonisti tabulati di Ceravolo sempre che prima non sua già partita una richiesta delle GdF per i suoi e quelli del suo burattinaio

        • Ale S. says:

          E già che ci siamo, ricordiamoci anche di quando una quindidicina di anni fa, Zamparini era proprietario del Venezia, comprò il Palermo, fece trasferire tutti i giocatori (o almeno quelli buoni) direttamente dal ritiro del Venezia a quello del Palermo, senza pagare un euro. E il Venezia fallì di lì a poco.
          Oppure ricordiamoci l’operazione sul marchio del Palermo venduto a 40 mln a una sua società estera e mai pagato, dopodiché fusione tra le due entità, col risultato che il Palermo si è ritrovato il suo bel marchio ipervalutato, mentre il debito non pagato per il prezzo di cessione è sparito.
          E noi dobbiamo subire lezioni di correttezza da questo soggetto?

      • Demo says:

        Il caso Gianello (difeso sempre da Chiacchio) fa scuola! In tribunale 3 anni a lui e -2 al napoli..ma in appello derubricazione a slealtà con sola ammenda per il Napoli e qualche mese a gianello ( e li era evidente il tentativo di combine )!

  5. Luca says:

    Al netto della stupida leggerezza di Calaiò, 2 anni di squalifica sono il classico giustizialismo per il popolino sempre alla ricerca di un colpevole. Bravo Luca a difenderlo.

  6. Antonio says:

    Direttore, noto nelle dichiarazioni ultime di Carra un cambio di strategia e una se non netta almeno marcata presa di distanza del Parma dalla posizione di Calaiò (5 punti sono troppi non eravamo a conoscenza dei fatti che ci contestano anche se non discuto della responsabilità oggettiva che esiste). Umanamente non la trovo bella questa cosa ma ho anche grossi dubbi che questa sia la linea giusta per avere “giustizia” in appello. Senza la derubricazione del reato da illecito a slealtà i punti di penalizzazione rimangono (magari con lo sconticino) e rimane sicuramente la squalifica (magari portata a 18 mesi) per Calaiò e quindi un fine carriera triste ed ingiusto per 3 messaggi del cazzein. Io spero che gli avvocati non siano così remissimivi come Carra, lei cosa ne pensa?

    • Gabriele Majo says:

      E’ vero che mi sono preso la libertà di commentare le vicende connesse al processo, e non mi tiro indietro, però non mi metta in difficoltà a farmi commentare le dichiarazioni dell’amministratore delegato dell’azienda di cui sono un dipendente.
      Il mio pensiero è noto da tempo ormai: io non sono affatto per lo sconticino o lo sconticione; per me la corretta via è la derubricazione. Corretta via non solo per noi parmigiani, ma obiettivamente…
      Circa Calaiò, pur amichevolmente auspicando una assoluzione con formula piena, la trovo abbastanza improbabile: la punizione, però, potrebbe lo stesso scaturire on una squalifica correlata alla fattispecie della “slealtà sportiva”. Art. 1 che, come noto, pur prevedendo la “responsabilità oggettiva”, non comporta tra le pene per i club penalizzazioni in punti.

      • Antonio says:

        La ringrazio Direttore, a volte dimentico il particolare del “dipendente” che (giustamente) deve comunque lealtà al proprio datore di lavoro. Tirarla per la giacchetta in cosiderazioni di questo tipo non è stata una grande idea. Per farmi perdonare le dico che su Cassano sono in piena sintonia con Carra “mai dire mai” soprattutto se la parte più difficile per Cassano è passata (la preparazione) visto che per me è ancora oggi uno che in 20 minuti può cambiare il risultato di una partita con tro chiunque. Saluti